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Il Telespettatore ha diritto alla chiarezza. Gli spot in onda su mediaset nel mirino delle Associazioni Consumatori

Un fermo immagine del quiz nel mirino del Codacons.Avete presente le pubblicità che stanno bombardando le reti Mediaset in questi ultimi tempi in cui una signorina (o anche il noto conduttore Marco Predolin) vi chiedono di rispondere a quiz via sms con domande a dir poco banali tanto da raggiungere appieno la soglia del demenziale? Domande del tipo “Qual è l’animale che fa le fusa? il cane o il gatto…” oppure “Belen al Festival di Sanremo aveva il tatuaggio di una farfallina o di una patatina?” e ancora: “Quale bevanda si ottiene dal luppolo? La birra o l’aranciata…”.

Insomma, domande di questo tipo, che lì per lì fanno sorridere ( e anche un po’ innervosire visto che vengono passate in continuazione), ma vi siete mai chiesti che cosa accadrebbe se si provasse a rispondere a simili quiz con un sms?

Si tratta di pubblicità ingannevole o magari di una pratica commerciale scorretta o è tutto lecito?

Qui una mia intervista su “Repubblica del  22 agosto

Fulvio Sarzana di S. Ippolito

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Published by on agosto 25th, 2012 No Comments

Stefano Quintarelli Presidente di AGCOM? Si, grazie..

Il Corriere della sera on line oggi lancia ufficialmente la candidatura di Stefano Quintarelli a Presidente dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni.

la notizia in verità circolava da diverso tempo ma l’investitura del maggior ( o tra i maggiori)  quotidiano nazionale sembra attribuire forza alla candidatura.

Stefano Quintarelli è un ottimo candidato per ambire a quell’incarico per diversi ordini di motivi:

a) conosce a fondo il mondo delle telecomunicazioni: è stato infatti tra i “visionari” che hanno portato oramai diverso tempo fa internet in italia

b) ha sempre avuto una posizione  equilibrata sui temi delle TLC ed ha un profilo anche internazionale di rilievo, sembrerà una banalità ma conoscere l’inglese

perfettamente può dare valore alle posizione italiane negli organismi internazionali che discutono di TLC. Nella precedente consiliatura la scarsa dimestichezza con le lingue  diverse dall’italiano è stata spesso motivo di imbarazzo e di incomprensioni

c) ha sempre cercato il contatto con il pubblico tenendo un blog molto seguito a cui risponde personalmente

d) pur essendo un tecnico conosce perfettamente  il mondo della politica e non ne è estraneo

e) sarebbe  gradito, o quantomeno non sarebbe visto come il fumo negli occhi, a quanto sembra, anche a componenti più tradizionali del mondo delle imprese cosi come dal mondo dell’informazione on line ( che ne ha grande considerazione).

f) E’ stato Presidente dell’AIIP, l’associazione di operatori di telecomunicazione affiliata all’organigramma nazionale di Confindustria.

In definitiva ritengo che possa essere un valido candidato alla poltrona di Presidente dell’AGCOM.

Naturalmente andrà verificata la posizione di Quintarelli su temi non strettamente legati al mondo delle TLC, va ricordato infatti che l’Autorità per le garanzie si occupa non solo di TLC ma anche ( e tanto) di televisione, di sondaggi elettorali etc etc, ed una dichiarazione programmatica su ciò che intende fare il candidato se, e quando sarà eletto su questi temi, mi sembra, in linea con le richieste di trasparenza che provengono dal web, necessaria.

In bocca al lupo a Stefano!

Fulvio Sarzana di S. Ippolito

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Published by on maggio 13th, 2012 No Comments

Aspettando Godot ( e Calabrò)

Deve essere un periodo difficile per il -quasi ex- Presidentissimo dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, Corrado Calabrò.

Invece di occuparsi delle amate poesie, per le quali ha vinto diversi premi letterari sparsi per la penisola, si ritrova, in un “crescendo rossiniano” di affermazioni e di smentite, a dover parlare di diritto d’autore e internet, a meno di un mese e mezzo dalla scadenza del mandato (non rinnovabile). Nelle puntate precedenti, come si ricorderà, Calabrò aveva dichiarato al Parlamento, che l’aveva convocato, di attendere la sponda governativa prima di varare il controverso regolamento sul diritto d’autore.

Oggi il Presidentissimo ha riservato alla stampa ancora una volta l’ennesimo colpo di teatro.

A meno di una settimana dalla sua ultima audizione davanti alle Commissioni Cultura e Comunicazione del Senato Corrado Calabrò, di fronte ad un’altra Commissione, quella anticontraffazione, è sembrato per l’ennesima volta  fare marcia indietro rispetto a quanto detto in Parlamento la settimana prima.

continua su ( Il Fatto quotidiano)

Fulvio Sarzana di S. Ippolito

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Published by on aprile 4th, 2012 No Comments

Ordini, disordini, contrordini, AGCOM e AGCM: L’antitrust prima obbliga i provider a inibire agli utenti italiani l’accesso al sito Privateoutlet, poi cambia idea e revoca l’ordine. Qual è l’autorità competente ad ordinare il blocco dell’accesso?

Il tema dell’inibizione all’accesso agli utenti italiani attraverso i provider italiani, di grande attualità vista l’accelerazione governativa in tema anticipata ieri da Anna Masera su La Stampa , si sta trasformando, a seconda dei punti di vista in una farsa e/o in un tragedia.

Ultima in ordine di tempo la revoca del provvedimento di blocco del portale privateOutlet trasmesso ieri dalla guardia di finanza presso l’Antitrust ai provider italiani.

L’Antitrust che aveva disposto all’improvviso, nel bel mezzo delle discussioni sui poteri di inibizione a carico dei provider da parte dell’AGCOM, un blocco a carico dei provider italiani delle connessioni per violazioni del codice del consumo,  ha emesso il 28 marzo un provvedimento di revoca dell’ordine di inibizione cambiandolo con un ordine a carico del titolare del  sito  di sostituire la propria homepage con un messaggio confezionato dalla stessa Antitrust

Il tutto come se tali ordini ( ordine di revoca trasmesso dagli organi di polizia giudiziaria ai provider incluso) provenissero dalla magistratura penale a seguito di una revoca da parte del tribunale del riesame e come se il sito stesso fosse in Italia.

Il principio ( ovvero il fatto di rivolgersi al titolare del sito)  potrebbe sembrare corretto, se non fosse che in tutto ciò l’Antitrust ha ribadito la propria convinzione di aver pieni poteri di inibizione a carico dei provider, sentendosi quindi legittimata ad emettere provvedimenti che però, stando a quanto emerge dalle bozze della “leggina” che il Governo si appresta a varare, sono rivendicati dall’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni.

Sono francamente sconcertato da questi continui cambiamenti di prospettive che hanno un forte impatto sul futuro del web italiano e che vengono trattati con qualcosa di molto simile alla totale approssimazione.

Qui il  antitrustordine di revocaprivateoutlet

Fulvio Sarzana di S. Ippolito

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Published by on marzo 30th, 2012 No Comments

Youtube riattiva il canale telematico dell’Unione Nazionale Consumatori dopo il deposito del provvedimento d’urgenza di fronte al Tribunale di Roma da parte dello Studio Legale Sarzana. L’azione proseguirà nei confronti di Mediaset.

 

“Neppure dodici ore dal deposito del nostro ricorso d’urgenza presso il Tribunale di Roma, YouTube ha deciso spontaneamente di riattivare il nostro canale video: è una bella vittoria dell’Unione Nazionale Consumatori (UNC) per la libertà della Rete”. Manifesta così tutta la sua soddisfazione Massimiliano Dona, Segretario generale dell’organizzazione, commentando la decisione del popolare sito di condivisione video di ripristinare il canale “unioneconsumatori”, sospeso da più di due mesi su richiesta di RTI-Mediaset con l’accusa di violazione della normativa sul diritto d’autore. Secondo l’avvocato Dona: “YouTube ha dato un segnale importante riconoscendo implicitamente che non è lecito oscurare un intero canale in conseguenza di segnalazioni ancora tutte da verificare: noi sosteniamo,infatti, che sia legittimo pubblicare brevi estratti di programmi televisivi quando lo scopo è informativo e quindi non in competizione economica con gli interessi dell’emittente televisiva”. E’ questa la posizione dell’Unione Nazionale Consumatori che su YouTube si era limitata a pubblicare, insieme a molti video prodotti in casa, anche alcune interviste rese proprio da Massimiliano Dona nel corso di programmi Mediaset come “Le Iene” o “Striscia la notizia”. “Il fatto che YouTube abbia deciso di riattivare il canale non appena ha appreso la notizia del nostro ricorso al Tribunale di Roma è una buona notizia e ci consentirà di evitare le lungaggini di un processo, ma è una soddisfazione parziale” afferma Dona, che prosegue: “adesso dovremo mettere in cantiere un’autonoma azione nei confronti di RTI-Mediaset perché in questo caso è interesse della collettività che un giudice italiano dichiari la legittimità della pubblicazione di spezzoni di programmi televisivi quando i contenuti sono diffusi in modo parziale, nell’ambito del diritto di cronaca e comunque per finalità educative e non a scopo di lucro”. “E’ una battaglia che dobbiamo portare fino in fondo in nome della libertà di informare che va riconosciuta alle organizzazioni che, come la nostra, svolgono un ruolo sociale -conclude Massimiliano Dona- ma forse, soprattutto, per il diritto di ciascuno ad essere informato sui temi che riguardano i consumatori. Il nostro canale (raggiungibile all’indirizzo http://www.youtube.com/user/unioneconsumatori/) ha purtroppo perso molti contatti.

Soddisfatto anche l’Avv. Fulvio Sarzana, dello Studio Legale Sarzana e Associati,  che ha curato il deposito del ricorso.

“Si tratta di una presa di coscienza  importante da parte di Youtube nel  riconoscere la legittimità di un canale informativo importante per la tutela dei Consumatori” – afferma il legale- l’Associazione dovrà ora decidere se proseguire l’azione nei confronti di MEDIASET  per l’affermazione dei diritti di libertà su contenuti no profit, oppure ritenersi soddisfatta”.

Fulvio Sarzana di S. Ippolito

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Published by on luglio 25th, 2011 1 Comment

Sitononraggiungibile.it invia una lettera ai Presidenti delle Commissioni Cultura e Comunicazioni del Senato su AGCOM e diritto d’autore.

Le Associazioni promotrici della Campagna informativa contro la Delibera dell’AGCOM sul diritto d’autore  www.sitononraggiungibile.it (Adiconsum, Agorà digitale, Altroconsumo, Assoprovider, Assonet e Studio Legale Sarzana)  hanno inviato questa mattina una Lettera ai Presidenti e ai Membri delle Commissioni   Istruzione Pubblica e Comunicazioni del Senato per ribadire la necessità che l’AGCOM accolga la moratoria sulla delibera in tema di diritto d’autore, in attesa che sia lo stesso   Parlamento a decidere in merito. La lettera è stata inviata in occasione dell’Audizione d’urgenza disposta dalle Commissioni VII e VII del Senato dello Stesso Presidente Calabrò, che si   svolgerà  domani 21 luglio e che era stata richiesta dalle Stesse Associazioni.

In allegato il testo della lettera.

www.sitononraggiungibile.it

Raccomandata A.R.

Anticipata via fax

Alla c.a.:

Presidente VII Commissione Istruzione pubblica, beni culturali del Senato della Repubblica

Senatore Guido Possa

Vicepresidente VII Commissione Istruzione pubblica, beni culturali del Senato della

Repubblica

Senatore Vincenzo Maria Vita

Segretario VII Commissione Istruzione pubblica, beni culturali del Senato della Repubblica

Senatore Giuseppe Valditara

Presidente VIII Commissione Lavori pubblici, comunicazioni del Senato della Repubblica

Senatore Luigi Grillo

Vicepresidente VIII Commissione Lavori pubblici, comunicazioni del Senato della

Repubblica

Senatore Raffaele Ranucci

Segretario VIII Commissione Lavori pubblici, comunicazioni del Senato della Repubblica

Senatore Luigi Vimercati

E a tutti gli On.li Membri delle Commissioni VII e VIII del Senato della Repubblica

Milano/Roma, 20 luglio 2011

Oggetto: audizione del Presidente Corrado Calabrò e richiesta di moratoria della

proposta Agcom in materia di diritto d’autore in Rete

 

Adiconsum, Agorà Digitale, Altroconsumo, Assonet, Assoprovider e Studio Legale Sarzana apprendono con estrema soddisfazione che il prossimo 21 Luglio il Presidente dell’Agcom Corrado Calabrò verrà audito dalle Commissioni VII e VIII del Senato in seduta congiunta sulle

 

Problematiche emerse nel settore internet in materia di diritto d’autore.Come è a Voi sicuramente noto, le nostre Associazioni hanno già espresso con dovizia di

particolari rilevanti critiche nell’ambito della consultazione circa la proposta Agcom in materia di diritto d’autore in Rete di cui alla Delibera n 668/10/CONS.

Ciononostante l’Agcom ha successivamente approvato a maggioranza, con la Delibera 398/11/CONS, uno “Schema di regolamento in materia di tutela del diritto d’autore sulle reti di comunicazione elettronica” ora in consultazione che, pur accogliendo parzialmente alcune delle nostre numerose osservazioni, non risolve purtroppo il vizio essenziale alla base dell’iniziativa regolamentare.

Nel riservarci di svolgere tutte le osservazioni più opportune e puntuali sulla proposta

emendata di Agcom nei termini della nuova consultazione, cogliamo l’occasione per significarVi le nostre preoccupazioni circa un articolato che rimane purtroppo gravemente lesivo delle prerogative del Parlamento. E’ di tutta evidenza, infatti, come la tematica del diritto d’autore si intersechi con quella dei nuovi linguaggi abilitati dalle tecnologie informatiche e, quindi, in ultima istanza con la libertà di espressione delle nuove generazioni.

Di fronte ad un tale scenario dovrebbe essere il Parlamento, con la sua centralità

democratica, e non un’Autorità amministrativa, la sede più idonea per la redazione di una regolamentazione attenta al bilanciamento dei vari interessi in gioco.

Ci pregiamo di rammentare come, proprio in tale direzione, circa 50 parlamentari

provenienti dai maggiori schieramenti politici (Pdl, Fli, Pd, Lega Nord, Udc), abbiano già

presentato nella seduta del 16 febbraio u.s., un’interpellanza con la quale è stato richiesto al Governo di sottoporre al Parlamento un progetto organico di riforma dell’intera disciplina del diritto d’autore.

Il nostro auspicio è, dunque, che le Commissioni VII e VIII del Senato possano fare loro il prossimo 21 luglio la nostra richiesta di moratoria nei confronti di Agcom ringraziando il Presidente Calabrò per l’utile istruttoria svolta sinora ma significandogli altresì altrettanto chiaramente che, intenendo il Parlamento onorare le proprie prerogative democratiche nel disegnare i nuovi scenari del diritto d’autore in Rete, risulta inevitabile per l’Agcom il dover fare un passo indietro e desistere dal portare a termine la propria iniziativa regolamentare.

Entrando brevemente nel merito dell’articolato posto ora nuovamente in consultazione daAgcom, sebbene – come detto – esso accolga alcune delle numerose osservazioni mosse dalleassociazioni promotrici dell’iniziativa quale punto dirimente, che secondo quanto stabilito dall’articolo 32-bis T.U. RadioTv, ad Agcom sono attribuiti poteri di vigilanza e di regolamentazione soltanto nei confronti dei “fornitori dei servizi media audiovisivi” da intendersi quelle “persone fisiche o giuridiche cui è riconducibile laresponsabilità editoriale della scelta del contenuto audiovisivo del servizio di media audiovisivo ene determina le modalità di organizzazione”, escludendo da tale definizione quei servizi consistentiesclusivamente nella trasmissione di programmi per i quali ricada su soggetti terzi la responsabilità editoriale.

Secondo quanto stabilito dalla normativa da ultimo citata, dunque, le attività dell’Agcom di regolamentazione (e, dunque, la competenza), attribuite dall’articolo 6 del Decreto Romani, dovrebbero essere dirette unicamente a tali soggetti e non a quei player della Rete che non sono qualificabili come “fornitori di servizi media audio visivi” secondo la definizione sopra riportata.

Al contrario Agcom, nel provvedimento posto in consultazione, attribuisce a se stessa una competenza generalizzata in materia di diritto d’autore tanto sotto il profilo oggettivo che sotto quello soggettivo, andando, dunque, ben al di là di quanto è stato alla stessa demandato dal c.d. Decreto Romani.

A tal proposito, se già il decreto da ultimo citato si era spinto al di là di quanto la direttivacomunitaria che era chiamato a recepire imponesse, vi è da dire che appare pericoloso che un’Autorità amministrativa decida di spostare ancora più avanti la propria linea di azione senza una chiara copertura normativa.

Stante quanto sopra, è auspicabile che l’Agcom voglia sospendere il procedimento di

adozione del provvedimento in materia di diritto d’autore, lasciando che sia più opportunamente il Legislatore ad adeguare tale disciplina al nuovo contesto tecnologico digitale allo scopo di favorire il mercato legale dei contenuti, di abbattere quelle barriere obsolete che ne impediscono lo sviluppo come, ad esempio, il monopolio SIAE di cui all’art. 180 l.d.a., e di rendere più facilmente esercitabili da parte dei consumatori le eccezioni al diritto d’autore nell’ottica del fair use.

Nel ringraziare per l’attenzione che vorrete riservare alle osservazioni esposte nel presente documento, chiediamo sin d’ora di poterle meglio illustrare nel corso di una apposita audizione.

 

 

.www.sitononraggiungibile.it

Adiconsum, Altroconsumo, Agotà digitale, Assonet, Assoprovider, Studio Legale Sarzana.

Fulvio Sarzana di S. Ippolito

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Published by on luglio 20th, 2011 No Comments

LA SIAE esce dal sarcofago in cui è stata custodita in questi anni con dieci domande su diritto d’autore on line, che però non la riguardano.

 La SIAE, presieduta dal “Giovane-vecchio” Gian Luigi  Rondi, di anni 90,  riemerge dal sarcofago in cui è stata depositata in questi anni  ponendo in un quotidiano a larga diffusione, a mò di Marzullo contemporaneo, dieci domande in tema di diritto d’autore, in margine alla consultazione pubblica su internet e diritto d’autore dell’AGCOM.

 Eppure in questi mesi nella battaglia che ha contrapposto le organizzazioni a tutela dei diritti umani e l’AGCOM dall’altra la SIAE ha mantenuto un dignitoso silenzio.

 Non è da sola peraltro, in questo “risveglio”  perché alla destra ( non del Padre ovviamente ndr) della lettera acquistata sul Corriere della Sera di oggi  dalla SIAE appare  l’organizzazione che sembra  essere in qualche modo  la vera latrice della lettera aperta ai giornali ovvero,  Confindustria Cultura.

 Confindustia Cultura riunisce le diverse sigle dell’intrattenimento televisivo, musicale e  cinematografico.

 Dobbiamo ricordare peraltro a beneficio del lettori che all’interno della stessa Confindustria si registrano posizioni molto distanti l’una dall’altra.

 L’Organizzazione Confindustria  digitale infatti che riunisce gli operatori del settore delle telecomunicazioni e dell’informatica   ha assunto posizioni del tutto opposte a quelle di Confindustria cultura al punto che di fronte al sottoscritto ( e ad altri dieci testimoni) il Commissario AGCOM Stefano Mannoni, durante un faccia a faccia presso il Corriere delle Comunicazioni apostrofò l’incolpevole Antonello Busetto, esponente della stessa Confindustria digitale lì presente, con l’aggettivo “lunare” in riferimento alle posizioni invece “solari” ( si presuppone)  espresse invece da CONFINDUSTRIA cultura.

 Ma si sa questo è il bello della democrazia.

 Le dieci domande peraltro  meriterebbero risposte puntuali se solo si evitasse, come sempre accade in questi casi di adottare termini tipo “furto” di proprietà intellettuale ad opera dei cittadini della rete  proprio nel momento in cui l’AGCOM recependo in qualche modo  le istanze dei difensori delle libertà civili su internet estende il concetto di fair use, ovvero di uso amatoriale cercando un difficile equilibrio tra diritto d’autore e gli  usi amatoriali,  quelli di critica e  di discussione e l’imprescindibile  diritto di cronaca.

 L’iniziativa a questo punto appare veramente inopportuna soprattutto per un motivo.

 Dall’analisi del  quadro regolatorio attuale,  ed in base  alle considerazioni che la stessa AGCOM ha fatto del ruolo della SIAE nell’indagine conoscitiva sul diritto d’autore,  (  l’indagine “dimenticata”) appare come la SIAE non abbia  alcun ruolo nella vigilanza delle attività on line.

 Afferma infatti l’AGCOM,  e ce lo ricordava  all’epoca Pino Bruno: http://www.diritto.net/dirittonet-home/diritto-privacy-riservatezza/4523-file-sharing-e-peer-to-peer-agcom-dice-alla-siae-di-non-tracimare.html

“…Dalla breve ricostruzione della natura e dei poteri della SIAE qui condotta emerge con tutta evidenza come il core delle funzioni attribuite istituzionalmente all’ente sia costituito principalmente dall’attività, di natura privatistica, di intermediazione nell’utilizzazione economica delle opere protette da copyright. Nel quadro così delineato, gli “altri compiti connessi con la protezione delle opere dell’ingegno” cui si riferisce l’art. 181, comma 1, della legge 22 aprile 1941, n. 633, alludendo alle attività di tutela del diritto d’autore, sembrano assumere un ruolo del tutto marginale. E né pare che tale conclusione possa mutare alla luce del disposto di cui all’art. 182 bis che, come si dirà in seguito, attribuisce sì alla SIAE funzioni di vigilanza sulle violazioni del diritto d’autore ma in coordinamento con l’Autorità e unicamente “nell’ambito delle rispettive competenze”.

In sostanza, evidenzia l’AGCOM,  la Siae è un ente privato.

 “…il legislatore – si legge nell’indagine conoscitiva dell’AGCOM – prevede che sia la SIAE (che, come detto, ha la sua attività principale in quella di intermediazione dell’utilizzazione economica delle opere protette da copyright e nella protezione delle stesse da eventuali violazioni un aspetto solo marginale della sua azione), a coordinarsi con l’Autorità (e non viceversa), peraltro “nei limiti dei propri compiti istituzionali”.

“L’azione di vigilanza della SIAE andrebbe invece circoscritta alle attività di cui alle lettere b), c), d), d-bis), d-ter) di cui all’art. 182 bis. Queste, infatti, attenendo alle proiezioni in sale cinematografiche, nonché all’attività di vendita e noleggio, e a quella di riproduzione attraverso fotocopiatrici, sembrano riguardare principalmente fenomeni di pirateria “fisica”, che, in quanto tali, esulano dall’ambito di competenza tradizionalmente riconducibile all’Autorità”…” Andrebbe pertanto stabilito che all’Autorità spetti, in via esclusiva, il compito di pianificare e condurre le 65 attività ispettive relative alle attività indicate alla lettera a) dell’art. 182 bis, attività per le quali essa potrà avvalersi delle forze di polizia operanti presso di essa (Polizia postale e nucleo per la radiodiffusione e l’editoria della Guardia di finanza) e, ove d’utilità, dei funzionari della SIAE, che, dunque, nel caso, svolgerebbero attività di supporto”.

Insomma l’AGCOM dice espressamente che con l’online la SIAE non c’entra nulla.

Ma allora, se la SIAE non c’entra niente con questa vicenda ci domandiamo noi perché, e a beneficio di chi,  la SIAE pone dieci domande che non la riguardano?

Fulvio Sarzana di S. Ippolito

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Published by on luglio 13th, 2011 2 Comments