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La liberalizzazione all’italiana : il caso delle poste. Niente Autorità indipendente, ma nominativi da parte delle Commissioni parlamentari competenti.

Come oramai è noto a fine 2010 il Consiglio dei ministri ha approvato il decreto legislativo di trasposizione nella nostra normativa della direttiva europea 6/200 8, che impone dall’inizio di quest’anno la completa liberalizzazione del mercato postale.

Sin da subito alcuni commentatori, poi evidentemente supportati da una segnalazione effettuata dall’Antitrust al Parlamento, si erano posti alcuni dubbi sulla reale portata di  questa liberalizzazione e, soprattutto sul compito e le funzioni  del soggetto  controllore, che la norma europea ci impone,  in veste imparziale ed indipendente, questa “apertura al mercato”.

I dubbi, anziché diminuire, sono aumentati.

In particolare l’Istituto Bruno Leoni, http://www.brunoleoni.it/nextpage.aspx?codice=10078   segnala in un briefing paper pubblicato qualche giorno fa  che la norma di recepimento conterrebbe ben  cinque problemi di non poco momento: 1. il mantenimento in monopolio degli atti giudiziari e delle raccomandate per notifica, 2. la designazione di Poste Italiane quale fornitore del servizio universale per 15 anni, 3. l’ampiezza, il metodo di calcolo del suo costo e il finanziamento del servizio universale, 4. l’assegnazione delle funzioni regolatorie postali a un’Agenzia governativa anziché a un’Autorità Indipendente, 5. l’obbligo per gli esercenti dei servizi postali di rispettare le condizioni di lavoro previste dalla contrattazione collettiva di lavoro di riferimento.

Ora, soprattutto l’assegnazione ad una agenzia governativa con personale proveniente dal Ministero dello Sviluppo economico ( comunicazioni)  anziché ad una Authority indipendente appare essere una soluzione alquanto illogica, come già si è detto in precedenza.

Secondo alcuni quotidiani peraltro i dubbi sarebbero venuti anche ai tecnici della Presidenza della Repubblica che starebbero studiando con attenzione la proposta governativa e i rilievi dell’Antitrust http://www.blitzquotidiano.it/cronaca-italia/liberalizzare-poste-decreto-ue-quirinale-752998/

La risposta delle Commissioni parlamentari competenti per il momento sembra favorevole all’esecutivo con il solo limite ( un po’ labile però) della proposta di nomina vincolante dei componenti del consiglio direttivo dell’Agenzia da parte delle competenti Commissioni di Camera e Senato.  http://archivio-radiocor.ilsole24ore.com/articolo-901583/poste-parere-camera-nomine/

Insomma, come dire, l’importante non è rendere autonomo ed indipendente, con poteri sanzionatori trasparenti, l’organo di controllo del settore postale, bensì formulare direttamente nominativi da posizionare nel Direttivo della costituenda Agenzia, ove troveranno spazio tanti dipendenti dello stesso Ministero delle Poste.

Secondo il Ministro delle Comunicazioni peraltro questa sarebbe una scelta obbligata “”La direttiva Ue -  avrebbe dichiarato Romani – ci obbliga a un processo di liberalizzazione con un’

autorità o un’agenzia indipendente. Credo sia prematura una nuova autorità che possa presiedere alle regole di questo settore. Le Poste sono un grande patrimonio del paese, la liberalizzazione è in atto in molti paesi, ma anche il servizio universale è un patrimonio. Quindi la specificità dell’Italia ci obbliga a prendere le decisioni prese”. http://notizie.virgilio.it/notizie/economia/2011/2_febbraio/08/
poste_romani_agenzia_sufficiente_a_chiusura_infrazione_ue,28240262.html

Francamente continuo a non comprendere le ragioni di una liberalizzazione adottata in questa forma, nemmeno adottando la formula “liberalizzazione senza privatizzazione” che dovrebbe spiegare le ragioni di questa liberalizzazione imperfetta e dei privilegi attributi in tal modo all’operatore “incumbent” e  che, pronunciata da un Ministro che dovrebbe fare dell’idea liberale un cavallo di battaglia, mi sembra veramente “stonata”.

Fulvio Sarzana

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Studio Legale Roma Sarzana & Associati
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Published by on febbraio 20th, 2011 Commenti disabilitati

Poste vs Telecomunicazioni. I rischi di Monopolio conseguenti alla liberalizzazione dei servizi postali: ora se ne accorge anche l’Antitrust.

Circa venti giorni fa mi interrogavo sulla volontà espressa dal Ministro dello Sviluppo economico di affidare ad una Agenzia governativa, alle proprie dipendenze e con personale mutuato dallo stesso Ministero, l’incarico di vigilare sul nascente mercato liberalizzato dei servizi postali, che ha preso il via anche in Italia, come in tutta Europa, dal 1 gennaio 2011.

A parte qualche “sporadico ”parere tra i quali trovo giusto segnalare quello espresso da Massimiliano Trovato,   sul  portale Chicago Blog dell’istituto Bruno Leoni,  quasi nessuno sembrava essersi posto il dubbio sull’opportunità di affidare ad una Agenzia dipendente da una Amministrazione pubblica, anziché ad una Authority indipendente un mercato “rigidamente” controllato dal Monopolista di diritto ( sino a ieri), e di fatto ( da oggi).

Eppure lo stato di avanzamento delle liberalizzazioni sulle telecomunicazioni in Italia ( nonché l’incerta partenza del mercato ferroviario concorrenziale) , fortemente influenzato dalla presenza dominante di Telecom Italia, nonostante la vigilanza attribuita dal Codice delle Comunicazioni elettroniche all’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni,  avrebbe dovuto consigliare maggior prudenza  al Legislatore nell’attribuire un ruolo  così delicato ad un organismo che potrebbe difettare, fra gli altri, dei requisiti di indipendenza ed imparzialità.

E che appare  sfornito inoltre dei poteri necessari a “far rispettare” le norme sulle liberalizzazioni.

Non è per carità che la presenza stessa di un Authority in materia e dei poteri sanzionatori ad essa attribuiti abbiano  sortito effetti “devastanti” nel mercato liberalizzato delle telecomunicazioni di questi ultimi quindici anni, consentendo l’ingresso in massa di concorrenti agguerriti e pronti a contendersi il mercato, però una certa “patina” formale di legalità un’Autorità Amministrativa indipendente negli ex mercati pubblici,  appare in grado di fornirla.

E, appunto oggi, L’Antitrust  interviene sulla proposta di istituzione dell’Agenzia governativa di controllo del mercato postale affermando  che “Senza un Regolatore realmente indipendente e imparziale la completa liberalizzazione dei servizi postali rischia di partire con il freno tirato. Lo scrive l’Antitrust, contestando, in una segnalazione al Parlamento e al Governo, il modello di Agenzia scelto nella bozza di decreto varato dall’Esecutivo e ora all’esame delle Camere per il parere.”

E, ancora “ Secondo l’Antitrust destano infine perplessità la mancata previsione di misure fondamentali per consentire la realizzazione di una concorrenza effettiva nel settore postale quali l’affidamento del servizio universale con procedure di evidenza pubblica, la revisione del suo perimetro e l’abolizione della riserva postale.”

Non è la prima volta che l’Antitrust interviene nel delicato settore del servizio Universale nei nascenti mercati liberalizzati, già infatti nel  giugno 2009 l’AGCM aveva  segnalato alle massime istituzioni la necessità di affrontare da una prospettiva concorrenziale il problema del servizio ferroviario universale, sostenendo  che “ È urgente una distinzione chiara tra il servizio ferroviario universale finanziato da Stato e Regioni, che garantisca la mobilità dei passeggeri, e i servizi di mercato redditizi, aperti alla concorrenza. Lo afferma l’Antitrust in una segnalazione inviata a Governo, Parlamento e Regioni, nella quale si ribadisce la necessità di utilizzare lo strumento delle gare per l’affidamento di servizio universale, per minimizzare i costi per la collettività e garantire la qualità dell’offerta.”

Vedremo a questo punto se il dibattito Parlamentare riuscirà a sanare questa singolare interpretazione data dal Ministro dello Sviluppo Economico alle direttive europee sulla liberalizzazione del mercato postale.

Fulvio Sarzana

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Published by on gennaio 15th, 2011 Commenti disabilitati

La liberalizzazione dei servizi postali, il diritto d’autore e l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni.

 Un quotidiano di larga diffusione  riferisce la notizia secondo la quale all’interno della discussione avvenuta il 22 dicembre scorso nell’ambito del Consiglio dei Ministri per l’esame preliminare del Decreto  Legislativo denominato “Attuazione della direttiva 2008/6/CE, che modifica la direttiva 97/67/CE, per quanto riguarda il pieno completamento del mercato interno dei servizi postali della Comunità”, ovvero del decreto legislativo che recepirà la direttiva europea in tema di liberalizzazione dei servizi postali, il Ministro Romani avrebbe effettuato una singolare proposta.

il Ministro per lo sviluppo economico, che ha come è noto ha  anche la delega alle comunicazioni,  avrebbe deciso di “discostarsi” dalle indicazioni europee che vedono con favore l’affidamento dei servizi di regolazione e vigilanza sulla concorrenza dei servizi liberalizzati ad Autorità Amministrative indipendenti, non attribuendo questo ruolo  all’Autorità per le garanzie per le comunicazioni, che sembra essere l’organismo logicamente più adatto a svolgere le relative mansioni.

Il Ministro avrebbe invece  proposto  l’istituzione di una nuova Agenzia che mutuerebbe il proprio personale dagli uffici del ministero che finora hanno seguito la materia in virtù dell’eredità lasciata al Ministero delle Comunicazioni dal previgente sistema dei monopoli.

Orbene, ci  di domanda il perchè debba essere costituita una nuova Agenzia con nuovo personale vista la presenza della struttura dell’AGCOM, che sembrerebbe pronta a svolgere il relativo ruolo, ma soprattutto appare lecito un dubbio che non viene posto  della testata citata in precedenza.

Perché il Ministro Romani ha lasciato  “trasparire” con l’omonimo decreto ( impropriamente detto) del febbraio 2010, una possibile competenza dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazione nel settore del diritto d’autore che, storicamente e attualmente, non ha niente a che vedere con le attività di regolazione della concorrenza nel settore delle telecomunicazioni, e che ha dato luogo all’emissione ( e pubblicazione la vigilia di natale)  della delibera 668/2010, che rischia di snaturare completamente il ruolo dell’Autorità  esponendo al contempo  la stessa alle critiche degli interpreti  e la vuole privare  oggi invece delle “giuste” competenze in tema di regolazione e concorrenza dei settori in via liberalizzati, come chiede l’Unione Europea con le direttive sulle liberalizzazioni?

Fulvio Sarzana

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Published by on dicembre 28th, 2010 Commenti disabilitati