Google, il Copyright on line e gli accordi con le Major musicali e cinematografiche: chi controllerà i controllori?

 Google, senza intervenire sui contenuti, sarebbe disposta a fornire un servizio di rintracciabilità di siti che violano il copyright online. 

 Il motore di ricerca sarebbe dunque disposto ad aiutare i produttori di “contenuti” ovvero le Major cinematografiche e musicali  a individuare i link tramite i quali  le violazioni di copyright commesse on-line, fornendo i link ai siti “pirati” ma senza intervenire sulla rimozione dei materiali illecitamente diffusi in rete.

 E’ quanto sostiene il sito Cnet, ripreso da varie fonti, che, per prima aveva anticipato una lettera inviata dal Dirigente di Google James Pond ai produttori di contenuti cinematografici e musicali, per poi ricevere conferma da fonti interne allo stesso Motore di Ricerca.

Il prezzo delle ricerche per le Major sarebbe di 5 dollari per ogni 1000 ricerche effettuate da Google.

 Lo stesso Portavoce ha peraltro precisato che non ci sono piani di modifica delle richieste di rimozione dei contenuti illegali e che la stessa società non ha alcuna intenzione di richiedere pagamenti per le rimozioni.

 La procedura di Google    per la rimozione dei contenuti illegali peraltro è estremamente chiara e si riassume in obblighi di notifica delle violazioni e possibilità di contro notifica e richiama direttamente il Digital Millenium Copyright Act, ovvero la norma statunitense in materia, che va ben ricordato e tenuto presente, prevede anche la responsabilità del motore di ricerca, diversamente dalle norme europee in tema di commercio elettronico.

 Da qui, ritengo la forte attenzione del Gigante Californiano al problema delle violazioni di Copyright on line e la ricerca di un possibile accordo con le Major.

 Il lancio di questo nuovo servizio, se mai ci sarà, mi sembra indice di una chiara politica da parte del Gigante Californiano, ovvero l’adesione agli ordini dei giudici, per quanto possano sembrare anomali come i casi Italiani hanno dimostrato, in casi di denunciate violazioni di norme o di previsioni contrattuali, e il “rimpallo” di responsabilità nel denunciare attività illegali, al di là ovviamente delle procedure classiche di “removal”, in caso tali denunce non provengano dall’Autorità giudiziaria o amministrativa.

 In sostanza Google non agirebbe direttamente per prevenire attività illegali, al di là dei servizi-filtro che già esistono come Youtube content ID, ed è logico che sia cosi, ma se viene a conoscenza di attività illecite ( o potenzialmente tali) avendole magari rilevate essa stessa nel contesto magari di un accordo contrattuale con le major, rimanda a queste ultime la “patata bollente” rinviando a queste ultime il da farsi.

 Preparandosi, si suppone, a rimuovere i contenuti dai motori in caso di ordine del Giudice.

Fulvio Sarzana

www.fulviosarzana.it
Studio Legale Roma Sarzana & Associati
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This entry was posted on venerdì, ottobre 15th, 2010 at 11:33 and is filed under Blog. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0 feed. You can leave a response, or trackback from your own site.

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