Copyright e Ue: si cerca di estendere la durata del diritto d’autore:ma è utile questa riforma?

Anna Masera, su lastampa.it di qualche giorno fa ci informa di un’altra “brillante” iniziativa in tema di copyright che l’Ue si appresterebbe a varare.

In particolare il Coreper (Comitato dei rappresentanti permanenti del Consiglio Ue) il 9 settembre intenderebbe riproporre una direttiva presentata più o meno  un paio di anni fa per estendere i diritti connessi ai diritti d’autore da 50 a 95 anni.

Le motivazioni  “ufficiali” di questa modifica sono ben spiegati dagli esperti consultati dalla Columnist della Stampa. 

” . La prima  ( motivazione ndr) di carattere previdenziale perché consentirebbe agli interpreti, specie quelli di minor successo, di continuare per più tempo a trarre dei ricavi dalla propria produzione artistica e questo anche quando abbiano ormai smesso di creare e vivano conseguentemente il periodo di maggiore vulnerabilità economica.
La seconda di tipo incentivante (tipica di ogni intervento legislativo in materia di proprietà intellettuale) perchè una tutela più estesa equivarrebbe ad una maggiore aspettativa di guadagno e dovrebbe, quindi, stimolare maggiormente gli interpreti a dedicarsi all’attività artistica ed i produttori ad investire in essa.
La terza, infine, protezionistica in quanto il riconoscimento di un diritto connesso più lungo permetterebbe di scongiurare un abbandono del mercato musicale europeo a vantaggio di quello americano, su cui viene già accordato un periodo di tutela più lungo rispetto a quelle odierno europeo. Secondo la Commissione, infatti, se questa differenza dovesse persistere gli interpreti sarebbero spinti a legarsi con le case di produzione americane le quali ne indirizzerebbero la produzione artistica in accordo ai gusti ed alle esigenze del mercato statunitense”.

Date le motivazioni ufficiali che soprendono non poco soprattutto in riferimento ai principi protezionistici che hanno tutto il carattere di una vera e propria motivazione di “facciata” in un contesto Europeo che dovrebbe essere invece improntato alla massima circolazione dei beni e servizi in ambito intra ed extra europeo mi sorge il sospetto che l’adeguamento abbia a che fare con l’invecchiamento della popolazione del vecchio continente che oramai è divenuta esponenziale rispetto ai paesi emergenti.

Il che ci fa pensare che i “vecchietti” del copyright debbano essere più tutelati ripsetto a coloro ( i giovani) che invece si vorrebbero ( ma solo formalmente) tutekare a fini pensionistici.

Mi sorge anche il dubbio che il termine di 95 anni si possa avvicinare “pericolosamente” all’età del neo Commissario straordinario della Siae italiana, Rondi, che come è noto veleggia oramai oltre i 90 anni.

La norma mi sembra inutile e dannosa, oltrechè essere “paludata” da motivazioni che il prof Ricolfi, di Nexa, non esita giustamente a criticare in quanto stumentali all’adozione della modifica anzichè essere supportate da un esame critico delle conseguenze di un’estensione siffatta.

Fossi tra i presentatori inoltre io, visti i precedenti statunitensi, farei gli scongiuri.

Negli Usa infatti il presentatore della norma poi approvata dal Congresso ovvero il cantante Sonny Bono  che ha dato il nome al provvedimento   che  aumentava i limiti temporali di scadenza   del diritto d’autore è deceduto subito dopo l’approvazione del Sonny Bono Act, sciando tra le nevi del Colorado.

Come forse direbbe Totò potremmo esclamare , “non è vero ma ci credo”.

Attendiamo dunque con fiducia  il 9 settembre.

 

 

Fulvio Sarzana

www.fulviosarzana.it
Studio Legale Roma Sarzana & Associati
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This entry was posted on sabato, settembre 3rd, 2011 at 16:00 and is filed under Blog. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0 feed. You can leave a response, or trackback from your own site.

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