Frode informatica attraverso il Wi Fi. Come proteggersi.

” Vorrei esporre il mio caso per avere qualche suggerimento su come comportarmi. Nel giro di un anno e mezzo sono stato convocato ben tre volte dalla Polizia Postale e sempre per lo stesso motivo: qualche ignoto delinquente informatico ha effettuato transazioni su carte Poste Pay utilizzando il mio IP, così che risultassero effettuati dal mio computer, per importi fortunatamente assai modesti, nell’ordine di alcune decine di euro, ma che comunque sono bastati per far aprire fascicoli a mio carico.”

Sono casi più frequenti di quanto non si creda. «Capita che malintenzionati sfruttino reti Wi-Fi aperte o poco protette per commettere reati senza lasciare traccia», ci spiega Fulvio Sarzana, avvocato specializzato in diritto di internet. «Per commettere truffe o persino per scaricare file pedopornografici. È successo di recente a un utente: finito in tribunale perché un altro ha commesso questo reato tramite la sua rete Wi-Fi. Per fortuna il giudice ha capito che l’illecito non era stato fatto dall’imputato e l’ha assolto», continua. Rischiamo insomma non solo di essere chiamati dalla Polizia Postale a rispondere di un crimine altrui, ma anche di finire in tribunale. E può essere difficile provare la nostra innocenza, se il malintenzionato non ha lasciato tracce.

continua su Kataweb

Fulvio Sarzana

www.fulviosarzana.it
Studio Legale Roma Sarzana & Associati
Share Button

Tags: , , , , , , ,

This entry was posted on lunedì, ottobre 29th, 2012 at 07:26 and is filed under Blog. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0 feed. You can leave a response, or trackback from your own site.

avatar
 
Loading Facebook Comments ...

Leave Reply

*
= 4 + 0

Moderazione dei commenti attiva. Il tuo commento non apparirà immediatamente.