Documenti contabili tenuti in modalità informatica e fallimento. La perdita di dati informatici da un computer può determinare un’ipotesi di bancarotta documentale.

Le imprese devono mettere molta attenzione nella tenuta e  conservazione dei dati informatici contabili

Perché se per un crash del sistema o per altri motivi le scritture contabili vanno perse, in caso di fallimento dell’azienda la perdita anche accidentale può realizzare un’ipotesi di bancarotta documentale.

E’ quanto ha stabilito la Corte di  Cassazione  nella Sent. n. 35886 del 20/07/2009 secondo la quale “È configurabile il delitto di bancarotta semplice documentale nel caso di perdita, per comportamento negligente o imprudente, della “memoria” informatica del computer contenente le annotazioni delle indicazioni contabili. (In motivazione, la S.C. ha richiamato la previsione di cui all’ultimo comma dell’art. 2220 cod. civ., ai sensi del quale le scritture e i documenti di cui alla stessa disposizione possono essere conservati sotto forma di registrazioni su supporti di immagini, sempre che le registrazioni corrispondano ai documenti e possano in ogni momento essere rese leggibili con mezzi messi a disposizione dal soggetto che utilizza detti supporti).

Peraltro a partire dall’inizio del 2009 anche la formazione e la  tenuta dei libri contabili ( oltre alla conservazione prevista dall’art 2220 del codice civile), può essere effettuata tramite strumenti informatici, secondo  il complesso procedimento previsto dall’art 2215 bis del codice civile.

L’art. 2215-bis introdotto nel corpo del codice civile dall’art. 16, comma 12-bis del D.L. 29 novembre 2008, n. 185 (c.d. decreto anticrisi), convertito nella Legge del 28 gennaio 2009, n. 2, è diretto a disciplinare la tenuta informatica delle scritture contabili delle imprese.

Pertanto, libri, repertori e tutta la documentazione obbligatoria possono essere tenuti e formati su supporto informatico, mentre non cambiano, invece, le norme che disciplinano le modalità di conservazione sostitutiva di detti documenti.

Sotto il profilo della conservazione degli stessi libri e registri continua infatti ad operare quanto disposto dall’articolo 2220 del codice civile, dalle regole tecniche rilasciate dal CNIPA e, a fini fiscali, dalle disposizioni dettate dal D.M. 23 gennaio 2004.

La Cassazione  peraltro non ha probabilmente ritenuto di  applicare l’ipotesi di bancarotta documentale anche alla formazione dei libri contabili  in quanto le nuove modalità di tenuta operano in relazione alle operazioni del periodo di imposta 2009, non ritenendosi operativa per le annualità precedenti alla entrata in vigore della L. 2/2009 di conversione del D.L. 185/2008.

Fulvio Sarzana

www.fulviosarzana.it
Studio Legale Roma Sarzana & Associati
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This entry was posted on martedì, dicembre 7th, 2010 at 13:02 and is filed under Blog. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0 feed. You can leave a response, or trackback from your own site.

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