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L’eccesso di potere di AGCOM sul diritto d’autore. La posizione di uno dei “Padri” dell’attuale Autorità per le garanzie nelle comunicazioni.

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Agcom è in una posizione di evidente eccesso di potere sul tema del regolamento sul diritto d’autore.

A sostenerlo, è oggi dalle colonne di uno dei quotidiani di larga diffusione,  Vincenzo Vita, sottosegretario alle Comunicazioni all’epoca della creazione dell’AGCOM,

e tra i Padri ( in qualità di presentatore del disegno di legge relativo)  della legislazione che ha creato l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni.

Vita afferma espressamente ” L’eccesso di potere ha dato probabilmente alla testa, facendo immaginare al Collegio dei Garanti di avere la facoltà di sostituirsi al Legislatore  e alla Magistratura”.

In allegato l’articolo.

Buona Lettura!

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Fulvio Sarzana

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Published by on luglio 31st, 2013 Commenti disabilitati su L’eccesso di potere di AGCOM sul diritto d’autore. La posizione di uno dei “Padri” dell’attuale Autorità per le garanzie nelle comunicazioni.

Agcom, il copyright e le leggi balneari

agcominsiemeL’Agcom andrà dunque avanti nella presentazione del già contestato regolamento sul diritto d’autore delle comunicazioni elettroniche e, nella migliore tradizione italiota dei governi balneari, vara lo schema di regolamento nell’ultimo Consiglio di luglio, ottenendo cosi, come primo risultato, che il dibattito sul diritto d’autore non ci sarà, se non sotto l’ombrellone.

Si tratta dell’ultima “furbata” del Consiglio dell’Agcom, che per arrivare a varare il regolamento sulla repressione del diritto d’autore su internet  ha “fatto di tutto”.

Eppure il presidente dell’Agcom Cardani (che non è un giurista) ostenta sicurezza, a differenza diCalabrò il poeta, giurista e scrittore, e presidente anche dell’Agcom nella scorsa consiliatura, nonché illustre magistrato amministrativo, che decise di soprassedere, dal momento che il Parlamento non aveva recepito le sue istanze di dotarlo di una legge ad hoc.

Aveva infatti spiegato in una lettera al Corsera Calabrò che” il Consiglio attenderà una norma di legge, perché “vogliamo conoscere per tabulas se il Governo, nella sua massima espressione, condivide la nostra interpretazione sulla legittimazione, la competenza e i poteri dell’Agcom” nell’azione di contrasto alla pirateria online”.

Ma per l’attuale  Consiglio dell’Agcom presieduto da Cardani, evidentemente questa autorevole presa di posizione in forma dubitativa, non conta.

In fondo – ha detto lo stesso  Presidente- lui sarebbe lieto di cedere il passo al Parlamento ove esso legiferasse, come peraltro, se il Parlamento potesse essere messo in mora, da un’autorità indipendente, che ha solo il potere di segnalare al Governo e al Parlamento e non certo quello di sostituirsi ad esso, in qualità di “commissario ad acta”.

Né certo l’Agcom ha i poteri di un giudice (oltretutto penale).

segue su Il Fatto quotidiano

Fulvio Sarzana

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Published by on luglio 25th, 2013 Commenti disabilitati su Agcom, il copyright e le leggi balneari

La stagione dei sequestri su internet viene ( e non va). Sequestrato di nuovo il portale su Vajont, inibito l’accesso ad altri cinque portali accusati di vendere prodotti in violazione della legge marchi. In arrivo nuovi provvedimenti?

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Offensiva di primavera da parte delle forze dell’ordine e della magistratura su internet

Nel giro di quindici giorni la rete internet è stata oggetto di un massiccio intervento preventivo d’urgenza  diretto ad inibire l’accesso ai cittadini italiani  a diversi portali o blog,  accusati di reati che spaziano dalla diffamazione alla violazione della legge marchi sino alla violazione di copyright.   Nell’ordine, i primi di maggio  sono stati sottoposti dal Giudice delle Indagini preliminari di Genova  sequestro preventivo i portali www.ecdrops.com, www.fashionflag,net, purseyvalley.ws, accusati di violare i diritti dei titolari di marchi celebri italiani ed intenzionali, tra i quali Ferrari, abercrombie, Louis Vuitton.

I responsabili dei siti, ignoti, ma comunque cittadini esteri, sono ritenuti responsabili dei reati di cui agli articoli 474, primo e secondo comma, e 474 ter  del codice penale.

Poiché i titolari dei portali sono sconosciuti e i server sono all’estero, la Magistratura ha disposto il sequestro degli IP e dei DNS riconducibili a quei siti, per cui, i cittadini italiani non potranno più accedere a detti siti.

Sequestrato preventivamente dal Giudice delle Indagini preliminari di Belluno la scorsa settimana  di nuovo il portale Vajont.info ( ma il provvedimento non appare essere stato eseguito) , in virtù di una nuova denuncia per diffamazione presentata il 26  marzo scorso dall’On Maurizio Paniz.

Come si ricorderà il portale era stato dissequestrato un paio di mesi fa http://www.lidis.it/newsdetail.asp?ID=1301 poiché il Tribunale del Riesame aveva ritenuta eccessiva  la misura cautelare disposta dal GIP.

Per finire, come ampiamente commentato, la Procura della Repubblica di Cagliari ha disposto il 23  maggio scorso il sequestro in via d’urgenza del Portale www.kikcasstorrents.com, accusato di violare la normativa sul copyright.

Secondo indiscrezioni provenienti dal mondo dei titolari dei diritti, sarebbero possibili nei prossimi giorni nuovi provvedimenti in tema di copyright, legati alle denunce effettuate dalle stesse Associazioni di categoria alle diverse Autorità presenti sul territorio italiano.

Fulvio Sarzana

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Published by on maggio 24th, 2012 Commenti disabilitati su La stagione dei sequestri su internet viene ( e non va). Sequestrato di nuovo il portale su Vajont, inibito l’accesso ad altri cinque portali accusati di vendere prodotti in violazione della legge marchi. In arrivo nuovi provvedimenti?

La battaglia sul copyright e l’arte: Convegno a Cosenza il 17 Maggio.

Non sarà il solito Convegno, ma un vero e proprio scontro, quello che si terrà a Cosenza, il prossimo 17 maggio 2012, dal titolo“La crisi del diritto d’autore. Il copyright, tra mercato legale e pirateria” e con inizio alle 14 e 30.

All’Università della Calabria, si daranno appuntamento, per la prima volta, i nomi più noti in Italia in materia di copyright e diritto della rete. In gioco non c’è solo il download gratuito di qualche cd, ma le stesse libertà fondamentali del web.

Uno scontro epocale!

Da un lato, i riformisti, che si battono per una revisione sostanziale della disciplina del copyright, resa oggi ancor più necessaria dall’avvento di Internet e delle piattaforme di filesharing. Dall’altro, i rappresentanti dell’attuale sistema, l’industria dei contenuti, gli intermediari nella raccolta dei diritti e il loro “braccio armato”: la SIAE e la polizia postale.

Il tutto dietro lo scenario del regolamento dell’AgCom, in via di approvazione: la nuova normativa che promette controlli e pene più severe contro la pirateria informatica.

Maggiori info e il Programma  qui

Fulvio Sarzana

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Published by on aprile 27th, 2012 Commenti disabilitati su La battaglia sul copyright e l’arte: Convegno a Cosenza il 17 Maggio.

ESCLUSIVA. Tutti i dettagli dei Sequestri preventivi dei siti web www.scaricolibero.com, www.filmgratis.tv, e www.multicleaner.eu, disposti dai GIP di Milano e di Parma. Debutta in Italia il sequestro dei mezzi di pagamento.

Nuova ondata di sequestri di siti web che, hanno ad oggetto il sempre più utilizzato strumento dell’inibizione a livello IP e DNS disposto dai GIP italiani e  attuato nei confronti dei provider, a cui si aggiunge, nel caso specifico dei portali  filmgratis.tv  e www.scaricolibero.com, anche il sequestro di mezzi bancari che sarebbero stati utilizzati per commettere i reati.

Andiamo per ordine.

1)      La Guardia di Finanza di Venezia in esecuzione di un ordine di sequestro preventivo emesso dal Giudice delle indagini preliminari di Parma ha comunicato agli internet service provider italiani:

a)      l’ordine di sequestro dei siti web scaricolibero.com,  www.filmgratis.tv,  nonché  i relativi alias e nomi di domino presenti e futuri rinvianti ai siti medesimi .

b) L’ordine di sequestro degli Indirizzi IP statici che al momento risultano associati ai predetti domini nonché ad ogni ulteriore indirizzo associato al nome stesso nell’attualità e nel futuro

c) l’ordine di sequestro delle somme di denaro e del relativo conto dell’intestatario del dominio.

La misura cautelare è stata emessa a carico del titolare dei portali, che è stato identificato,  per i reati di cui all’art 171 ter comma 2,  e 171 , comma 1,  legge sul diritto d’autore, e per i reati di ricettazione di cui all’art 648 codice penale.

Il giro d’affari stimato era di 300 dollari al giorno e consisteva nella percezione di introiti pubblicitari con i sistemi del pay per click .

Il GIP affronta anche il delicato tema dell’obbligo di rogatoria per il sequestro dei siti web che risiedono fisicamente in Olanda, ritenendo, sulla scorta dell’insegnamento della Corte di Cassazione che si possa disporre il sequestro preventivo di beni presenti all’estero anche prima dell’attivazione dello strumento della rogatoria.

In verità non ve ne sarebbe stato bisogno, vista la richiesta di sequestro degli IP a carico dei provider italiani, ma tant’è.

L’Olanda, e i server fisicamente presenti nel Paese dei tulipani,   sembrano essere entrati nel mirino degli investigatori  italiani.

Il Giudice delle indagini preliminari di Milano infatti, in esecuzione della Richiesta della procura della Repubblica del Capoluogo Lombardo ha disposto il sequestro preventivo del sito www.multicleaner.eu, anch’esso fisicamente presente in Olanda, che si sarebbe macchiato del reato di cui all’art 73 del DPR n 309 del 1990, ovvero del reato di cessione di sostanze stupefacenti.

Si trattava in particolare di flaconi apparentemente innocui che conterrebbero in realtà al 99,9% ecstasy.

Fulvio Sarzana

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Published by on febbraio 15th, 2012 Commenti disabilitati su ESCLUSIVA. Tutti i dettagli dei Sequestri preventivi dei siti web www.scaricolibero.com, www.filmgratis.tv, e www.multicleaner.eu, disposti dai GIP di Milano e di Parma. Debutta in Italia il sequestro dei mezzi di pagamento.

Il diritto ad internet ed il Parlamento Italiano: Il DDL Centemero-Versace introduce la sospensione dei servizi di accesso ad internet per chi scarica e carica film e musica.

Il genio italico quando si confronta con il web  non smette mai di sorprendere.

Stefano Quintarelli ci informa della presentazione di un Disegno di legge sulla responsabilità dei provider e il diritto di accesso ad internet.

Questa volta a sorprendere noi poveri commentatori della rete internet italiota sovviene un’oscura ( non ce ne voglia) Deputata Brianzola, Elena Centemero, laureata in lettere classiche, che probabilmente avrà una solida cultura umanistica ma forse non conosce bene i principi cardine del nostro ordinamento costituzionale .

Il Parlamentare appare come  prima firmataria di un disegno di legge sulla responsabilità degli intermediari della comunicazione, affiancata peraltro in quest’improba impresa  da alcuni  “noti” promulgatori di norme storiche quali il deputato Santo Versace. http://www.camera.it/Camera/view/doc_viewer_full?url=http%3A//www.camera.it/_dati/leg16/lavori/stampati/pdf/16PDL0051750.pdf&back_to=http%3A//www.camera.it/126%3FPDL%3D4549%26leg%3D16%26tab%3D2

La norma peraltro è già stata calendarizzata ed assegnata il 12 settembre alla Commissione Attività produttive della stessa Camera, il che vuol dire che c’è un reale interesse a portare a termine con celerità l’iter normativo.

Il testo in esame  cancella in  un sol colpo l’azione della magistratura nel settore del diritto d’autore sul web, considera responsabili i provider civilmente e penalmente anche se non hanno responsabilità nella violazione, ( responsabilità oggettiva per fatti di terzi)  e trasforma il semplice cittadino in un organo di polizia giudiziaria.

Tutto in una sola norma.

Troppo, direte voi?

Non proprio, andiamo a vedere le disposizioni che si intendono introdurre.

Il disegno di legge è composto di due soli articoli:

Il primo articolo  come evidenzia anche la relazione di accompagnamento “ interviene sull’articolo 16 del decreto legislativo n. 70 del 2003 (rubricato « Responsabilità nell’attività di memorizzazione di informazioni – hosting), specificando – conformemente alla direttiva – che i fatti e le circostanze che rendono manifesta al prestatore di informazioni l’illiceità dell’attività o dell’informazione, facendo venir meno l’esenzione da responsabilità, comprendono tutte le informazioni di cui tale prestatore disponga, incluse quelle che gli sono state fornite dai titolari dei diritti violati dal- l’attività o dall’informazione, anche in relazione ad attività o a informazioni illecite precedentemente memorizzate dal prestatore a richiesta dello stesso o di altri destinatari del servizio; che i corrispondenti obblighi di rimozione e di disabilitazione dell’accesso alle informazioni illecite sorgono in ogni caso in cui il prestatore di servizi sia venuto a conoscenza di tale illiceità, per effetto della comunicazione delle autorità competenti o di qualunque soggetto interessato”.

Detta in soldoni significa che il provider deve immediatamente disabilitare l’accesso in caso di segnalazione di violazione del copyright.

Attenzione che la norma non specifica  se si debba intendere per accesso e disabilitazione solo quello di coloro che immetterebbero contenuti che violano il copyright o  anche quella dell’ignaro cittadino telematico  che si troverebbe dall’oggi al domani privato dell’accesso alla rete internet senza sapere il perché.

La parola “destinatario del servizio dell’informazione” è infatti onnicomprensiva e comprende anche il cittadino che semplicemente accede ad internet.

Ma come vedremo in seguito in realtà anche questo soggetto è interessato alla disabilitazione all’accesso.

Cosa cambierebbe rispetto al passato?

Che mentre con la normativa odierna, a poter avvertire il provider che si deve attivare è solo l’autorità competente e l’autorità giudiziaria, se venisse approvato il DDL Centemero-Versace a richiedere la cancellazione e la disabilitazione potrebbe essere “chiunque”, anche un passante per strada che non ama quel contenuto caricato sulla rete.

Ed il provider sarebbe obbligato a cancellare, disabilitare e impedire l’accesso al cittadino.

Ce lo dice il punto b dell’articolo 1, che stabilisce che il provider non è responsabile  “b) non appena a conoscenza di tali fatti, su comunicazione delle autorità competenti o di qualunque soggetto interessato, agisca immediatamente per rimuovere le informazioni o per disabilitarne l’accesso”.

Qualunque soggetto interessato, quindi.

Anche chi non ha niente a che vedere con i diritti ma semplicemente ha in animo di scrivere al provider perché cosi gli dice la testa in quel momento.

Peraltro la norma appare porsi  come completamento necessario  della delibera AGCOM sul diritto d’autore  in fase di emanazione,.

Come si ricorderà l’Agcom,travolto dalle polemiche, non aveva  avuto il coraggio di spingersi sino all’emanazione di norme prescrittive nei confronti dei provider.

Ebbene  dove non giunge l’organo amministrativo  (  che però ha suggerito  surrettiziamente al legislatore una modifica normativa in tal senso)  arriva un manipolo di deputati.

A beneficio dei presentatori del DDL dobbiamo però ricordare che nel nostro ordinamento il “caricamento” di files protetti da diritto d’autore è considerato un reato dopo il 2004, per cui l’approvazione del DDl Centemero-Versace di fatto trasformerebbe il semplice cittadino in un soggetto in grado di svolgere la stessa funzione della polizia giudiziaria, senza peraltro passare in alcun modo per l’Autorità giudiziaria.

Come viene giustificato questo nuovo ruolo del Cittadino?

Con il ricorso a principi comunitari che non sono stati recepiti nel nostro ordinamento con l’attuazione del decreto sul commercio elettronico nel 2003.

E perché non furono recepiti tali principi all’epoca?

Molto semplice, perché il nostro ordinamento è sottoposto al principio di legalità formale e di separazione dei poteri, il che significa che per poter reprimere determinati comportamenti, con tutte le garanzie del caso, ci sono gli organi preposti, ovvero gli organi di polizia, e la magistratura e non “qualunque interessato” , magari “assetato” di vendetta.

Che ci piaccia o no il nostro ordinamento prevede anche una serie di garanzie per il cittadino che derivano dalla nostra tradizione Costituzionale.

Ma veniamo alla parte più “gustosa” si fa per dire del DDL Centemero-Versace. ovvero l’articolo 2 del DDL, che va a modificare l’art 17 della direttiva sul commercio elettronico.

Qui il genio italico raggiunge cime inarrivabili.

Come è noto l’art 17 del decreto sul commercio elettronico prevede il cd divieto dell’obbligo generale di sorveglianza.

Si tratta di una norma che garantisce al provider la possibilità di svolgere serenamente il proprio lavoro senza dover ricercare attivamente possibili comportamenti illeciti in rete.

Va ricordato che i provider  trattano milioni e milioni di informazioni al giorno.

Ebbene la norma, lasciando invariato il titolo dell’art 17 rubricato “ Assenza dell’obbligo generale di sorvegliaza”  prevede nel testo tutto il contrario di quanto affermato nel titolo.

prevede l’articolato:

(non può godere delle esenzioni di responsabilità preventive):

“b) il prestatore che metta a disposizione del destinatario dei suoi servizi oggetto del presente decreto, o comunque fornisca o presti a suo favore, anche strumenti o servizi ulteriori, in particolare di carattere organizzativo o promozionale, ovvero adotti modalità di presentazione delle informazioni non necessarie ai fini dell’espletamento dei servizi oggetto del presente decreto, che siano idonei ad agevolare o a promuovere la messa in commercio di prodotti o di servizi ad opera del destinatario del servizio”;

In pratica, cercando di scimmiottare la Corte di giustizia nel caso l’Oreal Ebay, che invece ha stabilito principi del tutto diversi, si cerca “goffamente” di penalizzare piattaforme quali e bay o altre che si limitano a informare il cittadino sui servizi presenti in rete entrando pesantemente nella vita dell’azienda.

L’impresa  dovrebbe, nelle intenzioni del legislatore,  andare a ricercare tutte le ipotesi nelle quali un servizio ulteriore ( quali ad esempio una pubblicità) potrebbero forse riferirsi ad attività di violazione ad opera di terzi  del diritto d’autore.

Quindi se nell’articolo 1 del decreto 1 si trasformava il cittadino in un organo di polizia giudiziaria qui si trasforma il provider, o la piattaforma di servizi, in un soggetto che deve passare i suoi giorni a verificare se tutte le attività del suo business ( ivi comprese pubblicità, organizzazione di servizi) siano in grado di violare preventivamente i diritti di terzi rispetto a servizi già forniti e perfettamente leciti.

Non c’è male come sviluppo alle imprese in un periodo di crisi.

Invece di sviluppare il mercato ed aiutare le piccole imprese il legislatore  limita la possibilità di business che “potrebbero” e dico “potrebbero” riferirsi in via indiretta a potenziali illeciti.

Insomma una responsabilità preventiva oggettiva  per fatti di terzi, come viene affermato anche espressamente nella relazione di accompagnamento.

Il provider deve quindi adottare secondo la stessa relazione  “  la rimozione dell’informazione illecita o la disabilitazione dell’accesso alla medesima precisando che questa possibilità sussiste anche quando di queste violazioni il prestatore non debba essere considerato civilmente o penalmente responsabile.”

Altro che assenza dell’obbligo di sorveglianza preventiva!.

L’acme dell’incoerenza normativa tra il divieto dell’obbligo di sorveglianza preventiva e il testo della norma si raggiunge però nell’inarrivabile comma c, dell’articolo 2 del DDL.

La responsabilità civile  e penale si applica  “ al prestatore che non abbia adempiuto al dovere di diligenza che è ragionevole attendersi da esso e che è previsto dal diritto al fine di individuare e di prevenire taluni tipi di attività illecite”.

Viene da domandarsi “ma se la norma esprime il principio del divieto di obbligo di sorveglianza preventiva come può prevenire le condotte illecite il provider”????

E veniamo alla parte che appare in grado violare direttamente i diritti dei cittadini all’accesso alla rete internet,  senza passare per un giudice.

Il cittadino che accede ad internet  o a un determinato servizio potrà essere sospeso dall’accesso dal provider senza ricorso all’autorità giudiziaria.

Il provider dovrà apporre infatti  filtri in grado di prevenire tali violazioni e sospendere il cittadino che carica o scarica file sospettati di violare il diritto d’autore o il diritto dei marchi e  brevetti.

Lo prevede il comma c dell’art 2, i provider infatti, secondo questa disposizione devono adottare:

“ la sospensione della fruizione dei servizi dei destinatari di tali servizi che pongono in esame violazioni dei diritti di proprietà industriale per evitare che siano commesse nuove violazioni della stessa natura da parte degli stessi soggetti.”

Alè.

Quindi riassumendo:

1)  i cittadini, al di fuori di qualsiasi procedimento giudiziale e di ricorso alla magistratura potranno essere sospesi nell’accesso ad internet se un semplice cittadino informa un provider della possibile violazione delle norme sul diritto d’autore o sui marchi e brevetti;

2) i provider dovranno  preparare liste di proscrizione di cittadini che sono sospettati di violare il diritto d’autore o il diritto dei marchi e dei brevetti;

3) Gli stessi provider  dovranno apporre filtri preventivi anche per servizi che non violano direttamente il diritto d’autore ma che potrebbero indurre il cittadino a pensare che ci siano tali servizi anche al provider   stesso non riconducibili sulla rete;

4) in ogni caso a semplice richiesta di un “soggetto interessato” i provider potranno disabilitare l’accesso o sospendere i servizi ai propri clienti.

Veramente non c’è male come norma su internet.

Fulvio Sarzana

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Published by on settembre 18th, 2011 Commenti disabilitati su Il diritto ad internet ed il Parlamento Italiano: Il DDL Centemero-Versace introduce la sospensione dei servizi di accesso ad internet per chi scarica e carica film e musica.

La risposta di sitononraggiungibile alla Consultazione AGCOM sul diritto d’autore

E’ scaduto il 14 settembre il termine per la consultazione pubblica sul nuovo testo Agcom e adesso è il momento di tirare le fila. L’Autorità inizia a lavorare sulla delibera definitiva in vista di Novembre. Noi di sitononraggiungibile.it  ( ADICONSUM, ALTROCONSUMO, ASSOPROVIDER, ASSONET, AGORA’ DIGITALE, STUDIO SARZANA)  abbiamo elaborato un documento di risposta. Di seguito alcuni estratti e in allegato l’intero documento.

“Con l’appello lanciato lo scorso 31 gennaio le scriventi associazioni hanno ritenuto opportuno rivolgersi all’opinione pubblica e al Parlamento indicando i gravi rischi insiti nel procedimento sommario a tutela del diritto d’autore.
Ove definitivamente approvato in queste forme, introdurrebbe meccanismi tali da consentire all’Autorità di impedire – in modo pressochè automatico e prescindendo da qualsivoglia requisito di colpevolezza accertato dell’Autorità giudiziaria – l’accesso a contenuti sospettati di violare il diritto d’autore.”

“Riteniamo ingiusto, inopportuno e inappropriato che l’Autorità possa pretendere di regolamentare direttamente ambiti che la Costituzione affida al potere legislativo e al potere giudiziario, che in altri Paesi dell’Unione europea sono stati oggetto di lunghe discussioni parlamentari e con un approccio che, peraltro, in sede comunitaria è stato nettamente rigettato.”

“Il diritto d’autore dovrebbe essere regolamentato in modo da garantire che nella sfera digitale ci sia il giusto equilibrio tra i diversi interessi, altrimenti da strumento di promozione della creatività e di nuovi contenuti esso diverrà un sistema di controllo e censura pervasivo e un ostacolo intollerabile all’accesso alla cultura e all’informazione.”

 http://www.agoradigitale.org/sites/default/files/risposta_consultazione_agcom3982011.pdf

Fulvio Sarzana

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Published by on settembre 15th, 2011 Commenti disabilitati su La risposta di sitononraggiungibile alla Consultazione AGCOM sul diritto d’autore