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Captatori informatici, intercettazioni, controllo remoto dei pc. Le norme e la prassi.

 

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Si parlerà di captatori informatici, di intercettazioni e di strumenti di controllo a distanza dei PC, con una overview

delle norme attualmente esistenti e dei casi più eclatanti, a partire dal noto Hacking Team.

 

A Pisa, sabato 10 ottobre, alle 16 e 30, insieme a @carolafrediani

 

qui il Programma

Fulvio Sarzana

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Published by on settembre 27th, 2015 Commenti disabilitati su Captatori informatici, intercettazioni, controllo remoto dei pc. Le norme e la prassi.

Anonymous e arresti : Tutti i dubbi sull’art 7 bis della Legge Pisanu e i reati informatici.

imagesanonLa notizia è oramai nota.

Si tratta dell’operazione tango down del CNAIPIC  (Centro Nazionale Anticrimine Informatico per la Protezione delle Infrastrutture Critiche – Cnaipic del Servizio Polizia Postale e delle Comunicazioni) contro Anonymous.

Ieri, a seguito delle prime notizie sull’operazione,  avevo manifestato qualche dubbio sul concetto giuridico  di “Associazione a delinquere telematica”.

Nel corso della Conferenza stampa successiva,  organizzata dalle forze dell’Ordine, sono emersi molti particolari dell’operazione che, indubbiamente, è stata a lungo pianificata e studiata.

Nel  comunicato stampa ufficiale rilasciato dalle stesse forze dell’Ordine,  è stata citata la norma di riferimento per le indagini relative alla protezione delle infrastrutture critiche di rilievo nazionale, ovvero l’art  7 bis della legge Pisanu.

Anche qui però sorgono dubbi.

I dubbi relativi all’ambito di operatività dell’art 7 bis sono   manifestati in questo paragrafo del testo  di Carlo Sarzana di S. Ippolito, già Presidente dei Giudici delle indagini Preliminari di Roma, “Padre” riconosciuto della legislazione italiana  sui crimini informatici e oggi Avvocato a Roma.

Buona lettura!

 

Fulvio Sarzana

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Published by on maggio 18th, 2013 Commenti disabilitati su Anonymous e arresti : Tutti i dubbi sull’art 7 bis della Legge Pisanu e i reati informatici.

Anonymous e arresti: e’ ipotizzabile l’associazione a delinquere virtuale finalizzata all’accesso abusivo ?

 

imagesanonLe agenzie hanno appena battuto la notizia di un’indagine della procura di Roma che avrebbe portato all’emissione di quattro misure cautelari personali e  ad una decina di perquisizioni in tutta Italia.

Secondo le indagini, gli hacker sarebbero responsabile di una serie di attacchi nei confronti dei sistemi informatici di infrastrutture critiche, siti istituzionali e importanti aziende.

A quanto sembra, gli indagati risiederebbero in diverse parti d’Italia e, sempre secondo quanto  riporta la stampa, l ’ipotesi di reato contestata sarebbe fra le altre,  l’associazione a  delinquere finalizzata all’accesso abusivo a sistema informatico.

L e  indagini sono state compiute dal Centro nazionale anticrimine informatico per la protezione delle infrastrutture critiche .

Si tratterebbe peraltro di una delle prime volte, se non la prima, che il Centro, un organismo altamente specializzato del Ministero dell’Interno che,  dovrebbe avere funzioni di prevenzione degli attacchi alle infrastrutture critiche,   funge da agente di polizia giudiziaria, partecipando cioè  attivamente alle indagini in materia di reati informatici.

Il Centro era stato “attaccato” informaticamente  da Anonymous e da altri Gruppi  nel  luglio del 2011 quando  i server centrali del lo stesso Ente  furono violati dai gruppi hacker di NKWT, Anonymous, LulzSec e Antisec.

In quell’occasione furono  prelevati importanti documenti e relazioni per un totale di 8Gb di dati che tuttora si troverebbero  liberamente in internet.

L’attacco informatico  fu all’epoca presentato come protesta contro l’arresto di italiani presunti aderenti ai movimenti hacker, ma fu bollato da alcuni come un “falso”.

Si tratterà di verificare gli ulteriori sviluppi della vicenda, ma già ora una certa anomalia sembra provenire da queste prime fasi dell’indagine.

La presenza degli indagati in diverse parti d’Italia e l’utilizzo per fini personali del logo dell’Associazione Anonymous,  tenderebbe infatti  a far ad escludere che si possa parlare di un’ associazione  a delinquere reale, dovendosi riscontrare al più un’ ipotesi di associazione  a delinquere “virtuale” che, però è stata ritenuta in diverse occasioni dalla giurisprudenza,  non configurabile.

E ciò è avvenuto sia in giudizi di merito che in Cassazione.

Interessante sarà  verificare anche la configurabilità del reato in Italia dal momento che almeno nel caso dell’accesso abusivo al sito della Santa Sede il reato difficilmente si sarebbe consumato nel nostro Paese.

 

Fulvio Sarzana

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Published by on maggio 17th, 2013 Commenti disabilitati su Anonymous e arresti: e’ ipotizzabile l’associazione a delinquere virtuale finalizzata all’accesso abusivo ?

Sequestri, sempre più sequestri sul Web. Lo ottiene dal GIP di Roma anche ENI-AGIP.

L’anno appena trascorso si è chiuso, dal punto di vista delle inibizioni a carico dei cittadini sulla rete, con un ulteriore sequestro preventivo richiesto dal colosso dell’Energia Eni alla procura della Repubblica di Roma e concesso dal Giudice delle indagini preliminari della Capitale Cinzia Parasporo.

La società, titolare di diversi marchi notori legati al mondo dell’energia, tra i quali anche Agip, ha lamentato una truffa ai propri danni, che sarebbe stata perpetrata attraverso diversi siti internet, tra i quali anche i Siti AGIP.ws e agipshop.org.

Sin qui nulla di strano.

Solo che invece di sequestrare il singolo sito ritenuto responsabile di un’attività illecita, si è deciso di passare anche in questo caso per gli Internet service provider, divenuti sempre più, loro malgrado, gli “sceriffi” del web.

La lista dei reati per i quali vengono concessi sequestri preventivi, prima dunque del radicamento di un qualsiasi processo, si allunga sempre di più.

Secondo alcune stime sarebbero più di 5500 i siti web sequestrati preventivamente in Italia a diverso titolo.

La novità di questo sequestro natalizio e che lo stesso viene adottato per la prima volta per il reato di accesso abusivo a sistema informatico, oltreché per il reato di phishing.

Statisticamente parlando emerge che i sequestri di siti Internet avvengono quasi esclusivamente in base a richieste di grandi holding internazionali (coecelerici-indymedia) o di grandi imprese nazionali (è il caso di Mondadori-avaxhome e Mediaset sui siti di streaming del calcio), oppure per iniziativa delle lobby di tutela del diritto d’autore, o, ancora su richiesta di personalità del mondo della politica, che svolgono un ruolo propulsivo, in questa singolare “tenzone”.

continua su Il Fatto quotidiano

In allegato il dispositivo del GIP di Roma sequestro eni-agip

Fulvio Sarzana

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Published by on gennaio 21st, 2013 Commenti disabilitati su Sequestri, sempre più sequestri sul Web. Lo ottiene dal GIP di Roma anche ENI-AGIP.

Frode informatica attraverso il Wi Fi. Come proteggersi.

” Vorrei esporre il mio caso per avere qualche suggerimento su come comportarmi. Nel giro di un anno e mezzo sono stato convocato ben tre volte dalla Polizia Postale e sempre per lo stesso motivo: qualche ignoto delinquente informatico ha effettuato transazioni su carte Poste Pay utilizzando il mio IP, così che risultassero effettuati dal mio computer, per importi fortunatamente assai modesti, nell’ordine di alcune decine di euro, ma che comunque sono bastati per far aprire fascicoli a mio carico.”

Sono casi più frequenti di quanto non si creda. «Capita che malintenzionati sfruttino reti Wi-Fi aperte o poco protette per commettere reati senza lasciare traccia», ci spiega Fulvio Sarzana, avvocato specializzato in diritto di internet. «Per commettere truffe o persino per scaricare file pedopornografici. È successo di recente a un utente: finito in tribunale perché un altro ha commesso questo reato tramite la sua rete Wi-Fi. Per fortuna il giudice ha capito che l’illecito non era stato fatto dall’imputato e l’ha assolto», continua. Rischiamo insomma non solo di essere chiamati dalla Polizia Postale a rispondere di un crimine altrui, ma anche di finire in tribunale. E può essere difficile provare la nostra innocenza, se il malintenzionato non ha lasciato tracce.

continua su Kataweb

Fulvio Sarzana

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Published by on ottobre 29th, 2012 Commenti disabilitati su Frode informatica attraverso il Wi Fi. Come proteggersi.

Alitalia presa di mira dai pirati informatici. Interviene la procura di Roma.

Il sito della  compagnia di bandiera italiana Alitalia  è stato preso di mira da un pericoloso attacco informatico cd phishing senza precedenti, al punto di  dover far intervenire la Magistratura Romana e la polizia postale.

Il GIP di Roma ha infatti disposto l’11 maggio, su richiesta della locale  procura della Repubblica, il sequestro preventivo dei domini e dei siti associati ww.alitali.it e www.notiziedeattualita.com, mediante il quale malintenzionati, attraverso un sito-clone della compagnia di bandiera, che risiedeva in realtà su un portale denominato www.notiziedeattualita.com, reindirizzavano i navigatori web sul sito della compagnia di viaggi edreams.

Il tutto aggravato  –secondo la procura- dalla circostanza che  gli ignari utenti che si recavano sul portale, si vedevano installare sul proprio pc un pericoloso programma informatico denominato trojan dal minaccioso nome “win32.dialer.hh”.

I reati ipotizzati dalla Procura di Roma, in virtù anche della querela presentata da Alitalia,  sono: la tentata frode informatica di cui all’art 640 ter del codice penale e il reato di sostituzione di persona di cui all’art 494 del codice penale.

Il Giudice delle indagini preliminari di  Roma, Guglielmi, accogliendo la richiesta del PM  ha  ritenuto di riformulare il reato di sostituzione di persona nel diverso reato di “Intercettazione, impedimento o interruzione illecita di comunicazioni informatiche o telematiche”, ritenendo che si fosse in presenza della fattispecie  di cui all’art 617 quater del codice penale e non del reato di sostituzione di persona, notando anche come la querela di Alitalia presentata il 29 dicembre scorso, non fosse stata autenticata, in quanto presentata da un  semplice delegato, e che quindi non avesse i requisiti di cui all’art 337 del codice di procedura penale.

La misura è stata eseguita dal Compartimento della Polizia Postale del lazio.

Il  phishing   http://www.anti-phishing.it/archivio/checose.php  è una frode on-line ideata per sottrarre con l’inganno numeri di carte di credito, password, informazioni su account personali.

Attuato generalmente tramite e-mail si basa sull’invio da parte di un utente malintenzionato di e-mail che sembrano provenire da siti web autentici o noti i quali richiedo all’ingenuo utente l’inserimento di informazioni personali.

Il Ministero dell’Interno dispone peraltro di un indirizzo e mail , – a cui si è rivolta peraltro anche la Compagnia di bandiera- per le segnalazioni di attività di phishing   antiphishing@interno.it

Si tratta di uno dei primi casi in Italia di sequestro di sito web per phishing.

Si stima peraltro che siano circa 1500 in giro per il mondo i siti di phishing.

Riproduzione libera con cortese citazione della fonte.

Fulvio Sarzana

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Published by on maggio 29th, 2012 Commenti disabilitati su Alitalia presa di mira dai pirati informatici. Interviene la procura di Roma.

Esclusiva la Truffa a Napolitano attraverso il sito “italia-programmi.net” .Il GIP di Milano “inibisce agli internet service provider italiani” l’accesso al sito “. Il Provvedimento di sequestro.

italiaprogrammi Il Giudice delle indagini preliminari di Milano Cristina di Censo, su richiesta del Pubblico Ministero Francesco Cajani, (tra i Magistrati italiani più preparati in tema di reati informatici) , ha disposto il 2 aprile scorso, il sequestro preventivo del sito web www. Italia-programmi.net,, che aveva escogitato un sistema di truffa ai danni di centinai di consumatori, ivi compreso il nostro Presidente della Repubblica.
La Procura ha richiesto il provvedimento per la violazione degli articoli 81, 640, comma 1 e 2, n 2, prima ipotesi, del codice penale.

La presunta attività truffaldina della società, con sede alle Seychelles, è sempre lo stesso: l’ignaro utente, convinto di aver appena scaricato un software gratuito, si ritrova con un abbonamento biennale al sito www.italia-programmi.net, con una spesa, non voluta ovviamente, 96 euro annui.
La società attende poi trenta giorni per cominciare ad inviare solleciti di pagamento, in prima battuta tramite posta elettronica, poi attraverso lettere minacciose che giungono a paventare azioni giudiziarie di fronte peraltro a Tribunali inesistenti.
Le modalità adottate dai presunti “truffatori” telematici, stando a quanto appurato dalle indagini, in alcuni casi sembrano più simili agli stratagemmi adottati da Totò e Peppino nelle commedie all’italiana, che ad un’attività posta in essere da “professionisti della truffa”, mentre in altri casi gli artifizi e raggiri sembrano più in linea con quanto viene posto in essere da “raffinati” criminali telematici.
Tra gli stratagemmi da commedia all’italiana vi è sicuramente la modalità di far apparire di giorno una pagina apparentemente in grado di rispettare quanto previsto dall’Antitrust che aveva già censurato più volte il portale, su segnalazioni di diverse associazioni di consumatori, tra i quali il provvedimento del GIP di Milano segnala espressamente l’Aduc, mentre di notte ritornava la pagina in grado di indurre in inganno i navigatori telematici.
Molto più serio, e più dannoso, appare lo stratagemma di “simulare” ai danni degli utenti la navigazione su uno dei portali più seri del panorama informatico nostrano, il sito di scaricamento telematico download.html.it, che è ovviamente all’oscuro di tutto e viene strumentalizzato per ottenere indebitamente il prezzo della frode.
Lo stesso provvedimento del GIP dichiara sul punto “ In conclusione Estesa Ltd illegittimamente approfitta della notorietà e serietà del sito download.html.it per “tranquillizzare” gli utenti ed indurli a sottoscrivere l’abbonamento ingenerando l’erronea convinzione che la registrazione sia gratuita”
Il GIP ricostruisce in tali termini l’attività truffaldina.
“La minaccia di ricorso all’A.G., addirittura pare, a tribunali inesistenti,rientra essa stessa nell’articolata strategia truffaldina pianificata dal gestore del sito, che muove dall’induzione alla registrazione dell’utente,portato artatamente a credere di iscriversi ad un sito gratuito, passa attraverso la richiesta di esborso economico, e, in ultimo, tenta di vincere la resistenza dei recalcitranti adombrando il ricorso alle vie legali, prospettazione che d’ordinario sortisce una spinta all’adempimento di quanto richiesto, al fine di evitare fastidi e ulteriore lievitazione dei costi
Come si è già detto lo stesso Presidente Napolitano era rimasto vittima della truffa nel febbraio 2012.
Sembrava dunque che ad indagare fosse la Procura della Repubblica di Roma che però, stando a quanto previsto dal GIP di Milano sarebbe stata “bruciata” sul tempo dai Colleghi Milanesi, che si sono mossi a seguito di una informativa di polizia giudiziaria datata 8 marzo 2012.
La Società HTML.it , parte lesa, ha annunciato che al termine delle indagini si costituirà parte civile, attraverso il proprio legale, l’Avv. Fulvio Sarzana dello studio legale Sarzana e Associati di Roma

Fulvio Sarzana

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Published by on aprile 3rd, 2012 Commenti disabilitati su Esclusiva la Truffa a Napolitano attraverso il sito “italia-programmi.net” .Il GIP di Milano “inibisce agli internet service provider italiani” l’accesso al sito “. Il Provvedimento di sequestro.