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Guida ai servizi televisivi via internet e tutela del Consumatore. L’E-book di Fulvio Sarzana per Difesa del cittadino, Codacons, Assoutenti.

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Quali sono i servizi televisivi via internet disponibili oggi in Italia?

Quale tutela ha il Consumatore che acquista un servizio via internet?

Cosa prevede la normativa Italiana e Comunitaria sulla portabilità dei contenuti da un Paese all’altro e da un dispositivo ad un altro?

ed ancora qual’è il ruolo delle Autorità di  Regolazione  nella tutela del Consumatore?

Sono questi i temi affrontati dalla Guida gratuita “Servizi televisivi via internet e tutela del Consumatore” di Fulvio Sarzana di S.Ippolito

redatta per conto delle Associazioni di consumatori Movimento di difesa del cittadino, Codacons e Assoutenti, nell’ambito dell’Osservatorio sull’e-Commerce patrocinato

da Ministero dello Sviluppo economico ed AGCOM, Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni.

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Fulvio Sarzana

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Published by on gennaio 30th, 2017 Commenti disabilitati su Guida ai servizi televisivi via internet e tutela del Consumatore. L’E-book di Fulvio Sarzana per Difesa del cittadino, Codacons, Assoutenti.

No all’obbligo di inibizione all’accesso per i provider. Parola della Svezia.

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160 mila dollari.

E’ questa lo somma che dovranno versare ad un provider Svedese i ricorrenti Universal Music, Sony Music, Warner Music, Nordisk Film e  Swedish Film Industry, che hanno richiesto invano al Tribunale distrettuale di Stoccolma un ordine di blocco all’accesso del portale  The Pirate Bay, nei confronti dei cittadini Svedesi, per ragioni di copyright.

Secondo la Corte distrettuale, l’accesso a The Pirate Bay continuerà ad essere possibile per tutti gli utenti che dalla Svezia vorranno connettersi al portale mediante l’operatore di telecomunicazioni  Bredbandsbolaget.

La sentenza segue di qualche giorno il rigetto, da parte della Bundesgerichtshof, la Corte di Cassazione tedesca, delle analoghe istanze della  Universal, Sony e Warner Music nei confronti del provider di accesso  O2 Deutschland, e di quelle della  collecting society tedesca GEMA ( l’equivalente della nostra SIAE)  contro l’operatore Deutsche Telekom, per il blocco all’accesso di due portali web.

 

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Fulvio Sarzana

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Published by on dicembre 3rd, 2015 Commenti disabilitati su No all’obbligo di inibizione all’accesso per i provider. Parola della Svezia.

Corte di Giustizia UE: sono leciti gli ordini ai provider per il diritto d’autore?

 

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La Corte di Giustizia dell’Unione Europea è stata investita,   dalla Corte Suprema Olandese,  della questione relativa alla comunicazione al pubblico di opere protette attraverso link, e della possibilità o meno di emettere ordini di inibizione ai providers di accesso per la protezione del diritto d’autore.

In particolare la Corte Suprema Olandese ha rimesso alla Corte di Giustizia UE i seguenti quesiti:

1) Se  costituisce una comunicazione al pubblico ai sensi dell’articolo 3 (1 ), della direttiva Infosoc ( la cd direttiva copyright), ed è quindi  una violazione del diritto d’autore la condotta  del  gestore di un sito web che  consenta di  classificare, indirizzare e  rinviare  ad  un sito ove vi siano uplaod e downlaod  di  opere protette.

2) In caso positivo  se l’art 8.3 della direttiva Infosoc e l’articolo 11 della direttiva Enforcement permettano  un ordine di inibizione  agli ISP  sul presupposto che tale attività sia in grado di facilitare la consultazione di opere protette ad opera di terzi.

 

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Fulvio Sarzana

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Published by on novembre 27th, 2015 Commenti disabilitati su Corte di Giustizia UE: sono leciti gli ordini ai provider per il diritto d’autore?

I poteri di AGCOM sul diritto d’autore ed il contrasto con i poteri del Giudice.

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L’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (AGCOM)  ha i poteri di emettere provvedimenti inibitori in tema di diritti d’autore?

Esistono in breve poteri di disabilitazione amministrativa su Internet, previsti positivamente previsti dal nostro ordinamento?

E i poteri che si è attribuita l’AGCOM sono coerenti con altre disposizioni presenti con il nostro ordinamento e con i principi di ragionevolezza e di discrezionalità che il Legislatore deve sempre tenere presente nell’esercizio della potestà legislativa?

Per rispondere a queste domande, dobbiamo analizzare brevemente le norme che disciplinano le attività inibitorie delle Autorità Amministrative su internet.

Poiché l’AGCOM si richiama espressamente, sin dal titolo del suo Regolamento in materia di diritto d’autore, al Decreto legislativo 70 del 2003, è in questa norma che vanno cercate le norme che consentirebbero all’Autorità di disporre inibitorie amministrative a protezione del diritto d’autore.

Si noti fin d’ora che il  Decreto legislativo 70 del 2003,   coerentemente con la scelta di non introdurre alcun nuovo potere inibitorio – non predispone alcuna sanzione amministrativa per la mancata ottemperanza all’ordine di porre fine alle violazioni (a differenza che per altre violazioni dal medesimo decreto legislativo disciplinate).

Anzi, l’art. 17 del  Decreto, significativamente rubricato « Assenza dell’obbligo generale di sorveglianza», prevede, in coerenza con il  principio di c.d. net neutrality che «Nella prestazione dei servizi di cui agli articoli 14, 15 e 16, il prestatore non è assoggettato ad un obbligo generale di sorveglianza sulle informazioni che trasmette o memorizza, né ad un obbligo generale di ricercare attivamente fatti o circostanze che indichino la presenza di attività illecite», stabilendosi solo, a livello sanzionatorio, che «Il prestatore è civilmente responsabile del contenuto di tali servizi nel caso in cui, richiesto dall’autorità giudiziaria o amministrativa avente funzioni di vigilanza, non ha agito prontamente per impedire l’accesso a detto contenuto, ovvero se, avendo avuto conoscenza del carattere illecito o pregiudizievole per un terzo del contenuto di un servizio al quale assicura l’accesso, non ha provveduto ad informarne l’autorità competente».

Evidente è dunque l’idea (peraltro del tutto coerente con la direttiva) di una sanzione di carattere meramente eventuale e civilistico, quale – in via esclusiva – ipotizzabile nel caso di mancata rimozione di contenuti illeciti nonostante espressa richiesta da parte di autorità pubbliche[1].

Sul tema, in generale, Piruccio,   Diritto d’autore e responsabilità del “provider”, in  Giur. merito,  2012, 2592 ss.spec. 2597 ss, il quale esattamente rileva altresì la mancanza di ogni potestà amministrativa sanzionatoria a presidio dei pretesi poteri inibitori dell’Autorità amministrativa.: « la responsabilità del provider, persino in caso di mancata ottemperanza ai provvedimenti delle Autorità che dispongano la rimozione dei contenuti illeciti (oltre che nei casi di omessa comunicazione), è limitata al campo del diritto civile, non essendo prevista dall’art. 21 d.lg. n. 70 del 2003 (dedicato alle sanzioni) alcuna misura sanzionatoria di natura amministrativa (ovvero pecuniaria), che sarebbe stata invece necessaria per garantire efficacia vincolante ai citati provvedimenti.».

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Fulvio Sarzana

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Published by on ottobre 12th, 2015 Commenti disabilitati su I poteri di AGCOM sul diritto d’autore ed il contrasto con i poteri del Giudice.

L’Incostituzionalità delle norme alla base del Potere di AGCOM sul diritto d’autore. L’Art 32 Bis, comma 3, del Decreto Romani.

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Fra le norme alla base del Regolamento AGCOM sul diritto d’autore, sottoposte dal Tar del Lazio al giudizio della Corte Costituzionale, c’è anche l’art 32 bis, comma 3 del C.d. Decreto Romani.

Più in particolare, il TAR ha rimesso alla Corte anche la possibile incostituzionalità  del comma 3 dell’art. 32 bis, del Testo Unico dei servizi di media audiovisivi e radiofonici, approvato con decreto legislativo n. 117 dei 2005, come introdotto dall’art. 6 del decreto legislativo n. 44 del 2010, in relazione agli artt. 21, commi 2 e seguenti, 24 e 25, comma 1, della Costituzione.

Innanzitutto va rilevato come l’Autorità fondi proprio qui  la propria competenza regolamentare sul diritto d’autore ad internet, essendo questa l’unica norma positiva che attribuisce ad AGCOM  tale potere.

La norma impugnata recepisce la direttiva  2007/65 , in materia di servizi di media audiovisivi, la cui modifica peraltro è stata messa in programma proprio in questi mesi dalla Commissione Europea.

Le norme di recepimento italiane però applicano ad internet principi relativi al mondo televisivo, del tutto inesistenti nella direttiva da cui è tratta, ed in proposito  basta leggere l’art 2, punto 1 della discussa Direttiva.

La norma sembra viziata da incostituzionalità per violazione dei principi di ragionevolezza, per contrarietà del   decreto legislativo  n. 44 del 2010, con quanto previsto dalla direttiva 2007/65, che aveva il  compito di recepire pedissequamente e, più in generale, con il quadro normativo e giurisprudenziale proprio dell’ordinamento dell’Unione europea,   nonché con il vizio più “grave” ovvero l’eventuale suo contrasto con l’art. 76 della Costituzione che fissa i limiti oltre cui non può spingersi la disciplina dettata da un decreto legislativo.

 

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Fulvio Sarzana

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Published by on ottobre 9th, 2015 Commenti disabilitati su L’Incostituzionalità delle norme alla base del Potere di AGCOM sul diritto d’autore. L’Art 32 Bis, comma 3, del Decreto Romani.

Da Snowden a Gramsci, passando per Lessig, tutto ciò che non vediamo più in rete grazie all’AGCOM.

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Il regolamento Agcom sul web non ferma la pirateria, ma le opere legali sì, e le inibisce agli utenti italiani. E non è tutto perché tra i libri inibiti ci sono anche i testi liberamente disponibili sul web di critica alla stessa Autorità.

L’Agcom ad esempio il 28 luglio, su richiesta della Sony, dellaWarner e della Universal Music, ha inibito l’accesso ad un sito web, che consente attraverso il peer-to-peer (P2P) la distribuzione e la condivisione di file su Internet. Su quel sito però ci sono milioni di file, e come appare dalle considerazioni che seguono, molti sono del tutto leciti. E così è accaduto su molti altri siti per i quali l’Agcom ha disposto il blocco per i cittadini italiani.

I libri del filosofo Gramsci, ad esempio, che sono oggi (a partire dal 2007) di pubblico dominio (ovvero non c’è più bisogno di chiedere l’autorizzazione a nessuno per pubblicarli e consultarli), non sono più visibili (anche qui) sui portali inibiti dall’Agcom, e così i testi ed i discorsi di Larry Lessig (il candidato indipendente dem alla Casa Bianca e inventore del Creative Commons) sulla Cultura.

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I documentari sulla vita di Edward Snowden anch’essi sono inaccessibili su un altro dei siti inibiti ai cittadini italiani (anche se in quel caso potrebbe sorgere un problema di bilanciamento tra diritti proprietari).

Tra i testi inaccessibili per i cittadini italiani, su altri siti inibiti dall’Agcom, vi sono anche lo studio del docente dell’Università di Padova sull’effettività delle procedure Agcom, e anche – bontà dell’Autorità – l’ebook scritto a quattro mani da me e Bruno Saetta, sui costi e l’efficacia della macchina burocratica dedicata a svolgere queste attività.

Si tratta di testi rilasciati in creative commons, ovvero nella modalità destinata espressamente alla circolazione libera e gratuita. Sono in altre parole contenuti del tutto legali, che rispettano tutti i diritti d’autore. Dunque il sottoscritto, fra gli altri, come autore, e la collettività si vedono privare dall’Autorità del diritto di far circolare liberamente le proprie opere e di potersi informare in maniera indipendente, limitando gravemente il diritto alla libera manifestazione del pensiero ed il pluralismo informativo.

Tutto ciò, senza potersi difendere, perché l’Agcom non informa né coinvolge i titolari dei diritti di altre opere presenti sul portale, che avrebbero tutto l’interesse invece a far circolare le proprie opere. E’ stato consentito in altre parole ad Agcom di poter oscurare siti senza le necessarie garanzie giurisdizionali comprimendo le libertà di cui all’art. 21 Cost., con il rischio di offrire ad una Autorità amministrativa la potestà di selezionare i contenuti diffusi in rete e di creare un filtro preventivo generalizzato che lede il pluralismo informativo e la libertà di informazione.

 

Fulvio Sarzana

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Published by on ottobre 8th, 2015 Commenti disabilitati su Da Snowden a Gramsci, passando per Lessig, tutto ciò che non vediamo più in rete grazie all’AGCOM.

Il Regolamento #AGCOM sul diritto d’autore e la Corte Costituzionale. La possibile incostituzionalità delle norme di recepimento del Commercio Elettronico.

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La Corte Costituzionale Italiana   si esprimerà nei prossimi giorni sulla costituzionalità delle norme alla base dell’attività dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, affrontando in particolare le norme italiane di recepimento della Direttiva  UE 31/2000,  in tema di commercio elettronico.

In particolare è stata sottoposta alla Corte la possibile Illegittimità Costituzionale degli  artt. 5, comma 1, 14, comma 3, 15, comma 2, 16, comma 3, D.Lgs. n. 70/2003,  che recepiscono la direttiva sul commercio elettronico, per violazione dei principi di ragionevolezza, proporzionalità e contraddittorietà, e per un possibile contrasto delle stesse norme con  agli articoli 21, commi 2 e seguenti, 24 e 25, comma 1, della Costituzione.

La prima norma sottoposta allo scrutinio costituzionale è l’art 5 ,  comma 1,   del d.lgs. 9 aprile 2003, n. 70, che consentirebbe alle Autorità Amministrative ( senza specificare quali) poteri inibitori ;

Il primo punto da verificare è se il Legislatore Italiano, nel recepire le norme oggi soggette allo scrutinio Costituzionale, ,  si sia attenuto pedissequamente al dettato legislativo Comunitario, ovvero sia andato  al di là di quanto previsto dalla Direttiva 31/2000,  determinando un possibile contrasto con l’art. 76 della Costituzione, che fissa i limiti oltre cui non può spingersi la disciplina dettata da un decreto legislativo.

Questo in quanto se nel suo provvedimento il Governo eccede spazialmente l’ambito di intervento che è stato delineato dalla legge delega, esso non viola soltanto quest’ultima ma anche, attraverso il meccanismo del parametro costituzionale interposto, la disposizione costituzionale (l’art. 76, per l’appunto) che definisce il contenuto obbligatorio della legge di delega e l’obbligo per l’Esecutivo di attenersi ad esso.

Il decreto legislativo 70 del 2003, sembra innazitutto oltrepassare i limiti della delega, quindi macchiarsi del vizio di eccesso di delega, legiferando al di fuori di quanto oggetto di regolazione da parte della direttiva  31/2000.

 

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Fulvio Sarzana

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Published by on ottobre 6th, 2015 Commenti disabilitati su Il Regolamento #AGCOM sul diritto d’autore e la Corte Costituzionale. La possibile incostituzionalità delle norme di recepimento del Commercio Elettronico.