Tagged Posts ‘acta’

La Petizione anti ACTA ritenuta ricevibile in via d’urgenza dall’Europarlamento.

 

FONTE  ANSA 

BRUXELLES – La petizione per i blocco dell’Acta (Accordo internazionale anticontraffazione) sottoscritta da 2,4 milioni di europei e’ stata ritenuta ricevibile in via urgente dalla commissione parlamentare responsabile. Lo ha reso noto il Parlamento europeo. La commissione petizioni, presieduta dall’eurodeputata Erminia Mazzoni (Pdl), ha impiegato meno di un mese ad accogliere la richiesta abbreviando un processo che di solito dura il doppio. 

L’obiettivo e’ accelerare il dibattito parlamentare su Acta.

Il primo confronto sul controverso documento deve avvenire in commissione commercio internazionale: la prossima seduta e’ stata fissata per il 27 marzo. Nella petizione i ricorrenti sottolineano che l’accordo e’ stato negoziato ”in segreto da un piccolo numero di Paesi ricchi e poteri aziendali e istituirebbe un’intesa anticontraffazione che permetterebbe a chi ha interessi privati di sorvegliare tutte le nostre attivita’ online”.

Fulvio Sarzana

www.fulviosarzana.it
Studio Legale Roma Sarzana & Associati
Share Button

Published by on marzo 20th, 2012 Commenti disabilitati su La Petizione anti ACTA ritenuta ricevibile in via d’urgenza dall’Europarlamento.

Web e diritto d’autore, se la tutela diventa caccia alle streghe

Internet, come noi la conosciamo, così come la libera circolazione delle informazioni tra tutti gli “internauti” connessi alla rete potrebbero subire un radicale cambiamento nel 2012.

Già, perché il 2012 si sta caratterizzando per una vera e propria guerra (in alcuni casi preventiva) a tutto ciò che somiglia ad una violazione del diritto d’autore, dei brevetti, dei marchi posta in essere sulla rete, a discapito, in molti casi, della libera circolazione delle informazioni.

Il timore (che sta diventando terrore) di perdere per sempre i diritti acquisiti sull’immateriale, cioè sulla cd proprietà intellettuale, sembra essersi impadronito delle grandi major multinazionali che hanno deciso di intensificare in maniera determinante sia le azioni di lobbying presso le istituzioni nazionali ed internazionali, sia la proposizione di veri e propri “corpus” normativi preconfenzionati per più o meno informati parlamentari, al fine di penalizzare ovunque nel mondo le violazioni della proprietà intellettuale.

continua su MicroMega

Fulvio Sarzana

www.fulviosarzana.it
Studio Legale Roma Sarzana & Associati
Share Button

Published by on febbraio 7th, 2012 Commenti disabilitati su Web e diritto d’autore, se la tutela diventa caccia alle streghe

L’Accordo ACTA e l’interruzione volontaria di gravidanza.

L’accordo commerciale Acta sta determinando nei soggetti che hanno partecipato al processo decisionale  più crisi di coscienza di quante ne possa determinare l’interruzione volontaria di gravidanza nei medici obiettori in Italia.   

L’ultima in ordine di tempo ad avere vere e proprie crisi di coscienza è l’Ambasciatrice Slovena in Giappone,  Helena Drnovsek Zorko,  che ha sottoscritto per conto del suo paese l’accordo .

 L’Ambasciatrice, in una lettera resa pubblica il 31 gennaio  ha dichiarato “Ho firmato ACTA per disattenzione civica, perché non ho prestato abbastanza attenzione a ciò che stavo firmando. Molto semplicemente, non ho chiaramente messo in relazione   l’accordo che ero stata incaricata di firmare con l’accordo che, secondo la mia convinzione civica, prevede  la limitazione della libertà sulla rete più grande e più significativa della storia umana, e quindi limita in particolare il futuro dei nostri figli”.

 http://metinalista.si/why-i-signed-acta/

 Nientedimeno.

Prima di Lei, alla notizia della firma dell’Accordo Karif Ader, deputato e relatore ACTA all’Europarlamento , si era dimesso dalle sue funzioni  accusando  la Commissione Europea di aver scavalcato i diritti del Parlamento Europeo e dei cittadini dell’unione.

 Lo stesso Ader ha dichiarato  tra l’altro, “La Commissione Europea ha firmato oggi, a nome dell’Unione Europea, l’accordo commerciale anti-contraffazione, l’ACTA. Voglio denunciare nel modo più vivo l’insieme dei processi che ha portato alla firma di questo accordo: nessuna consultazione con la società civile, mancanza di trasparenza dall’inizio dei negoziati, ritardi ripetuti nella firma del trattato senza motivazioni plausibili, rifiuto delle raccomandazioni del Parlamento espresse in molteplici risoluzioni della nostra assemblea.”

http://www.webnews.it/2012/01/30/acta-duro-attacco-commissione-europea/#ixzz1lWIEKrCS

 

Chi non sembra avere dubbi è invece è il Presidente della commissione parlamentare per il commercio internazionale dell’Europarlamento, il deputato portoghese di centro sinistra Vital Moreira, che ha affermato L’accordo ACTA non vuole ridefinire i limiti relativi alla protezione dei diritti alla proprietà intellettuale come i copyright, i brevetti e i marchi… ma si occupa piuttosto di applicare i meccanismi di protezione di questi diritti”, e “Tutto ciò che era autorizzato resta autorizzato, tutto ciò che era vietato resta vietato.”

Ora, a prescindere  dal fatto che non si comprende perché ci si debba accordare su qualcosa che già esiste e che non introduce nulla di nuovo rispetto all’esistente, perché in pratica è come  se 30 paesi  decidessero di firmare un accordo per dire  che ci si deve  impegnare  a far rispettare le leggi esistenti, va detto, e lo spiegherò meglio nei prossimi giorni commentando le singole sezioni dell’accordo,  che ACTA non è precisamente un qualcosa di cosi “soft”.

Acta  è innanzitutto  un pessimo accordo commerciale, depotenziato nelle strutture portanti iniziali  dalle obiezioni formulate  soprattutto dall’Unione Europea, inutile per paesi quali l’Italia che hanno già una disciplina molto severa in materia di proprietà intellettuale ( ivi compresa la disciplina di carattere penale per le violazioni della proprietà intellettuale), e per la stessa UE che  legifera con lo strumento delle direttive,  dannoso per i Paesi nuovi entranti dell’UE ( e infatti le critiche più forti sono arrivate da paesi quali la Polonia) e per chi produce farmaci generici in paesi del terzo mondo. Diversamente poi,  da quanto sostenuto da  diversi esponenti delle Istituzioni e commentatori,  introduce principi, ai quali si dovranno attenere i Paesi firmatari,  quali la possibilità di fornire ai titolari dei diritti i nominativi di chi viola il diritto d’autore ( non chi lo fa a scopo di lucro ma chiunque) che invece in Italia finora è stata esclusa dalla giurisprudenza di merito e dal garante Privacy, la possibilità di assoggettare a sanzioni penali chi viola i brevetti (già presente peraltro in Italia) e l’opzione del sequestro di strumenti del tutto leciti ma idonei, secondo una definizione molto fumosa, a violare i dispositivi di protezione tecnologica a protezione del diritto d’autore.

continua..

 

Fulvio Sarzana

www.fulviosarzana.it
Studio Legale Roma Sarzana & Associati
Share Button

Published by on febbraio 5th, 2012 Commenti disabilitati su L’Accordo ACTA e l’interruzione volontaria di gravidanza.

l’Unione Europea sottoscrive Acta ( Accordo anticontraffazione commerciale). Le conseguenze sulla rete.

L’Unione Europea ha sottoscritto oggi a Tokyo il trattato ACTA ( accordo anticontraffazione commerciale).
La palla passa ora al Parlamento Europeo per la ratifica che dovrebbe avvenire non prima di giugno.

Acta modifica profondamente i rapporti tra i titolari del diritto d’autore o di privativa industriale ( brevetti prima di tutto) e i soggetti che si ritiene stiano violando questi diritti e, sul rapporto che
L’accordo prevede infatti che, in barba alla disciplina in tema di privacy, da ultimo richiamata ieri dall’iniziativa europea in tema di tutela dei dati personali annunciata dalla Commissaria Reading, i titolari dei diritti possano ottenere dai provider i nominativi di chi sta violando i loro diritti, senza passare per l’Autorità giudiziaria.
La norma è stata fieramente avversata dalle organizzazioni dei diritti civili in tutto il mondo per gli impatti che lo stesso accordo può avere in campi distanti dal mondo della rete.

Acta consentirà cosi di ottenere da un Università Africana che sta studiando un vaccino contro l’AIDS il nominativo dei ricercatori che stanno lavorando alla creazione di un farmaco generico e di poterli quindi sottoporre a procedimento per violazione di brevetto.
In sostanza principio base di Acta è che gli intermediari non possano proteggere i nominativi di chi compie, a loro dire un’attività illecita, trasformando gli stessi intermediari in fonti di informazione privilegiata per perseguire eventuali violazioni.

Altro principio generalizzato di ACTA è la possibilità che i titolari dei diritti possano imporre agli intermediari di non utilizzare strumenti, di per sé assolutamente leciti, ma che siano in grado di eludere i sistemi di protezione dei diritti di proprietà intellettuale ( come ad esempio i DRM).
Una norma del genere è già presente in Italia, ma è circondata da rigide cautele e viene applicata solo su richiesta dell’Autorità giudiziaria.
Portando alle estreme conseguenze tutto ciò dovremmo immaginare che sistemi del tutto leciti quali i programmi di compressione MP3 possano essere strumenti atti a eludere la protezione dei titolari dei diritti perchè consentono la riproduzione audio-video di files non originali.
Se fosse stato in vigore Acta al momento dell’operazione megaupload inoltre i titolari dei diritti avrebbero potuto chiedere ai diversi provider in giro per il mondo i nominativi dei titolari dei cyberlocker megaupload e megavideo senza passare per l’Autorità giudiziaria, facendosi giustizia da sé.
Un po’ troppo no?

Fulvio Sarzana

www.fulviosarzana.it
Studio Legale Roma Sarzana & Associati
Share Button

Published by on gennaio 26th, 2012 Commenti disabilitati su l’Unione Europea sottoscrive Acta ( Accordo anticontraffazione commerciale). Le conseguenze sulla rete.