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AGCOM: la Consulta decide per inammissibilità, ma l’Autorità non ha il potere regolamentare sul diritto d’autore.

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La Corte Costituzionale con sentenza n 247 del 2015 ha deciso sulla costituzionalità delle norme alla base del Regolamento AGCOM sul diritto d’autore, ritenendo inammissibili le richieste formulate dal TAR alla stessa Corte.

Ed è una  sentenza che, seppur largamente attesa, presenta notevoli punti di interesse.

Bisogna   innanzitutto spiegare come funziona la procedura di fronte alla Corte Costituzionale.

Alla nostra Corte Costituzionale si arriva non direttamente, ma attraverso una pronuncia di uno qualsiasi dei Giudici nella nostra Penisola.

Nel caso di specie attraverso due ordinanze di rimessione del TAR Lazio del settembre 2014.

Prima di procedere all’esame del merito, la Corte Costituzionale verifica che il provvedimento dello Stesso giudice non abbia difetti formali nella sua formulazione, ovvero che non vi sia, in estrema sintesi, contraddittorietà in ciò che ha scritto il Giudice che ha rimesso la questione alla Corte.

In altre parole la Corte adotta un filtro preliminare per verificare che non   vi siano difetti formali che impediscono alla Corte di decidere della Costituzionalità delle leggi ad essa sottoposte, per esempio se il Giudice si è contraddetto nei passaggi dell’Ordinanza di rimessione, se lo stesso non ha individuato correttamente i parametri costituzionali, se non ha adeguatamente motivato la sua scelta, e cosi via.

Ed in genere, la Corte è estremamente severa nel valutare questi requisiti.

E, lo è stata , anche in questo caso.

Se la Corte rileva questi vizi formali, che non hanno riguardato nel caso di specie il Regolamento AGCOM, la sua legittimità o la sua costituzionalità, né quello che hanno sostenuto le parti nel giudizio di fronte al TAR,   bensì la procedura tramite la quale si è giunti alla Corte, e la logicità di quello che il Giudice ha scritto nelle Ordinanze di rimessione,  la stessa Corte, senza scendere nel merito della costituzionalità delle leggi sottoposte al suo vaglio, pronuncia una Ordinanza ( o, una sentenza,  come in questo caso) di inammissibilità.

La Corte infatti afferma “ 4.4.– In definitiva, l’ordinanza nel suo insieme non chiarisce sufficientemente se intende ottenere una pronuncia ablativa o una pronuncia additivo-manipolativa e, per costante giurisprudenza di questa Corte (ex plurimis sentenza n. 228 del 2014; ordinanza n. 214 del 2011), ciò preclude l’esame nel merito della questione determinandone l’inammissibilità (ex plurimis ordinanze n. 101 del 2015; n. 21 del 2011, n. 91 del 2010 e n. 269 del 2009)”

In pratica la decisione di inammissibilità è una non-decisione, che non ha conseguenze sul processo in corso di fronte al Giudice Amministrativo, se non nei limiti in cui diremo appresso, e che  consente  ad esempio di rinviare nuovamente la questione di Costituzionalità di quelle, e delle altre norme poste da AGCOM, alla base del suo ragionamento sul diritto d’autore.

Posta questa necessaria premessa, va detto che la Corte Costituzionale sembra essere andata al di là di un ruolo meramente notarile nell’evidenziare la contraddittorietà di quanto rimessole dal Giudice, in quanto la stessa Corte ha affermato in maniera molto netta che l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni non aveva il potere di emettere un Regolamento sul diritto d’autore, in ciò  ponendosi in maniera nettamente contrastante a ciò che aveva ritenuto il TAR sui poteri regolamentari dell’Autorità.

O, comunque,  questo si legge nelle affermazioni molto nette della Corte.

Bsta leggere i punti 4.1 e 4.2 della sentenza della Corte che riporto testualmente.

4.1.– Occorre preliminarmente osservare che le disposizioni censurate non attribuiscono espressamente ad AGCOM un potere regolamentare in materia di tutela del diritto d’autore sulle reti di comunicazione elettronica; detto potere è, invece, desunto implicitamente e in via interpretativa dallo stesso rimettente, in base ad una lettura congiunta di tutte le disposizioni impugnate.”

e ancora:

“4.2.– A prescindere da ogni considerazione sulla accuratezza della ricostruzione del quadro normativo e della interpretazione datane dal rimettente, è evidente che nessuna delle disposizioni impugnate, in sé considerata, dispone specificamente l’attribuzione all’autorità di vigilanza di un potere regolamentare qual è quello esercitato con l’approvazione del regolamento impugnato nei due giudizi davanti al TAR. Esso è desunto dal giudice a quo, in forza di una lettura congiunta delle previsioni sopra esaminate, che non risulta coerentemente o comunque adeguatamente argomentata.”

Dunque la Corte, pur non potendo giudicare sulle norme per la contraddittorietà della rimessione,  aderisce alla posizione pressochè monolitica della Dottrina e dei Commentatori che ritengono inesistente, senza una norma che attribuisca questo potere in maniera esplicita,  la potestà  Regolamentare sul diritto d’autore da parte dell’Autorità, un tema che il TAR, a detta della Corte, ha affrontato in maniera “non adeguatamente argomentata”.

Si aprono ora delicari scenari istituzionali, dal momento che il TAR si troverà  nella peculiare situazione di dover andare contro il dictum della Corte Costituzionale, se intende ritenere legittimo il potere regolamentare dell’Autorità, sulla base delle norme esistenti.

Cosi come l’AGCOM, se intende proseguire nella propria attività, senza ascoltare quanto la Corte Costituzionale ha osservato, e quanto l’intera dottrina gli consiglia di fare,  ovvero di richiedere ed attendere una norma primaria che le conferisca il potere regolamentare, si porrà nella delicata situazione di esercitare i propri poteri sulla base di un Regolamento che, secondo la Corte,  evidentemente non poteva essere emanato. ( da Ultimo A Gambino)

Il tema è stato correttamente evidenziato già dalla dottrina più attenta. ( cosi Mauro Renna, Le questioni di legittimità del regolamento dell’AGCOM sulla tutela del diritto d’autore on line, in AIDA,  XXIII, 2014, p 135).

La partita insomma comincia  farsi veramente interessante.

 

 

 

 

 

 

Fulvio Sarzana

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Published by on dicembre 3rd, 2015 Commenti disabilitati su AGCOM: la Consulta decide per inammissibilità, ma l’Autorità non ha il potere regolamentare sul diritto d’autore.

I possibili vizi di Costituzionalità del Regolamento #AGCOM in tema di diritto d’autore. Pizzetti, Morrone, De Minico, Vigevani.

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I profili di Costituzionalità del Regolamento AGCOM in tema di diritto d’autore sono stati oggetto della Puntata del 4 ottobre della trasmissione Radio-TV, Presiperilweb, in onda su Radio Radicale.

 

La registrazione integrale della puntata è disponibile qui https://www.radioradicale.it/scheda/454831/presi-per-il-web

 

Ospiti in Studio: Francesco Pizzetti, ordinario di Costituzionale Università di Torino, già Garante Privacy,

Andrea Morrone, ordinario di Costituzionale Università di Bologna, segretario Associazione dei Costituzionalisti Italiani,

Giovanna De Minico, Professore di Diritto Costituzionale nell’Università di Napoli,

Giulio Enea Vigevani, Professore di Diritto Costituzionale nell’Università di Milano, Bicocca.

 

Gli Ospiti hanno analizzato approfonditamente le norme utilizzate dall’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni a fondamento della sua azione, delineando uno scenario in cui sono apparsi chiari tutti i dubbi Costituzionali

che la maggior parte della Dottrina attribuisce all’iniziativa dell’AGCOM.

In particolare i problemi della riserva di legge, di giurisdizione, cosi come la difformità palese della Normativa di recepimento della Direttiva sul Commercio elettronico, con la violazione del parametro interposto di cui all’art 76 della Costituzione.

 

E’ emersa anche la difficile compatibilità tra diritti economici e d’impresa tutelati  dall’Agcom con il Regolamento in tema di diritto d’autore,  rispetto ai principi e le libertà fondamentali garantite dalla nostra Costituzione e dalla CEDU.

 

Infine sono stati mostrati alcuni esempi di azione dell’Autorità che hanno dimostrato l’inefficacia della azioni stesse a tutela del cittadino, dal momento che l’Autorità, come è emerso nel corso della puntata, per il particolare meccanismo del Regolamento, non è in grado di dirimere la maggior parte  delle controversie attivate dalle persone fisiche, che si ritrovano sprovvisti di tutela.

 

 

 

 

 

Fulvio Sarzana

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Published by on ottobre 5th, 2015 Commenti disabilitati su I possibili vizi di Costituzionalità del Regolamento #AGCOM in tema di diritto d’autore. Pizzetti, Morrone, De Minico, Vigevani.

Italia Campione del Mondo. Di calcio? No, di blocco all’accesso ad #Internet. E la Cina copia l’AGCOM.

 

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Italia blocca-tutto. Almeno su Internet: il Belpaese è la nazione al Mondo più interessata dai blocchi all’accesso ad Internet.

 

Di più, molto di più, di Paesi che non hanno fatto certo della libertà d’espressione e di informazione la loro stella polare. Nel 2015 il numero di blocchi di siti Internet in Italia, attraverso i provider, ha superato il migliaio.

Si blocca di tutto e per tutti i gusti. Dalla richiesta dell’avvocato che si lamenta di essere stato diffamato su un sito (che anni fa si sarebbe chiamato di contro-informazione), al candidato alle elezioni di uno schieramento insospettabile (trombato, peraltro) che si lamenta perché la ex ha messo su un blog in cui racconta dettagli piccanti della loro relazione, alla Consob, alla casalinga a cui hanno pubblicato su internet il video del ménage à trois, per non parlare di chi chiede direttamente il blocco di testate giornalistiche in base al diritto all’oblio, e dello stuolo di uomini politici dal passato (a volte dal presente) burrascoso.

I provider italiani si vedono arrivare di tutto.

E c’è poi naturalmente l’Agcom, in base al contestatissimo regolamento sul diritto d’autore.

In questo campo siamo anche “campioni d’Europa”, come ha ricordato qualche giorno fa, con tanto di slide esplicativa, Okke Delfos Visser, consulente per gli affari legali della Motion Picture Association (Mpa), la potente Associazione di produttori Cinematografici Internazionale, facente parte della Mpaa, l’Organizzazione americana dei produttori cinematografici, che a sua volta è il socio fondatore della Fapav, l’Associazione antipirateria, che la fa da padrone negli ordini amministrativi rilasciati dall’Agcom: 29 su 83 ai primi di settembre.

 

segue su Il Fatto Quotidiano

Fulvio Sarzana

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Published by on ottobre 1st, 2015 Commenti disabilitati su Italia Campione del Mondo. Di calcio? No, di blocco all’accesso ad #Internet. E la Cina copia l’AGCOM.

Calcio sul web. Nuovo sequestro ( e ordine di inibizione) per ROJADIRECTA.

rojadirecta

Nuovi sequestri per il calcio on line.

Il Sostituto Procuratore della Repubblica di Milano Dott.ssa Tiziana Siciliano ha disposto il 30 luglio scorso il sequestro preventivo e l’inibizione all’accesso del noto portale di streaming sportivo per violazione della legge sul diritto d’autore.

Il provvedimento, notificato a tutti i provider Italiani dal compartimento della polizia postale e delle comunicazioni della Lombardia,  il 17 agosto scorso, è immediatamente esecutivo e riguarda le estensioni Rojadirecta.me. It.Roiadirecta e Rojadirecta. org.

 

 

Fulvio Sarzana

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Published by on settembre 23rd, 2015 Commenti disabilitati su Calcio sul web. Nuovo sequestro ( e ordine di inibizione) per ROJADIRECTA.

L’Ordine di blocco agli ISP per copyright vìola la Direttiva sull’e-commerce

 

ecommerce 2Il blocco dei siti per ragioni di copyright, attraverso gli ISP, anche se adottato in sede giudiziale, vìola la Direttiva 2000/31, sul Commercio Elettronico. ,  e si deve ritenere non conforme alla Costituzione Ellenica ( Art 5° della Costituzione).

E’ quanto ha stabilito la Corte distrettuale di Atene nella sentenza 13478/2015.

Alcune Associazioni di tutela del diritto d’autore, che gestiscono i diritti d’autore greci ed i diritti connessi, hanno presentato un’ingiunzione preliminare contro gli Internet Service Provider  Provider (ISP) nel 2014 davanti all’Alta Corte di Atene.

I provider sono stati chiamati a bloccare attraverso i DNS l’accesso ai siti che violerebbero il copyright.

La Corte, nella sentenza 13478/2015, ha  dichiarato  illegittimi questi ordini di blocco, basandosi principalmente  sulla Direttiva 31/2000 sul Commercio Elettronico ( che in Italia è stata recepita con il decreto Legislativo 70 del 2003) .

I punti principali del ragionamento sono i seguenti: la Corte ha ritenuto che vi fosse una violazione dei principi proporzionalità, che impongono ai Giudici di valutare a  prevalenza i diritti costituzionalmente tutelati relativi alla libertà di informazione, la partecipazione alla società dell’informazione, nonché il diritto alla protezione della raccolta, l’elaborazione e l’utilizzo dei dati  personali e la riservatezza della libertà di  comunicazione, rispetto al diritto d’autore.

 

segue su  Nova-Il sole 24 ore

Fulvio Sarzana

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Published by on settembre 12th, 2015 Commenti disabilitati su L’Ordine di blocco agli ISP per copyright vìola la Direttiva sull’e-commerce

UPDATE. Versione Corretta del Libro ” ‘I pericoli e i danni del web blocking ’. Il Caso AGCOM”

agcom_logo

di Fulvio Sarzana di S.Ippolito e Bruno Saetta.

 

La versione corretta scaricabile liberamente qui.

 

Dossier Agcom

 

Dossier AGCOM – Fulvio Sarzana Bruno Saetta

 

 

Fulvio Sarzana

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Published by on aprile 19th, 2015 Commenti disabilitati su UPDATE. Versione Corretta del Libro ” ‘I pericoli e i danni del web blocking ’. Il Caso AGCOM”

I Diritti costituzionali di internet alla prova della Consulta.

 

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15 marzo 2015

Diritto di accesso alla rete ed alla libertà d’espressione nella Carta dei diritti di internet e nella Giurisprudenza costituzionale.

 

La Consultazione pubblica sulla Carta dei diritti e doveri di Internet, elaborata dall’apposita Commissione nominata  dalla Presidente della Camera Laura Boldrini,  volge al termine.

(…………..)

Vi è però un’occasione storica per affrontare i diritti di internet anche nel nostro paese da una prospettiva Costituzionale.

Per la prima volta dall’avvento di internet è in discussione presso  la Corte Costituzionale italiana il tema della manifestazione del pensiero su internet come diritto civile in contrapposizione alla possibilità di determinare la rimozione di contenuti sulla rete da parte di un’Autorità Amministrativa.

Le riflessioni portate all’attenzione della Corte Costituzionale da una Corte Amministrativa, sembrano richiamare i profili di incostituzionalità rilevati dalla Corte Suprema degli Stati Uniti e dal Conseil Constitutionnel, nelle sentenze richiamate poc’anzi.

Si legge infatti nell’Ordinanza di rimessione alla Corte: “ Occorre, invece, valutare se l’originario testo della nostra Costituzione, che nella sua assoluta e straordinaria modernità ha garantito fra i principi fondamentali i diritti inviolabili dei singoli (art. 2), tutelando in tale ambito ogni forma di manifestazione del pensiero (articolo 21, comma 1), non ponga un limite “intrinseco” alla discrezionalità del legislatore chiamato a riempire di contenuti la prevista riserva di legge, e se, quindi, il legislatore ordinario, alla stregua di un criterio di ragionevolezza e proporzionalità, non possa assicurare garanzie minori, rispetto a quelle già previste per la stampa dai commi 2 ss. dell’art.21 Cost. per le nuove forme di manifestazione del pensiero che, come internet, nel tempo vi si sono affiancate quanto al rilievo per l’esercizio delle libertà civili e della partecipazione politica e sociale, e se lo stesso legislatore debba quindi porre discipline ragionevolmente efficaci e bilanciate, secondo le previsioni costituzionali, di tutela del diritto inviolabile di manifestazione del pensiero (ovvero di informare e di essere informati) rispetto agli altri diritti fondamentali potenzialmente configgenti (privacy, proprietà intellettuale…).

Ed ancora: “la odierna società dell’informazione, cablata e unita in tempo reale dalla rete, ha affiancato il ruolo di internet a quello della stampa quale momento essenziale della libertà di manifestazione del pensiero, del diritto di informare ed essere informati, del pluralismo democratico e della libertà d’iniziativa economica secondo condizioni di piena concorrenza. Internet dunque, almeno sul piano “quantitativo” del numero delle “fonti”, della circolarità dell’informazione consentita dalla possibilità di feed-back immediato e del numero degli “utenti” (in crescita esponenziale rispetto all’inarrestabile calo dei lettori della “stampa” tradizionale, che sta cercando di adeguarsi al nuovo mondo), è già oggi uno dei principali strumenti di attuazione della “libertà di manifestazione del pensiero” sancita dall’art. 21 Cost.”

Una concezione dei diritti della rete che appare molto vicina alle enunciazioni relative agli altri diritti Costituzionali di Internet presenti nell’Internet bill of rights.

I diritti di internet entrano quindi prepotentemente nell’agenda del Legislatore e delle Corti.

Vedremo se l’Italia riuscirà a cogliere in pieno i frutti di questa “Rivoluzione Culturale”.

 

Segue su NOVA-Il Sole24 ore

Fulvio Sarzana

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Published by on marzo 16th, 2015 Commenti disabilitati su I Diritti costituzionali di internet alla prova della Consulta.