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La Petizione anti ACTA ritenuta ricevibile in via d’urgenza dall’Europarlamento.

 

FONTE  ANSA 

BRUXELLES – La petizione per i blocco dell’Acta (Accordo internazionale anticontraffazione) sottoscritta da 2,4 milioni di europei e’ stata ritenuta ricevibile in via urgente dalla commissione parlamentare responsabile. Lo ha reso noto il Parlamento europeo. La commissione petizioni, presieduta dall’eurodeputata Erminia Mazzoni (Pdl), ha impiegato meno di un mese ad accogliere la richiesta abbreviando un processo che di solito dura il doppio. 

L’obiettivo e’ accelerare il dibattito parlamentare su Acta.

Il primo confronto sul controverso documento deve avvenire in commissione commercio internazionale: la prossima seduta e’ stata fissata per il 27 marzo. Nella petizione i ricorrenti sottolineano che l’accordo e’ stato negoziato ”in segreto da un piccolo numero di Paesi ricchi e poteri aziendali e istituirebbe un’intesa anticontraffazione che permetterebbe a chi ha interessi privati di sorvegliare tutte le nostre attivita’ online”.

Fulvio Sarzana di S. Ippolito

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Published by Fulvio Sarzana on marzo 20th, 2012 No Comments

Entra in vigore oggi in Spagna la Legge Sinde.

La legge prende il nome dal Ministro della Cultura uscente Ángeles González-Sinde e, seguendo la prima bozza della norma presentata nel febbraio 2011, garantisce alle autorità la piena autonomia nella chiusura di siti Internet, o di piattaforme di scambio, bloccandoli a livello di ISP. Basterà la segnalazione di un contenuto protetto da parte dei detentori dei diritti per arrivare all’eliminazione, su parere del Comitato per la Proprietà Intellettuale, di siti e servizi nel tempo record di 10 giorni.
Si attende però il “pronunciamento” della Corte Suprema Spagnola adita dall’Associazione di tutela dei diritti fondamentali Internautas.org.
Fulvio Sarzana di S. Ippolito

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Published by Fulvio Sarzana on marzo 2nd, 2012 No Comments

ESCLUSIVA. Tutti i dettagli dei Sequestri preventivi dei siti web www.scaricolibero.com, www.filmgratis.tv, e www.multicleaner.eu, disposti dai GIP di Milano e di Parma. Debutta in Italia il sequestro dei mezzi di pagamento.

Nuova ondata di sequestri di siti web che, hanno ad oggetto il sempre più utilizzato strumento dell’inibizione a livello IP e DNS disposto dai GIP italiani e  attuato nei confronti dei provider, a cui si aggiunge, nel caso specifico dei portali  filmgratis.tv  e www.scaricolibero.com, anche il sequestro di mezzi bancari che sarebbero stati utilizzati per commettere i reati.

Andiamo per ordine.

1)      La Guardia di Finanza di Venezia in esecuzione di un ordine di sequestro preventivo emesso dal Giudice delle indagini preliminari di Parma ha comunicato agli internet service provider italiani:

a)      l’ordine di sequestro dei siti web scaricolibero.com,  www.filmgratis.tv,  nonché  i relativi alias e nomi di domino presenti e futuri rinvianti ai siti medesimi .

b) L’ordine di sequestro degli Indirizzi IP statici che al momento risultano associati ai predetti domini nonché ad ogni ulteriore indirizzo associato al nome stesso nell’attualità e nel futuro

c) l’ordine di sequestro delle somme di denaro e del relativo conto dell’intestatario del dominio.

La misura cautelare è stata emessa a carico del titolare dei portali, che è stato identificato,  per i reati di cui all’art 171 ter comma 2,  e 171 , comma 1,  legge sul diritto d’autore, e per i reati di ricettazione di cui all’art 648 codice penale.

Il giro d’affari stimato era di 300 dollari al giorno e consisteva nella percezione di introiti pubblicitari con i sistemi del pay per click .

Il GIP affronta anche il delicato tema dell’obbligo di rogatoria per il sequestro dei siti web che risiedono fisicamente in Olanda, ritenendo, sulla scorta dell’insegnamento della Corte di Cassazione che si possa disporre il sequestro preventivo di beni presenti all’estero anche prima dell’attivazione dello strumento della rogatoria.

In verità non ve ne sarebbe stato bisogno, vista la richiesta di sequestro degli IP a carico dei provider italiani, ma tant’è.

L’Olanda, e i server fisicamente presenti nel Paese dei tulipani,   sembrano essere entrati nel mirino degli investigatori  italiani.

Il Giudice delle indagini preliminari di Milano infatti, in esecuzione della Richiesta della procura della Repubblica del Capoluogo Lombardo ha disposto il sequestro preventivo del sito www.multicleaner.eu, anch’esso fisicamente presente in Olanda, che si sarebbe macchiato del reato di cui all’art 73 del DPR n 309 del 1990, ovvero del reato di cessione di sostanze stupefacenti.

Si trattava in particolare di flaconi apparentemente innocui che conterrebbero in realtà al 99,9% ecstasy.

Fulvio Sarzana di S. Ippolito

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Published by Fulvio Sarzana on febbraio 15th, 2012 No Comments

Copyright on line: La Corte Suprema spagnola deciderà sulla costituzionalità della Ley Sinde

La Corte Suprema Spagnola ha accettato di discutere l’istanza cautelare di sospensione  della cd Ley Sinde, la norma sulla repressione delle violazioni del diritto d’autore on line  approvata dal precedente  Governo iberico e  reiterata dall’esecutivo presieduto da Mariano Rajoy.

Il nuovo governo aveva approvato il 30 dicembre scorso il regolamento attuativo che rende effettiva la nuova normativa.

L’associazione di utenti Internet Internautas.org si è appellata alla Corte Suprema con l’obiettivo di ottenere una pronuncia di incostituzionalità delle nuove disposizioni, ritenute lesive delle libertà fondamentali di espressione e informazione; l’autorità giudiziaria ha dato al governo dieci giorni di tempo per presentare le sue eccezioni.

Le critiche addotte dall’Associazione di internauti sono peraltro le stesse che avevano spinto diverse Associazioni italiane a contestare l’emanando provvedimento dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni sul diritto d’autore.

Secondo internautas.org la Commissione per la proprietà intellettuale eserciterebbe, grazie alla Legge Sinde, poteri che spettano solo all’Autorità giudiziaria.

L’Associazione di internauti ritiene insomma che la Ley sinde possa limitare in maniera considerevole la libertà di espressione on line.

Fulvio Sarzana di S. Ippolito

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Published by Fulvio Sarzana on febbraio 13th, 2012 No Comments

Web e diritto d’autore, se la tutela diventa caccia alle streghe

Internet, come noi la conosciamo, così come la libera circolazione delle informazioni tra tutti gli “internauti” connessi alla rete potrebbero subire un radicale cambiamento nel 2012.

Già, perché il 2012 si sta caratterizzando per una vera e propria guerra (in alcuni casi preventiva) a tutto ciò che somiglia ad una violazione del diritto d’autore, dei brevetti, dei marchi posta in essere sulla rete, a discapito, in molti casi, della libera circolazione delle informazioni.

Il timore (che sta diventando terrore) di perdere per sempre i diritti acquisiti sull’immateriale, cioè sulla cd proprietà intellettuale, sembra essersi impadronito delle grandi major multinazionali che hanno deciso di intensificare in maniera determinante sia le azioni di lobbying presso le istituzioni nazionali ed internazionali, sia la proposizione di veri e propri “corpus” normativi preconfenzionati per più o meno informati parlamentari, al fine di penalizzare ovunque nel mondo le violazioni della proprietà intellettuale.

continua su MicroMega

Fulvio Sarzana di S. Ippolito

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Published by Fulvio Sarzana on febbraio 7th, 2012 No Comments

Megaupload e Megavideo: Il Congresso degli USA esita sul diritto d’autore, l’FBI e il DOJ no.

Il salto di qualità nella nuova strategia di repressione delle violazioni sul diritto d’autore on line è ufficialmente iniziato.
L’FBI, in collaborazione con il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti ha infatti chiuso i due siti di immagazzinamento di file dati, detti anche
cyber locker, arrestando il fondatore ed altri membri dello staff.
L’azione, spettacolare e “cruenta” allo stesso tempo costituisce senza dubbio uno step annunciato ma nondimeno importante nella lotta al diritto di espressione on line e segna uno spartiacque in un mondo che sino a qui aveva avuto delle remore a penalizzare modelli di business che non fossero espressione di una conclamata attività di pirateria.
Sino a qui gli unici a desiderare la fine di siti cosi popolari, e, dal modello di business considerato sin qui legale , erano state le Associzioni dei titolari del diritto d’autore che, disinteressandosi delle violazioni compiute dagli utenti, considerate poco efficaci, hanno puntato direttamente ai cyberlocker.
Sembrano lontanissimi i tempi delle norme repressive nei confronti degli utenti stile decreto Urbani, dalle stesse associazioni proposte, ma abbandonate in fretta e furia quando ci si è resi conto che non si potevano inseguire tutti gli utenti della rete che scaricavano musica e film.
Cosi come sembra lontano il tempo delle azioni civili e penali nei confronti di siti come piratebay, che a detta delle stesse Associazioni appare cosi volgarmente “pirata”, con la erre moscia.
No, il vero obiettivo, come dimostra l’azione statunitense è l’intermediario dal modello di business legale, che deve essere assoggettato a pena non perchè stia commettendo violazioni ma perchè in qualità di intermediario può agevolare la commissione di reati, che nell’indagine americana vanno dall’estorsione, all’associazione a delinquere al riciclaggio.
L’estorsione???
e che ci azzecca direbbe il Tonino nazionale, l’estorsione con un sito che fa immagazzinare files di grossa dimensione?
probabilmente non lo sapremo mai, o forse si, lo sapremo quando, come nel caso di Dominique Strauss Khan un azione spettacolare si è poi risolta in un bluff giudiziale, di cui l’unico a pagare le spese, ancorchè innocente è stato lo stesso strauss khan
Le Associazioni dei titolari dei diritti, che staranno ora festeggiando come l’imprenditore Piscicelli la notte del terremoto dell’Aquila, sono arrivate al punto di far redigere consulenze tecniche in processi civili e penali che, lungi dall’evidenziare la responsabilità dei “pesci piccoli” del diritto d’autore, puntavano direttamente a megaupload e megavideo e siti consimili.
Il chiodo fisso di queste entità è stato in questi ultimi due anni Megaupload, e ciò, nonostante una Corte Tedesca abbia recentemente affermato che megaupoload non può essere ritenuto, in qualità di intermediario che opera in maniera lecita, responsabile delle violazioni compiute dai singoli utenti.
Il messaggio che viene lanciato da questa operazione è chiaro e riflette le contraddizioni che in questi anni di mandato del Presidente Obama hanno circondato la politica di repressione del diritto d’autore in rete.
Gli Stati Uniti appoggiano i movimenti di libera espressione nei paesi in cui vige un regime dittatoriale ma non tollerano le violazioni del diritto d’autore che avvengono ovunque nel mondo e che minano gli interessi dell grandi Major, che controllano direttamente, attraverso alcuni posti chiave gli organi delegati alla repressione delle stesse violazioni.
Mai, come sotto la Presidenza Obama, considerato un vero democratico e un audace riformatore, la politica di repressione del diritto d’autore era giunta a penalizzare siti dal business considerato lecito in modo cosi invasivo e con metodi cosi spicci e indotti, cosi come mai le amministrazioni Usa si erano spinte ad aiutare direttamente i movimenti di piazza che usano internet come mezzo di democrazia.
Il caso Megaupload è solo l’inizio e possiamo essere certi che l’onda lunga di questa azione giungerà presto anche in Italia, sia nelle norme che l’AGCOM sta probabilmente preparando sul diritto d’autore sia nei diversi processi all’interno dei quali si dibatte sulla responsabilità degli intermediari che da oggi si sentiranno un pò meno protetti dalla fiaccola di libertà del gigante statunitense.

Fulvio Sarzana di S. Ippolito

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Published by Fulvio Sarzana on gennaio 19th, 2012 1 Comment

James Joyce libero da domani..

 

Il 13 gennaio 2012 cadranno in pubblico dominio i diritti d’autore sulle opere di James Joyce.

Le opere dell’autore di “Dubliners” “Finnegans”, “Ritratto dell’Artista da giovane” e l’Ulisse,  diventeranno pubblicabili, citabili e rappresentabili senza oneri economici legati al diritto d’autore.

Morto il 13 gennaio 1941, il romanziere irlandese ha rivoluzionato la scrittura dando un contributo decisivo al modernismo letterario, e con Ulisse ha sdoganato l’uso del flusso di coscienza il metodo narrativo nato con le pubblicazioni psicoanalitiche di Sigmund Freud.

Con con il 2012 non ci saranno più restrizioni, neppure per il «Bloomsday», la ricorrenza che cade il 16 giugno, in ricordo di quel giorno del 1904 in cui James Joyce ha ambientato il suo libro più celebre, l’Ulisse, narrazione di una giornata di peripezie di Leopold Bloom in giro per Dublino.

Auguri quindi a James Joyce e a chi eseguirà per primo in pubblico le opere del grande autore!

Fulvio Sarzana di S. Ippolito

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Published by Fulvio Sarzana on gennaio 12th, 2012 1 Comment