Tagged Posts ‘sequestro penale’

Playstation, crittografia o social network? Come comunica il Califfato nero? Domenica 29 novembre , in diretta alle 19 e 30

 

 

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Dagli annunci su misure di sorveglianza sempre più pervasive alle possibili sospensioni di diritti fondamentali, passando per un’analisi sulle reali modalità di comunicazione utilizzate dal terrore, fino agli scenari di cyberwar: ne parliamo domani 29 novembre, alle 19 e 30  su Radio Radicale con Massimo Artini, Deputato di Alternativa Libera, il giornalista Arturo Di Corinto e Angelo Tofalo, Deputato del ‪#‎M5S‬ e membro del ‪#‎Copasir‬

 

 

 

 

Fulvio Sarzana

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Published by on novembre 28th, 2015 Commenti disabilitati su Playstation, crittografia o social network? Come comunica il Califfato nero? Domenica 29 novembre , in diretta alle 19 e 30

Calcio sul web. Nuovo sequestro ( e ordine di inibizione) per ROJADIRECTA.

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Nuovi sequestri per il calcio on line.

Il Sostituto Procuratore della Repubblica di Milano Dott.ssa Tiziana Siciliano ha disposto il 30 luglio scorso il sequestro preventivo e l’inibizione all’accesso del noto portale di streaming sportivo per violazione della legge sul diritto d’autore.

Il provvedimento, notificato a tutti i provider Italiani dal compartimento della polizia postale e delle comunicazioni della Lombardia,  il 17 agosto scorso, è immediatamente esecutivo e riguarda le estensioni Rojadirecta.me. It.Roiadirecta e Rojadirecta. org.

 

 

Fulvio Sarzana

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Published by on settembre 23rd, 2015 Commenti disabilitati su Calcio sul web. Nuovo sequestro ( e ordine di inibizione) per ROJADIRECTA.

AGCOM: Lo “sceriffo” del web non aspetta nemmeno i termini previsti dal suo stesso Regolamento e ordina ai provider il blocco dei siti.

ghigliottina-vneAGCOM ha fretta, molta fretta di inibire i siti web in base al nuovo regolamento sul diritto d’autore.

Lo “sceriffo” del web non aspetta nemmeno  i termini temporali che essa stessa si è data e, dopo aver comunicato il 15 aprile sul proprio sito l’avvio del procedimento,   pubblica sul proprio sito la delibera di inibizione del sito cineblog-01 per violazione della legge sul diritto d’autore. http://www.agcom.it/default.aspx?DocID=13073.

Questa volta Agcom pubblica sul proprio sito la vera e propria delibera di inibizione, che viene seguita dalle comunicazioni ufficiali ai provider.

Le ricerche effettuate da AGCOM, come appare immediatamente dal testo del provvedimento,  sono a tutti gli effetti indagini di polizia giudiziaria che non vengono compiute però da nessuna forza di polizia, come la nostra Costituzione prescrive.

Il provvedimento si sovrappone in maniera speculare a quanto fa la Magistratura in sede penale e a quanto effettuato in tutte le indagini sinora svolte dalla polizia giudiziaria.

Viene  quindi smentita al primo provvedimento adottato, una diversità delle due attività ( quelle di AGCOM e quelle del Magistrato penale).

Cosi come viene smentita qualsiasi prevalenza dell’attività della Magistratura.

AGCOM è ufficialmente organo di polizia giudiziaria e Giudice delle indagini preliminari, in presenza, fra l’altro, di un procedimento penale già in corso.

Sul sito cineblog01 ( che è lo stesso identico  di cineblog-01, oggetto dell’ordine di inibizione, come riportato dal Corriere della Sera http://diariopernondimenticare.blogspot.it/2014/04/agcom-la-caccia-ai-pirati-e-iniziata.html) pende infatti già un procedimento ad opera della Procura della Repubblica di Roma di un mese e mezzo fa, e, sono dunque in corso indagini penali per le stesse identiche condotte e per lo stesso identico sito ( basta confrontare i due siti) inibito da AGCOM.

AGCOM non ha nemmeno aspettato il termine di dodici giorni previsto dal Regolamento per l’emissione dell’ordine, come previsto dal punto d dell’art 9 del Regolamento da essa stessa emanato.

L’ordine sta in queste ore notificando ai provider l’ordine di inibizione attraverso la posta certificata.

Fulvio Sarzana

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Published by on aprile 23rd, 2014 Commenti disabilitati su AGCOM: Lo “sceriffo” del web non aspetta nemmeno i termini previsti dal suo stesso Regolamento e ordina ai provider il blocco dei siti.

Operazione macchia nera della Guardia di finanza: L’Italia dichiara guerra al File Sharing.

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L’hanno denominata “Macchia nera“. 

Non si tratta, però, dell’operazione del 2009 della procura di Bolzano che ha portato all’arresto di soggetti che si scambiavano su internet materiale neonazista e divulgavano concetti e idee fondate sulla discriminazione razziale, né della operazione sui falsi invalidi Inps, per la quale è diventato giustamente famoso il Colonnello delle Fiamme gialle Umberto Rapetto, direttore del nucleo frodi telematiche della Guardia di Finanza, e silurato, tra diverse polemiche, qualche giorno fa.

L’operazione “Macchia nera” di questi giorni è invece l’ultimo atto della guerra al filesharing di materiale protetto dal diritto d’autore, dichiarato dalle autorità italiane. La guardia di finanza di Brescia, infatti, su ordine del gip presso il medesimo tribunale e su richiesta del pubblico ministero Gian Maria Pietrogrande della locale procura  ha richiesto ai provider italiani l’oscuramento  preventivo dei portali dduniverse.net e www.dduniverse.net, l’inibizione all’accesso degli utenti italiani. I portali inibiti ai cittadini italiani sarebbero, secondo il provvedimento firmato dal gip di Brescia, dei meri indicizzatori di file torrent.

continua su Il fatto quotidiano

Fulvio Sarzana

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Published by on giugno 4th, 2012 Commenti disabilitati su Operazione macchia nera della Guardia di finanza: L’Italia dichiara guerra al File Sharing.

Alitalia presa di mira dai pirati informatici. Interviene la procura di Roma.

Il sito della  compagnia di bandiera italiana Alitalia  è stato preso di mira da un pericoloso attacco informatico cd phishing senza precedenti, al punto di  dover far intervenire la Magistratura Romana e la polizia postale.

Il GIP di Roma ha infatti disposto l’11 maggio, su richiesta della locale  procura della Repubblica, il sequestro preventivo dei domini e dei siti associati ww.alitali.it e www.notiziedeattualita.com, mediante il quale malintenzionati, attraverso un sito-clone della compagnia di bandiera, che risiedeva in realtà su un portale denominato www.notiziedeattualita.com, reindirizzavano i navigatori web sul sito della compagnia di viaggi edreams.

Il tutto aggravato  –secondo la procura- dalla circostanza che  gli ignari utenti che si recavano sul portale, si vedevano installare sul proprio pc un pericoloso programma informatico denominato trojan dal minaccioso nome “win32.dialer.hh”.

I reati ipotizzati dalla Procura di Roma, in virtù anche della querela presentata da Alitalia,  sono: la tentata frode informatica di cui all’art 640 ter del codice penale e il reato di sostituzione di persona di cui all’art 494 del codice penale.

Il Giudice delle indagini preliminari di  Roma, Guglielmi, accogliendo la richiesta del PM  ha  ritenuto di riformulare il reato di sostituzione di persona nel diverso reato di “Intercettazione, impedimento o interruzione illecita di comunicazioni informatiche o telematiche”, ritenendo che si fosse in presenza della fattispecie  di cui all’art 617 quater del codice penale e non del reato di sostituzione di persona, notando anche come la querela di Alitalia presentata il 29 dicembre scorso, non fosse stata autenticata, in quanto presentata da un  semplice delegato, e che quindi non avesse i requisiti di cui all’art 337 del codice di procedura penale.

La misura è stata eseguita dal Compartimento della Polizia Postale del lazio.

Il  phishing   http://www.anti-phishing.it/archivio/checose.php  è una frode on-line ideata per sottrarre con l’inganno numeri di carte di credito, password, informazioni su account personali.

Attuato generalmente tramite e-mail si basa sull’invio da parte di un utente malintenzionato di e-mail che sembrano provenire da siti web autentici o noti i quali richiedo all’ingenuo utente l’inserimento di informazioni personali.

Il Ministero dell’Interno dispone peraltro di un indirizzo e mail , – a cui si è rivolta peraltro anche la Compagnia di bandiera- per le segnalazioni di attività di phishing   antiphishing@interno.it

Si tratta di uno dei primi casi in Italia di sequestro di sito web per phishing.

Si stima peraltro che siano circa 1500 in giro per il mondo i siti di phishing.

Riproduzione libera con cortese citazione della fonte.

Fulvio Sarzana

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Published by on maggio 29th, 2012 Commenti disabilitati su Alitalia presa di mira dai pirati informatici. Interviene la procura di Roma.

Storica sentenza della Cassazione: I blog non sono stampa clandestina e non sono un prodotto editoriale: Assolto Carlo Ruta perchè il fatto non sussiste

Roma 10 maggio

“La Corte di Cassazione annulla senza rinvio perchè il fatto non sussiste.”

Alle ore 19 e 30 le Parole del Presidente della terza sezione della Cassazione risuonano nell’aula oramai vuota del Palazzaccio

Il Supremo Collegio emette cosi una sentenza molto attesa e pone cosi fine a cinque anni di dispute dottrinarie e !infuocati” dibattiti sulla natura dei blog giornalisitici  e sulla loro clandestitinità in caso di non registrazione presso l’apposito registro delle testate editoriali del Tribunale, assolvendo lo storico e giornalista siciliano Carlo Ruta accusato di diffamazione a mezzo stampa e stampa clandestina .

Dunque i blog ( anche giornalistici )  non rientrano nei prodotti editoriali della legge sull’editoria, non devono essere registrati e non sono stampa clandestina.

La III Sezione della Corte di Cassazione presieduta da Saverio Felice Mannino, con la relazione del magistrato Santi Gazzara e la presenza del sostituto procuratore generale Policastro, ha deciso oggi in udienza pubblica sullo scottante caso degli obblighi di registrazione come testata telematica dei blog e sulla natura di stampa clandestina dei blog non registrati.

La vicenda ha tratto origine dal caso di Carlo Ruta , giornalista  e saggista siciliano, condannato nel 2008 dal tribunale di Modica per il reato di stampa clandestina, pronuncia confermata poi nel 2011 dalla Corte di appello di Catania.
Il giornalista curava saltuariamente  un blog denominato , Accade in Sicilia, che forniva un informazione sui fenomeni mafiosi presenti sul territorio siciliano  che, a un certo punto era divenuto oggetto di una querela per diffamazione da parte di un Magistrato sentitosi offeso da alcuni scritti presenti sul blog.
Il tribunale di Modica aveva ritenuto in primo grado che  il blog del saggista fosse  una vera e proprio testata giornalistica, e che, pertanto, da un lato dovesse considerarsi “prodotto editoriale” secondo quanto previsto dalla legge nl. 62/2001, dall’altro, proprio in quanto “stampa periodica, dovesse essere registrato presso il Tribunale competente,

La Corte d’appello di Catania aveva,  come si è detto, confermato il tutto.

All’udienza in Cassazione, svoltasi intorno alle 12 e 30 del 10 maggio nell’Aula della terza sezione, il Sostituto procuratore generale aveva concluso per la responsabilità del Ruta, dichiarando fra l’altro “ la Corte d’appello ha ben deciso”  evidenziando come in realtà la normativa sulla stampa fosse un paracadute per  i blogger che si fossero trovati a subire un sequestro in quanto la legge sulla stampa, come è noto, proteggerebbe le pubblicazioni con un regime di sequestrabilità costituzionalmente previsto.

La natura “giornalistica” del blog di Ruta valeva a differenziare, secondo la pubblica accusa, lo stesso blog dai forum e dalle chat, che la stessa terza sezione della Cassazione, con il medesimo relatore del caso odierno, aveva invece nel 2008 escluso dal campo di applicazione del prodotto editoriale.

La difesa dello storico, rappresentata dall’Avv Arnone,  ha invece evidenziato l’illogicità dell’equiparazione ( e della conseguente responsabilità per stampa clandestina di chi non registra il proprio blog) fra testate giornalistiche e blog che, di fatto obbligherebbe migliaia di blogger a registrarsi presso la cancelleria del tribunale competente.

Durante l’arringa il  difensore di Ruta  ha anche svelato di aver ricevuto una comunicazione dall’On. Giuseppe Giulietti, relatore della norma sull’editoria del 2001, che gli avrebbe confermato che i blog non rientrano, né intendevano essere inclusi, nella nozione di prodotto editoriale, e che ciò risultava evidente dalla lettura della relazione preparatoria alla legge sull’editoria, ricevendo peraltro, come risposta dal presidente del Collegio, l’invito ad attenersi al concetto giuridico di “prodotto” editoriale risultante dalla norma, l’unico elemento in grado di essere valutato, secondo il Presidente, dal Collegio.

Il dubbio è rimasto sino alle ore 19 e 30 di oggi.

Da oggi i blog ( ed i giornalisti) sul web saranno un pò più liberi.

Riproduzione libera con  citazione della fonte

Fulvio Sarzana

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Published by on maggio 10th, 2012 Commenti disabilitati su Storica sentenza della Cassazione: I blog non sono stampa clandestina e non sono un prodotto editoriale: Assolto Carlo Ruta perchè il fatto non sussiste

Ordini, disordini, contrordini, AGCOM e AGCM: L’antitrust prima obbliga i provider a inibire agli utenti italiani l’accesso al sito Privateoutlet, poi cambia idea e revoca l’ordine. Qual è l’autorità competente ad ordinare il blocco dell’accesso?

Il tema dell’inibizione all’accesso agli utenti italiani attraverso i provider italiani, di grande attualità vista l’accelerazione governativa in tema anticipata ieri da Anna Masera su La Stampa , si sta trasformando, a seconda dei punti di vista in una farsa e/o in un tragedia.

Ultima in ordine di tempo la revoca del provvedimento di blocco del portale privateOutlet trasmesso ieri dalla guardia di finanza presso l’Antitrust ai provider italiani.

L’Antitrust che aveva disposto all’improvviso, nel bel mezzo delle discussioni sui poteri di inibizione a carico dei provider da parte dell’AGCOM, un blocco a carico dei provider italiani delle connessioni per violazioni del codice del consumo,  ha emesso il 28 marzo un provvedimento di revoca dell’ordine di inibizione cambiandolo con un ordine a carico del titolare del  sito  di sostituire la propria homepage con un messaggio confezionato dalla stessa Antitrust

Il tutto come se tali ordini ( ordine di revoca trasmesso dagli organi di polizia giudiziaria ai provider incluso) provenissero dalla magistratura penale a seguito di una revoca da parte del tribunale del riesame e come se il sito stesso fosse in Italia.

Il principio ( ovvero il fatto di rivolgersi al titolare del sito)  potrebbe sembrare corretto, se non fosse che in tutto ciò l’Antitrust ha ribadito la propria convinzione di aver pieni poteri di inibizione a carico dei provider, sentendosi quindi legittimata ad emettere provvedimenti che però, stando a quanto emerge dalle bozze della “leggina” che il Governo si appresta a varare, sono rivendicati dall’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni.

Sono francamente sconcertato da questi continui cambiamenti di prospettive che hanno un forte impatto sul futuro del web italiano e che vengono trattati con qualcosa di molto simile alla totale approssimazione.

Qui il  antitrustordine di revocaprivateoutlet

Fulvio Sarzana

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Published by on marzo 30th, 2012 Commenti disabilitati su Ordini, disordini, contrordini, AGCOM e AGCM: L’antitrust prima obbliga i provider a inibire agli utenti italiani l’accesso al sito Privateoutlet, poi cambia idea e revoca l’ordine. Qual è l’autorità competente ad ordinare il blocco dell’accesso?