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Diritti fondamentali dei Cittadini e Sicurezza. Università di Napoli Federico II, 9 Maggio 2016.

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Fulvio Sarzana

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Published by on maggio 1st, 2016 Commenti disabilitati su Diritti fondamentali dei Cittadini e Sicurezza. Università di Napoli Federico II, 9 Maggio 2016.

Sallusti e Formigli: due pesi e due misure. Le leggi ad personam ed il precariato dell’informazione.

Il Senato si appresta (presumibilmente già domani) ad approvare il disegno di legge “Sallusti” sulla diffamazione, che verrà poi trasmesso alla Camera. Il disegno di legge depenalizza il reato di diffamazione (o meglio elimina le sanzioni della reclusione in caso di diffamazione compiuta da chiunque, ma non quelle pecuniarie e le corrispondenti azioni di fronte al giudice civile) ma introduce pene pecuniarie molto severe (che alcuni emendamenti portano a cinquantamila euro, più il risarcimento del danno, che non potrebbe costare meno di 30 mila euro al “diffamante”), ipotizzando anche sanzioni amministrative quali la sospensione disciplinare o la radiazione del giornalista.

Lasciando da parte per un attimo la retorica del caso e concentrandosi sugli aspetti pratici della vicenda, bisogna comprendere chi sarà favorito dalla nuova norma, e chi ne subirà invece le conseguenze. A sopportare il peso maggiore delle nuove norme  saranno i giornalisti precari, quelli che lavorano senza contratto, gli autori di programmi scomodi che non hanno la copertura legale dell’editore, e che non possono permettersi di pagare parcelle agli avvocati e/o risarcimenti di centinaia di migliaia di euro, e che saranno intimoriti dalla prospettiva di non essere assunti, di non vedersi rinnovato il contratto o di dover pagare per una vita i risarcimenti previsti dalla nuova legge. Chi invece potrà permettersi tutto questo avrà la coscienza tranquilla e il portafoglio in ordine.

Per comprendere ciò che accadrà, basta vedere quello che è successo di recente al giornalista  Corrado Formigli. Il tribunale civile di Torino ha condannato a febbraio di quest’anno la Rai e il giornalista Corrado Formigli a risarcire con cinque milioni di euro Fiat Group Automobiles per il servizio del 2 dicembre 2010 in cui era stata criticata una vettura prodotta dalla casa torinese, in un modo che il giudice ha definito “denigratorio” (condanna poi sospesa).

Fulvio Sarzana

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Published by on ottobre 15th, 2012 Commenti disabilitati su Sallusti e Formigli: due pesi e due misure. Le leggi ad personam ed il precariato dell’informazione.

Yoani Sanchez e il diritto d’autore on line: Non ci private delle ali

Yoani Sanchez, la dissidente e famosa blogger cubana, più volte candidata al premio Nobel per la pace, anche quest’anno insieme ad Oswaldo Payá, il padre dei diritti umani Cubani, Premio Sacharov 2002 ed estensore del Progetto Varela , in un toccante articolo pubblicato dal Pais il 12 febbraio scorso, dal titolo “Sopa, Sinde e la fibra ottica” (in spagnolo) , delinea i contorni della libertà di espressione su internet e attacca gli eccessi della lotta alla violazione del diritto d’autore in rete.

Vale la pena soffermarsi attentamente sulle parole di Yoani Sanchez, che di diritti umani qualcosa deve conoscere. 

“Hanno motivo di sospettare i navigatori di internet e molte ragioni per restare vigile e attivi rispetto a ciò che sta accadendo. Perché non solo il tempo per condividere musica, film e software potrebbe volgere al termine . La lotta contro la pirateria è diventata una lotta contro il Web 2.0 stesso, mettendo in questo modo in pericolo la parte più dinamica di internet. E la domanda che ci colpisce come Cubani è se Internet sia prossimo a morire prima che noi possiamo viverlo, al punto di far diventare una gabbia davanti a noi ciò che potremmo usare come un’ala”.

continua su Il Fatto quotidiano

Fulvio Sarzana

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Published by on maggio 9th, 2012 Commenti disabilitati su Yoani Sanchez e il diritto d’autore on line: Non ci private delle ali

Libertà di stampa e di espressione: il Tribunale della libertà di Belluno, presieduto dal Presidente del Tribunale, dichiara illegittimo il sequestro preventivo del sito Vajont.info e il blocco all’accesso per gli utenti italiani a carico dei provider italiani per “eccessività contenutistica” e dispone la cancellazione di una sola frase offensiva dell’On Maurizio Paniz

Il blocco degli accessi per gli utenti italiani adottato attraverso il   sequestro degli IP e dei DNS a carico dei provider italiani, in caso di presunta diffamazione, deve ritenersi eccessivo rispetto al bene giuridico da tutelare.

 Il sequestro di un sito web deve cadere solo su una o più frasi offensive e solo  nel  caso in cui le  frasi  non siano  state nel frattempo cancellate ( cosa che nel frattempo era già stata fatta dal titolare del sito, come certificato dal fax inviato ai provider dalla polizia postale il 9 marzo stesso ndr).

 E’ quanto ha stabilito il 9 marzo scorso il Tribunale della Libertà di Belluno,  presieduto dal Presidente del Tribunale di Belluno Sergio Trentanovi (  giudici a latere Antonella Coniglio e Elisabetta Scolozzi).

 Il sito Vajont.info, eccettuata dunque la frase ironica su Scilipoti e Paniz, su cui permane tuttora il sequestro e che però era già stata cancellata dal titolare del sito, deve quindi tornare nella sua interezza sul web.

 Il Tribunale del Riesame accoglie quindi il ricorso dei 200 Provider di Confcommercio facenti capo all’Associazione “Assoprovider”, proposto attraverso l’Avv. Fulvio Sarzana di S.Ippolito, che, da subito, avevano protestato per l’ampiezza della misura irrogata dal Giudice delle indagini preliminari di Belluno Sergio Giancotti.

I provider avevano lamentato i gravi rischi per i diritti costituzionali alla libera espressione ed al diritto all’informazione connessi all’esecuzione del provvedimento di quell’ampiezza.

Il legale aveva discusso la misura di fronte al Collegio presieduto dal Presidente del Tribunale il 9 marzo scorso.

Come si ricorderà il GIP aveva disposto il sequestro del sito Vajont.info  per una frase ritenuta offensiva nei confronti degli On Paniz e Scilipoti, rimettendone le modalità di esecuzione al Pubblico Ministero.

Il Pubblico Ministero Massimo De Bortoli  aveva ordinato  “ai fornitori di servizi internet operanti sul territorio dello stato italiano di inibire ai rispettivi utenti l’accesso all’indirizzo web www.vajont,info, ai relativi alias, ed ai nomi di dominio presenti e futuri rinvianti al sito medesimo, all’indirizzo IP statico che al momento dell’esecuzione del sequestro risulta associato al predetto nome di dominio ed ad ogni ulteriore indirizzo IP statico che sarà associato in futuro”  

Il Tribunale ha stabilito due principi:

1)       Il GIP avrebbe dovuto disporre  il sequestro solo della presunta frase diffamatoria e non dell’intero sito perché diversamente argomentando  si porrebbero delle gravi questioni relative alla tutela della libertà del pensiero, di libertà di espressione  e di stampa in quanto valori costituzionali protetti dall’art 21 della Costituzione.

2)      Il provvedimento di inibizione DNS e IP oggetto dell’ordine di esecuzione firmato dal pubblico ministero è eccessivo rispetto al fine da tutelare, ovvero l’onorabilità di qualsiasi individuo, nella fattispecie l’On Maurizio Paniz. In particolare il Tribunale ha affermato “ Le modalità di esecuzione rendono evidente, nei limiti del fumus richiesto dal sequestro, l’eccessività contenutistica del disposto sequestro preventivo in relazione al fine che doveva essere tutelato ( l’onorabilità dell’On Paniz), in riferimento alla frase di natura oggettivamente offensiva.

Il Tribunale ha quindi statuito che  “ l’ambito del sequestro preventivo deve considerarsi illegittimo nella sua attuale ampiezza”.

 Il tribunale del riesame ha quindi accolto il ricorso dei Provider mantenendo i il sequestro  preventivo solo sulla frase ritenuta offensiva, riducendo quindi l’ampiezza e revocando implicitamente  tutti gli altri elementi del provvedimento originario, ovvero il sequestro dell’intero sito e l’ordine di inibizione a carico dei provider.

 

 Post scriptum:  nei giorni scorsi si era sparsa la notizia che il sito Vajont.info sarebbe già stato dissequestrato dal procuratore della Repubblica di Udine a seguito di una condanna per diffamazione nei confronti dell’On Paniz e ciò ha indotto in errore alcune testate che hanno pensato si trattasse del ricorso proposto da Assoprovider-Confcommercio.

Va chiarito che la vicenda di Udine riguardava  fatti accaduti diversi anni prima tra lo stesso titolare del sito e l’On Paniz, e che nulla avevano a che fare con il provvedimento di sequestro preventivo adottato dal Giudice di Belluno Aldo Giancotti il 31 gennaio 2012 e con l’ordine di inibizione agli utenti italiani dato ai provider il 16 febbraio di quest’anno e che gli stessi Provider avevano impugnato di fronte al Tribunale della libertà di Belluno.

 

Fulvio Sarzana

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Published by on marzo 12th, 2012 Commenti disabilitati su Libertà di stampa e di espressione: il Tribunale della libertà di Belluno, presieduto dal Presidente del Tribunale, dichiara illegittimo il sequestro preventivo del sito Vajont.info e il blocco all’accesso per gli utenti italiani a carico dei provider italiani per “eccessività contenutistica” e dispone la cancellazione di una sola frase offensiva dell’On Maurizio Paniz

Sequestro preventivo Vajont: i provider della Confcommercio sfidano Maurizio Paniz al Tribunale della libertà di Belluno.

I provider italiani aderenti ad Assoprovider- Confcommercio hanno depositato oggi , attraverso l’avv Fulvio Sarzana di S.Ippolito, al Tribunale della Libertà ( Riesame) di Belluno un Ricorso contro il  provvedimento di blocco degli IP che si dirigono verso il portale Vajont.info, da adottare verso tutti i cittadini italiani,conseguente  alla chiusura dello stesso portale internet .

Il sequestro preventivo del portale dedicato alla tragedia del Vajont operato dal GIP di Belluno Aldo Giancotti dopo una querela presentata dall’On Maurizio Paniz, che si era sentito diffamato dal sito ed in particolare da una frase sarcastica diretta anche contro l’On. Domenico Scilipoti,  era stato esteso  anche a 226 provider italiani perché bloccassero qualsiasi accesso presente e futuro al portale e qualsiasi registrazione operata anche in futuro dal titolare del sito, un Bellunese di 54 anni.

Il decreto del GIP  parrebbe costituire  il primo esempio in Italia in occasione  di una presunta diffamazione, di un ordine che in futuro potrebbe inibire attraverso i provider italiani  l’accesso a blog, siti internet, portali informativi, ai cittadini italiani, limitando considerevolmente il pluralismo informativo garantito dalla rete internet e i diritti di libera espressione previsti dalla nostra Costituzione.

Non si conoscono allo stato le intenzioni del tiolare del portale che però in precedenti dichiarazioni rilasciate ad organi di stampa avrebbe manifestato anch’egli l’intenzione di proporre il Riesame al Tribunale di Belluno.

Fulvio Sarzana

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Published by on febbraio 23rd, 2012 Commenti disabilitati su Sequestro preventivo Vajont: i provider della Confcommercio sfidano Maurizio Paniz al Tribunale della libertà di Belluno.

l’Unione Europea sottoscrive Acta ( Accordo anticontraffazione commerciale). Le conseguenze sulla rete.

L’Unione Europea ha sottoscritto oggi a Tokyo il trattato ACTA ( accordo anticontraffazione commerciale).
La palla passa ora al Parlamento Europeo per la ratifica che dovrebbe avvenire non prima di giugno.

Acta modifica profondamente i rapporti tra i titolari del diritto d’autore o di privativa industriale ( brevetti prima di tutto) e i soggetti che si ritiene stiano violando questi diritti e, sul rapporto che
L’accordo prevede infatti che, in barba alla disciplina in tema di privacy, da ultimo richiamata ieri dall’iniziativa europea in tema di tutela dei dati personali annunciata dalla Commissaria Reading, i titolari dei diritti possano ottenere dai provider i nominativi di chi sta violando i loro diritti, senza passare per l’Autorità giudiziaria.
La norma è stata fieramente avversata dalle organizzazioni dei diritti civili in tutto il mondo per gli impatti che lo stesso accordo può avere in campi distanti dal mondo della rete.

Acta consentirà cosi di ottenere da un Università Africana che sta studiando un vaccino contro l’AIDS il nominativo dei ricercatori che stanno lavorando alla creazione di un farmaco generico e di poterli quindi sottoporre a procedimento per violazione di brevetto.
In sostanza principio base di Acta è che gli intermediari non possano proteggere i nominativi di chi compie, a loro dire un’attività illecita, trasformando gli stessi intermediari in fonti di informazione privilegiata per perseguire eventuali violazioni.

Altro principio generalizzato di ACTA è la possibilità che i titolari dei diritti possano imporre agli intermediari di non utilizzare strumenti, di per sé assolutamente leciti, ma che siano in grado di eludere i sistemi di protezione dei diritti di proprietà intellettuale ( come ad esempio i DRM).
Una norma del genere è già presente in Italia, ma è circondata da rigide cautele e viene applicata solo su richiesta dell’Autorità giudiziaria.
Portando alle estreme conseguenze tutto ciò dovremmo immaginare che sistemi del tutto leciti quali i programmi di compressione MP3 possano essere strumenti atti a eludere la protezione dei titolari dei diritti perchè consentono la riproduzione audio-video di files non originali.
Se fosse stato in vigore Acta al momento dell’operazione megaupload inoltre i titolari dei diritti avrebbero potuto chiedere ai diversi provider in giro per il mondo i nominativi dei titolari dei cyberlocker megaupload e megavideo senza passare per l’Autorità giudiziaria, facendosi giustizia da sé.
Un po’ troppo no?

Fulvio Sarzana

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Published by on gennaio 26th, 2012 Commenti disabilitati su l’Unione Europea sottoscrive Acta ( Accordo anticontraffazione commerciale). Le conseguenze sulla rete.

Un Blog, a cura di Fulvio Sarzana, sui nuovi diritti e sulla libertà di espressione nel contesto dei media, su Micromega, del gruppo Editoriale Espresso-La Repubblica.

I temi dei nuovi diritti e  della libertà di espressione sui media saranno oggetto del Blog che Fulvio Sarzana da questa settimana terrà sulla edizione on line della prestigiosa rivista Micromega, diretta da Paolo Flores D’Arcais, del gruppo editoriale Espresso-La Repubblica,  che si è sempre caratterizzata per il ruolo di protagonista al servizio delle grandi battaglie civili, della coscienza democratica e della riflessione sulla politica in Italia.

 Il primo post  affronta il tema delle frequenze TV e della gara denominata Beauty Contest, che vede coinvolti i maggiori gruppi televisivi del Paese e  la cui sorte rimane sempre più incerta.

 Continua qui su Micromega

Fulvio Sarzana

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Published by on gennaio 25th, 2012 Commenti disabilitati su Un Blog, a cura di Fulvio Sarzana, sui nuovi diritti e sulla libertà di espressione nel contesto dei media, su Micromega, del gruppo Editoriale Espresso-La Repubblica.