Perché il Decreto sviluppo impedirà le intercettazioni:risposta ad un lettore di Valigia Blu.

In un post di ieri, nel commentare la bozza del decreto sviluppo pubblicata da Repubblica.it  ponevo seri dubbi sull’art 13 del decreto per gli impatti che tale articolo sembra avere sulla possibilità di intercettare i telefonini mobili.

Rispondo molto volentieri ad un lettore di Valigia blu che ha formulato delle obiezioni alla mia teoria secondo la quale il decreto sviluppo renderà molto più difficili le intercettazioni.

Questa l’ obiezione del lettore:

 “Sono contrario come voi alle varie leggi sulle intercettazioni di questo Governo, ma sono anche un ingegnere elettronico. Mi dispiace ma avete preso una cantonata. Come è scritto chiaramente anche nel vostro articolo, ci si riferisce alle SIM abilitate al solo traffico telematico, cioè quelle inserite nelle “chiavette Internet” e nei tablet come l’iPad, ma non nei cellulari (che sono abilitate anche al traffico telefonico). Non è possibile nemmeno oggi intercettare telefonate fatte da queste SIM, semplicemente perché non è possibile usarle per telefonare. Ovviamente, si può comunicare tramite rete 3G in moltissimi modi, anche telefonando con Skype e simili, con metodi che però sono generalmente criptati e dunque in ogni caso non intercettabili.”

Questa la mia risposta:

 Gentile Ing. Elettronico, ho letto la sua mail e ritengo di doverle precisare alcune cose:

 1)      la norma contenuta nel decreto sviluppo si riferisce alle SIM dati, e questo, come lei rileva, è chiaramente indicato nell’articolo, peccato però che le identificazioni  delle SIM dati abbiano la stessa identica regolamentazione delle SIM voce, cioè quelle adottate per telefonare, e anche questo è chiaramente indicato nell’articolo.

Le riporto in proposito la norma attualmente in vigore, ovvero   l’art 2 legge 155/2005 ( meglio nota come decreto pisanu) . “All’articolo 55, comma 7, del decreto legislativo 1° agosto 2003, n. 259, le parole «al momento dell’attivazione del servizio.» sono sostituite dalle seguenti: «prima dell’attivazione del servizio, al momento della consegna o messa a disposizione della occorrente scheda elettronica (S.I.M.). Le predette imprese adottano tutte le necessarie misure affinche’ venga garantita l’acquisizione dei dati anagrafici riportati su un documento di identità, nonche’ del tipo, del numero e della riproduzione del documento presentato dall’acquirente, ed assicurano il corretto trattamento dei dati acquisiti.».

Lei nota un differenza tra le SIM dati e le SIM voce per caso? NO, nemmeno io. E nonostante il successivo articolo 2 bis provi ad affermare che il decreto si applichi solo alle Sim dati non vedo traccia dell’abrogazione dell’art 55 soprastante, quindi posso legittimamente pensare che la norma si applichi, cosi com’è, anche alle SIM usate per telefonare.

2)      Ora le faccio un esempio: io appartengo ad una organizzazione criminale, oppure sono un politico che vuole truccare degli appalti o che vuole proteggere la sua amante che sa troppe cose, mi faccio una SIM dati praticamente anonima, come previsto dal nuovo decreto, visto che posso fornire all’operatore di telefonia mobile un  numero di cellulare non italiano oppure clonato  oppure che appartiene a mia zia, mia nonna, il pizzicagnolo sotto casa, un prestanome, un signore incontrato per strada a cui chiedo la gentilezza di ricevere un SMS da un operatore di telefonia mobile, diversamente da quanto avviene oggi con l’identificazione certa di chi acquista una SIM, poi metto la mia bella chiavetta nel PC e utilizzo Skype per chiacchierare con tutti gli altri allegri criminali che hanno fatto lo stesso.

 Grazie al decreto sviluppo quindi:

3)       non potrò sapere chi sta telefonando o collegandosi ad internet dalla SIM

4)      La magistratura ci metterà un “casino” di tempo a capire a chi appartiene il numero che ho dato per avere l’SMS, soprattutto se questo numero non è italiano e per questo motivo dovrà disporre una rogatoria internazionale, nel frattempo l’obiettivo dei criminali è morto e l’appalto è stato aggiudicato da un pezzo.

5)      L’utilizzo di Skype come giustamente dice Lei, è criptato e non posso quindi intercettarlo, quindi grazie al decreto sviluppo avrò una SIM anonima e un sistema di comunicazione ( skype) non  intercettabile, bello eh?

6)      A chi crede che servirà questa norma? A me o a Lei che non abbiamo nulla da nascondere o ad altri?

7)      Sempre grazie al decreto sviluppo in ogni caso anche se non uso Skype, l’operatore di telefonia mobile non conserverà più i dati archiviati  relativi a quella SIM, in virtù dell’abrogazione operata a fine dell’anno scorso della parte del decreto Pisanu sul wi fi, e segnatamente dai commi 4 e 5 dell’art 7, che disponevano “sono stabilite le misure che il titolare o il gestore di un esercizio in cui si svolgono le attività di cui al comma 1, è tenuto ad osservare per il monitoraggio delle operazioni dell’utente e per l’archiviazione dei relativi dati “ e che oggi si applicheranno anche alle SIM.

8)      Quindi i dati di monitoraggio e di archiviazione dei dati non ci saranno più per le SIM, bello eh? E che cosa risponderanno gli operatori di telefonia mobile agli inquirenti che richiedono questi dati che sospettano appartenere a un politico corrotto o a un mafioso?  “Non ce le abbiamo mi dispiace, del resto non siamo mica più obbligati, grazie al decreto sviluppo!”

Ora tutto ciò va benissimo per il wi fi, che presenta collegamenti fisici in grado di far svolgere comunque le indagini e che  non ha mai avuto in 6 anni di applicazione della legge pisanu una sola intercettazione su un hotspot, almeno a mia conoscenza,  MA non può valere per le SIM di telefonia mobile, che noi italiani usiamo anche a letto quando andiamo a dormire,  siano esse voce o dati, perché altrimenti avremo   il risultato che i vari criminali ( oppure politici che truccano appalti etc etc) l’avranno tranquillamente fatta franca senza prove della commissione del loro reato, bello eh?-

Lei pensa che l’SMS su un numero fornito all’operatore mobile per avere la SIM  sia un elemento univoco per identificare l’utente?

9)      Legga per cortesia questo articolo disponibile su internet e mi dica cosa ne pensa: http://www.butta.org/?p=593

 

Lei dice poi  “Non è possibile nemmeno oggi intercettare telefonate fatte da queste SIM, semplicemente perché non è possibile usarle per telefonare.”

Credo che sia rimasto un po’ indietro, almeno di vent’anni.

Se lei legge la disciplina delle intercettazioni contenuta nel codice di procedura penale  si imbatterà negli art 266 e 266 bis, quest’ultima norma in particolare si intitola:  “Art. 266-bis. Intercettazioni di comunicazioni informatiche o telematiche.

  1. Nei procedimenti relativi ai reati indicati nell’articolo 266, nonché a quelli commessi mediante l’impiego di tecnologie informatiche o telematiche, è consentita l’intercettazione del flusso di comunicazioni relativo a sistemi informatici o telematici ovvero intercorrente tra più sistemi.”

Come vede le intercettazioni telematiche si fanno, avoglia se si fanno.

Ora, come vede, questa piccola norma contenuta nel decreto sviluppo ( piccola riguardo a chi l’ha proposta per scopi esclusivamente economici e di rivalsa nei confronti dei piccoli provider che fanno wi fi, senza rendersi conto di che cosa sta introducendo) è in grado di impedire di fatto le intercettazioni.

Sono convinto che ne converrà con me.

Fulvio Sarzana

www.fulviosarzana.it
Studio Legale Roma Sarzana & Associati
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This entry was posted on giovedì, ottobre 27th, 2011 at 14:20 and is filed under Blog. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0 feed. You can leave a response, or trackback from your own site.

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