ESCLUSIVO. I documenti Riservati del Governo Italiano su Privacy e sicurezza in discussione il 4 e 5 a Bruxelles. L’Italia propone le sue modifiche alle norme comunitarie sulla privacy.

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Si tiene giovedì 4 e venerdì 5 dicembre a Bruxelles il secondo Consiglio Giustizia e affari interni del Semestre di Presidenza Italiano del Consiglio dell’Ue.

I lavori dei ministri europei sono presieduti dal Ministro della Giustizia Andrea Orlando, giovedì,  e dal Ministro degli Interni  Angelino Alfano, il giorno seguente.  http://italia2014.eu/it/news/post/dicembre/cons-gai-4_5-dic/

L’Italia ha pronto un ampio pacchetto di modifiche alle norme in tema di privacy e sicurezza, attualmente in discussione presso la UE,  che il sottoscritto ha potuto visionare, e che è contenuto in  tre documenti : uno “state of play”, un documento orientativo focalizzato sui principi dell’one stop shop,  ovvero dell’Autorità competente a decidere sulla violazione dei dati personali,  e quello più delicato che coinvolge il settore pubblico, ed è sottoposto dal Governo  Italiano alla clausola di riservatezza.

Il tema delle modifiche al complesso comunitario in tema di privacy  ha visto gli Sherpa Italiani  confrontarsi in maniera approfondita con gli altri Stati membri del Consiglio, e pur essendosi registrato un dibattito molto serrato, sembra che il dossier sia stato trattato in modo completamente  diverso   da  quello relativo al roaming ed alla  net neutrality, oggetto del’incontro tra I ministri delle tlc il 27  novembre scorso.

Il Governo Italiano, nonostante alcuni dubbi,  sembra infatti  aver approfondito in maniera adeguata il fascicolo, complice forse anche del fatto che le proposte pare siano state sottoposte anche all’attenzione degli Uffici  del Garante Italiano e che  l’ex segretario generale del Garante Privacy diretto all’epoca da  Stefano Rodotà, il Magistrato Giovanni Buttarelli, ( il vero ghostwriter del Codice per la protezione dei dati personali nel 2003)  sia stato nominato Garante Europeo dei dati personali http://www.ansa.it/europa/notizie/rubriche/altrenews/2014/11/27/da-capigruppo-pe-via-libera-a-buttarelli-garante-ue-dati_dd331730-60b9-43dc-ae55-686d260a8950.html .

Tra gli argomenti trattati si segnala  la questione dello sportello unico (one stop shop), ovvero dell’Autorità competente a decidere sulla violazione dei dati personali,  che è stato oggetto di un dibattito orientativo in occasione del consiglio GAI del 5 giugno 2014, e per il quale le delegazioni degli Stati membri non hanno trovato ancora un accordo, in particolare per quanto riguarda le competenze da attribuire a tale autorità, e il rapporto con le autorità nazionali garanti della protezione dei dati personali.

L’Italia propone una sorta di “compromesso”, che attribuisce di fatto la competenza a decidere delle controversie  in tema di privacy in ambito locale al Garante nazionale, mentre per quel che riguarda le controversie transfrontaliere si assisterebbe ad una procedura di co-decisione tra Autorità garante di diverse nazioni, con la possibilità per il Consumatore di avvalersi del Garante più vicino per ragioni di prossimità.

La soluzione di co-decisione e di appello  non era scontata dal momento che il servizio giuridico della Commissione Europea   aveva  sollevato   il dubbio che il meccanismo proposto non sarebbe stato  in linea con il principio di sussidiarietà.

Interessanti anche le soluzioni trovate dal Governo Italiano, questa volta nel  documento riservato, in ordine ai documenti detenuti dalle Pubbliche Amministrazioni per le quali si prevede:

“This Regulation allows the principle of public access to official documents to be taken into account when applying the provisions set out in this Regulation. Public access to official documents may be considered as a public interest. Personal data in documents held by a public authority or a public body should be able to be publicly disclosed by this authority or body if the disclosure is provided for by Union law or Member State law to which the public authority or public body is subject. Such laws should reconcile the interest of public access to official documents and public sector information with the right to the protection of personal data. The reference to public authorities and bodies should in this context include all authorities or other bodies covered by Member State law on public access to documents.

Directive 2003/98/EC of the European Parliament and of the Council of 17 November 2003 on the re-use of public sector information leaves intact and in no way affects the level of protection of individuals with regard to the processing of personal data under the provisions of Union and national law, and in particular does not alter the obligations and rights set out in this Regulation. In particular, that Directive should not apply to documents access to which is excluded or restricted by virtue of the access regimes on the grounds of protection of personal data, and parts of documents accessible by virtue of those regimes which contain personal data the re-use of which has been defined by law as being incompatible with the law concerning the protection of individuals with regard to the processing of personal data”.

E, senz’altro interessanti  appaiono le considerazioni svolte dal Governo Italiano nel documento riservato  in base alle quali appare necessario  bilanciare   il diritto alla privacy con l’attività giornalistica, e che può essere lasciato allo Stato Membro il compito di stabilire norme più favorevoli,  a protezione di interessi pubblici  diversi da quelli legati alla sola tutela della privacy:

Article 80

Processing of personal data and freedom of expression and information

1. The national law of the Member State shall (…) reconcile the right to the protection of personal data pursuant to this Regulation with the right to freedom of expression and information, including the processing of personal data for journalistic purposes and the purposes of academic, artistic or literary expression.”

Rimangono i dubbi sull’effettività del sistema messo in piedi dall’Italia in caso di trattamenti transfrontalieri e quelli relativi all’Autorità leader nella procedura di co-decisione in caso la controversia riguardi i giganti della Rete ed i singoli consumatori, dal momento che rimangono in piedi le regole sulla competenza del Garante del luogo di stabilimento dell’impresa.

Per il resto però la soluzione italiana appare essere un discreto compromesso tra le diverse sensibilità degli Stati Membri del Consiglio.

Fulvio Sarzana

www.fulviosarzana.it
Studio Legale Roma Sarzana & Associati
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This entry was posted on martedì, dicembre 2nd, 2014 at 15:53 and is filed under Blog. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0 feed. You can leave a response, or trackback from your own site.

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