L’inibizione degli utenti Web e gli “strani segnali” del Legislatore.L’esempio dell’AAMS.

Correva l’anno 2006 e la “Madre” di tutte le “Inibizioni web” veniva varata con un Decreto della Direzione Generale dell’Amministrazione Autonoma dei Monopoli di Stato, con il quale si inibiva , tramite i provider italiani ( loro malgrado peraltro) l’accesso ai siti  di giochi telematici “non autorizzati”, suscitando un intenso dibattito sulle potenziali ricadute in termini di censura del navigatore telematico, che tali procedure potevano generare.

Si leggeva infatti nel comunicato stampa dell’Amministrazione dei Monopoli di Stato 

 “Il Legislatore, allo scopo di contrastare i crescenti fenomeni di illegalità (in particolare le truffe sempre più numerose che vengono segnalate dai giocatori), connessi alla distribuzione on-line dei giochi con vincite in denaro, ha inserito nel testo della Legge Finanziaria 2006 le disposizioni in oggetto, prevedendo, in particolare, l’obbligo, a carico dei fornitori di connettività alla rete Internet o dei gestori delle altre reti, di inibire, sulla base di apposita e formale comunicazione di AAMS, l’utilizzazione delle reti stesse nel caso di svolgimento di giochi da parte di operatori privi di titoli autorizzatori o abilitativi o che comunque operino in violazione delle norme di legge o di regolamento ovvero dei limiti o delle prescrizioni definiti da AAMS stessa.

In caso di violazione di tali obblighi AAMS può irrogare ai suddetti fornitori di connettività o gestori delle altre reti sanzioni  amministrative da 30 mila a 180 mila euro, come specificamente previsto dalla Legge in questione.”

Il navigatore italiano che si reca su uno di questi siti, che in alcuni casi sono in regola con le concessioni nei paesi di origine, si trova di fronte ad una pagina come questa .

Ad oggi questa procedura ha consentino di individuare 2547 siti che non possono essere visionati dagli utenti Italiani, con un aumento di 147 siti rispetto alla rilevazione precedente.

Sbaglierò, ma da alcuni segnali che  mi giungono  da diverse fonti sembra che sarà questa la strada che deciderà di intraprendere il Legislatore Italiano per “colpire” tecnicamente i reati compiuti tramite il web e che non riescono ad essere perseguiti perchè compiuti all’estero ( ovvero perchè all’estero siano collocati gli stessi siti o i server).

Nel frattempo allego qui  il mio pensiero di allora ( che è rimasto lo stesso di oggi, tranne i chili in più del sottoscritto, -di allora ovviamente- ).

sarzana tg3

Fulvio Sarzana

www.fulviosarzana.it
Studio Legale Roma Sarzana & Associati
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This entry was posted on giovedì, ottobre 14th, 2010 at 11:14 and is filed under Blog. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0 feed. You can leave a response, or trackback from your own site.

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