L’AGCOM propone un’ agenda digitale per l’Italia.“Buona la prima” per la cabina di regia, per il wireless in ambito pubblico e per il commercio elettronico, troppa timidezza sulle frequenze.

L’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni ha inviato una segnalazione a Governo e Parlamento in vista del varo del pacchetto liberalizzazioni.

L’obiettivo, si legge nel documento Agcom è quello di “governare la modernizzazione del Paese instradandola sulle reti e i servizi di nuova generazione”.

Il documento presenta notevoli elementi positivi, vista fra l’altro l’Autorità che l’ha emanato.

E’ senz’altro da “sposare” la tesi dell’Autorità sulla creazione di una “cabina di regia” gestita dal ministro dello Sviluppo economico che coordini e renda trasparente l’azione dei vari attori coinvolti (Governo, Regioni, Enti locali, Autorità).

Il motivo principale di questa precisazione appare essere di natura eminentemente pratica.

Lo “spacchettamento” delle competenze in tema di innovazione tecnologica tra il ministro Profumo del MIUR e il suo collega Patroni Griffi al ministero della funzione pubblica ,non ha infatti tenuto in considerazione che i “cordoni” della borsa in tema di innovazione tecnologica, ovvero i soldi che arrivano prima di tutto dalle istituzioni comunitarie per i bandi di innovazione tecnologica sono in realtà nella disponibilità del MISE.

Ha dunque ragione l’AGCOm quando ritiene che la regia dei progetti debba essere attribuita al Ministro Passera.

Ottime anche le osservazioni sullo sviluppo del wireless e sugli accordi di roaming ( impropriamente detto) per lo sviluppo del wi fi, così come la proposizione di modifiche normative in tema di commercio elettronico ( prima fra tutte l’abolizione della norma del codcie del consumo che svantaggia le transazioni elettroniche cd balzello digitale e l’utilizzo della PEC in funzione anti-abuso di posizione dominante di Poste Italiane).

Qualche dubbio sussiste invece sia per il nuovo ruolo che l’AGCOM rivendica per censire la posa in opera di reti di comunicazione elettronica sulla scorta dell’analoga norma in tema di frequenze e siti di trasmissione che non vedo come possa essere realizzata e che porterebbe in ogni caso ulteriori adempimenti burocratici a carico delle azione del comparto TLC.

Consapevole probabilmente delle critiche di questi ultimi mesi l’AGCOM, che pure aveva partecipato alla genesi del procedimento sul beauty contest in materia di assegnazione delle frequenze del cd dividendo digitale, si tiene a debita distanza dal fornire soluzioni specifiche in materia limitandosi a richiamare la politica europea in tema di spettro radio e segnalando che l’utilizzo delle frequenze da parte dello Stato e dei privati deve tenere conto della necessità di garantire adeguata remunerazione della risorsa scarsa.

Fra le righe si legge quindi una sconfessione della stessa procedura di beauty contest che avrebbe assegnato le frequenze a titolo gratuito.

Ma questo si sa, l’aveva già detto il Ministro Passera.

In definitiva un buon documento programmatico.

Fulvio Sarzana

www.fulviosarzana.it
Studio Legale Roma Sarzana & Associati
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This entry was posted on giovedì, gennaio 12th, 2012 at 14:42 and is filed under Blog. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0 feed. You can leave a response, or trackback from your own site.

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