Alda Merini e il diritto all’oblìo.

In tema di diritto all’oblio non ho le granitiche certezze di molti miei colleghi, fautori di un diritto all’ informazione pura e semplice e della necessità di un  controllo “spasmodico” delle notizie presenti su internet da parte di chiunque e per sempre.

Non ho ad esempio le certezze che hanno da un lato coloro che gestiscono i motori di ricerca  e che vedono con grande apprensione l’affermazione del diritto all’oblio che obbligherebbe gli stessi soggetti a dover porre estrema attenzione ( e personale aziendale) alle richieste di cancellazione provenienti da chi ritiene leso il proprio ( o quello dei propri congiunti) diritto alla riservatezza.

Mi rendo anche conto di avere una posizione “eretica” in materia eppure non riesco ancora a ritenere del tutto conforme al nostro ordinamento costituzionale un provvedimento come quello  del Tribunale Civile di Bologna – Sezione Specializzata Industriale Civile, Dott. Maurizio Atzori, del 17 marzo 2011 http://www.filodiritto.com/index.php?azione=archivionews&idnotizia=3013 che, in relazione a notizie confidenziali sulla grande poetessa Alda Merini  apparse in un libro postumo e contestate dagli eredi di quest’ultima avrebbe sentenziato  “Va però precisato che la irrintracciabilità di inediti nel libro di Mastrosimone, non esaurisce le problematiche del rapporto tra diritto di informazione e riservatezza, in considerazione del riconoscimento del diritto all’oblio e cioè del diritto a vedere non più pubblicate notizie già note. In questo caso, però, ad un anno soltanto dalla morte di un personaggio assai noto nel panorama culturale contemporaneo (si rifletta al fatto che più volte è stata proposta la sua candidatura al Nobel per la letteratura) non vi è dubbio che sussista ancora l’interesse a che notizie, appartenenti alla sfera privata, siano comunque conosciute e nuovamente diffuse.”

on ritengo conforme al dettato costituzionale l’assoluta conoscibilità di ogni elemento della vita di soggetti deceduti che non abbia fra l’altro alcuna attinenza con informazioni di carattere giudiziario né ritengo che un diritto onnicomprensivo all’informazione debba fornire al pubblico telematico e non  tutto ciò di cui è “vorace”, lasciando insoluti i dubbi sul controllo delle fonti o sull’opportunità di dare in pasto  al pubblico qualsiasi elemento della vita di un soggetto ancorchè celebre.

Sarebbe forse il momento di avviare una riflessione pacata sul contemperamento tra diritto alla riservatezza e diritto all’informazione dei cittadini sulla rete internet cercando anche di fornire un’ informazione corretta su quello che è veramente il diritto all’oblìo non cedendo alle  tentazioni semplificatorie in cui sembrano cadere anche fonti generalmente  equilibrate quali wikipedia, secondo qui fra l’altro Il diritto all’oblio è una particolare forma di garanzia che prevede la non diffondibilità di precedenti pregiudizievoli, per tali intendendosi propriamente i precedenti giudiziari di una persona. In base a questo principio, non è legittimo diffondere dati circa condanne ricevute o comunque altri dati sensibili di analogo argomento, salvo che si tratti di casi particolari ricollegabili a fatti di cronaca”.

La definizione di wikipedia non corrisponde a ciò che tradizionalmente si intende come diritto all’oblio e ritengo  che affermare anche in giudizio il diritto di tutti noi a riconoscerci “custodi” del nostro privato possa essere un esercizio di umiltà spirituale e un omaggio postumo, questo si da ricordare, ad una persona meravigliosamente “folle” quale era Alda Merini.

Fulvio Sarzana

www.fulviosarzana.it
Studio Legale Roma Sarzana & Associati

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This entry was posted on martedì, marzo 22nd, 2011 at 23:53 and is filed under Blog. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0 feed. You can leave a response, or trackback from your own site.

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