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Anonymous e arresti : Tutti i dubbi sull’art 7 bis della Legge Pisanu e i reati informatici.

imagesanonLa notizia è oramai nota.

Si tratta dell’operazione tango down del CNAIPIC  (Centro Nazionale Anticrimine Informatico per la Protezione delle Infrastrutture Critiche – Cnaipic del Servizio Polizia Postale e delle Comunicazioni) contro Anonymous.

Ieri, a seguito delle prime notizie sull’operazione,  avevo manifestato qualche dubbio sul concetto giuridico  di “Associazione a delinquere telematica”.

Nel corso della Conferenza stampa successiva,  organizzata dalle forze dell’Ordine, sono emersi molti particolari dell’operazione che, indubbiamente, è stata a lungo pianificata e studiata.

Nel  comunicato stampa ufficiale rilasciato dalle stesse forze dell’Ordine,  è stata citata la norma di riferimento per le indagini relative alla protezione delle infrastrutture critiche di rilievo nazionale, ovvero l’art  7 bis della legge Pisanu.

Anche qui però sorgono dubbi.

I dubbi relativi all’ambito di operatività dell’art 7 bis sono   manifestati in questo paragrafo del testo  di Carlo Sarzana di S. Ippolito, già Presidente dei Giudici delle indagini Preliminari di Roma, “Padre” riconosciuto della legislazione italiana  sui crimini informatici e oggi Avvocato a Roma.

Buona lettura!

 

Fulvio Sarzana di S. Ippolito

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Published by on maggio 18th, 2013 No Comments

Anonymous e arresti: e’ ipotizzabile l’associazione a delinquere virtuale finalizzata all’accesso abusivo ?

 

imagesanonLe agenzie hanno appena battuto la notizia di un’indagine della procura di Roma che avrebbe portato all’emissione di quattro misure cautelari personali e  ad una decina di perquisizioni in tutta Italia.

Secondo le indagini, gli hacker sarebbero responsabile di una serie di attacchi nei confronti dei sistemi informatici di infrastrutture critiche, siti istituzionali e importanti aziende.

A quanto sembra, gli indagati risiederebbero in diverse parti d’Italia e, sempre secondo quanto  riporta la stampa, l ’ipotesi di reato contestata sarebbe fra le altre,  l’associazione a  delinquere finalizzata all’accesso abusivo a sistema informatico.

L e  indagini sono state compiute dal Centro nazionale anticrimine informatico per la protezione delle infrastrutture critiche .

Si tratterebbe peraltro di una delle prime volte, se non la prima, che il Centro, un organismo altamente specializzato del Ministero dell’Interno che,  dovrebbe avere funzioni di prevenzione degli attacchi alle infrastrutture critiche,   funge da agente di polizia giudiziaria, partecipando cioè  attivamente alle indagini in materia di reati informatici.

Il Centro era stato “attaccato” informaticamente  da Anonymous e da altri Gruppi  nel  luglio del 2011 quando  i server centrali del lo stesso Ente  furono violati dai gruppi hacker di NKWT, Anonymous, LulzSec e Antisec.

In quell’occasione furono  prelevati importanti documenti e relazioni per un totale di 8Gb di dati che tuttora si troverebbero  liberamente in internet.

L’attacco informatico  fu all’epoca presentato come protesta contro l’arresto di italiani presunti aderenti ai movimenti hacker, ma fu bollato da alcuni come un “falso”.

Si tratterà di verificare gli ulteriori sviluppi della vicenda, ma già ora una certa anomalia sembra provenire da queste prime fasi dell’indagine.

La presenza degli indagati in diverse parti d’Italia e l’utilizzo per fini personali del logo dell’Associazione Anonymous,  tenderebbe infatti  a far ad escludere che si possa parlare di un’ associazione  a delinquere reale, dovendosi riscontrare al più un’ ipotesi di associazione  a delinquere “virtuale” che, però è stata ritenuta in diverse occasioni dalla giurisprudenza,  non configurabile.

E ciò è avvenuto sia in giudizi di merito che in Cassazione.

Interessante sarà  verificare anche la configurabilità del reato in Italia dal momento che almeno nel caso dell’accesso abusivo al sito della Santa Sede il reato difficilmente si sarebbe consumato nel nostro Paese.

 

Fulvio Sarzana di S. Ippolito

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Published by on maggio 17th, 2013 No Comments

Tribunale di Roma: Il gestore della pagina facebook (e titolare di un blog) risponde di istigazione a delinquere per i commenti violenti di terzi anonimi

imagescarcereViolenza nei commenti sul web  e Tribunale di Roma: Il blogger e gestore  di un gruppo Facebook  risponde di istigazione a delinquere per i commenti postati da terzi.

Tempi duri per i blogger,  per chi commenta sui social  network proteggendosi dietro l’anonimato, e  più in generale per chi ha un sito internet aperto ai commenti .

Questa volta a decidere che il blogger ( e gestore di un gruppo facebook)  è responsabile è il Tribunale di Roma, IX sezione penale, Dott.ssa Laura Fortuni.

Il Giudice, ( dopo che il sito era stato oscurato preventivamente in sede di indagini preliminari) ha condannato a nove mesi di reclusione  un Blogger che forniva informazioni sul degrado urbano della città di Roma, ospitando molti commenti di utenti che si lamentavano dello stesso degrado.

Il blog riceveva anche informazioni  su azioni di resistenza civile diretti contro la piaga  delle affissioni abusive, ai quali il titolare del blog era del tutto estraneo .

Diversamente dai casi sinora conosciuti però il blogger non è stato condannato per diffamazione,  ma per istigazione a delinquere ed apologia di reato nei confronti di una azienda romana che gestiva il business delle affissioni, ritenute, a parere del titolare del sito, abusive.

Il Pubblico Ministero procedente ha ottenuto la condanna sia per il  blog che per la gestione del correlato gruppo su  Facebook.

Il punto  nodale della vicenda è costituto proprio  dalla responsabilità del blogger ( o del gestore della pagina Facebook)  per i commenti postati da terzi, rimasti anonimi,  e, per la prima volta, a quanto se ne sa, per contenuti postati in altri siti, da soggetti anonimi,  e ripresi sullo stesso sito.

Afferma il Giudice nelle motivazioni della sentenza “Pacifica essendo la responsabilità esclusiva in capo all’imputato per la gestione del blog ……….. e dunque anche per il contenuto dei messaggi in esso pubblicati, è indifferente che si tratti di contenuti riferibili direttamente al T.  o ricevuti da altri utenti, essendo stato comunque il primo a curarne l’inserimento e la conseguente divulgazione al pubblico.

L’affermazione del T di non controllare il contenuto dei messaggi ricevuti prima di pubblicarli è priva di rilievo ai fini che qui interessano, sia perché formulata in termini assolutamente generici, sia perché la qualità dei contenuti di analogo tenore pubblicati sul blog nel corso del tempo è tale da rendere inverosimile che l’imputato potesse averne ignorato o male interpretato il contenuto”.

La sentenza apre alla strada alla perseguibilità dei titolari di blog ( o della pagina sui social network) , non solo per le più classiche fattispecie della diffamazione, ma anche per ipotesi nella quale la manifestazione del diritto di critica ritenuta “violenta”, oltretutto compiuta da terzi rimasti anonimi, possa  portare ad una responsabilità del blogger,  per istigazione a delinquere ed apologia di reato .

La semplice apertura di un blog ( o di una pagina facebook) potrebbe essere a rischio, dovendo il titolare dell’account sul social network prestare molta attenzione a ciò che scrivono i commentatori della propria pagina, pena la denuncia per istigazione a delinquere.

Il Blogger,  ora difeso dall’Avv Fulvio Sarzana (  che non  aveva seguito la fase di merito) ha però già depositato il ricorso in appello.

Afferma il legale del blogger “ La responsabilità del blogger per i commenti postati da terzi non dovrebbe trovare ingresso nel nostro ordinamento quando sia possibile, come accade nella pressoché totalità dei casi, risalire agevolmente a chi ha effettuato il commento, attraverso le indagini informatiche appositamente previste dal codice”

La condanna di un blogger per istigazione a delinquere, per fatti posti in essere da terzi, -continua  il legale-  può costituire peraltro un precedente pericoloso per la libera circolazione dei contenuti sul web, soprattutto nei casi in cui sia difficile distinguere la denuncia civile dalla vera e propria istigazione.

Siamo comunque  fiduciosi che i Giudici d’appello vorranno riconsiderare il generale impianto accusatorio .”

Fulvio Sarzana di S. Ippolito

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Published by on maggio 13th, 2013 1 Comment

www.sitononraggiungibile.info. No a Leggi speciali per il web. AIIP, ASSOPROVIDER, CNA, ASSINTEL, Articolo 21 scrivono a Boldrini, Grasso e AGCOM per la libertà del web

No a leggi speciali per il web, a partire dall’annunciato regolamento dell’AGCOM “ammazzasiti”

 

Le Associazioni del comparto  ict, a paritre dall’Associazione AIIP aderente a CONFINDUSTRIA, Assoprovider-Confcommercio,  ASSINTEL,  i  giovani della CNA,  ma anche i Consumatori di Altroconsumo,  l’Associazione Articolo 21 più altre diverse sigle scrivono al presidente della Camera e del senato e al presidente dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni,  per richiedere una pausa di riflessione  alla stessa Autorità nell’emanazione del Regolamento su web e diritto d’autore che darebbe la possibilità all’AGCOM di rimuovere contenuti dal web senza l’intervento della magistratura e senza una normativa di copertura da parte del Parlamento.

La lettera, predisposta dal Giurista Sarzana,  è stata sottoscritta da pressoché tutte le piccole e medie aziende del settore dell’informatica e delle telecomunicazioni e da diverse personalità del mondo dell’impresa, dell’Università,  del consumerismo, della società civile, del diritto.

Tra gli altri hanno aderito Il generale della  guardia di finanza Umberto Rapetto, il presidente del’Associazione AIIP Renato Brunetti e di ASSOPROVIDER Dino Bortolotto, Il Presidente di ASSINTEL Giorgio Rapari, Il Presidente dei giovani Imprenditori della CNA, Il giornalista Stefano Corradino direttore dell’Associazione Articolo21,

Sul portale www.sitononraggiungibile.info è possibile firmare la petizione che verrà inviata nei prossimi giorni ai presidenti di Camera e Senato ed al Presidente di AGCOM, Angelo Cardani

 

L’iniziativa segna il debutto di una Campagna informativa   sui pericoli di una legislazione d’emergenza  in grado di limitare i diritti fondamentali degli individui sul web, e proseguirà con la presentazione a fine Maggio dei dati relativi al compimento di reati su internet e sull’incidenza che tali reati hanno sulle dinamiche d’impresa e sulle libertà dei cittadini.

Maggiori informazioni qui www.sitononraggiungibile.info     info@lidis.it  063211553

 

Qui di seguito la lettera e i firmatari

 

Alla C.A.

Prof Angelo Cardani,

Presidente Autorità per le garanzie nelle comunicazioni

 Via Isonzo 21/b – 00198 Roma

e  p.c.

Sen. Dott. Pietro Grasso

 Presidente Senato della Repubblica

SEDE

e  pc

On. Dott.ssa Laura Boldrini,

Presidente Camera dei Deputati,

Roma

SEDE

 

 

 

Roma, 7 Maggio 2013

 

Lettera Aperta al Presidente dell’ Autorità per le garanzie nelle comunicazioni ed ai presidenti di Senato e Camera dei deputati

 

 

Il regolamento sul diritto d’autore dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni. Un pericolo per la libertà d’espressione in internet.

 

 

L’Autorità per le garanzie nelle Comunicazioni si appresta ad adottare un regolamento con cui sanzionare le violazioni del diritto d’autore online, nonostante sia emersa con chiarezza, nei mesi scorsi, la fragilità dell’impianto normativo su cui l’Autorità voleva basare il proprio intervento che sfocia in un  potenziale vulnus costituzionale.

 

Era stato proprio il precedente presidente dell’Autorità, Corrado Calabrò, ad archiviare siffatto Regolamento sulla base, tra le altre, delle molteplici perplessità espresse dalla Commissione europea sul testo proposto e della mancata adozione da parte del Legislatore di una revisione del quadro normativo, a partire dalla stessa legge che tutela il Diritto d’autore.

 

Qualora i sommari resoconti emersi a valle di un Suo incontro con, tra l’altro, un rappresentante di Confindustria Sistema Cultura, trovassero conferma, dovremmo presumere che, evidentemente, in qualità di nuovo Presidente, Ella non ritiene che il Parlamento debba occuparsi della vicenda e pretende che l’Autorità si sostituisca ad esso.

 

Le scriventi Associazioni sono da sempre strenue sostenitrici della stretta legalità e si impegnano quotidianamente per far sì che questo avvenga anche nel mercato dei contenuti digitali.

 

L’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, sebbene più volte sollecitata in tal senso anche da Associazioni sottoscrittrici della presente lettera, non ha tuttavia ancora effettuato alcuno Studio indipendente sui cd danni da pirateria digitale nel nostro Paese, come invece effettuato di recente dalla Commissione Europea attraverso il Joint Research Centre.

 

La Commissione  ha esaminato nel dettaglio il settore che la stessa Autorità intende regolare con risultati a dir poco in controtendenza rispetto alle tesi promosse dai detentori dei diritti d’autore.

 

La stessa Autorità non sembra inoltre aver adeguatamente valutato nel merito il costo per i conti pubblici derivante dall’istituzione di un procedimento di risoluzione delle controversie interno alla stessa Autorità che dovrebbe probabilmente trattare migliaia di casi, in un momento cosi deficitario per le stesse risorse pubbliche,

 

Oltre alla carenza di legittimazione in capo all’Autorità e ai rischi da più parti ampiamente documentati circa gli effetti deleteri sulla libertà d’espressione in Rete e sugli utenti, l’emanando Regolamento appare pertanto inficiato dalla assoluta carenza di una preventiva analisi di impatto in termini di costi e benefici, cosa che una Autorità indipendente come l’AGCOM non può e non deve permettersi.

 

Tutto ciò premesso e considerato, le scriventi Associazioni ed i singoli firmatari chiedono al Presidente ed al Consiglio dell’ Autorità per le garanzie nelle Comunicazioni:

 

a)        se sia vero che il Presidente Cardani abbia recentemente incontrato sul tema i rappresentanti delle Associazioni dei titolari dei diritti d’autore e, in caso di risposta affermativa, chiedono che venga reso pubblico, in forma integrale, il verbale redatto.

b)       di rispettare il ruolo del Parlamento e di non procedere in assenza della determinazione del solo organo deputato ad assumere decisioni in una materia così delicata, il cui impatto sulla libera circolazione delle informazioni e dei contenuti è di tutta evidenza.

c)      di voler sentire in una Audizione pubblica, le sottoscritte Associazioni, nel termine di 15 giorni dal ricevimento della presente, al fine di raccogliere elementi utili alla valutazione dell’opportunità di procedere all’adozione del suddetto regolamento.

 

Distinti Saluti

 

FIRMATO:

 

Le Associazioni: ( in ordine di firma)

 

ALTROCONSUMO associazione indipendente di consumatori

 

ASSOPROVIDER (associazione provider indipendenti) –Confcommercio

 

ASSONET Associazione Nazionale Imprese nel Settore delle Telecomunicazioni e dell’informatica

 

AIIP, Associazione Italiana Internet Provider

 

Associazione Articolo21, liberi di…

 

Free Hardware Foundation Italia

 

IWA Italy – International Webmasters Association

 

Linux Club Italia

 

Stati Generali dell’ Innovazione

 

Rete dell’Innovazione

 

APICI, Associazione Piccole Imprese e Consulenti per l’Informatica

Liber Liber (ONLUS)

ASSINTEL- Associazione Nazionale Imprese ICT-Confcommercio

Fondazione AHREF-Bruno Kessler

Fondazione Il secolo della Rete

CNA Comunicazione

CNA  Con federazione Nazionale artigianato, piccole e medie imprese Giovani

CGT Circolo dei Giuristi telematici

 

 

 

 

 

Primi Firmatari ( in ordine di firma) :

 

 

Fulvio Sarzana di S. Ippolito, Avvocato

 

Marco Scialdone, Avvocato

 

Arturo di Corinto, Docente Universitario

 

Marco Pierani, Responsabile relazioni istituzionali Altroconsumo

 

Roberto Scano, Professionista nel settore delle TLC,

 

Flavia Marzano,  Docente Universitario

 

Matteo Fici, Imprenditore

 

Giovanbattista Frontera, Imprenditore

 

Giovanni Ziccardi, Professore Associato di informatica giuridica Università degli Studi di Milano

 

Stefano Corradino, Giornalista,  Direttore Associazione Articolo 21

Umberto Rapetto, Generale ( r) guardia di finanza, fondatore e già Comandante del GAT , Nucleo speciale Frodi telematiche

Paolino Madotto, Università Link Campus Roma,

Giuseppe Giulietti, Giornalista, Portavoce Associazione Articolo 21

Vincenzo Vita

Fiorello Cortiana.

Benedetta Rubin, Consigliere Nazionale Forum dei Giovani

Paolo Nuti, Imprenditore

Renato Brunetti, Imprenditore

Giuseppe Attardi, professore ordinario  Dipartimento di Informatica dell’Università di Pisa,

Carmela M. Asero, Responsabile strategie e Cloud Computing, EGI

Marco Perduca, già Senatore Radicale.

Stefania Milo. Membro della Direzione nazionale della CNA, Confederazione Nazionale artigianato, piccole e medie imprese

Marco Calvo, Imprenditore

Fabrizio Sigillò, Avvocato

Giovan Battista Gallus. Avvocato, Presidente del Circolo dei Giuristi telematici

Giulio De Petra, Fondazione Arhef-Bruno Kessler

Bruno Saetta, Avvocato

Vittorio Bertola, ingegnere e Blogger

Giorgio Rapari, Presidente Nazionale ASSINTEL

Valentino Spataro, Imprenditore

Giovanni Prignano, presidente nazionale ASSONET

Andrea Nannini, presidente CNA Comunicazione

Andrea di Benedetto. Presidente CNA giovani

 

 

 

Fulvio Sarzana di S. Ippolito

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Published by on maggio 7th, 2013 No Comments

Sequestrato il Blog di un candidato alle elezioni comunali di Udine. Il Perbenista.

 

perbenista

Il blog “Il Perbenista”  riconducibile al polemista Marco Belviso  alla guida del ‘Blocco civico’ in corsa per le elezioni comunali di Udine, stato oscurato preventivamente  nella mattinata di oggi.

Il blog di Belviso,   sarebbe stato sequestrato per via di alcuni commenti pubblicati sul blog ad opera di  utenti anonimi o nascosti da pseudonimi.

Alcune personalità si sarebbero sentite diffamate e avrebbero presentato una denuncia-querela per diffamazione

Il sequestro però non ha avuto ad oggetto i singoli commenti ma l’intero blog.

Sulla homepage del blog , campeggia la scritta  ”SITO INTERNET POSTO SOTTO SEQUESTRO GIUDIZIARIO IN ESECUZIONE AL DECRETO DI SEQUESTRO PREVENTIVO N. 1941/13 RG GIP, DATATO 6 APRILE 2013

EMESSO DAL TRIBUNALE DI UDINE”.

 

 

 

 

 

Fulvio Sarzana di S. Ippolito

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Published by on aprile 30th, 2013 No Comments

Diffamazione on line. Quando è possibile il sequestro del sito o del blog.

1808_anonimoLa diffamazione attraverso internet. Un tema molto discusso sul web ( e non solo).

Una recente sentenza della Cassazione, estremamente innovativa, ha stabilito quando può si può procedere al sequestro del sito web.

La  Suprema Corte ha ritenuto che  il  Giudice ,  deve  tenere conto nel valutare l’opportunità di sequestrare il sito web ,  in modo puntuale e coerente, delle concrete risultanze processuali e della effettiva situazione emergente dagli elementi forniti dalle parti.

In ordine, poi, alla motivazione sulla sussistenza del periculum ritiene la Corte che tale elemento vada inteso in senso oggettivo, come probabilità di danno futuro, e presentare i caratteri dell’attualità e concretezza.

Deve poi sussistere un legame specifico e strumentale tra il bene oggetto della misura ed il reato.

Se mancano questi elementi, il sequestro del sito è irrimediabilmente viziato da una motivazione inesistente, e dovrà essere annullato.

 

Fulvio Sarzana di S. Ippolito

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Published by on aprile 29th, 2013 1 Comment

Tornano i furbi delle suonerie Basta un sms e ti svuotano il credito

Tornano i furbi delle suonerie Basta un sms e ti svuotano il credito

Tornano i furbi delle suonerie Basta un sms e ti svuotano il credito

Loghi o musiche a fronte di un canone addebitato  automaticamente.  Peccato però che non li abbiamo mai richiesti. Continuano a  esserci migliaia di utenti a cui questi servizi carpiscono  denaro: un  po’ perché le sanzioni sembrano non scoraggiare le aziende  che li  forniscono; un po’ perché le norme sono imperfette, tutelano  solo in  parte i consumatori, e c’è chi ne approfitta. Sul Web scatta la protesta e indaga l’Antitrust

 

Inchiesta di  Repubblica

Fulvio Sarzana di S. Ippolito

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Published by on aprile 23rd, 2013 No Comments