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	<title>Fulog &#124; Fulvio Sarzana&#039;s Blog</title>
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	<description>Il Blog di Fulvio Sarzana</description>
	<lastBuildDate>Wed, 19 Jun 2013 09:15:15 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
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		<title>La liberalizzazione del wifi:  niente più indagini informatiche e minor gettito per lo stato.</title>
		<link>http://www.fulviosarzana.it/blog/la-liberalizzazione-del-wifi-niente-piu-indagini-informatiche-e-minor-gettito-per-lo-stato/</link>
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		<pubDate>Wed, 19 Jun 2013 09:15:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fulvio Sarzana</dc:creator>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[decreto fare e telecomunicazioni]]></category>
		<category><![CDATA[governo e wifi]]></category>
		<category><![CDATA[identificazione certa wi fi]]></category>
		<category><![CDATA[liberalizzazione del wifi]]></category>
		<category><![CDATA[reati informatici wifi]]></category>
		<category><![CDATA[wi fi]]></category>
		<category><![CDATA[wifi]]></category>
		<category><![CDATA[zanonato wifi]]></category>

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		<description><![CDATA[&#160; Cominciano a girare le bozze  del decreto fare, che avrebbe “liberalizzato” il wifi, secondo le chiare parole del ministro Zanonato, ma che già sono destinate a far discutere. Un’avvertenza ai lettori, il condizionale è d’obbligo, trattandosi di norme in itinere. La norma che si occuperebbe del wi fi ( e non solo) è l’art [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.fulviosarzana.it/wp-content/uploads/2011/12/cartellowifi.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1417" alt="cartellowifi" src="http://www.fulviosarzana.it/wp-content/uploads/2011/12/cartellowifi.jpg" width="259" height="194" /></a>Cominciano a girare le bozze  del decreto fare, che avrebbe “liberalizzato” il wifi, secondo le chiare parole del ministro Zanonato, ma che già sono destinate a far discutere.</p>
<p>Un’avvertenza ai lettori, il condizionale è d’obbligo, trattandosi di norme in itinere.</p>
<p>La norma che si occuperebbe del wi fi ( e non solo) è l’art 10, che, secondo quanto pubblicato da un portale del gruppo il sole 24 ore  <a href="http://www.ediliziaeterritorio.ilsole24ore.com/pdf2010/Edilizia_e_Territorio/_Allegati/Free/Norme/DL_Fare_17_giugno_OK.pdf">http://www.ediliziaeterritorio.ilsole24ore.com/pdf2010/Edilizia_e_Territorio/_Allegati/Free/Norme/DL_Fare_17_giugno_OK.pdf</a>, sarebbe cosi strutturata:</p>
<p>Art. 10</p>
<p>(Liberalizzazione dell&#8217;allacciamento dei terminali di comunicazione alle interfacce della rete  pubblica)</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>1. l’offerta di accesso ad internet è libera e non richiede la identificazione degli utilizzatori. Resta fermo l’obbligo del gestore di garantire la tracciabilità del collegamento ( MAC address)</p>
<p>2. La registrazione della traccia delle sessioni, ove non associata all’identità dell’utilizzatore, non</p>
<p>costituisce trattamento di dati personali e non richiede adempimenti giuridici. Se l’offerta di accesso</p>
<p>ad internet non costituisce l&#8217;attività commerciale prevalente del gestore, non trovano applicazione</p>
<p>l’articolo 25 del decreto legislativo 1° agosto 2003, n. 259 e l’articolo 7 del decreto legge 27 luglio</p>
<p>2005 , n. 144, convertito in legge 31 luglio 2005, n. 155.</p>
<p>2. Al decreto legislativo 26 ottobre 2010, n. 198 sono apportate le seguenti modificazioni:</p>
<p>a) l’articolo 2 è soppresso;</p>
<p>b) all’articolo 3 il comma 2 è sostituito dal seguente: “2. Il decreto del Ministro delle poste e</p>
<p>telecomunicazioni 23 maggio 1992, n. 314 è abrogato”.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Prima constatazione ovvia.</p>
<p>La norma non è in alcun modo una interpretazione autentica da parte del governo ma costituisce una abrogazione ( ed una sostituzione con altre norme)  vera e propria.</p>
<p>Nonostante oggi i commentatori con il vizio di salire sempre sul carro dei l“io l’avevo detto” , si affrettino a dire cose opposte rispetto a quelle che hanno detto fino ad un anno fa, il governo, per bocca del Ministro Zanonato è stato molto chiaro.</p>
<p>Si dispone una norma abrogativa perché le norme sull’identificazione sono in vigore e dunque vi  è la necessità di dire con certezza che le norme sono abrogate.</p>
<p>Altrimenti non ci sarebbe stato bisogno di una nuova legge.</p>
<p>Ma, andiamo per ordine ed analizziamo le disposizioni “provvisorie”.</p>
<p>La norma, secondo la versione che sarebbe  oggi disponibile , sostituisce ad un sistema di identificazione “tecnica” e di registrazione di log due principi ( stabiliti nei primi due commi dell’art 10 del decreto fare) .</p>
<p>Primo principio:</p>
<p>“l’offerta di accesso ad internet è libera e non richiede la identificazione degli utilizzatori. Resta fermo l’obbligo del gestore di garantire la tracciabilità del collegamento ( MAC address)”.</p>
<p>Questa noma si riferirebbe a tutti ( anche agli internet point quindi oltre che al wifi  )  ed intenderebbe sostituire l’identificazione personale dell’utilizzatore dei sistemi wifi ( su cui vi erano sorti dubbi dopo le modifiche della legge pisanu avvenute nel 2010)  con un sistema  di registrazione degli indirizzi mac address, senza più, fra l’altro obblighi amministrativi ( che però erano già stati previsti dalle norme del 2010)</p>
<p>Cos’è il Macaddress?</p>
<p>Il MAC è un acronimo che significa <i><a title="Media Access Control" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Media_Access_Control">Media Access Control</a>  ed è un sistema di identificazione di dispostivi anziché di persone.</i></p>
<p>Ad un sistema di identificazione personale, insomma,  se ne sostituisce uno basato su un numero in grado di identificare “macchine” e non persone.</p>
<p>L’identificazione personale è esclusa nettamente anche dal secondo comma dell’articolo 10</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>“La registrazione della traccia delle sessioni, ove non associata all’identità dell’utilizzatore, non costituisce trattamento di dati personali e non richiede adempimenti giuridici. Se l’offerta di accesso ad internet non costituisce l&#8217;attività commerciale prevalente del gestore, non trovano applicazione l’articolo 25 del decreto legislativo 1° agosto 2003, n. 259 e l’articolo 7 del decreto legge 27 luglio 2005 , n. 144, convertito in legge 31 luglio 2005, n. 155.”</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La norma all’apparenza rende più semplice il collegamento dell’utente  al wifi e commercialmente più appetibile la vendita di servizi senza fili.</p>
<p>Ma questo, significa anche  che, a meno di effettuare indagini complesse che iniziano dal produttore del dispositivo e risalire ad una catena di eventi impossibili da prevedere , ad es  nel  caso il dispositivo sia venduto all’estero, oppure a favore di un terzo, oppure il computer o il telefono siano usati, o il computer non sia associato ad una vendita avvenuta con un codice fiscale, il numero Macaddress non potrà identificare a fini di tutela e di repressione di reati nessun soggetto.</p>
<p>Prevedo che il prossimo computer ( o dispositivo telefonico) verrà comperato ( anche per eludere il temibilissimo   Serpico, dell’agenzia delle entrate) dalla nonna novantenne o dall’amico senza fissa dimora .</p>
<p>Inoltre come è agevole verificare  anche da una semplice consultazione dell’enciclopedia  wikipedia l’indirizzo Macaddress è semplicemente modificabile con un software.</p>
<p>Anzi “Sebbene l&#8217;indirizzo MAC sia permanente di natura, esistono alcuni metodi che permettono di modificarlo, operazione che in gergo tecnico viene detta <a title="MAC spoofing" href="https://it.wikipedia.org/wiki/MAC_spoofing">MAC spoofin</a>g. La modifica può essere utile per motivi di privacy, ad esempio collegandosi ad una rete <a title="Wi-Fi" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Wi-Fi">Wi-Fi</a> libera, o per motivi di interoperabilità.” https://it.wikipedia.org/wiki/Indirizzo_MAC</p>
<p>In questo  modo potrà compiere tutti i reati che voglio senza mai essere identificato.</p>
<p>Vediamo le ulteriori conseguenze del dettato normativo :</p>
<p>1)      Pur essendo in linea teorica un indirizzo Macaddress univoco, se il gestore  non è  in grado di registrare le sessioni ( ed associare un nome a quell’indirizzo, come previsto dal secondo comma dell’art 10) ) non potrà mai sapere chi ha fatto cosa e a chi appartiene il dispositivo utilizzato.</p>
<p>Ciò significa che le indagini di polizia giudiziaria in casi di reati informatici diverranno di fatto impossibili ( o almeno difficilissime).</p>
<p>2)      In caso di organizzazioni complesse l’access point che dovrebbe registrare il macaddress non sarà in grado di abbinare univocamente una persona ( anzi l’azione è proibita dal secondo comma) al compimento di una certa attività, senza un registro ed una identificazione del soggetto che ha avuto accesso.</p>
<p>Vediamo le ulteriori conseguenze delle nuove disposizioni,  sempre il secondo comma dell’art 10 del decreto fare:</p>
<p>L a norma intende chiarire che i gestori, ( ad esempio un pubblico esercizio, un internet point, ma , anche l’Università che mette a disposizione i terminali ai propri studenti) , non sono internet service provider né operatori di telecomunicazioni.</p>
<p>Va bene, certo.</p>
<p>Ma d’ ora in poi basterà, per un operatore, aprire un esercizio pubblico ( ad esempio un gelateria) mettere dieci computer accessibili al pubblico e  quella attività non sarà ricompresa tra le attività di offerta al pubblico di servizi di comunicazione elettronica “prevalenti”.</p>
<p>L’operatore suddetto, sarà di fatto un soggetto che offre servizi al pubblico “liberalizzati”,  eludendo allegramente il dettato normativo del codice delle comunicazioni elettroniche, senza peraltro pagare alcun contributo statale per gli apparati, senza versare il contributo come operatori e quindi diminuendo il gettito a beneficio dello Stato.</p>
<strong><i>Fulvio Sarzana di S. Ippolito</strong></i>
<br /><br />
<a href="http://www.fulviosarzana.it">www.fulviosarzana.it</a>
<br />
<a href="http://www.lidis.it">Studio Legale Roma Sarzana & Associati</a><form id="vozme_form_77f1db0d234624d27387948997bdf295" method="post" name="vozme_form_77f1db0d234624d27387948997bdf295" target="77f1db0d234624d27387948997bdf295" action="http://vozme.com/text2voice.php"><input name="text" type="hidden" value="La liberalizzazione del wifi:  niente più indagini informatiche e minor gettito per lo stato... &nbsp;
Cominciano a girare le bozze  del decreto fare, che avrebbe “liberalizzato” il wifi, secondo le chiare parole del ministro Zanonato, ma che già sono destinate a far discutere.
Un’avvertenza ai lettori, il condizionale è d’obbligo, trattandosi di norme in itinere.
La norma che si occuperebbe del wi fi ( e non solo) è l’art 10, che, secondo quanto pubblicato da un portale del gruppo il sole 24 ore  http://www.ediliziaeterritorio.ilsole24ore.com/pdf2010/Edilizia_e_Territorio/_Allegati/Free/Norme/DL_Fare_17_giugno_OK.pdf, sarebbe cosi strutturata:
Art. 10
(Liberalizzazione dell&#8217;allacciamento dei terminali di comunicazione alle interfacce della rete  pubblica)
&nbsp;
1. l’offerta di accesso ad internet è libera e non richiede la identificazione degli utilizzatori. Resta fermo l’obbligo del gestore di garantire la tracciabilità del collegamento ( MAC address)
2. La registrazione della traccia delle sessioni, ove non associata all’identità dell’utilizzatore, non
costituisce trattamento di dati personali e non richiede adempimenti giuridici. Se l’offerta di accesso
ad internet non costituisce l&#8217;attività commerciale prevalente del gestore, non trovano applicazione
l’articolo 25 del decreto legislativo 1° agosto 2003, n. 259 e l’articolo 7 del decreto legge 27 luglio
2005 , n. 144, convertito in legge 31 luglio 2005, n. 155.
2. Al decreto legislativo 26 ottobre 2010, n. 198 sono apportate le seguenti modificazioni:
a) l’articolo 2 è soppresso;
b) all’articolo 3 il comma 2 è sostituito dal seguente: “2. Il decreto del Ministro delle poste e
telecomunicazioni 23 maggio 1992, n. 314 è abrogato”.
&nbsp;
Prima constatazione ovvia.
La norma non è in alcun modo una interpretazione autentica da parte del governo ma costituisce una abrogazione ( ed una sostituzione con altre norme)  vera e propria.
Nonostante oggi i commentatori con il vizio di salire sempre sul carro dei l“io l’avevo detto” , si affrettino a dire cose opposte rispetto a quelle che hanno detto fino ad un anno fa, il governo, per bocca del Ministro Zanonato è stato molto chiaro.
Si dispone una norma abrogativa perché le norme sull’identificazione sono in vigore e dunque vi  è la necessità di dire con certezza che le norme sono abrogate.
Altrimenti non ci sarebbe stato bisogno di una nuova legge.
Ma, andiamo per ordine ed analizziamo le disposizioni “provvisorie”.
La norma, secondo la versione che sarebbe  oggi disponibile , sostituisce ad un sistema di identificazione “tecnica” e di registrazione di log due principi ( stabiliti nei primi due commi dell’art 10 del decreto fare) .
Primo principio:
“l’offerta di accesso ad internet è libera e non richiede la identificazione degli utilizzatori. Resta fermo l’obbligo del gestore di garantire la tracciabilità del collegamento ( MAC address)”.
Questa noma si riferirebbe a tutti ( anche agli internet point quindi oltre che al wifi  )  ed intenderebbe sostituire l’identificazione personale dell’utilizzatore dei sistemi wifi ( su cui vi erano sorti dubbi dopo le modifiche della legge pisanu avvenute nel 2010)  con un sistema  di registrazione degli indirizzi mac address, senza più, fra l’altro obblighi amministrativi ( che però erano già stati previsti dalle norme del 2010)
Cos’è il Macaddress?
Il MAC è un acronimo che significa Media Access Control  ed è un sistema di identificazione di dispostivi anziché di persone.
Ad un sistema di identificazione personale, insomma,  se ne sostituisce uno basato su un numero in grado di identificare “macchine” e non persone.
L’identificazione personale è esclusa nettamente anche dal secondo comma dell’articolo 10
&nbsp;
“La registrazione della traccia delle sessioni, ove non associata all’identità dell’utilizzatore, non costituisce trattamento di dati personali e non richiede adempimenti giuridici. Se l’offerta di accesso ad internet non costituisce l&#8217;attività commerciale prevalente del gestore, non trovano applicazione l’articolo 25 del decreto legislativo 1° agosto 2003, n. 259 e l’articolo 7 del decreto legge 27 luglio 2005 , n. 144, convertito in legge 31 luglio 2005, n. 155.”
&nbsp;
La norma all’apparenza rende più semplice il collegamento dell’utente  al wifi e commercialmente più appetibile la vendita di servizi senza fili.
Ma questo, significa anche  che, a meno di effettuare indagini complesse che iniziano dal produttore del dispositivo e risalire ad una catena di eventi impossibili da prevedere , ad es  nel  caso il dispositivo sia venduto all’estero, oppure a favore di un terzo, oppure il computer o il telefono siano usati, o il computer non sia associato ad una vendita avvenuta con un codice fiscale, il numero Macaddress non potrà identificare a fini di tutela e di repressione di reati nessun soggetto.
Prevedo che il prossimo computer ( o dispositivo telefonico) verrà comperato ( anche per eludere il temibilissimo   Serpico, dell’agenzia delle entrate) dalla nonna novantenne o dall’amico senza fissa dimora .
Inoltre come è agevole verificare  anche da una semplice consultazione dell’enciclopedia  wikipedia l’indirizzo Macaddress è semplicemente modificabile con un software.
Anzi “Sebbene l&#8217;indirizzo MAC sia permanente di natura, esistono alcuni metodi che permettono di modificarlo, operazione che in gergo tecnico viene detta MAC spoofing. La modifica può essere utile per motivi di privacy, ad esempio collegandosi ad una rete Wi-Fi libera, o per motivi di interoperabilità.” https://it.wikipedia.org/wiki/Indirizzo_MAC
In questo  modo potrà compiere tutti i reati che voglio senza mai essere identificato.
Vediamo le ulteriori conseguenze del dettato normativo :
1)      Pur essendo in linea teorica un indirizzo Macaddress univoco, se il gestore  non è  in grado di registrare le sessioni ( ed associare un nome a quell’indirizzo, come previsto dal secondo comma dell’art 10) ) non potrà mai sapere chi ha fatto cosa e a chi appartiene il dispositivo utilizzato.
Ciò significa che le indagini di polizia giudiziaria in casi di reati informatici diverranno di fatto impossibili ( o almeno difficilissime).
2)      In caso di organizzazioni complesse l’access point che dovrebbe registrare il macaddress non sarà in grado di abbinare univocamente una persona ( anzi l’azione è proibita dal secondo comma) al compimento di una certa attività, senza un registro ed una identificazione del soggetto che ha avuto accesso.
Vediamo le ulteriori conseguenze delle nuove disposizioni,  sempre il secondo comma dell’art 10 del decreto fare:
L a norma intende chiarire che i gestori, ( ad esempio un pubblico esercizio, un internet point, ma , anche l’Università che mette a disposizione i terminali ai propri studenti) , non sono internet service provider né operatori di telecomunicazioni.
Va bene, certo.
Ma d’ ora in poi basterà, per un operatore, aprire un esercizio pubblico ( ad esempio un gelateria) mettere dieci computer accessibili al pubblico e  quella attività non sarà ricompresa tra le attività di offerta al pubblico di servizi di comunicazione elettronica “prevalenti”.
L’operatore suddetto, sarà di fatto un soggetto che offre servizi al pubblico “liberalizzati”,  eludendo allegramente il dettato normativo del codice delle comunicazioni elettroniche, senza peraltro pagare alcun contributo statale per gli apparati, senza versare il contributo come operatori e quindi diminuendo il gettito a beneficio dello Stato.
Fulvio Sarzana di S. Ippolito

www.fulviosarzana.it

Studio Legale Roma Sarzana & Associati" /><input name="lang" type="hidden" value="it" /><input name="gn" type="hidden" value="ml" /><input type="hidden" id="interface" name="interface" value="full" />
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		</item>
		<item>
		<title>La libertà negata  a passi di Tango. La legislazione emergenziale sul web.</title>
		<link>http://www.fulviosarzana.it/blog/la-liberta-negata-a-passi-di-tango-la-legislazione-emergenziale-sul-web/</link>
		<comments>http://www.fulviosarzana.it/blog/la-liberta-negata-a-passi-di-tango-la-legislazione-emergenziale-sul-web/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 17 Jun 2013 12:11:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fulvio Sarzana</dc:creator>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[anonymous italia]]></category>
		<category><![CDATA[associazione a delinquere e reati informatici]]></category>
		<category><![CDATA[libertà del web]]></category>
		<category><![CDATA[reati informatici]]></category>
		<category><![CDATA[reati internet]]></category>

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		<description><![CDATA[La legislazione emergenziale prende piede sul web. Analisi delle recenti indagini su reati informatici di Daniele Pizio per Il Manifesto ilmanifesto14giugno &#160; Fulvio Sarzana di S. Ippolito www.fulviosarzana.it Studio Legale Roma Sarzana &#038; Associati Ascoltaquesto post]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>La legislazione emergenziale prende piede sul web.</p>
<p>Analisi delle recenti indagini su reati informatici</p>
<p>di Daniele Pizio per Il Manifesto</p>
<p><a href="http://www.fulviosarzana.it/wp-content/uploads/2013/06/ilmanifesto14giugno.pdf">ilmanifesto14giugno</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<strong><i>Fulvio Sarzana di S. Ippolito</strong></i>
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Analisi delle recenti indagini su reati informatici
di Daniele Pizio per Il Manifesto
ilmanifesto14giugno
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Fulvio Sarzana di S. Ippolito

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			</div></form>]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>A ciascuno il suo #datagate. L&#8217;accesso dei servizi in Italia.</title>
		<link>http://www.fulviosarzana.it/blog/a-ciascuno-il-suo-datagate-laccesso-dei-servizi-in-italia/</link>
		<comments>http://www.fulviosarzana.it/blog/a-ciascuno-il-suo-datagate-laccesso-dei-servizi-in-italia/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 16 Jun 2013 15:12:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fulvio Sarzana</dc:creator>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[autorizzazione per le intercettazioni]]></category>
		<category><![CDATA[avocato decreto acquisizione tabulati telefonici]]></category>
		<category><![CDATA[avvocato privacy]]></category>
		<category><![CDATA[datagate]]></category>
		<category><![CDATA[decreto di acquisizione dei log]]></category>
		<category><![CDATA[intercettazioni e decreto monti]]></category>
		<category><![CDATA[prism italia]]></category>
		<category><![CDATA[tutela dei dati personali]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.fulviosarzana.it/?p=2219</guid>
		<description><![CDATA[A CIASCUNO IL SUO DATAGATE: IN ITALIA I SERVIZI POSSONO ACCEDERE A MOLTE BANCHE DATI SENZA AUTORIZZAZIONE Carlo Bonini Piero Colaprico Giuliano Foschini Marco Mensurati Fabio Tonacci per &#8220;la Repubblica&#8221; Esiste un datagate italiano? È già accaduto o può accadere in casa nostra, in nome della sicurezza nazionale e per mano dello Stato, quello che [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h2>A CIASCUNO IL SUO DATAGATE: IN ITALIA I SERVIZI POSSONO ACCEDERE A MOLTE BANCHE DATI SENZA AUTORIZZAZIONE</h2>
<div>
<div><strong>Carlo Bonini Piero Colaprico Giuliano Foschini Marco Mensurati Fabio Tonacci per &#8220;la Repubblica&#8221;<br />
</strong></div>
<div></div>
<div>Esiste un datagate italiano?</div>
<div></div>
<div>È già accaduto o può accadere in casa nostra, in nome della sicurezza nazionale e per mano dello Stato, quello che Edward Snowden ha svelato del sistema di sorveglianza globale e continua messo in piedi dalla National security agency?</div>
<div></div>
<div>Detta altrimenti: fino a dove il format statunitense di accesso e acquisizione di informazioni da trattare con il sistema dei &#8220;big data&#8221; è riprodotto o riproducibile nelle routine silenziose dalle nostre Agenzie di Intelligence?</div>
<div></div>
<div>su La Repubblica del 15 giugno 2013</div>
<div></div>
<div>Riportato da <a href="http://www.dagospia.com/rubrica-3/politica/a-ciascuno-il-suo-datagate-in-italia-i-servizi-possono-accedere-a-molte-banche-57738.htm">Dagospia </a></div>
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<strong><i>Fulvio Sarzana di S. Ippolito</strong></i>
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Carlo Bonini Piero Colaprico Giuliano Foschini Marco Mensurati Fabio Tonacci per &#8220;la Repubblica&#8221;


Esiste un datagate italiano?

È già accaduto o può accadere in casa nostra, in nome della sicurezza nazionale e per mano dello Stato, quello che Edward Snowden ha svelato del sistema di sorveglianza globale e continua messo in piedi dalla National security agency?

Detta altrimenti: fino a dove il format statunitense di accesso e acquisizione di informazioni da trattare con il sistema dei &#8220;big data&#8221; è riprodotto o riproducibile nelle routine silenziose dalle nostre Agenzie di Intelligence?

su La Repubblica del 15 giugno 2013

Riportato da Dagospia 

Fulvio Sarzana di S. Ippolito

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		<title>I rischi di un Datagate all&#8217;italiana</title>
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		<pubDate>Thu, 13 Jun 2013 17:29:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fulvio Sarzana</dc:creator>
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		<category><![CDATA[avvocato privacy]]></category>
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		<description><![CDATA[di Francesco Priano per il Secolo XIX «C&#8217;è una macchina che spia tutto. Perchéloso? Beh, l’ho costruita io». Finch, genio informatico e protagonista della serie tv di culto “Person 0f interest”, racconta così il trucco  che ha reso il mondo trasparente. Intrufolandosi negli smartphone, braccando gli algoritmi di ricerca su Google, sbirciando dalle telecamere che [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>di Francesco Priano per il Secolo XIX</p>
<p align="LEFT">«C&#8217;è una macchina che spia tutto. Perchéloso? Beh, l’ho costruita io».</p>
<p align="LEFT">Finch, genio informatico e protagonista della serie tv di culto “Person 0f interest”, racconta così il trucco  che ha reso il mondo trasparente.</p>
<p align="LEFT">Intrufolandosi negli smartphone, braccando gli algoritmi di ricerca su Google, sbirciando dalle telecamere che monitorano il traffico, ha</p>
<p align="LEFT">cancellato ogni confine fra pubblico e privato. La macchina, ultima incarnazione del leviatano informatico, nella realtà degli Stati Uniti si chiama “Prism” e minaccia il fragile equilibrio fra invasione illecita</p>
<p align="LEFT">e ragion di Stato. Un’ossessione di controllo tutta americana verrebbe da dire, che però impone una domanda: e se in Italia fosse uguale?</p>
<p align="LEFT">qui il PDF integrale dell&#8217;articolo <a href="http://www.fulviosarzana.it/wp-content/uploads/2013/06/secolo-ge-11.pdf">secolo ge 11</a></p>
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«C&#8217;è una macchina che spia tutto. Perchéloso? Beh, l’ho costruita io».
Finch, genio informatico e protagonista della serie tv di culto “Person 0f interest”, racconta così il trucco  che ha reso il mondo trasparente.
Intrufolandosi negli smartphone, braccando gli algoritmi di ricerca su Google, sbirciando dalle telecamere che monitorano il traffico, ha
cancellato ogni confine fra pubblico e privato. La macchina, ultima incarnazione del leviatano informatico, nella realtà degli Stati Uniti si chiama “Prism” e minaccia il fragile equilibrio fra invasione illecita
e ragion di Stato. Un’ossessione di controllo tutta americana verrebbe da dire, che però impone una domanda: e se in Italia fosse uguale?
qui il PDF integrale dell&#8217;articolo secolo ge 11
Fulvio Sarzana di S. Ippolito

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		<title>Privacy, tutti chiedono informazioni a Obama. Tranne il governo italiano.</title>
		<link>http://www.fulviosarzana.it/blog/privacy-tutti-chiedono-informazioni-a-obama-tranne-il-governo-italiano/</link>
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		<pubDate>Wed, 12 Jun 2013 16:04:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fulvio Sarzana</dc:creator>
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		<category><![CDATA[#prism; #nsa]]></category>
		<category><![CDATA[intercettazioni in italia]]></category>
		<category><![CDATA[privacy dei cittadini]]></category>
		<category><![CDATA[privacy. diritto alla privacy]]></category>
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		<description><![CDATA[La privacy dei nostri cittadini non sembra interessare più di tanto il governo Letta. A qualche giorno infatti dalla diffusione delle  notizie sulla diffusione del sistema di sorveglianza globale adottato in Usa, noto come Prism, non si registra alcuna presa di posizione del governo italiano in tema, diversamente da quanto ha dichiarato di voler fare il governo tedesco [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.fulviosarzana.it/wp-content/uploads/2010/11/grigio5.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-534" alt="grigio5" src="http://www.fulviosarzana.it/wp-content/uploads/2010/11/grigio5-300x225.jpg" width="300" height="225" /></a>La <strong>privacy</strong> dei nostri cittadini non sembra interessare più di tanto il governo Letta.</p>
<p>A qualche giorno infatti dalla diffusione delle  notizie sulla <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/06/11/usa-dopo-datagate-si-riapre-discussione-sul-patriot-act/623489/" target="_self">diffusione del sistema di sorveglianza globale adottato in Usa, noto come Prism</a>, non si registra alcuna presa di posizione del governo italiano in tema, diversamente da quanto ha dichiarato di voler fare il governo tedesco attraverso la  cancelliera<strong> Angela Merkel</strong>, e di quanto ha in animo di fare la Commissione Europea, per bocca del Commissario agli affari interni Angela Maelstrom.</p>
<p>Sarà forse la sottovalutazione delle implicazioni relative ai<strong> diritti fondamentali dei nostri cittadini</strong>,  o forse il fatto che il governo in carica non intende nemmeno porre all’ordine del giorno la questione privacy, nonostante le istituzioni europee abbiano ben chiarito che il tema è di competenza dei singoli Stati.</p>
<p>O forse il silenzio è  legato all’approvazione da parte del precedente governo del <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/06/08/usa-scandalo-prism-ma-litalia-fa-anche-peggio/620151/" target="_self">cd decreto Monti sull’accesso diretto alle banche dati degli operatori di telecomunicazioni da parte dell’intelligence</a>.</p>
<p>Fatto sta che il potere di “supplenza” rispetto ad  un mondo politico che si rivela ancora una volta debole, o, quantomeno poco informato, sembra ancora una volta prenderlo quella che viene chiamata<strong> la società civile</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>continua su <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/06/12/privacy-tutti-chiedono-informazioni-a-obama-tranne-governo-italiano/624480/">Il Fatto quotidiano </a></p>
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A qualche giorno infatti dalla diffusione delle  notizie sulla diffusione del sistema di sorveglianza globale adottato in Usa, noto come Prism, non si registra alcuna presa di posizione del governo italiano in tema, diversamente da quanto ha dichiarato di voler fare il governo tedesco attraverso la  cancelliera Angela Merkel, e di quanto ha in animo di fare la Commissione Europea, per bocca del Commissario agli affari interni Angela Maelstrom.
Sarà forse la sottovalutazione delle implicazioni relative ai diritti fondamentali dei nostri cittadini,  o forse il fatto che il governo in carica non intende nemmeno porre all’ordine del giorno la questione privacy, nonostante le istituzioni europee abbiano ben chiarito che il tema è di competenza dei singoli Stati.
O forse il silenzio è  legato all’approvazione da parte del precedente governo del cd decreto Monti sull’accesso diretto alle banche dati degli operatori di telecomunicazioni da parte dell’intelligence.
Fatto sta che il potere di “supplenza” rispetto ad  un mondo politico che si rivela ancora una volta debole, o, quantomeno poco informato, sembra ancora una volta prenderlo quella che viene chiamata la società civile.
&nbsp;
continua su Il Fatto quotidiano 
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