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Digital censorship – Italian judges close down disaster information site

Imagine the closing of an entire newspaper/magazine/portal online because judges deem one simple phrase published, on one of its pages,  to be defamatory.  No need to imagine it, as it’s already happened this month – not in China, as one might think, but in the heart of the EU; Italian judges, deeming one phrase published on the disaster information site Vajont.info to be defamatory (injuring the reputation of two of Italy’s highest profile politicians), and have apparently instructed  Italian ISP’s to block access to the site.

The Vajont dam disaster happend in 1963 when a landslide fall into a resevoir caused a flood that swept through the Vajont river valley causing up to 2,000 deaths. Political intrigue, alleged cover ups and court cases followed and the vajont.info site acts as a portal to information regarding the disaster and events that followed.

On Friday Italian newspapers  reported that high-profile parliamentarian (and lawyer) Maurizio Paniz had won a defamation action against the vajont.info webmaster Tizziano Dal Farra, which had resulted in the ‘seizure’ (and effective closure) of the vajont.info site.  A Judge in the provincial capital of Belluno ruled that  the site should be obfuscated, and ordered Italy’s 226 Internet Service Providers to ‘inhibit its respective users access to the address www.vajont.info, to its relative alias and to dominion names present and future forwarding to the same site, at the static IP address that at the moment of the enforcement of the seizure results associated to the aforementioned dominion name and to every other static ip address associated to in in the future (interdiction to the address resolution via DNS)”2

And while there seems to be some confusion as to whether the order has been carried out – vajont.info is still accessible to this monkey, for example, browsing, at the time of writing, via a telecom italia account – the intent of the order is clear, and more than a little worrying. It’s not the first time that a site has been blocked by court order in Italy (PirateBay for example is not accessible directly through Italian ISPs), but it does appear to be the first time it’s happened for a phrase deemed as defamatory; the concerns are obvious – if a full site is taken down for one or a number of phrases deemed as defamatory, where does that leave online newspapers? Could a situation occur legally where a newspaper is obfuscated because of one defamatory article?

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Fulvio Sarzana di S. Ippolito

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Published by Fulvio Sarzana on febbraio 20th, 2012 No Comments

Esclusiva: Il provvedimento integrale di sequestro Vajont.info

Si confermano tutte le anticipazioni dei giorni scorsi, ivi compreso il sequestro per la sola frase diffamatoria oramai nota nei confronti degli On Paniz e Scilipoti e l’ordine a carico dei 226 providers del blocco IP

buona lettura giancotti3pdf

Fulvio Sarzana di S. Ippolito

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Published by Fulvio Sarzana on febbraio 19th, 2012 No Comments

la chiusura di Vajont.info porta con sè la chiusura di altri 207 siti che non hanno niente a che vedere con il portale del Vajont, tra i quali uno dedicato allo scrittore Jack London

Le conseguenze dell’amore è il  titolo di un film di qualche tempo fa.

Le conseguenze dell’errore dovrebbe essere  invece il titolo di questo brutto film a cui stiamo assistendo da qualche ora con la chiusura del portale vajont.info per una presunta diffamazione ai danni degli onorevoli Scilipoti e Paniz.

Al di là delle affermazioni dell’On Paniz, che ha tutto il diritto di tutelare la propria onorabilità, ma che dovrebbe correttamente ammettere che il provvedimento specifico del GIP di Belluno Giancotti, di chiusura del sito e di inibizione per tutti i provider, non è stato adottato per i suoi rapporti pregressi con il Blogger  titolare del portale,  ma in virtù   di una  frase forse un pò sopra le righe presente sullo stesso portale, è giusto anche riportare quallo che sta accadendo come conseguenza della chiusura che molti provider stanno operando.

All’indirizzo IP  del portale www.Vajont.info, per il quale è stata decretata la chiusura corrispondono, trattandosi di un IP virtuale condiviso gestito da un provider estero,  207 siti che nulla, ma proprio nulla, hanno a che vedere con il sito www.vajont.info.

Tra gli altri il Portale dedicato al grande scrittore Jack London, autore dei classici Zanna Bianca e Il richiamo della foresta. www.Jacklondon.com.

Tutti questi siti sono scomparsi dalla rete senza avere nessuna relazione con il sito del Vajont.

Giudicate Voi se si può parlare o meno di un Errore, con la E maiuscola.

Fulvio Sarzana di S. Ippolito

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Published by Fulvio Sarzana on febbraio 17th, 2012 3 Comments

Il Caso: Il GiP di Belluno ordina la chiusura preventiva dell’intero portale dedicato alla strage del Vajont, costata la vita nel 1963 a 1910 persone, per una frase ritenuta offensiva della reputazione degli On. Domenico Scilipoti e Maurizio Paniz, e ordina a 226 Provider italiani di impedire ai cittadini italiani di aver accesso al portale.

 

 

 

 

 

 

 Il Giudice delle indagini preliminari di Belluno ordina la chiusura preventiva del’intero  portale dedicato alla strage del Vajont, costata la vita nel 1963 a 1910 persone, per una frase ritenuta offensiva della reputazione degli  On. Domenico  Scilipoti e Maurizio  Paniz,  e ordina a 226 Provider italiani di impedire ai cittadini italiani di aver accesso al portale.

 Una metafora alpina di poche parole è costata cara ad un bellunese titolare del portale informatico dedicato all’approfondimento sulla strage del Vajont, Vajont.info.

Il Giudice delle indagini preliminari di Belluno, su richiesta della locale Procura, ha infatti disposto il sequestro preventivo del’intero portale www.Vajont.info, il sito web  che raccontava, con immagini ed articoli,  la storia della strage conseguente al crollo della diga del Vajont del 1963, costata a tutt’oggi 1910 vittime.

La misura richiesta dalla Procura e disposta dal GIP, in virtù di una frase sarcastica adottata nei confronti dei due parlamentari,  però è stata adottata non solo nei confronti del portale ma anche a carico di 226 internet service providers italiani, ai quali è stato ordinato di “inibire ai rispettivi utenti l’accesso all’indirizzo web www.vajont.info, ai relativi alias e ai nomi di dominio presenti e futuri, rinvianti al sito medesimo, all’indirizzo IP statico che al momento dell’esecuzione del sequestro risulta associato al predetto nome di dominio e ad ogni ulteriore indirizzo IP statico che sarà associato in futuro ( interdizione alla risoluzione dell’indirizzo mediante DNS)”.

Fra i documenti destinati a scomparire dalla rete, fotografie, interviste, e rappresentazioni teatrali come quella tenuta a febbraio dai ragazzi di una delle cittadine della comunità ancora sconvolta dal ricordo del disastro, che avevano messo in scena uno spettacolo teatrale dal titolo “ Chi si ricorda del Vajont?”,  basata sul film del 2001 del regista di Renzo Martinelli e sul monologo teatrale del 1997  dell’Autore Gabriele Paolini, demandando poi  allo stesso portale il compito di diffondere presso la comunità la notizia della pièce teatrale.

Sino ad oggi la magistratura aveva sempre esitato nell’imporre ai provider lo strumento dell’inibizione all’accesso  per i cittadini italiani  in occasione di un  sequestro preventivo dei portali e dei blog per diffamazione,  per i gravi rischi di lesione dei diritti costituzionali del diritto all’informazione e alla libertà di espressione e mai in precedenza, per una potenziale diffamazione, era stata adottata la misura dell’inibizione all’accesso ad un blog o ad un portale a carico di un cosi rilevante numero di internet providers.

Al di là della vicenda giudiziaria specifica,  delle responsabilità del titolare del portale che andranno accertate e  della giusta tutela spettante in quel caso agli Onorevoli Scilipoti e Paniz, va detto che il consolidamento di questa prassi appare in grado di ledere gravemente i diritti all’informazione dei cittadini italiani che potrebbero vedere scomparire dal mondo della rete interi quotidiani, blog, portali informativi,in  virtù di una o più frasi ritenute lesive dei diritti di un singolo cittadino.

Fulvio Sarzana di S. Ippolito

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Published by Fulvio Sarzana on febbraio 17th, 2012 8 Comments

sabam-netlog: una sentenza annunciata

La Corte di Giustizia UE ha affrontato il tema del controllo s, attraverso filtri, sui contenuti immessi dagli utenti sui social network al fine di prevenire le violazioni del diritto d’autore.
I principi sono gli stessi gia’ affrontati dalla Corte nel caso Sabam( la siae belga) Scarlet dello scorso novembre, che si era posto come leading case europeo in tema di compatibilita’ tra diritti fondamentali e diritto d’autore. Al di la’ delle affermazioni di principio sulla necessita’ di tutelare i dati degli utenti, non vedo in questa sentenza elementi dirompenti rispetto alla sentenza scarlet.
Bisogna ricordare che le sentenze come la scarlet si riferiscono a fatti oramai risalenti nel tempo, quando la tutela dei titolari dei diritti passava per il tentativo di bloccare i singoli utenti.
Oggi non e’ più’ cosi, e i modelli come Hadopi, espressione di un mondo passato non interessano più’ i titolari che preferiscono usare armi molto più’ pesanti contro le piattaforme, di per se’ legali, come megaupload. Il modello di repressione oggi e’ basato sull’enforcement dell’intermediario lecito.
“A vera sentenza rivoluzionaria si avra’. Quando e se le Corti europee ( come ad esempio la corte suprema spagnola nel caso della legge sinde) dichiareranno l’illegittimita’ delle procedure amministrative, senza il ricorso al giudice, a tutela del diritto d’autore. Il riconoscimento del diritto alla privacy dei cittadini che vanno sui social network, rispetto ai titolari del diritto d’autore, non ci deve inoltre far dimenticare che i pericoli alla privacy vengono molto più’ spesso dalla gestione delle informazioni ad opera degli stessi social network ed alle procedure poco lineari in tema di trattamento dei dati personali. In conclusione non ritengo, in questo spcifico caso che si possa trattare di una sentenza “rivoluzionaria”

Fulvio Sarzana di S. Ippolito

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Published by Fulvio Sarzana on febbraio 16th, 2012 No Comments

ESCLUSIVA. Tutti i dettagli dei Sequestri preventivi dei siti web www.scaricolibero.com, www.filmgratis.tv, e www.multicleaner.eu, disposti dai GIP di Milano e di Parma. Debutta in Italia il sequestro dei mezzi di pagamento.

Nuova ondata di sequestri di siti web che, hanno ad oggetto il sempre più utilizzato strumento dell’inibizione a livello IP e DNS disposto dai GIP italiani e  attuato nei confronti dei provider, a cui si aggiunge, nel caso specifico dei portali  filmgratis.tv  e www.scaricolibero.com, anche il sequestro di mezzi bancari che sarebbero stati utilizzati per commettere i reati.

Andiamo per ordine.

1)      La Guardia di Finanza di Venezia in esecuzione di un ordine di sequestro preventivo emesso dal Giudice delle indagini preliminari di Parma ha comunicato agli internet service provider italiani:

a)      l’ordine di sequestro dei siti web scaricolibero.com,  www.filmgratis.tv,  nonché  i relativi alias e nomi di domino presenti e futuri rinvianti ai siti medesimi .

b) L’ordine di sequestro degli Indirizzi IP statici che al momento risultano associati ai predetti domini nonché ad ogni ulteriore indirizzo associato al nome stesso nell’attualità e nel futuro

c) l’ordine di sequestro delle somme di denaro e del relativo conto dell’intestatario del dominio.

La misura cautelare è stata emessa a carico del titolare dei portali, che è stato identificato,  per i reati di cui all’art 171 ter comma 2,  e 171 , comma 1,  legge sul diritto d’autore, e per i reati di ricettazione di cui all’art 648 codice penale.

Il giro d’affari stimato era di 300 dollari al giorno e consisteva nella percezione di introiti pubblicitari con i sistemi del pay per click .

Il GIP affronta anche il delicato tema dell’obbligo di rogatoria per il sequestro dei siti web che risiedono fisicamente in Olanda, ritenendo, sulla scorta dell’insegnamento della Corte di Cassazione che si possa disporre il sequestro preventivo di beni presenti all’estero anche prima dell’attivazione dello strumento della rogatoria.

In verità non ve ne sarebbe stato bisogno, vista la richiesta di sequestro degli IP a carico dei provider italiani, ma tant’è.

L’Olanda, e i server fisicamente presenti nel Paese dei tulipani,   sembrano essere entrati nel mirino degli investigatori  italiani.

Il Giudice delle indagini preliminari di Milano infatti, in esecuzione della Richiesta della procura della Repubblica del Capoluogo Lombardo ha disposto il sequestro preventivo del sito www.multicleaner.eu, anch’esso fisicamente presente in Olanda, che si sarebbe macchiato del reato di cui all’art 73 del DPR n 309 del 1990, ovvero del reato di cessione di sostanze stupefacenti.

Si trattava in particolare di flaconi apparentemente innocui che conterrebbero in realtà al 99,9% ecstasy.

Fulvio Sarzana di S. Ippolito

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Published by Fulvio Sarzana on febbraio 15th, 2012 No Comments

Copyright on line: La Corte Suprema spagnola deciderà sulla costituzionalità della Ley Sinde

La Corte Suprema Spagnola ha accettato di discutere l’istanza cautelare di sospensione  della cd Ley Sinde, la norma sulla repressione delle violazioni del diritto d’autore on line  approvata dal precedente  Governo iberico e  reiterata dall’esecutivo presieduto da Mariano Rajoy.

Il nuovo governo aveva approvato il 30 dicembre scorso il regolamento attuativo che rende effettiva la nuova normativa.

L’associazione di utenti Internet Internautas.org si è appellata alla Corte Suprema con l’obiettivo di ottenere una pronuncia di incostituzionalità delle nuove disposizioni, ritenute lesive delle libertà fondamentali di espressione e informazione; l’autorità giudiziaria ha dato al governo dieci giorni di tempo per presentare le sue eccezioni.

Le critiche addotte dall’Associazione di internauti sono peraltro le stesse che avevano spinto diverse Associazioni italiane a contestare l’emanando provvedimento dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni sul diritto d’autore.

Secondo internautas.org la Commissione per la proprietà intellettuale eserciterebbe, grazie alla Legge Sinde, poteri che spettano solo all’Autorità giudiziaria.

L’Associazione di internauti ritiene insomma che la Ley sinde possa limitare in maniera considerevole la libertà di espressione on line.

Fulvio Sarzana di S. Ippolito

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Published by Fulvio Sarzana on febbraio 13th, 2012 No Comments