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Yoani Sanchez e il diritto d’autore on line: Non ci private delle ali

Yoani Sanchez, la dissidente e famosa blogger cubana, più volte candidata al premio Nobel per la pace, anche quest’anno insieme ad Oswaldo Payá, il padre dei diritti umani Cubani, Premio Sacharov 2002 ed estensore del Progetto Varela , in un toccante articolo pubblicato dal Pais il 12 febbraio scorso, dal titolo “Sopa, Sinde e la fibra ottica” (in spagnolo) , delinea i contorni della libertà di espressione su internet e attacca gli eccessi della lotta alla violazione del diritto d’autore in rete.

Vale la pena soffermarsi attentamente sulle parole di Yoani Sanchez, che di diritti umani qualcosa deve conoscere. 

“Hanno motivo di sospettare i navigatori di internet e molte ragioni per restare vigile e attivi rispetto a ciò che sta accadendo. Perché non solo il tempo per condividere musica, film e software potrebbe volgere al termine . La lotta contro la pirateria è diventata una lotta contro il Web 2.0 stesso, mettendo in questo modo in pericolo la parte più dinamica di internet. E la domanda che ci colpisce come Cubani è se Internet sia prossimo a morire prima che noi possiamo viverlo, al punto di far diventare una gabbia davanti a noi ciò che potremmo usare come un’ala”.

continua su Il Fatto quotidiano

Fulvio Sarzana di S. Ippolito

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Published by Fulvio Sarzana on maggio 9th, 2012 No Comments

Aspettando Godot ( e Calabrò)

Deve essere un periodo difficile per il -quasi ex- Presidentissimo dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, Corrado Calabrò.

Invece di occuparsi delle amate poesie, per le quali ha vinto diversi premi letterari sparsi per la penisola, si ritrova, in un “crescendo rossiniano” di affermazioni e di smentite, a dover parlare di diritto d’autore e internet, a meno di un mese e mezzo dalla scadenza del mandato (non rinnovabile). Nelle puntate precedenti, come si ricorderà, Calabrò aveva dichiarato al Parlamento, che l’aveva convocato, di attendere la sponda governativa prima di varare il controverso regolamento sul diritto d’autore.

Oggi il Presidentissimo ha riservato alla stampa ancora una volta l’ennesimo colpo di teatro.

A meno di una settimana dalla sua ultima audizione davanti alle Commissioni Cultura e Comunicazione del Senato Corrado Calabrò, di fronte ad un’altra Commissione, quella anticontraffazione, è sembrato per l’ennesima volta  fare marcia indietro rispetto a quanto detto in Parlamento la settimana prima.

continua su ( Il Fatto quotidiano)

Fulvio Sarzana di S. Ippolito

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Published by Fulvio Sarzana on aprile 4th, 2012 No Comments

Liberalizzazioni a metà: gli artisti intepreti SI ma la SIAE no, e perchè?

L’Amico Marco Scialdone segnala alla rete il documento dell’Ufficio Studi del Senato, a margine del decreto liberalizzazioni.

All’interno del documento ci sono spunti interessanti sulla raccolta dei compensi dovuti ai titolari dei diritti connessi, e sull’apparente decisione di far permanere il Monopolio della SIAE.

Il Governo ha deciso di liberalizzare la raccolta dei diritti degli artisti intepreti ed esecutori ma non quella generale degli autori ed editori legata al ruolo della SIAE.

Francamente non riesco veramente a comprendere come i ragionamenti che sono stati alla base della decisione governativa di liberalizzare la raccolta dei compensi degli artisti  interpreti ed esecutori non abbiano poi portato alla decisione di liberalizzare anche il settore generale degli Autori ed editori, e porre in concorrenza ciò che oggi la SIAE ha in regime di monopolio.

Il documento dell’Ufficio Studi del Senato, a margine della presentazione del Decreto liberalizzazioni, cita correttamente tutti gli arresti giurisprudenziali comunitari, le proposte normative e soprattutto i provvedimenti dell’Autorità garante della Concorrenza ed il mercato, che hanno evidenziato chiaramente il ruolo anticompetitivo del monopolio IMAIE e non  c’è da sorprendersi, vista la provenienza di Catricalà dall’AGCM.

Ma tutta questa analisi avrebbe dovuto condurre ( e, si spera possa essere utilmente essere utilizzata anche per abbattere il Monopolio SIAE) alla liberalizzazione anche delle funzioni dell’ente di raccolta collettiva dei diritti degli autori ed editori su cui fra l’altro si è abbattuta da qualche giorno la scure dell’apertura di una Commissione d’inchiesta in seno alla Commissione cultura della Camera.

La sensazione altrimenti è simile a ciò che accade quando un Giudice scrive una sentenza molto erudita dal punto di vista giuridico che dà conto di tutti i provvedimenti che si sono susseguiti, per poi emettere un dispositivo, ovvero la parte decisoria della sentenza, in totale contrasto con quello che lo stesso Giudice ha scritto nelle motivazioni.

Da questo punto di vista quindi il breve inciso contenuto nell’art 39 del decreto liberalizzazioni ” salve le funzioni assegnate in materia alla Società Italiana Autori ed Editori (SIAE)”, che fa rimanere in piedi tutte le prerogative dell’ente collettivo per eccellenza, non ha alcuna ragione di esistere.

Lo stesso documento dell’Ufficio Studi che si sofferma lungamente sull’abbattimento del “falso-monopolio” IMAIE, non dice nulla su quello, reale della SIAE, ed il fatto appare veramente singolare, vista l’erudita analisi ad opera dello stesso ufficio.

Si spera che il cammino parlamentare del Decreto, su cui spero vivamente non venga messa la fiducia, possa fare giustizia di questa anomalia

Fulvio Sarzana di S. Ippolito

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Published by Fulvio Sarzana on febbraio 12th, 2012 No Comments

Famiglia Cristiana mi intervista sui diritti televisivi e partite di calcio nel numero del 16 ottobre 2011.

Antonio Sanfrancesco su Famiglia Cristiana di questa settimana intervista me  e Tullio Camiglieri       sulla   sentenza choc della Corte di Giustizia EU in materia di diritti televisivi e  partite di Calcio.

Buona Lettura!

Fulvio Sarzana di S. Ippolito

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Published by Fulvio Sarzana on ottobre 13th, 2011 No Comments

Gli Stati Uniti: no a misure che impongono la restrizione ai contenuti e all’accesso ad internet e alla creazione per via regolamentare di forme di responsabilità dei provider.

E’ la migliore  risposta ( anche se indiretta e non riferita in prima persona all’Italia)  degli Stati Uniti a chi aveva diffuso in Italia   informazioni sulla posizione “ufficiale” degli Stati Uniti stessi sulle misure di inibizione attraverso i provider dei cittadini Italiani attualmente allo studio da parte dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni.

 Sono passate meno di due settimane da quando veniva data notizia anche in Italia  del  Rapporto sul Copyright e i digital media stilato dall’Office of the United States Trade Representative (USTR) http://www.ustr.gov/about-us/press-office/reports-and-publications/2011/2011-special-301-report  che aveva fatto parlare di un appoggio degli Stati Uniti alle misure di restrizione all’accesso dei contenuti allo Studio in Italia dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni.

 In quel documento  c’era chi aveva sostenuto ( a proprio uso e consumo)  che per la prima volta l’Italia fosse stata inserita tra gli “Stati canaglia” dei violatori di copyright ( e non era vero visto che lo stesso “stanco documento” viene stilato oramai di routine ogni anno da dieci anni a questa parte)   paventando una “ posizione ufficiale”  di compiacimento dell’Amministrazione USA sulle misure inibitorie dell’accesso ai contenuti sulla rete attualmente allo studio dell’AGCOM.

 Oggi una risposta indiretta a chi pensava che l’orientamento ufficiale  della Casa Bianca fosse quello arriva da un documento ufficiale dell’Amministrazione OBAMA.

 La Casa Bianca ha in fatti diffuso ( a firma del Presidente Obama)  sul suo sito un documento denominato U.S. International Strategy fo Cyberspace, http://www.whitehouse.gov/sites/default/files/rss_viewer/international_strategy_for_cyberspace.pdf che contiene le linee guida dell’Amministrazione Obama nella regolamentazione degli aspetti internazionali del mondo della rete.

 Nel documento che contiene peraltro  anche alcune affermazioni che possono suonare  discutibili in ordine ai poteri dell’Amministrazione USA nel combattere attività illegali on line fuori dei propri confini, appaiono alcuni elementi da cui poter comprendere la reale  posizione dell’Amministrazione USA in ordine alla ai pericoli che una legislazione repressiva in materia di accesso ad internet possa comportare alla libertà dei cittadini.

 Il documento di trenta pagine dedicato alle strategie degli Stati Uniti sul Cyberspazio   utilizza una sola volta la parola copyright ( a fronte dell’ uso molto largo di concetti quali free speech, freedom of expression etc)  e non affronta né appoggia alcuna misura tecnica-organizzativa o giuridica a favore della repressione dello stesso copyright nel cyberspazio, dichiarando  invece espressamente che non bisogna introdurre per via regolamentare forme strumentali di responsabilità degli intermediari in grado di limitare la libertà di espressione.

 La parte più interessante è contenuta proprio in quelli che si considerano le priorità della repressione dei fenomeni criminali sulla rete, ovvero il cd “law enforcemnt”.

 la Casa Bianca afferma espressamente “ Criminal behavior in cyberspace should be met with effective law enforcement, not policies that restrict legitimate access to or content on the Internet”  e

 “Focus cybercrime laws on combating illegal activities, not restricting access to the Internet. ( ovvero combattere le attività illegali si, ma senza imporre misure di restrizione dei cittadini ad internet)  

 Quindi non solo non si fa riferimento alcuno nel documento  al “Copyright Enforcement,” tanto desiderato ultimamente da noi, ma si afferma espressamente che nel pensare  l’intero sistema di repressione delle attività criminali in rete ( tra le quali appunto non viene minimamente indicata la violazione di  copyright) gli Stati devono  assolutamente evitare di “limitare l’accesso ad internet e ai suoi contenuti  ” ovvero bisogna evitare ( diciamo noi ndr)  a tutti i costi di fare quello che l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni farà impedendo l’accesso ai cittadini italiani ai siti esteri attraverso l’inibizione a livello di IP o di DNS o con la rimozione selettiva dei contenuti di siti web.

 La Casa Bianca dimostra peraltro  di voler proteggere la proprietà intellettuale il cui concetto però   appare  molto diverso da quello che vorrebbero i fautori di una tutela indiscriminata del Copyright.

 Le attività criminali da reprimere, secondo l’Amministrazione USA, sono quelle legate al furto di proprietà intellettuale in un contesto di spionaggio industriale ovvero di spionaggio tra gli stati, ovvero quelle che permettono a soggetti terzi, siano essi Stati, compagnie straniere o malintenzionati di sfruttare illecitamente le conoscenze di terzi ( il furto di know how insomma, e qui appare evidente il riferimento implicito alle azioni di paesi quali la Cina ad esempio). 

 Nelle priorità degli Stati Uniti dunque rientra questo concetto di  “Protect intellectual property, including commercial trade secrets, from theft”, una cosa molto diversa dall’appoggio alle misure indiscriminate di repressione in grado di limitare la libera circolazione delle informazioni in rete .

 Ma la sorpresa più grande viene proprio dalla forte presa di posizione effettuata dalla Casa Bianca a tutela  degli internet service provider e dell’accesso ai cittadini della rete.

Si legge infatti nel documento “ The same protections must apply to Internet Service Providers and other providers of con­nectivity, who too often fall victim to legal regimes of intermediary liability that pass the role of censoring legitimate speech down to companies.

 The United States will be a tireless advocate of fundamental freedoms of speech and association through cyberspace; will work to empower civil society actors, human rights advocates, and journalists in their use of digital media; and will work to encourage governments to address real cyberspace threats, rather than impose upon companies responsibilities of inappropriately limiting either freedom of expression or the free flow of information.

 Ovvero:“ Gli Stati Uniti saranno  un infaticabile sostenitore delle libertà fondamentali di espressione e di associazione attraverso il cyberspazio, si adopereranno  per potenziare gli attori della società civile, difensori dei diritti umani e giornalisti nel loro utilizzo dei media digitali, e si adopereranno  per incoraggiare i governi ad affrontare le minacce reali del cyberspazio piuttosto che imporre impropriamente delle responsabilità alle imprese e limitare la libertà di espressione o il libero flusso delle informazioni”.

 Insomma il messaggio appare chiaro: gli Stati non devono imporre limitazioni all’accesso ad internet ai cittadini  con la scusa di voler proteggere altri interessi che niente hanno a che vedere con la libertà di espressione e di libera circolazione delle informazioni.

 L’AGCOM è avvertita.

Fulvio Sarzana di S. Ippolito

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Published by Fulvio Sarzana on maggio 18th, 2011 No Comments

Autorità per le garanzie nelle comunicazioni e copyright. Sostituito il Commissario Nicola D’Angelo.

Aldo Fontanarosa e Leandro Palestini, columnist e blogger di Repubblica, ci informano sull’edizione on line del quotidiano di una notizia  che, se confermata, avrebbe del clamoroso.

Secondo i due giornalisti il Commissario dell’Autorità per le garanzie per le comunicazioni Nicola D’angelo che da subito aveva assunto una posizione critica sul regolamento AGCOM 668/2010 in tema di cancellazione e inibizione all’accesso in tema di diritto d’autore su internet e che aveva assunto il ruolo di relatore del Provvedimento ( affiancato poi dal Commissario Magri) , sarebbe stato sostituito senza preavviso.

I due giornalisti si chiedono giustamente ” Chi ha chiesto la testa di D’Angelo? Perché è stato rimosso? Domande che arrivano in una giornata cupa per le libertà della Rete.”

Anche noi ci facciamo delle domande e attendiamo delle risposte che sono convinto però non arriveranno mai.

Intanto il Garante sta lavorando al prossimo passo ovvero  la presentazione della relazione annuale  al Parlamento del 14 giugno  prossimo all’interno della quale verrà indicato anche il tema del diritto d’autore senza la spiegazione  però  del perchè ( ne siamo certi)   fra centinaia di tematiche scottanti del settore delle TLC e dell’editoria sia stato scelto a tambur battente  proprio il tema delle inibizioni e delle cancellazioni dei contenuti su internet.

Attendiamo anche questgo documento, da oggi però un pò meno fiduciosi.

Fulvio Sarzana di S. Ippolito

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Published by Fulvio Sarzana on maggio 5th, 2011 No Comments

L’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni e il diritto d’autore: l’incontro tra il Presidente dell’Associazione dei produttori cinematografici statunitense (MPAA) e il Presidente dell’AGCOM, Calabrò e i “dubbi” sulla fonte governativa statunitense.

Nel pieno della consultazione in tema di diritto d’autore che ha visto la presentazione di più di 50 documenti in risposta alla consultazione pubblica,  le agenzie di stampa battono la notizia di una nota dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni  secondo la quale vi sarebbe stato   un incontro in questi giorni  tra il presidente dell’Autorità delle garanzie nelle comunicazioni Calabrò  e il presidente dell’Associazione dei produttori cinematografici Statunitensi (MPAA), Bob Pisano.

 La stessa nota farebbe riferimento a manifestazioni di  apprezzamento da parte dell’Amministrazione Statunitense della normativa in tema di inibizione dei cittadini italiani  in via di introduzione da parte di AGCOM.

 La nota viene ripresa da diversi organi di stampa   che sembrano  “associare” le fonti governative statunitensi allo stesso  presidente della MPAA destando come si è detto  la sensazione che le misure di inibizione  dell’AGCOM siano apprezzate “addirittura”  dall’Amministrazione Statunitense.   

 Ma la stessa nota appare quantomeno  singolare in quanto non si comprende  bene  quale sia  la  fonte diretta o indiretta di rilievo  istituzionale che avrebbe espresso tale apprezzamento .

 Quali sarebbero queste fonti? Nella persona di chi?  Da dove giungono? E in che cosa consisterebbero le dichiarazione di queste fonti?.

 Mentre le “fonti governative statunitensi” che rimangono però anonime, non identificate e non identificabili così come non sono identificabili  le altrettante “fonti del ministero degli esteri”  che avrebbero riportato tali dichiarazioni, la stessa nota individua subito dopo  con precisione l’interlocutore di questi giorni  del Presidente dell’AGCOM Calabrò nella persona di  Bob Pisano il presidente della MPAA, ovvero come si è detto  l’Associazione dei produttori  che, come evidenziato anche dalla stessa nota, raccoglie  le sette major, ovvero le multinazionali  naturalmente interessate alla repressione di qualsiasi forma di sospetta violazione del diritto d’autore,  ingenerando il dubbio che a giudicare equilibrate le misure di repressione e di inibizione  sia invece la stessa Motion Pictures of America, ovvero una delle associazioni dei titolari dei diritti d’autore .

 Nella nota che sarebbe stata  rilasciata dall’Autorità, che si badi bene, è impegnata in  un processo decisionale nella quale la stessa deve necessariamente assumere una veste di imparzialità  rispetto ai contendenti  non si fa invece alcun riferimento a posizioni diverse e antitetiche rispetto a quelle dei titolari dei diritti d’autore, non si dà conto di alcuna delle perplessità di carattere costituzionale espresse anche in sede parlamentare,  né si dà conto di alcun incontro ( che non sembra esserci stato)  effettuato dal presidente dell’Autorità o dagli stessi  componenti dell’Autorità con le associazioni o le entità che hanno assunto posizioni a tutela  dei diritti di libertà degli individui nel contesto digitale.

 Insomma nel contesto di una consultazione aperta che, come anticipato dalla stessa autorità, ha visto la presentazione di più di 50 documenti da parte di altrettanti soggetti,  il Presidente di un’autorità amministrativa indipendente, che si deve porre come arbitro delle contrapposte esigenze   incontra uno dei contendenti, mentre vengono diffuse informazioni   su commenti positivi in merito ad  un provvedimento ancora in fase di gestazione  che vengono  attribuiti prima ad una fonte non identificata del ministero degli esteri italiano, poi all’Amministrazione statunitense  nel suo complesso.

 Mi sembra che, a questo punto, il processo decisionale che dovrà portare l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni  ad emettere il provvedimento su diritto d’autore e reti telematiche contemperando tutte le giuste esigenze, sia iniziato sotto i migliori auspici.

 

 

 

Fulvio Sarzana di S. Ippolito

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Published by Fulvio Sarzana on marzo 16th, 2011 No Comments