Tagged Posts ‘proprietà intellettuale’

La Corte di Giustizia Ue contro la ‘teledemocrazia’. Vietata la tv su internet se non autorizzata.

Vietato vedere via internet la televisione se si ha un apparecchio televisivo.

Bisogna guardare i programmi solo in televisione.

E’ questo il senso di una singolare decisione adottata dalla Corte di giustizia dell’Unione Europea e resa disponibile oggi nelle sue linee fondamentali attraverso un comunicato della stessa Corte.

Secondo la Corte l’unico soggetto autorizzato a trasmettere via internet la tv gratuita è l’emittente televisiva che ha prodotto il programma, che può vietare la ritrasmissione via internet delle informazioni da parte di un’altra società, anche se si tratta della televisione gratuita.

Nella sentenza relativa alla causa C-607/11, la Corte ha spiegato che la ritrasmissione «costituisce, a talune condizioni, una comunicazione al pubblico delle opere e deve essere in quanto tale autorizzata dal loro autore”. La vicenda tra origine dal ricorso di una televisione che offre su Internet servizi di diffusione di programmi televisivi che consentono agli utenti di ricevere ‘in diretta’ sul web flussi di programmi televisivi gratuiti.

Il sito consente  l’accesso ad un contenuto che gli utenti sono già legittimati a guardare nel Regno Unito grazie alla loro licenza televisiva. Le condizioni che gli utenti devono accettare comprendono il possesso di una valida licenza televisiva e la limitazione dell’utilizzo dei servizi della TVC al solo Regno Unito.

Il sito Internet della TVC dispone di un sistema per verificare il luogo in cui si trova l’utente e di negare così l’accesso qualora non siano soddisfatte le condizioni imposte agli utenti.

Le televisioni commerciali britanniche non hanno gradito questa forma di diffusione delle informazioni che ritenevano di loro proprietà, e si sono rivolte al giudice nazionale e poi al giudice comunitario, finendo per avere ragione.

Seguendo questa assurda impostazione, e venendo ai fatti di casa nostra, per ritrasmettere via internet le trasmissioni del fondatore del movimento 5 Stelle, ripreso in diretta  da tutte le televisioni italiane nonché dai siti internet di tutti i principali quotidiani, occorrerebbe l’autorizzazione della televisione del movimento.

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Fulvio Sarzana di S. Ippolito

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Studio Legale Roma Sarzana & Associati

Published by on marzo 7th, 2013 No Comments

Il diritto e la procedura penale su internet non esistono più. L’Antitrust si sostituisce al Giudice naturale precostituito per legge e dispone il sequestro preventivo di due siti per contraffazione.

Le norme sostanziali del nostro codice  penale e quelle processuali non sembrano avere più alcun rilievo ultimamente  su internet.

 L’Antitrust (AGCM) , in un comunicato apparso sul proprio sito internet http://www.agcm.it/trasp-statistiche/doc_download/3607-130124.html  ha dato notizia di un’operazione di chisusura di siti su internet operata in collaborazione con la guardia di finanza.

Questo il titolo del comunicato stampa dell’Autorità:

L’ANTITRUST CON LA COLLABORAZIONE DEL NUCLEO SPECIALE TUTELA MERCATI DELLA GUARDIA DI FINANZA DISPONE LA CHIUSURA DI DUE SITI DI BENI CONTRAFFATTI A MARCHIO GUCCI E PRADA”.

 Nonostante la stessa Autorità si affretti a precisare che l’azione sia stata adottata per fattispecie di pubblicità scorretta previste dal codice del consumo, appare chiaro le misure cautelari irrogate siano in verità decreti penali di sequestro per fattispecie anch’esse  penali di contraffazione, di esclusiva spettanza del giudice penale.

 Le ipotesi di contraffazione evidenziate dall’Antitrust, secondo quanto emerge dal comunicato stampa,  non possono infatti che ricondursi alle fattispecie previste dagli art  473. 474 e 515  del codice penale, ovvero   la Contraffazione, alterazione o uso di segni distintivi di opere dell’ingegno o di prodotti industriali;  l’introduzione nel territorio dello stato degli stessi prodotti e  la frode in commercio.

 Le norme codicistiche , prevedono ( o dovrebbero prevedere) che ad accertare fattispecie regolate dal diritto penale siano gli organi di polizia giudiziaria, che devono poi riferire all’autorità giudiziaria.

 E’ solo l’autorità giudiziaria (o gli organi di polizia giudiziaria, che, come si è accennato, devono poi sottoporre al magistrato le risultanze istruttorie), che possono disporre il sequestro di uno o più beni, e ciò vale a maggior ragione per la rete internet.

 Quelleo che l’antitrust chiama con un “tecnicismo” che non fa onore alla stessa autorità, “ chiudere siti” o “disporre misure cautelari” non è  altro che l’adozione di un provvedimento di sequestro preventivo, regolato dall’art 321 del codice di procedura penale, come la giurisprudenza copiosa di questi anni, a partire dal noto caso Piratebay, ha chiarito.

 Un’autorità amministrativa indipendente si sostituisce al magistrato nella definizione di fattispecie di reato, ritenendo di poter emanare anche ordini di esecuzione che spettano, se la procedura penale non è un’opinione, al pubblico ministero nell’ambito di un  processo penale.

 Questa prassi è in grado di far divenire Organi dello Stato non appartenenti al potere giurisdizionale nell’ordine:

a)      Un pubblico ministero nell’accertamento e repressione dei reati previsti dal codice penale;

b)      Un giudice delle indagini preliminari nella valutazione dell’opportunità di procedere ad un sequestro preventivo;

c)      di nuovo un  pubblico ministero nel predisporre l’ordine di esecuzione da inviare alle competenti autorità.

 Ne prendiamo atto.

 Diventa assolutamente necessaria a questo  una pronuncia della Corte Costituzionale che definisca con esattezza i contorni e i limiti dei poteri dello Stato  su fattispecie coperte da riserva di giurisdizione, che solo giuristi “arditi”  hanno potuto qualificare come relativa.

 Ora, più che mai.

Fulvio Sarzana di S. Ippolito

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Published by on gennaio 24th, 2013 No Comments

Convegno: “Il nuovo diritto d’autore: il dibattito europeo, gli impegni per la prossima legislatura italiana”, 20 Dicembre Roma.

Group of the Progressive Alliance of Socialists & Democrats in the European Parliament

“Il nuovo diritto d’autore: il dibattito europeo, gli impegni per la prossima legislatura italiana”
Giovedì 20 dicembre,

Sala delle Bandiere
Parlamento Europeo, Ufficio d’Informazione in Italia
via IV Novembre 149, Roma.

14h30
Apertura: Luigi Berlinguer, Europarlamentare PD

14h45- 16h30
Prima tavola rotonda: I contenuti

Presiede: Matteo Orfini, Responsabile Cultura Partito Democratico

Intervengono i rappresentanti delle seguenti organizzazioni:

    FIMI Federazione Industria Musicale Italiana
    Altroconsumo
    Google Italia
    Deezer Italia
    Associazione 100 Autori
    SAISLC Cgil – FISTEL Cisl – UILCOM Uil
    Associazione Fonografici Italiani
    ANICA
    ASSOCIAZIONE FONOGRAFICI ITALIANI
    ASSOCIAZIONE ITALIANA EDITORI
     

con la presenza di:
Silvia Costa, Europarlamentare PD

16h30 – 18h15
Seconda tavola rotonda: Le regole

Presiede: Paolo Gentiloni, Deputato Partito Democratico

Intervengono:

    Maurizio Decina, Commissario Agcom
    Manlio Mallia, Vice-Direttore Generale SIAE
    Avv. Fulvio Sarzana
    Marco Polillo, Presidente Associazione Italiana Editori
    Paolo Marzano, Presidente Comitato Consultivo per il Diritto d’Autore
    Prof. Marco Ricolfi, Nexa, Università Torino
    Arturo Di Corinto, giornalista La Repubblica
    Giuseppe Mazzotti, Digital Forum, Center for European Policy Studies
    Rodolfo Cattani, European Blind Union
    Raffaele Barberio, Direttore Key4biz.it
    Vincenzo Vita, Senatore PD

18h15 Conclusioni: Luigi Berlinguer

Fulvio Sarzana di S. Ippolito

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Published by on dicembre 12th, 2012 No Comments

Yoani Sanchez e il diritto d’autore on line: Non ci private delle ali

Yoani Sanchez, la dissidente e famosa blogger cubana, più volte candidata al premio Nobel per la pace, anche quest’anno insieme ad Oswaldo Payá, il padre dei diritti umani Cubani, Premio Sacharov 2002 ed estensore del Progetto Varela , in un toccante articolo pubblicato dal Pais il 12 febbraio scorso, dal titolo “Sopa, Sinde e la fibra ottica” (in spagnolo) , delinea i contorni della libertà di espressione su internet e attacca gli eccessi della lotta alla violazione del diritto d’autore in rete.

Vale la pena soffermarsi attentamente sulle parole di Yoani Sanchez, che di diritti umani qualcosa deve conoscere. 

“Hanno motivo di sospettare i navigatori di internet e molte ragioni per restare vigile e attivi rispetto a ciò che sta accadendo. Perché non solo il tempo per condividere musica, film e software potrebbe volgere al termine . La lotta contro la pirateria è diventata una lotta contro il Web 2.0 stesso, mettendo in questo modo in pericolo la parte più dinamica di internet. E la domanda che ci colpisce come Cubani è se Internet sia prossimo a morire prima che noi possiamo viverlo, al punto di far diventare una gabbia davanti a noi ciò che potremmo usare come un’ala”.

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Fulvio Sarzana di S. Ippolito

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Published by on maggio 9th, 2012 No Comments

Aspettando Godot ( e Calabrò)

Deve essere un periodo difficile per il -quasi ex- Presidentissimo dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, Corrado Calabrò.

Invece di occuparsi delle amate poesie, per le quali ha vinto diversi premi letterari sparsi per la penisola, si ritrova, in un “crescendo rossiniano” di affermazioni e di smentite, a dover parlare di diritto d’autore e internet, a meno di un mese e mezzo dalla scadenza del mandato (non rinnovabile). Nelle puntate precedenti, come si ricorderà, Calabrò aveva dichiarato al Parlamento, che l’aveva convocato, di attendere la sponda governativa prima di varare il controverso regolamento sul diritto d’autore.

Oggi il Presidentissimo ha riservato alla stampa ancora una volta l’ennesimo colpo di teatro.

A meno di una settimana dalla sua ultima audizione davanti alle Commissioni Cultura e Comunicazione del Senato Corrado Calabrò, di fronte ad un’altra Commissione, quella anticontraffazione, è sembrato per l’ennesima volta  fare marcia indietro rispetto a quanto detto in Parlamento la settimana prima.

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Fulvio Sarzana di S. Ippolito

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Published by on aprile 4th, 2012 No Comments

Liberalizzazioni a metà: gli artisti intepreti SI ma la SIAE no, e perchè?

L’Amico Marco Scialdone segnala alla rete il documento dell’Ufficio Studi del Senato, a margine del decreto liberalizzazioni.

All’interno del documento ci sono spunti interessanti sulla raccolta dei compensi dovuti ai titolari dei diritti connessi, e sull’apparente decisione di far permanere il Monopolio della SIAE.

Il Governo ha deciso di liberalizzare la raccolta dei diritti degli artisti intepreti ed esecutori ma non quella generale degli autori ed editori legata al ruolo della SIAE.

Francamente non riesco veramente a comprendere come i ragionamenti che sono stati alla base della decisione governativa di liberalizzare la raccolta dei compensi degli artisti  interpreti ed esecutori non abbiano poi portato alla decisione di liberalizzare anche il settore generale degli Autori ed editori, e porre in concorrenza ciò che oggi la SIAE ha in regime di monopolio.

Il documento dell’Ufficio Studi del Senato, a margine della presentazione del Decreto liberalizzazioni, cita correttamente tutti gli arresti giurisprudenziali comunitari, le proposte normative e soprattutto i provvedimenti dell’Autorità garante della Concorrenza ed il mercato, che hanno evidenziato chiaramente il ruolo anticompetitivo del monopolio IMAIE e non  c’è da sorprendersi, vista la provenienza di Catricalà dall’AGCM.

Ma tutta questa analisi avrebbe dovuto condurre ( e, si spera possa essere utilmente essere utilizzata anche per abbattere il Monopolio SIAE) alla liberalizzazione anche delle funzioni dell’ente di raccolta collettiva dei diritti degli autori ed editori su cui fra l’altro si è abbattuta da qualche giorno la scure dell’apertura di una Commissione d’inchiesta in seno alla Commissione cultura della Camera.

La sensazione altrimenti è simile a ciò che accade quando un Giudice scrive una sentenza molto erudita dal punto di vista giuridico che dà conto di tutti i provvedimenti che si sono susseguiti, per poi emettere un dispositivo, ovvero la parte decisoria della sentenza, in totale contrasto con quello che lo stesso Giudice ha scritto nelle motivazioni.

Da questo punto di vista quindi il breve inciso contenuto nell’art 39 del decreto liberalizzazioni ” salve le funzioni assegnate in materia alla Società Italiana Autori ed Editori (SIAE)”, che fa rimanere in piedi tutte le prerogative dell’ente collettivo per eccellenza, non ha alcuna ragione di esistere.

Lo stesso documento dell’Ufficio Studi che si sofferma lungamente sull’abbattimento del “falso-monopolio” IMAIE, non dice nulla su quello, reale della SIAE, ed il fatto appare veramente singolare, vista l’erudita analisi ad opera dello stesso ufficio.

Si spera che il cammino parlamentare del Decreto, su cui spero vivamente non venga messa la fiducia, possa fare giustizia di questa anomalia

Fulvio Sarzana di S. Ippolito

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Published by on febbraio 12th, 2012 No Comments

Famiglia Cristiana mi intervista sui diritti televisivi e partite di calcio nel numero del 16 ottobre 2011.

Antonio Sanfrancesco su Famiglia Cristiana di questa settimana intervista me  e Tullio Camiglieri       sulla   sentenza choc della Corte di Giustizia EU in materia di diritti televisivi e  partite di Calcio.

Buona Lettura!

Fulvio Sarzana di S. Ippolito

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Published by on ottobre 13th, 2011 No Comments