E ora cosa succede alla #salvasallusti in discussione al Senato? Dalla Commissione all’Aula e viceversa in poche ore.

Come si sa, il DDL salva-Sallusti sulla riforma della diffamazione, dopo un iter movimentato in Aula, giace in Commissione Giustizia al Senato ed è oggetto in queste ore di un’aspra discussione per trovare un punto di incontro.

La Commissione Giustizia in verità parrebbe non trovare un punto di incontro e lo scenario più realistico che si prospetta è il seguente.

La Commissione Giustizia entro stasera  licenzia un testo condiviso  esclusivamente sul punto di cui all’articolo 1, ed in particolar modo solo sulla questione su cui è inciampato il senato, ovvero l’emendamento Mugnai sulle pene accessorie ai giornalisti, che dovrebbe essere arrivato a questa formulazione.

art. 1

1.700 (testo 5)
Balboni, Mugnai

al comma 1, lettera a),  capoverso “art.13”, sostituire il comma 4 con il seguente:

“4. Il giudice, in caso di condanna per il delitto di cui al comma 1 puo’ applicare, tenuto conto della gravita’ dei fatti, la pena accessoria dell’interdizione dalla professione di giornalista per un periodo da uno a tre mesi. In caso di nuova condana, il giudice puo’ applicare, tenuto conto della gravita’ dei fatti, la pena accessoria dell’interdizione dalla professione di giornalista da uno a sei mesi. Ad ogni ulteriore condanna pe ril reato di cui al comma 1, commesso nei due anni successivi alla precedente sentenza di condanna, il giudice puo’ applicare, tenuto conto della gravita’ dei fatti, la pena accessoria dell’interdizione dalla professione di giornalista da un mese a un anno”.

In realtà, come si era capito sin da subito la scorsa settimana dagli interventi che si sono succeduti, non c’è alcuna intenzione di arrivare ad una reale formulazione  della norma, come dimostrano anche le dichiarazioni del Capogruppo del PD presso la Commissione Giustizia Silvia della Monica, che ha parlato di impossibilità di giungere ad alcuna formulazione condivisa.

L’ipotesi più probabile è che il DDL #Salvasallusti arrivi comunque in Aula domani con la risoluzione del solo problema delle pene accessorie dei giornalisti e che l’Aula del Senato, verificata l’impossibilità di proseguire rimandi un’altra volta la norma in Commissione, decretandone il definitivo decesso.

La sorte di Sallusti è dunque legata ad un emendamento che verrà inserito alla Camera  in questi giorni sulla norma di riforma delle misure alternative al carcere quali la messa in prova.

L’emendamento molto probabilmente si limiterà ad eliminare il carcere per i casi di diffamazione, per “salvare” praticamente Sallusti, e i casi simili ai suoi, senza altre norme.

Molto probabilmente però la norma si scontrerà con le stesse obiezioni che ne hanno decretato la “morte al Senato”.

In ogni caso, analizzando le vicissitudini del DDL Salvasallusti, e i balletti e le piroette di una norma che sembrava cosa fatta, ritorna alla   mente la famosa massima di Otto Von Bismarck. “Se ti piacciono le leggi e le salsicce, non guardare mai come vengono fatte”.

Fulvio Sarzana

www.fulviosarzana.it
Studio Legale Roma Sarzana & Associati
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This entry was posted on martedì, novembre 6th, 2012 at 13:49 and is filed under Blog. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0 feed. You can leave a response, or trackback from your own site.

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