Tagged Posts ‘diritto d’autore on line’

Video: Cosa ci riserva il futuro in tema di copyright e internet.

Intervento in tema di copyright e legislazione italiana ed europea.

“Il nuovo diritto d’autore: il dibattito europeo, gli impegni per la prossima legislatura italiana”

http://www.youtube.com/watch?v=0DRHGNlifNI

Fulvio Sarzana di S. Ippolito

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Published by on gennaio 10th, 2013 No Comments

Focus su diritto d’autore e mondo digitale:licenze siae, fair use, creative commons il 19 Novembre a Roma

Lunedi 19 novembre 2012 a Roma allo Sheraton Hoteld alle ore 9.30 alle 18 si parlerà del diritto d’autore nel contesto digitale  con autorevoli ospiti ed esperti del mondo digitale.

Tra gli argomenti: La musica sulla cloud, la fine del monopolio Siae, le licenze Creative Commons, i contratti di Self Publishing, la comunicazione digitale, le responsabilità dei providers, la gestione dei diritti d’autore nelle società estere.

Questi e tanti altri temi verranno dibattuti nella prima edizione del forum Percorsi Digitali, il 19 novembre a Roma.

qui informazioni sulla giornata Convegnistica.


Fulvio Sarzana di S. Ippolito

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Published by on novembre 15th, 2012 No Comments

La battaglia sul copyright e l’arte: Convegno a Cosenza il 17 Maggio.

Non sarà il solito Convegno, ma un vero e proprio scontro, quello che si terrà a Cosenza, il prossimo 17 maggio 2012, dal titolo“La crisi del diritto d’autore. Il copyright, tra mercato legale e pirateria” e con inizio alle 14 e 30.

All’Università della Calabria, si daranno appuntamento, per la prima volta, i nomi più noti in Italia in materia di copyright e diritto della rete. In gioco non c’è solo il download gratuito di qualche cd, ma le stesse libertà fondamentali del web.

Uno scontro epocale!

Da un lato, i riformisti, che si battono per una revisione sostanziale della disciplina del copyright, resa oggi ancor più necessaria dall’avvento di Internet e delle piattaforme di filesharing. Dall’altro, i rappresentanti dell’attuale sistema, l’industria dei contenuti, gli intermediari nella raccolta dei diritti e il loro “braccio armato”: la SIAE e la polizia postale.

Il tutto dietro lo scenario del regolamento dell’AgCom, in via di approvazione: la nuova normativa che promette controlli e pene più severe contro la pirateria informatica.

Maggiori info e il Programma  qui

Fulvio Sarzana di S. Ippolito

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Published by on aprile 27th, 2012 No Comments

Copyright on line: La Corte Suprema spagnola deciderà sulla costituzionalità della Ley Sinde

La Corte Suprema Spagnola ha accettato di discutere l’istanza cautelare di sospensione  della cd Ley Sinde, la norma sulla repressione delle violazioni del diritto d’autore on line  approvata dal precedente  Governo iberico e  reiterata dall’esecutivo presieduto da Mariano Rajoy.

Il nuovo governo aveva approvato il 30 dicembre scorso il regolamento attuativo che rende effettiva la nuova normativa.

L’associazione di utenti Internet Internautas.org si è appellata alla Corte Suprema con l’obiettivo di ottenere una pronuncia di incostituzionalità delle nuove disposizioni, ritenute lesive delle libertà fondamentali di espressione e informazione; l’autorità giudiziaria ha dato al governo dieci giorni di tempo per presentare le sue eccezioni.

Le critiche addotte dall’Associazione di internauti sono peraltro le stesse che avevano spinto diverse Associazioni italiane a contestare l’emanando provvedimento dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni sul diritto d’autore.

Secondo internautas.org la Commissione per la proprietà intellettuale eserciterebbe, grazie alla Legge Sinde, poteri che spettano solo all’Autorità giudiziaria.

L’Associazione di internauti ritiene insomma che la Ley sinde possa limitare in maniera considerevole la libertà di espressione on line.

Fulvio Sarzana di S. Ippolito

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Published by on febbraio 13th, 2012 No Comments

Nome in codice Scotus: La Corte Suprema Usa attribuisce al Congresso poteri speciali in tema di copyright. Le opere di pubblico dominio vengono sottratte alla libera circolazione in rete.

Gli Stati Uniti si preparano ad una nuova battaglia a difesa del Copyright in tutto il mondo.

18 gennaio 2012, segnatevi questa data.

No, non per lo sciopero di internet contro il SOPA/PIPA che si è svolto in quella data, ma per qualcosa che è accaduto nello stesso giorno, nel silenzio totale di tutti i commentatori europei, e che è destinato ad avere effetti potenzialmente dirompenti sulla libera circolazione della cultura in rete.

Nell’anno del signore 2012, “l’anno del copyright”, il giorno 18 di gennaio la Corte Suprema degli Stati Uniti ( che gli Americani chiamano Scotus, dalle iniziali di Supreme Court of the United States e con un evidente riferimento al teologo scozzese Duns Scotus) avalla di fatto i principi “egemonici” del SOPA/PIPA, e autorizza il Congresso a legiferare in tema di copyright a prevalenza sui diritti di libera espressione, rappresentati dal primo emendamento alla Costituzione.

Nella controversia più rilevante, a detta degli organi di stampa d’oltreoceano, in tema di libertà di espressione e diritto d’autore dalla nascita dello Stato Nordamericano, il caso Golan contro Holder, la Corte Suprema, con la dissenting opinion di due giudici, Stephen G. Breyer and Samuel A. Alito Jr., ha emanato un’attesissima decisione stabilendo il Principio in base al quale il Congresso degli Stati Uniti ha il diritto di rimettere sotto la tutela del Copyright, con tutto ciò che ne consegue in termini di obblighi , le opere che sono cadute in pubblico dominio, ovvero quelle opere per le quali, scaduto il termine di esigibilità legato alla morte dell’autore, diviene lecita la riproduzione in qualsiasi forma, senza dover pagare alcunché a nessuno.

Per fare un paragone e’ come se la Corte Costituzionale Italiana desse la possibilità al Parlamento Italiano di stabilire che sono dovuti a chiunque ne acquisti i diritti, a centinaia di anni dalla morte e dalla fine del periodo di sfruttamento commerciale dell’opera, i diritti d’autore sulle opere di Alessandro Manzoni o di Mazzini

Con le conseguenze, anche penali, di chi scarica queste opere senza l’autorizzazione dei nuovi proprietari.

La controversia aveva avuto origine dall’iniziativa di un gruppo di direttori d’orchestra, educatori, artisti, archivisti cinematografici e distributori cinematografici che aveva sfidato il recepimento da parte del Congresso di una norma transnazionale del 1994, sostenendo che lo stesso Congresso non ha l’autorità di rimettere in vigore, dopo che l’opera è diventata di dominio pubblico, il diritto d’autore su un lavoro creativo.

I ricorrenti hanno affermato che l’applicazione della nuova disciplina viola la libertà di espressione di coloro che hanno sfruttato il lavoro mentre era libero a loro disposizione e, naturalmente in questo modo si limita la conoscenza da parte delle generazioni future: in pratica si sottrae alla cultura collettiva un pezzo rilevante di conoscenza condivisa, rimettendola nelle mani di chi vuole sfruttarla economicamente.

Inoltre, -aggiungiamo noi- seguendo il principio stabilito dalla Corte avremmo il paradosso di poter allungare i diritti di sfruttamento economico sulle opere all’infinito, basterebbe infatti richiedere ad un paese qualsiasi in giro per il mondo la trasformazione di un’opera di pubblico dominio in un’opera sfruttabile e, in base ai principi di reciprocità stabiliti dall’accordo internazionale dell’ Uruguay round, tutti gli altri paesi dovranno necessariamente adeguarsi.
Cosi come, in tema di perseguimento degli illeciti legati al diritto d’autore, gli Stati Uniti, con la proposizione del SOPA/PIPA prima, con l’azione internazionale del caso Megaupload poi, hanno dimostrato di voler applicare la propria normativa sul copyright a tutti i paesi connessi alla rete, allo stesso modo, rimettendo le opere di pubblico dominio sotto la tutela del diritto d’autore, costringeranno tutti gli altri paesi connessi ad internet a fare altrettanto.
Gli autori di uno dei qualsiasi Paesi connessi ad internet infatti saranno svantaggiati rispetto agli autori Statunitensi o a chi deciderà di sottoporre la proprie opere alla legge statunitense, trovandosi in pubblico dominio quello che possono sfruttare economicamente negli ( o meglio dagli) Stati Uniti.
Basterà, ad esempio pubblicare un qualsiasi file di un libro oramai in pubblico dominio in un server presente negli Stati Uniti, per godere della nuova tutela.
L’espansione delle azioni a tutela del diritto d’autore in tutto il mondo da parte degli Stati Uniti farà il resto.
La cultura condivisa, strumento tipico della rete, ne diviene irrimediabilmente danneggiata.
I tempi nei quali Thomas Jefferson poteva affermare “Quando un’idea viene diffusa, nessuno ne possiede meno poiché ogni altro possiede il suo intero. Chi riceve un’idea da me, riceve lui stesso istruzioni senza diminuire le mie: come chi accende la sua candela dalla mia, riceve luce senza lasciare me al buio”, sembrano a questo punto veramente lontani.
Eppure lo stesso Jefferson aveva pensato un sistema di diritti d’autore limitato nel tempo, facendo inserire il principio nella Costituzione Americana.
La Carta fondamentale degli Stati Uniti si esprime infatti cosi: « Il Congresso avrà il potere […] di promuovere il progresso della scienza e delle arti utili, garantendo per periodi limitati agli autori ed inventori il diritto di esclusiva sulle loro opere (sui loro scritti) e sulle loro scoperte »

Dal 18 gennaio del 2012, “l’anno del copyright”, questo principio avrà un po’ meno valore.

Fulvio Sarzana di S. Ippolito

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Published by on gennaio 27th, 2012 1 Comment

Megaupload e Megavideo: Il Congresso degli USA esita sul diritto d’autore, l’FBI e il DOJ no.

Il salto di qualità nella nuova strategia di repressione delle violazioni sul diritto d’autore on line è ufficialmente iniziato.
L’FBI, in collaborazione con il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti ha infatti chiuso i due siti di immagazzinamento di file dati, detti anche
cyber locker, arrestando il fondatore ed altri membri dello staff.
L’azione, spettacolare e “cruenta” allo stesso tempo costituisce senza dubbio uno step annunciato ma nondimeno importante nella lotta al diritto di espressione on line e segna uno spartiacque in un mondo che sino a qui aveva avuto delle remore a penalizzare modelli di business che non fossero espressione di una conclamata attività di pirateria.
Sino a qui gli unici a desiderare la fine di siti cosi popolari, e, dal modello di business considerato sin qui legale , erano state le Associzioni dei titolari del diritto d’autore che, disinteressandosi delle violazioni compiute dagli utenti, considerate poco efficaci, hanno puntato direttamente ai cyberlocker.
Sembrano lontanissimi i tempi delle norme repressive nei confronti degli utenti stile decreto Urbani, dalle stesse associazioni proposte, ma abbandonate in fretta e furia quando ci si è resi conto che non si potevano inseguire tutti gli utenti della rete che scaricavano musica e film.
Cosi come sembra lontano il tempo delle azioni civili e penali nei confronti di siti come piratebay, che a detta delle stesse Associazioni appare cosi volgarmente “pirata”, con la erre moscia.
No, il vero obiettivo, come dimostra l’azione statunitense è l’intermediario dal modello di business legale, che deve essere assoggettato a pena non perchè stia commettendo violazioni ma perchè in qualità di intermediario può agevolare la commissione di reati, che nell’indagine americana vanno dall’estorsione, all’associazione a delinquere al riciclaggio.
L’estorsione???
e che ci azzecca direbbe il Tonino nazionale, l’estorsione con un sito che fa immagazzinare files di grossa dimensione?
probabilmente non lo sapremo mai, o forse si, lo sapremo quando, come nel caso di Dominique Strauss Khan un azione spettacolare si è poi risolta in un bluff giudiziale, di cui l’unico a pagare le spese, ancorchè innocente è stato lo stesso strauss khan
Le Associazioni dei titolari dei diritti, che staranno ora festeggiando come l’imprenditore Piscicelli la notte del terremoto dell’Aquila, sono arrivate al punto di far redigere consulenze tecniche in processi civili e penali che, lungi dall’evidenziare la responsabilità dei “pesci piccoli” del diritto d’autore, puntavano direttamente a megaupload e megavideo e siti consimili.
Il chiodo fisso di queste entità è stato in questi ultimi due anni Megaupload, e ciò, nonostante una Corte Tedesca abbia recentemente affermato che megaupoload non può essere ritenuto, in qualità di intermediario che opera in maniera lecita, responsabile delle violazioni compiute dai singoli utenti.
Il messaggio che viene lanciato da questa operazione è chiaro e riflette le contraddizioni che in questi anni di mandato del Presidente Obama hanno circondato la politica di repressione del diritto d’autore in rete.
Gli Stati Uniti appoggiano i movimenti di libera espressione nei paesi in cui vige un regime dittatoriale ma non tollerano le violazioni del diritto d’autore che avvengono ovunque nel mondo e che minano gli interessi dell grandi Major, che controllano direttamente, attraverso alcuni posti chiave gli organi delegati alla repressione delle stesse violazioni.
Mai, come sotto la Presidenza Obama, considerato un vero democratico e un audace riformatore, la politica di repressione del diritto d’autore era giunta a penalizzare siti dal business considerato lecito in modo cosi invasivo e con metodi cosi spicci e indotti, cosi come mai le amministrazioni Usa si erano spinte ad aiutare direttamente i movimenti di piazza che usano internet come mezzo di democrazia.
Il caso Megaupload è solo l’inizio e possiamo essere certi che l’onda lunga di questa azione giungerà presto anche in Italia, sia nelle norme che l’AGCOM sta probabilmente preparando sul diritto d’autore sia nei diversi processi all’interno dei quali si dibatte sulla responsabilità degli intermediari che da oggi si sentiranno un pò meno protetti dalla fiaccola di libertà del gigante statunitense.

Fulvio Sarzana di S. Ippolito

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Published by on gennaio 19th, 2012 1 Comment

Che cos’è il SOPA e quali impatti avrà sulla libertà di espressione in rete

il Post.it   pubblica un Articolo divulgativo sulla proposta normativa presentata al Congresso degli Stati Uniti ( ed al Senato con un diverso nome) che chiarisce in poche frasi i termini del problema.

L’articolo è sottotitolato ”le cose da sapere sulla contestata proposta di legge statunitense contro la pirateria online, che cambierebbe Internet come la conosciamo oggi”.

E’ una lettura  molto utile per capire cosa succederà nei prossimi mesi alla libertà di espressione in rete e quali pericoli la rete stia correndo.

Buona lettura!

Fulvio Sarzana di S. Ippolito

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Published by on gennaio 9th, 2012 No Comments