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Streaming on line. Annullato il sequestro del popolare sito di condivisione filmsenzalimiti.it. Il Riesame di Viterbo: tutto da rifare.

untitledFilm Senza Limiti, sequestro annullato

Il Tribunale del Riesame annulla il provvedimento precedente. E si scopre che uno degli accusati ha appena 15 anni. Punto Informatico ne parla con Fulvio Sarzana, avvocato difensore dei gestori

 Roma – Il Tribunale del Riesame di Viterbo ha ordinato l’annullamento dell’ordine di sequestro del dominio filmsenzalimiti.it, così come quello delle apparecchiature informatiche appartenenti ai presunti gestori della nota piattaforma di indexing per la visione in streaming gratuito dei maggiori film in circolazione. Ad annunciarlo a Punto Informatico è l’avvocato di Roma Fulvio Sarzana, attuale difensore dei due giovanissimi responsabili del sito di linking.
In assenza dei presupposti legali per procedere al sequestro del dominio filmsenzalimiti.it, il Tribunale del Riesame di Viterbo ha dunque deciso di restituire sito e computer ai due proprietari, tra cui un ragazzo di appena quindici anni. Eseguendo un’ingiunzione ordinata dal Tribunale di Viterbo, la Guardia di Finanza di Arezzo aveva sequestrato il dominio della piattaforma per violazione dell’art. 171-ter della legge 633/1941 sulla protezione del diritto d’autore e di altri diritti connessi al suo esercizio.
“Il sito era accusato di mettere a disposizione a scopo di lucro opere protette dal diritto d’autore – ha ricordato Sarzana – Il procedimento proveniva in realtà dalla Procura della Repubblica di Busto Arsizio, che aveva poi trasmesso gli atti al Tribunale di Viterbo, luogo di residenza dei due gestori. Il Tribunale del Riesame ha pronunciato oggi il dispositivo di annullamento delle misure cautelari”.
continua su Punto Informatico
Fulvio Sarzana di S. Ippolito

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Published by on marzo 15th, 2013 No Comments

MONDADORI-AVAXHOME:IL GIP DI MILANO FERRARO CONVALIDA IL SEQUESTRO PER RICETTAZIONE

IL Gip di Milano Alfonsa Maria Ferrara ha disposto la convalida del sequestro preventivo del portale Avaxhome.ws, disposto in via d’urgenza dal Pubblico Ministero Ferdinando Esposito, della locale procura, per entrambi i reati contestati, la violazione del diritto d’autore e la ricettazione.

Il provvedimento è stato notificato oggi 29 novembre 2012 a tutti i provider italiani dagli ufficiali di polizia giudiziaria incaricati di eseguire la misura.

In allegato la convalida del sequestro preventivo avaxhome

Fulvio Sarzana di S. Ippolito

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Published by on novembre 29th, 2012 No Comments

Nuovi sequestri sulla rete in Italia. E’la volta del portale di film più visto dagli Italiani, “italia-film.com” e del portale locandinehits.com

Foto a pagina intera 

 Riparte la stagione dei sequestri sul web.

Dopo la pausa estiva riprendono i sequestri preventivi di blog e  siti web accusati di compiere condotte vietate dal codice penale.

A cadere sotto la scure del Giudice delle indagini preliminari di Milano,  Enrico Manzi,  sono questa volta i maggiori  portali di condivisione di film e opere televisive italiani, nella fattispecie i siti  www. film-italia.com e locandinehits.com.

Dalle indagini compiute dal nucleo di polizia postale di Milano è emerso che il primo dei  portali citati nel provvedimento di sequestro  riceveva sino a 135 mila visite al giorno e un numero “stratosferico” di visualizzazioni, per la precisione 1.525.629.593.

Una semplice visualizzazione sul web  consente di verificare che il sito www.italia-film.com si collocava più o meno ( sino ad oggi) tra i cento siti più consultati in Italia ( precisamente il numero 113).

Numeri impressionanti dunque, che farebbero la felicità di qualsiasi agenzia pubblicitaria sul web.

I portali sono accusati del “reato previsto e punito dagli articoli 110 cp e 171 ter, comma 2, lettera bis, legge 22 aprile 1941, n 633, perché, in violazione dell’art 16, ed a fini di lucro, comunicavano al pubblico opere dell’ingegno protette dal diritto d’autore, ed in particolare file contenenti opere cinematografiche, secondo il dettagliato elenco dinamico, in costante aggiornamento, pubblicato sul sito medesimo, distinto per tipologie di file, e reperibile a partire dai seguenti indirizzi www.italia-film.com e italia-film.com, immettendo le opere stesse, mediante catalogazione ed indicizzazione, sulla rete internet.”

Detto in soldoni i portali sono accusati di aver permesso lo streaming di film su internet.

Gli indirizzi web  sono stati sottoposti a sequestro preventivo dal GIP con l’obbligo da parte di tutti i provider italiani di inibire l’accesso ai cittadini italiani a quei portali.

C’è però una novità nel sequestro disposto dal GiP di Milano.

Il GIP ha infatti disposto il sequestro dei conti correnti a cui si è arrivati a quanto sembra dal provvedimento di sequestro, individuando i proventi pubblicitari presenti sul web ( non quantificati peraltro nel provvedimento), dei presunti responsabili della violazione della legge sul diritto d’autore,

 Il nucleo di polizia tributaria di Milano ha inviato il 20 settembre a tutti i provider italiani il  provvedimento di sequestro, ordinandone l’esecuzione.

 La misura cautelare adottata dal GIP di Milano segna dunque un cambio di passo nella repressione dei presunti illeciti sul web.

 Le indagini vengono sempre  più incentrate sulla ricerca delle tracce economiche del compimento del reato, anche quando tali tracce non si riferiscano direttamente alla violazione del diritto d’autore, ma alle attività pubblicitarie ( spesso di modesta entità) svolte dai portali stessi.

Fulvio Sarzana di S. Ippolito

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Published by on settembre 25th, 2012 No Comments

Operazione macchia nera della Guardia di finanza: L’Italia dichiara guerra al File Sharing.

dduniversebrescia

L’hanno denominata “Macchia nera“. 

Non si tratta, però, dell’operazione del 2009 della procura di Bolzano che ha portato all’arresto di soggetti che si scambiavano su internet materiale neonazista e divulgavano concetti e idee fondate sulla discriminazione razziale, né della operazione sui falsi invalidi Inps, per la quale è diventato giustamente famoso il Colonnello delle Fiamme gialle Umberto Rapetto, direttore del nucleo frodi telematiche della Guardia di Finanza, e silurato, tra diverse polemiche, qualche giorno fa.

L’operazione “Macchia nera” di questi giorni è invece l’ultimo atto della guerra al filesharing di materiale protetto dal diritto d’autore, dichiarato dalle autorità italiane. La guardia di finanza di Brescia, infatti, su ordine del gip presso il medesimo tribunale e su richiesta del pubblico ministero Gian Maria Pietrogrande della locale procura  ha richiesto ai provider italiani l’oscuramento  preventivo dei portali dduniverse.net e www.dduniverse.net, l’inibizione all’accesso degli utenti italiani. I portali inibiti ai cittadini italiani sarebbero, secondo il provvedimento firmato dal gip di Brescia, dei meri indicizzatori di file torrent.

continua su Il fatto quotidiano

Fulvio Sarzana di S. Ippolito

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Published by on giugno 4th, 2012 No Comments

Alitalia presa di mira dai pirati informatici. Interviene la procura di Roma.

Il sito della  compagnia di bandiera italiana Alitalia  è stato preso di mira da un pericoloso attacco informatico cd phishing senza precedenti, al punto di  dover far intervenire la Magistratura Romana e la polizia postale.

Il GIP di Roma ha infatti disposto l’11 maggio, su richiesta della locale  procura della Repubblica, il sequestro preventivo dei domini e dei siti associati ww.alitali.it e www.notiziedeattualita.com, mediante il quale malintenzionati, attraverso un sito-clone della compagnia di bandiera, che risiedeva in realtà su un portale denominato www.notiziedeattualita.com, reindirizzavano i navigatori web sul sito della compagnia di viaggi edreams.

Il tutto aggravato  –secondo la procura- dalla circostanza che  gli ignari utenti che si recavano sul portale, si vedevano installare sul proprio pc un pericoloso programma informatico denominato trojan dal minaccioso nome “win32.dialer.hh”.

I reati ipotizzati dalla Procura di Roma, in virtù anche della querela presentata da Alitalia,  sono: la tentata frode informatica di cui all’art 640 ter del codice penale e il reato di sostituzione di persona di cui all’art 494 del codice penale.

Il Giudice delle indagini preliminari di  Roma, Guglielmi, accogliendo la richiesta del PM  ha  ritenuto di riformulare il reato di sostituzione di persona nel diverso reato di “Intercettazione, impedimento o interruzione illecita di comunicazioni informatiche o telematiche”, ritenendo che si fosse in presenza della fattispecie  di cui all’art 617 quater del codice penale e non del reato di sostituzione di persona, notando anche come la querela di Alitalia presentata il 29 dicembre scorso, non fosse stata autenticata, in quanto presentata da un  semplice delegato, e che quindi non avesse i requisiti di cui all’art 337 del codice di procedura penale.

La misura è stata eseguita dal Compartimento della Polizia Postale del lazio.

Il  phishing   http://www.anti-phishing.it/archivio/checose.php  è una frode on-line ideata per sottrarre con l’inganno numeri di carte di credito, password, informazioni su account personali.

Attuato generalmente tramite e-mail si basa sull’invio da parte di un utente malintenzionato di e-mail che sembrano provenire da siti web autentici o noti i quali richiedo all’ingenuo utente l’inserimento di informazioni personali.

Il Ministero dell’Interno dispone peraltro di un indirizzo e mail , – a cui si è rivolta peraltro anche la Compagnia di bandiera- per le segnalazioni di attività di phishing   antiphishing@interno.it

Si tratta di uno dei primi casi in Italia di sequestro di sito web per phishing.

Si stima peraltro che siano circa 1500 in giro per il mondo i siti di phishing.

Riproduzione libera con cortese citazione della fonte.

Fulvio Sarzana di S. Ippolito

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Published by on maggio 29th, 2012 No Comments

ESCLUSIVA. L’ordine di Revoca integrale del blocco al portale Vajont.info. Il Pubblico Ministero lo estende a tutti i Provider e a tutti gli utenti italiani.

E’ di oggi l’ordine di esecuzione generale di “liberazione del portale Vajont.info” per tutti i provider italiani e per tutti gli utenti.

Non solo infatti il Presidente del Tribunale ed il Collegio intero  del riesame di Belluno  hanno compreso in pieno i pericoli connessi al blocco indiscriminato attraverso gli indirizzi IP e DNS di un sito internet ma gli  stessi organi inquirenti dimostrando la medesima sensibilità istituzionale, e dopo qualche incertezza iniziale, hanno chiarito che il sito Vajont.info deve essere raggiungibile da tutti gli Utenti Italiani, e non solo agli utenti delle società facenti capo al  ricorrente Assoprovider.

Qualche grande Provider infatti dimostrandosi in questo più realista del Re, aveva deciso di non revocare il blocco agli utenti Italiani.

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Fulvio Sarzana di S. Ippolito

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Published by on marzo 14th, 2012 No Comments

Libertà di stampa e di espressione: il Tribunale della libertà di Belluno, presieduto dal Presidente del Tribunale, dichiara illegittimo il sequestro preventivo del sito Vajont.info e il blocco all’accesso per gli utenti italiani a carico dei provider italiani per “eccessività contenutistica” e dispone la cancellazione di una sola frase offensiva dell’On Maurizio Paniz

Il blocco degli accessi per gli utenti italiani adottato attraverso il   sequestro degli IP e dei DNS a carico dei provider italiani, in caso di presunta diffamazione, deve ritenersi eccessivo rispetto al bene giuridico da tutelare.

 Il sequestro di un sito web deve cadere solo su una o più frasi offensive e solo  nel  caso in cui le  frasi  non siano  state nel frattempo cancellate ( cosa che nel frattempo era già stata fatta dal titolare del sito, come certificato dal fax inviato ai provider dalla polizia postale il 9 marzo stesso ndr).

 E’ quanto ha stabilito il 9 marzo scorso il Tribunale della Libertà di Belluno,  presieduto dal Presidente del Tribunale di Belluno Sergio Trentanovi (  giudici a latere Antonella Coniglio e Elisabetta Scolozzi).

 Il sito Vajont.info, eccettuata dunque la frase ironica su Scilipoti e Paniz, su cui permane tuttora il sequestro e che però era già stata cancellata dal titolare del sito, deve quindi tornare nella sua interezza sul web.

 Il Tribunale del Riesame accoglie quindi il ricorso dei 200 Provider di Confcommercio facenti capo all’Associazione “Assoprovider”, proposto attraverso l’Avv. Fulvio Sarzana di S.Ippolito, che, da subito, avevano protestato per l’ampiezza della misura irrogata dal Giudice delle indagini preliminari di Belluno Sergio Giancotti.

I provider avevano lamentato i gravi rischi per i diritti costituzionali alla libera espressione ed al diritto all’informazione connessi all’esecuzione del provvedimento di quell’ampiezza.

Il legale aveva discusso la misura di fronte al Collegio presieduto dal Presidente del Tribunale il 9 marzo scorso.

Come si ricorderà il GIP aveva disposto il sequestro del sito Vajont.info  per una frase ritenuta offensiva nei confronti degli On Paniz e Scilipoti, rimettendone le modalità di esecuzione al Pubblico Ministero.

Il Pubblico Ministero Massimo De Bortoli  aveva ordinato  “ai fornitori di servizi internet operanti sul territorio dello stato italiano di inibire ai rispettivi utenti l’accesso all’indirizzo web www.vajont,info, ai relativi alias, ed ai nomi di dominio presenti e futuri rinvianti al sito medesimo, all’indirizzo IP statico che al momento dell’esecuzione del sequestro risulta associato al predetto nome di dominio ed ad ogni ulteriore indirizzo IP statico che sarà associato in futuro”  

Il Tribunale ha stabilito due principi:

1)       Il GIP avrebbe dovuto disporre  il sequestro solo della presunta frase diffamatoria e non dell’intero sito perché diversamente argomentando  si porrebbero delle gravi questioni relative alla tutela della libertà del pensiero, di libertà di espressione  e di stampa in quanto valori costituzionali protetti dall’art 21 della Costituzione.

2)      Il provvedimento di inibizione DNS e IP oggetto dell’ordine di esecuzione firmato dal pubblico ministero è eccessivo rispetto al fine da tutelare, ovvero l’onorabilità di qualsiasi individuo, nella fattispecie l’On Maurizio Paniz. In particolare il Tribunale ha affermato “ Le modalità di esecuzione rendono evidente, nei limiti del fumus richiesto dal sequestro, l’eccessività contenutistica del disposto sequestro preventivo in relazione al fine che doveva essere tutelato ( l’onorabilità dell’On Paniz), in riferimento alla frase di natura oggettivamente offensiva.

Il Tribunale ha quindi statuito che  “ l’ambito del sequestro preventivo deve considerarsi illegittimo nella sua attuale ampiezza”.

 Il tribunale del riesame ha quindi accolto il ricorso dei Provider mantenendo i il sequestro  preventivo solo sulla frase ritenuta offensiva, riducendo quindi l’ampiezza e revocando implicitamente  tutti gli altri elementi del provvedimento originario, ovvero il sequestro dell’intero sito e l’ordine di inibizione a carico dei provider.

 

 Post scriptum:  nei giorni scorsi si era sparsa la notizia che il sito Vajont.info sarebbe già stato dissequestrato dal procuratore della Repubblica di Udine a seguito di una condanna per diffamazione nei confronti dell’On Paniz e ciò ha indotto in errore alcune testate che hanno pensato si trattasse del ricorso proposto da Assoprovider-Confcommercio.

Va chiarito che la vicenda di Udine riguardava  fatti accaduti diversi anni prima tra lo stesso titolare del sito e l’On Paniz, e che nulla avevano a che fare con il provvedimento di sequestro preventivo adottato dal Giudice di Belluno Aldo Giancotti il 31 gennaio 2012 e con l’ordine di inibizione agli utenti italiani dato ai provider il 16 febbraio di quest’anno e che gli stessi Provider avevano impugnato di fronte al Tribunale della libertà di Belluno.

 

Fulvio Sarzana di S. Ippolito

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Published by on marzo 12th, 2012 2 Comments