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L’imperturbabile SIAE e i grandi cantanti.

Sembra proprio che alcune istituzioni nostrane siano destinate a non cambiare mai.

La Società Italiana degli Autori ed Editori (Siae), ovvero l’ente pubblico economico a base associativa preposto alla protezione e all’esercizio dell’intermediazione dei diritti d’autore, presieduta dall’ultranovantenne Gian Luigi Rondi, è sicuramente tra queste.

L’Ente, oggetto da diversi mesi di critiche anche aspre, che hanno investito pressoché tutti gli ambiti di competenza dell’istituzione, ha riportato di fronte al Tribunale amministrativo regionale del Lazio, una significativa (quanto insperata) vittoria.

Il Tar ha infatti respinto il 21 febbraio in sede cautelare, la richiesta di annullamento dello Statuto della Siae presentata ad inizio gennaio dalle Associzioni Acep, Arci e Audiocoop, che avevano promosso il ricorso e raggruppato musicisti indipendenti e case discografiche di piccole e medie dimensioni.

Alla base dell’impugnazione, secondo quanto riportato dalle stesse associazioni vi sarebbe la circostanza che il nuovo Statuto attribuirebbe, in maniera pressoché esclusiva, la governance della società agli associati più ricchi ovvero a quelli che beneficiano delle somme maggiori in sede di riparto dei diritti d’autore incassati dalla Siae.

E’ la legittimazione del cd voto pesante. In questo modo le delibere assembleari relative, essenzialmente, alla nomina del Consiglio di Sorveglianza al quale lo Statuto affida, sostanzialmente, la totalità delle scelte relative alla vita dell’Ente, dipendono esclusivamente dagli associati più ricchi ovvero i grandi editori musicali facenti capo e i grandi cantautori della musica leggera italiana..

Un disparità che sembrerebbe, a prima vista, evidente.

continua su Il Fatto quotidiano

Fulvio Sarzana di S. Ippolito

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Studio Legale Roma Sarzana & Associati

Published by on febbraio 25th, 2013 No Comments

ESCLUSIVA. Lo statuto SIAE è legittimo. Il TAR Lazio respinge in sede cautelare la richiesta di annullamento dello statuto della SIAE di ARCI, ACEP e AUDIOCOOP. Il danno è per la SIAE e non per i ricorrenti.

Roma, 22 febbraio 2013. www.fulviosarzana.it

La terza sezione del Tribunale Amministrativo regionale del Lazio, presieduta da Franco Bianchi, giudici a latere Carlo Taglienti e Davide Soricelli, respinge con ordinanza in sede cautelare il 21 febbraio,  la richiesta di annullamento dello Statuto della SIAE, presentata ad inizio gennaio dalle Associzioni  Acep, Arci e Audiocoop, che avevano promosso il ricorso e raggruppato musicisti indipendenti e case discografiche di piccole e medie dimensioni.

http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/02/20/siae-guerra-tra-giganti-della-musica-e-piccoli-produttori-sul-nuovo-statuto-classista/505640/.

Eppure le associazioni che avevano agito avevano sperato di poter ripetere quanto già accaduto nel 2002 (con diversi ricorrenti peraltro ), quando, con due sentenze, pubblicate rispettivamente il 10 e il 20 maggio 2002, il Collegio giudicante della Terza sezione ter del TAR Lazio aveva annullato  parte dello Statuto SIAE, componendo così contraddizioni intrinseche al medesimo ed abolendo alcuni privilegi a favore di certe categorie.

In particolare Con la stessa sentenza e la successiva del 20 maggio, il Collegio aveva dichiarato  illegittima e scriminante la suddivisione in categorie (associati ordinari e straordinari) nella misura in cui questa consentiva  l’accesso al diritto di voto in assemblea ai soli associati ordinari e, parallelamente, disponeva solo per essi la ripartizione dei compensi in base al “criterio reddituale”, escludendo parimenti la categoria dei titolari dei ccdd. “diritti connessi” dalla percezione dei relativi diritti.

Questa volta il TAR ha invece ritenuto legittima ( in sede cautelare) la ripartizione del diritto di voto, che aveva sollevato diverse polemiche, in quanto espressione di esercizio di discrezionalità amministrativa da parte dell’Ente e ha ritenuto non sussistere il danno invocato dai ricorrenti, danno che avrebbe invece la SIAE in caso di annullamento dello Statuto.

IL TAR ha stabilito “  Ritenuta, ad un primo esame, la propria giurisdizione in relazione alla complessiva attività di vigilanza per il funzionamento dell’ente;

ritenuta la propria competenza;

ritenuto di poter prescindere, in questa fase processuale, da ulteriori profili di inammissibilità del ricorso;

valutate le preesistenti gravi circostanze di fatto in ordine al funzionamento dell’ente;

ritenuto legittimo il provvedimento di commissariamento, in quanto compreso nei poteri di vigilanza, e valutata rientrante nei compiti del commissario l’attività svolta in ordine alla revisione dello statuto dell’ente;

premesso che la scelta sulle modalità ex art.11 comma 2 dele norme statutarie, di espressione del voto in assemblea rientra, in linea di principio, nell’ambito della discrezionalità amministrativa;

considerati gli elementi di ragionevole correzione contenuti nei criteri che disciplinano l’espressione del voto, per quanto attiene in particolare al c.d. “voto pesante”;

visti anche i riferimenti comunitari in ordine al principio del c.d. “voto pesante”;

considerato infine che, ad avviso del collegio non sussiste l’attualità del danno, che non può essere semplicemente costituito dall’elezione del consiglio di sorveglianza; mentre un danno concreto è stato invece rappresentato dalla SIAE per l’ipotesi della sospensione dell’atto impugnato;

ritenuto di poter compensare le spese della presente fase di giudizio, in relazione anche alla complessità della vicenda;

P.Q.M.

Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio (Sezione Terza)

Respinge l’istanza cautelare;” .

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Fulvio Sarzana di S. Ippolito

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Published by on febbraio 22nd, 2013 No Comments

Convegno: “Il nuovo diritto d’autore: il dibattito europeo, gli impegni per la prossima legislatura italiana”, 20 Dicembre Roma.

Group of the Progressive Alliance of Socialists & Democrats in the European Parliament

“Il nuovo diritto d’autore: il dibattito europeo, gli impegni per la prossima legislatura italiana”
Giovedì 20 dicembre,

Sala delle Bandiere
Parlamento Europeo, Ufficio d’Informazione in Italia
via IV Novembre 149, Roma.

14h30
Apertura: Luigi Berlinguer, Europarlamentare PD

14h45- 16h30
Prima tavola rotonda: I contenuti

Presiede: Matteo Orfini, Responsabile Cultura Partito Democratico

Intervengono i rappresentanti delle seguenti organizzazioni:

    FIMI Federazione Industria Musicale Italiana
    Altroconsumo
    Google Italia
    Deezer Italia
    Associazione 100 Autori
    SAISLC Cgil – FISTEL Cisl – UILCOM Uil
    Associazione Fonografici Italiani
    ANICA
    ASSOCIAZIONE FONOGRAFICI ITALIANI
    ASSOCIAZIONE ITALIANA EDITORI
     

con la presenza di:
Silvia Costa, Europarlamentare PD

16h30 – 18h15
Seconda tavola rotonda: Le regole

Presiede: Paolo Gentiloni, Deputato Partito Democratico

Intervengono:

    Maurizio Decina, Commissario Agcom
    Manlio Mallia, Vice-Direttore Generale SIAE
    Avv. Fulvio Sarzana
    Marco Polillo, Presidente Associazione Italiana Editori
    Paolo Marzano, Presidente Comitato Consultivo per il Diritto d’Autore
    Prof. Marco Ricolfi, Nexa, Università Torino
    Arturo Di Corinto, giornalista La Repubblica
    Giuseppe Mazzotti, Digital Forum, Center for European Policy Studies
    Rodolfo Cattani, European Blind Union
    Raffaele Barberio, Direttore Key4biz.it
    Vincenzo Vita, Senatore PD

18h15 Conclusioni: Luigi Berlinguer

Fulvio Sarzana di S. Ippolito

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Published by on dicembre 12th, 2012 No Comments

MONDADORI-AVAXHOME:IL GIP DI MILANO FERRARO CONVALIDA IL SEQUESTRO PER RICETTAZIONE

IL Gip di Milano Alfonsa Maria Ferrara ha disposto la convalida del sequestro preventivo del portale Avaxhome.ws, disposto in via d’urgenza dal Pubblico Ministero Ferdinando Esposito, della locale procura, per entrambi i reati contestati, la violazione del diritto d’autore e la ricettazione.

Il provvedimento è stato notificato oggi 29 novembre 2012 a tutti i provider italiani dagli ufficiali di polizia giudiziaria incaricati di eseguire la misura.

In allegato la convalida del sequestro preventivo avaxhome

Fulvio Sarzana di S. Ippolito

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Published by on novembre 29th, 2012 No Comments

La battaglia sul copyright e l’arte: Convegno a Cosenza il 17 Maggio.

Non sarà il solito Convegno, ma un vero e proprio scontro, quello che si terrà a Cosenza, il prossimo 17 maggio 2012, dal titolo“La crisi del diritto d’autore. Il copyright, tra mercato legale e pirateria” e con inizio alle 14 e 30.

All’Università della Calabria, si daranno appuntamento, per la prima volta, i nomi più noti in Italia in materia di copyright e diritto della rete. In gioco non c’è solo il download gratuito di qualche cd, ma le stesse libertà fondamentali del web.

Uno scontro epocale!

Da un lato, i riformisti, che si battono per una revisione sostanziale della disciplina del copyright, resa oggi ancor più necessaria dall’avvento di Internet e delle piattaforme di filesharing. Dall’altro, i rappresentanti dell’attuale sistema, l’industria dei contenuti, gli intermediari nella raccolta dei diritti e il loro “braccio armato”: la SIAE e la polizia postale.

Il tutto dietro lo scenario del regolamento dell’AgCom, in via di approvazione: la nuova normativa che promette controlli e pene più severe contro la pirateria informatica.

Maggiori info e il Programma  qui

Fulvio Sarzana di S. Ippolito

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Published by on aprile 27th, 2012 No Comments

L’Accordo ACTA e l’interruzione volontaria di gravidanza.

L’accordo commerciale Acta sta determinando nei soggetti che hanno partecipato al processo decisionale  più crisi di coscienza di quante ne possa determinare l’interruzione volontaria di gravidanza nei medici obiettori in Italia.   

L’ultima in ordine di tempo ad avere vere e proprie crisi di coscienza è l’Ambasciatrice Slovena in Giappone,  Helena Drnovsek Zorko,  che ha sottoscritto per conto del suo paese l’accordo .

 L’Ambasciatrice, in una lettera resa pubblica il 31 gennaio  ha dichiarato “Ho firmato ACTA per disattenzione civica, perché non ho prestato abbastanza attenzione a ciò che stavo firmando. Molto semplicemente, non ho chiaramente messo in relazione   l’accordo che ero stata incaricata di firmare con l’accordo che, secondo la mia convinzione civica, prevede  la limitazione della libertà sulla rete più grande e più significativa della storia umana, e quindi limita in particolare il futuro dei nostri figli”.

 http://metinalista.si/why-i-signed-acta/

 Nientedimeno.

Prima di Lei, alla notizia della firma dell’Accordo Karif Ader, deputato e relatore ACTA all’Europarlamento , si era dimesso dalle sue funzioni  accusando  la Commissione Europea di aver scavalcato i diritti del Parlamento Europeo e dei cittadini dell’unione.

 Lo stesso Ader ha dichiarato  tra l’altro, “La Commissione Europea ha firmato oggi, a nome dell’Unione Europea, l’accordo commerciale anti-contraffazione, l’ACTA. Voglio denunciare nel modo più vivo l’insieme dei processi che ha portato alla firma di questo accordo: nessuna consultazione con la società civile, mancanza di trasparenza dall’inizio dei negoziati, ritardi ripetuti nella firma del trattato senza motivazioni plausibili, rifiuto delle raccomandazioni del Parlamento espresse in molteplici risoluzioni della nostra assemblea.”

http://www.webnews.it/2012/01/30/acta-duro-attacco-commissione-europea/#ixzz1lWIEKrCS

 

Chi non sembra avere dubbi è invece è il Presidente della commissione parlamentare per il commercio internazionale dell’Europarlamento, il deputato portoghese di centro sinistra Vital Moreira, che ha affermato L’accordo ACTA non vuole ridefinire i limiti relativi alla protezione dei diritti alla proprietà intellettuale come i copyright, i brevetti e i marchi… ma si occupa piuttosto di applicare i meccanismi di protezione di questi diritti”, e “Tutto ciò che era autorizzato resta autorizzato, tutto ciò che era vietato resta vietato.”

Ora, a prescindere  dal fatto che non si comprende perché ci si debba accordare su qualcosa che già esiste e che non introduce nulla di nuovo rispetto all’esistente, perché in pratica è come  se 30 paesi  decidessero di firmare un accordo per dire  che ci si deve  impegnare  a far rispettare le leggi esistenti, va detto, e lo spiegherò meglio nei prossimi giorni commentando le singole sezioni dell’accordo,  che ACTA non è precisamente un qualcosa di cosi “soft”.

Acta  è innanzitutto  un pessimo accordo commerciale, depotenziato nelle strutture portanti iniziali  dalle obiezioni formulate  soprattutto dall’Unione Europea, inutile per paesi quali l’Italia che hanno già una disciplina molto severa in materia di proprietà intellettuale ( ivi compresa la disciplina di carattere penale per le violazioni della proprietà intellettuale), e per la stessa UE che  legifera con lo strumento delle direttive,  dannoso per i Paesi nuovi entranti dell’UE ( e infatti le critiche più forti sono arrivate da paesi quali la Polonia) e per chi produce farmaci generici in paesi del terzo mondo. Diversamente poi,  da quanto sostenuto da  diversi esponenti delle Istituzioni e commentatori,  introduce principi, ai quali si dovranno attenere i Paesi firmatari,  quali la possibilità di fornire ai titolari dei diritti i nominativi di chi viola il diritto d’autore ( non chi lo fa a scopo di lucro ma chiunque) che invece in Italia finora è stata esclusa dalla giurisprudenza di merito e dal garante Privacy, la possibilità di assoggettare a sanzioni penali chi viola i brevetti (già presente peraltro in Italia) e l’opzione del sequestro di strumenti del tutto leciti ma idonei, secondo una definizione molto fumosa, a violare i dispositivi di protezione tecnologica a protezione del diritto d’autore.

continua..

 

Fulvio Sarzana di S. Ippolito

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Published by on febbraio 5th, 2012 No Comments

Nome in codice Scotus: La Corte Suprema Usa attribuisce al Congresso poteri speciali in tema di copyright. Le opere di pubblico dominio vengono sottratte alla libera circolazione in rete.

Gli Stati Uniti si preparano ad una nuova battaglia a difesa del Copyright in tutto il mondo.

18 gennaio 2012, segnatevi questa data.

No, non per lo sciopero di internet contro il SOPA/PIPA che si è svolto in quella data, ma per qualcosa che è accaduto nello stesso giorno, nel silenzio totale di tutti i commentatori europei, e che è destinato ad avere effetti potenzialmente dirompenti sulla libera circolazione della cultura in rete.

Nell’anno del signore 2012, “l’anno del copyright”, il giorno 18 di gennaio la Corte Suprema degli Stati Uniti ( che gli Americani chiamano Scotus, dalle iniziali di Supreme Court of the United States e con un evidente riferimento al teologo scozzese Duns Scotus) avalla di fatto i principi “egemonici” del SOPA/PIPA, e autorizza il Congresso a legiferare in tema di copyright a prevalenza sui diritti di libera espressione, rappresentati dal primo emendamento alla Costituzione.

Nella controversia più rilevante, a detta degli organi di stampa d’oltreoceano, in tema di libertà di espressione e diritto d’autore dalla nascita dello Stato Nordamericano, il caso Golan contro Holder, la Corte Suprema, con la dissenting opinion di due giudici, Stephen G. Breyer and Samuel A. Alito Jr., ha emanato un’attesissima decisione stabilendo il Principio in base al quale il Congresso degli Stati Uniti ha il diritto di rimettere sotto la tutela del Copyright, con tutto ciò che ne consegue in termini di obblighi , le opere che sono cadute in pubblico dominio, ovvero quelle opere per le quali, scaduto il termine di esigibilità legato alla morte dell’autore, diviene lecita la riproduzione in qualsiasi forma, senza dover pagare alcunché a nessuno.

Per fare un paragone e’ come se la Corte Costituzionale Italiana desse la possibilità al Parlamento Italiano di stabilire che sono dovuti a chiunque ne acquisti i diritti, a centinaia di anni dalla morte e dalla fine del periodo di sfruttamento commerciale dell’opera, i diritti d’autore sulle opere di Alessandro Manzoni o di Mazzini

Con le conseguenze, anche penali, di chi scarica queste opere senza l’autorizzazione dei nuovi proprietari.

La controversia aveva avuto origine dall’iniziativa di un gruppo di direttori d’orchestra, educatori, artisti, archivisti cinematografici e distributori cinematografici che aveva sfidato il recepimento da parte del Congresso di una norma transnazionale del 1994, sostenendo che lo stesso Congresso non ha l’autorità di rimettere in vigore, dopo che l’opera è diventata di dominio pubblico, il diritto d’autore su un lavoro creativo.

I ricorrenti hanno affermato che l’applicazione della nuova disciplina viola la libertà di espressione di coloro che hanno sfruttato il lavoro mentre era libero a loro disposizione e, naturalmente in questo modo si limita la conoscenza da parte delle generazioni future: in pratica si sottrae alla cultura collettiva un pezzo rilevante di conoscenza condivisa, rimettendola nelle mani di chi vuole sfruttarla economicamente.

Inoltre, -aggiungiamo noi- seguendo il principio stabilito dalla Corte avremmo il paradosso di poter allungare i diritti di sfruttamento economico sulle opere all’infinito, basterebbe infatti richiedere ad un paese qualsiasi in giro per il mondo la trasformazione di un’opera di pubblico dominio in un’opera sfruttabile e, in base ai principi di reciprocità stabiliti dall’accordo internazionale dell’ Uruguay round, tutti gli altri paesi dovranno necessariamente adeguarsi.
Cosi come, in tema di perseguimento degli illeciti legati al diritto d’autore, gli Stati Uniti, con la proposizione del SOPA/PIPA prima, con l’azione internazionale del caso Megaupload poi, hanno dimostrato di voler applicare la propria normativa sul copyright a tutti i paesi connessi alla rete, allo stesso modo, rimettendo le opere di pubblico dominio sotto la tutela del diritto d’autore, costringeranno tutti gli altri paesi connessi ad internet a fare altrettanto.
Gli autori di uno dei qualsiasi Paesi connessi ad internet infatti saranno svantaggiati rispetto agli autori Statunitensi o a chi deciderà di sottoporre la proprie opere alla legge statunitense, trovandosi in pubblico dominio quello che possono sfruttare economicamente negli ( o meglio dagli) Stati Uniti.
Basterà, ad esempio pubblicare un qualsiasi file di un libro oramai in pubblico dominio in un server presente negli Stati Uniti, per godere della nuova tutela.
L’espansione delle azioni a tutela del diritto d’autore in tutto il mondo da parte degli Stati Uniti farà il resto.
La cultura condivisa, strumento tipico della rete, ne diviene irrimediabilmente danneggiata.
I tempi nei quali Thomas Jefferson poteva affermare “Quando un’idea viene diffusa, nessuno ne possiede meno poiché ogni altro possiede il suo intero. Chi riceve un’idea da me, riceve lui stesso istruzioni senza diminuire le mie: come chi accende la sua candela dalla mia, riceve luce senza lasciare me al buio”, sembrano a questo punto veramente lontani.
Eppure lo stesso Jefferson aveva pensato un sistema di diritti d’autore limitato nel tempo, facendo inserire il principio nella Costituzione Americana.
La Carta fondamentale degli Stati Uniti si esprime infatti cosi: « Il Congresso avrà il potere […] di promuovere il progresso della scienza e delle arti utili, garantendo per periodi limitati agli autori ed inventori il diritto di esclusiva sulle loro opere (sui loro scritti) e sulle loro scoperte »

Dal 18 gennaio del 2012, “l’anno del copyright”, questo principio avrà un po’ meno valore.

Fulvio Sarzana di S. Ippolito

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Published by on gennaio 27th, 2012 1 Comment