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ESCLUSIVA. Lo statuto SIAE è legittimo. Il TAR Lazio respinge in sede cautelare la richiesta di annullamento dello statuto della SIAE di ARCI, ACEP e AUDIOCOOP. Il danno è per la SIAE e non per i ricorrenti.

Roma, 22 febbraio 2013. www.fulviosarzana.it

La terza sezione del Tribunale Amministrativo regionale del Lazio, presieduta da Franco Bianchi, giudici a latere Carlo Taglienti e Davide Soricelli, respinge con ordinanza in sede cautelare il 21 febbraio,  la richiesta di annullamento dello Statuto della SIAE, presentata ad inizio gennaio dalle Associzioni  Acep, Arci e Audiocoop, che avevano promosso il ricorso e raggruppato musicisti indipendenti e case discografiche di piccole e medie dimensioni.

http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/02/20/siae-guerra-tra-giganti-della-musica-e-piccoli-produttori-sul-nuovo-statuto-classista/505640/.

Eppure le associazioni che avevano agito avevano sperato di poter ripetere quanto già accaduto nel 2002 (con diversi ricorrenti peraltro ), quando, con due sentenze, pubblicate rispettivamente il 10 e il 20 maggio 2002, il Collegio giudicante della Terza sezione ter del TAR Lazio aveva annullato  parte dello Statuto SIAE, componendo così contraddizioni intrinseche al medesimo ed abolendo alcuni privilegi a favore di certe categorie.

In particolare Con la stessa sentenza e la successiva del 20 maggio, il Collegio aveva dichiarato  illegittima e scriminante la suddivisione in categorie (associati ordinari e straordinari) nella misura in cui questa consentiva  l’accesso al diritto di voto in assemblea ai soli associati ordinari e, parallelamente, disponeva solo per essi la ripartizione dei compensi in base al “criterio reddituale”, escludendo parimenti la categoria dei titolari dei ccdd. “diritti connessi” dalla percezione dei relativi diritti.

Questa volta il TAR ha invece ritenuto legittima ( in sede cautelare) la ripartizione del diritto di voto, che aveva sollevato diverse polemiche, in quanto espressione di esercizio di discrezionalità amministrativa da parte dell’Ente e ha ritenuto non sussistere il danno invocato dai ricorrenti, danno che avrebbe invece la SIAE in caso di annullamento dello Statuto.

IL TAR ha stabilito “  Ritenuta, ad un primo esame, la propria giurisdizione in relazione alla complessiva attività di vigilanza per il funzionamento dell’ente;

ritenuta la propria competenza;

ritenuto di poter prescindere, in questa fase processuale, da ulteriori profili di inammissibilità del ricorso;

valutate le preesistenti gravi circostanze di fatto in ordine al funzionamento dell’ente;

ritenuto legittimo il provvedimento di commissariamento, in quanto compreso nei poteri di vigilanza, e valutata rientrante nei compiti del commissario l’attività svolta in ordine alla revisione dello statuto dell’ente;

premesso che la scelta sulle modalità ex art.11 comma 2 dele norme statutarie, di espressione del voto in assemblea rientra, in linea di principio, nell’ambito della discrezionalità amministrativa;

considerati gli elementi di ragionevole correzione contenuti nei criteri che disciplinano l’espressione del voto, per quanto attiene in particolare al c.d. “voto pesante”;

visti anche i riferimenti comunitari in ordine al principio del c.d. “voto pesante”;

considerato infine che, ad avviso del collegio non sussiste l’attualità del danno, che non può essere semplicemente costituito dall’elezione del consiglio di sorveglianza; mentre un danno concreto è stato invece rappresentato dalla SIAE per l’ipotesi della sospensione dell’atto impugnato;

ritenuto di poter compensare le spese della presente fase di giudizio, in relazione anche alla complessità della vicenda;

P.Q.M.

Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio (Sezione Terza)

Respinge l’istanza cautelare;” .

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Fulvio Sarzana

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Published by on febbraio 22nd, 2013 Commenti disabilitati su ESCLUSIVA. Lo statuto SIAE è legittimo. Il TAR Lazio respinge in sede cautelare la richiesta di annullamento dello statuto della SIAE di ARCI, ACEP e AUDIOCOOP. Il danno è per la SIAE e non per i ricorrenti.

La battaglia sul copyright e l’arte: Convegno a Cosenza il 17 Maggio.

Non sarà il solito Convegno, ma un vero e proprio scontro, quello che si terrà a Cosenza, il prossimo 17 maggio 2012, dal titolo“La crisi del diritto d’autore. Il copyright, tra mercato legale e pirateria” e con inizio alle 14 e 30.

All’Università della Calabria, si daranno appuntamento, per la prima volta, i nomi più noti in Italia in materia di copyright e diritto della rete. In gioco non c’è solo il download gratuito di qualche cd, ma le stesse libertà fondamentali del web.

Uno scontro epocale!

Da un lato, i riformisti, che si battono per una revisione sostanziale della disciplina del copyright, resa oggi ancor più necessaria dall’avvento di Internet e delle piattaforme di filesharing. Dall’altro, i rappresentanti dell’attuale sistema, l’industria dei contenuti, gli intermediari nella raccolta dei diritti e il loro “braccio armato”: la SIAE e la polizia postale.

Il tutto dietro lo scenario del regolamento dell’AgCom, in via di approvazione: la nuova normativa che promette controlli e pene più severe contro la pirateria informatica.

Maggiori info e il Programma  qui

Fulvio Sarzana

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Published by on aprile 27th, 2012 Commenti disabilitati su La battaglia sul copyright e l’arte: Convegno a Cosenza il 17 Maggio.

Liberalizzazioni a metà: gli artisti intepreti SI ma la SIAE no, e perchè?

L’Amico Marco Scialdone segnala alla rete il documento dell’Ufficio Studi del Senato, a margine del decreto liberalizzazioni.

All’interno del documento ci sono spunti interessanti sulla raccolta dei compensi dovuti ai titolari dei diritti connessi, e sull’apparente decisione di far permanere il Monopolio della SIAE.

Il Governo ha deciso di liberalizzare la raccolta dei diritti degli artisti intepreti ed esecutori ma non quella generale degli autori ed editori legata al ruolo della SIAE.

Francamente non riesco veramente a comprendere come i ragionamenti che sono stati alla base della decisione governativa di liberalizzare la raccolta dei compensi degli artisti  interpreti ed esecutori non abbiano poi portato alla decisione di liberalizzare anche il settore generale degli Autori ed editori, e porre in concorrenza ciò che oggi la SIAE ha in regime di monopolio.

Il documento dell’Ufficio Studi del Senato, a margine della presentazione del Decreto liberalizzazioni, cita correttamente tutti gli arresti giurisprudenziali comunitari, le proposte normative e soprattutto i provvedimenti dell’Autorità garante della Concorrenza ed il mercato, che hanno evidenziato chiaramente il ruolo anticompetitivo del monopolio IMAIE e non  c’è da sorprendersi, vista la provenienza di Catricalà dall’AGCM.

Ma tutta questa analisi avrebbe dovuto condurre ( e, si spera possa essere utilmente essere utilizzata anche per abbattere il Monopolio SIAE) alla liberalizzazione anche delle funzioni dell’ente di raccolta collettiva dei diritti degli autori ed editori su cui fra l’altro si è abbattuta da qualche giorno la scure dell’apertura di una Commissione d’inchiesta in seno alla Commissione cultura della Camera.

La sensazione altrimenti è simile a ciò che accade quando un Giudice scrive una sentenza molto erudita dal punto di vista giuridico che dà conto di tutti i provvedimenti che si sono susseguiti, per poi emettere un dispositivo, ovvero la parte decisoria della sentenza, in totale contrasto con quello che lo stesso Giudice ha scritto nelle motivazioni.

Da questo punto di vista quindi il breve inciso contenuto nell’art 39 del decreto liberalizzazioni ” salve le funzioni assegnate in materia alla Società Italiana Autori ed Editori (SIAE)”, che fa rimanere in piedi tutte le prerogative dell’ente collettivo per eccellenza, non ha alcuna ragione di esistere.

Lo stesso documento dell’Ufficio Studi che si sofferma lungamente sull’abbattimento del “falso-monopolio” IMAIE, non dice nulla su quello, reale della SIAE, ed il fatto appare veramente singolare, vista l’erudita analisi ad opera dello stesso ufficio.

Si spera che il cammino parlamentare del Decreto, su cui spero vivamente non venga messa la fiducia, possa fare giustizia di questa anomalia

Fulvio Sarzana

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Published by on febbraio 12th, 2012 Commenti disabilitati su Liberalizzazioni a metà: gli artisti intepreti SI ma la SIAE no, e perchè?

I due pesi e le due misure della SIAE: i siti dei cinema, se hanno i trailer dei film linkati da Youtube non devono pagare nulla, tutti gli altri invece si. Una storia tutta italiana.

La legge non è uguale per tutti.

Almeno non per la SIAE.

La storia oramai è nota.

La SIAE ha inviato ad alcuni siti la richiesta di regolarizzare la propria posizione relativa ai diritti d’autore sulle musiche dei trailer :  poco importa che tali trailer siano caricati sui propri server o che siano embeddati, o che siano anche solo linkati,  la collecting society intende far pagare per la pubblicazione dei trailer sui siti Internet, mediante la sottoscrizione della apposita licenza VOD ( video on demand)

 SIAE specifica, inoltre, che non basta neanche rimuovere i contenuti trovati in violazione: la licenza andrebbe chiesta prima, quindi chi ha già in passato pubblicato un trailer deve comunque pagare, sul presupposto che, in ogni caso l’aumento del traffico che deriverebbe ai siti dal trailer sarebbe economicamente valutabile come presupposto di attività commerciale,

.Al di là della singolarità della richiesta che sembra sia  stata indirizzata anche a blog amatoriali e non solo a portali commerciali, ed anche a chi non esercita l’attività in via principale ma si limiti, ( come i quotidiani on line) a inserire di tanto in tanto i trailer, un elemento che sembra emergere dai documenti interni di uno dei protagonisti di questa “bella” storia all’italiana ci induce a riflettere.

 Tra le modalità di inserimento dei trailer vi è infatti  quello di integrare il video nel proprio sito o di linkarlo ( di solito i video linkati sono su youtube).

 Orbene sorge un problema relativo al linking ed all’embedding, dato che la Siae ritiene ( e lo specifica nelle licenze SSP-VOD, ovvero Video on demand) che il link a una risorsa esterna comunque faccia scaturire l’obbligo di pagare i diritti alla Siae, cosicchè se io linko ad un trailer su Youtube devo comunque pagare  i diritti per la colonna sonora dei trailer.

 La cosa ovviamente non riguarda Youtube, che ha regolarmente pagato per i trailer ed è a posto con i diritti d’autore.

 Il pagamento riguarda invece chi vuole linkare il trailer.

 Ma perché sta accadendo tutto ciò?

 L’offensiva posta in essere dalla SIAE deriva infatti direttamente dalla Convenzione firmata a metà gennaio del 2011 dalla SIAE con l’AGIS, in virtù della quale le sale cinematografiche  pagano effettivamente i diritti alla SIAE per i trailer contenuti nei propri siti.

 Sembrava brutto in effetti che a pagare fossero solo le Sale, ed allora giù con le richieste ai siti internet.

 E fin qui anche se anacronistico e, probabilmente non fondato in alcun modo sul diritto positivo, il tutto  potrebbe sembrare un ulteriore esempio di un conflitto tra il mondo digitale e quello tradizionale dei diritti d’autore.

 Ma non è finita qui.

 Infatti leggendo la circolare che l’AGIS ha inviato il 18 gennaio 2011 ai propri associati all’indomani della firma della Convenzione e disponibile qui, http://www.agisliguria.it/area_riservata/circolari_delegazioni/Circolari_2011/CIRC%203%20del%2018%20gennaio%202011.pdf , ci si rende conto che, secondo  la stessa AGIS,  nel  pagare alla SIAE i diritti d’autore da versare in caso di trailer,  i principi a cui  i propri associati si devono  attenere  sono   i seguenti: “Si segnala però che i suindicati diritti d’autore non vanno applicati – per carenza dei presupposti oggettivi e soggettivi – laddove i siti istituzionali delle sale cinematografiche:——-   utilizzino i trailers in modalità “redirect” (reindirizzamento), ovverosia mediante link generati automaticamente dai motori di ricerca di uso generale e/o mediante link che consistano in un mero reindirizzamento ad un sito esterno a quello dell’esercente (ad esempio al sito della casa di distribuzione). 

 

Ma come?

 

I siti amatoriali debbono pagare la SIAE per i trailer in caso di link a Youtube,   e  i siti delle sale aderenti all’AGIS, no?

 Ma non è possibile, e perché questa distinzione?

 E perché un sito anche amatoriale se linka ad un trailer, ovunque esso sia, deve pagare, mentre le sale no?

 No,  in questo paese sembra proprio che la legge non sia uguale per tutti.

Fulvio Sarzana

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Published by on ottobre 29th, 2011 Commenti disabilitati su I due pesi e le due misure della SIAE: i siti dei cinema, se hanno i trailer dei film linkati da Youtube non devono pagare nulla, tutti gli altri invece si. Una storia tutta italiana.

LA SIAE esce dal sarcofago in cui è stata custodita in questi anni con dieci domande su diritto d’autore on line, che però non la riguardano.

 La SIAE, presieduta dal “Giovane-vecchio” Gian Luigi  Rondi, di anni 90,  riemerge dal sarcofago in cui è stata depositata in questi anni  ponendo in un quotidiano a larga diffusione, a mò di Marzullo contemporaneo, dieci domande in tema di diritto d’autore, in margine alla consultazione pubblica su internet e diritto d’autore dell’AGCOM.

 Eppure in questi mesi nella battaglia che ha contrapposto le organizzazioni a tutela dei diritti umani e l’AGCOM dall’altra la SIAE ha mantenuto un dignitoso silenzio.

 Non è da sola peraltro, in questo “risveglio”  perché alla destra ( non del Padre ovviamente ndr) della lettera acquistata sul Corriere della Sera di oggi  dalla SIAE appare  l’organizzazione che sembra  essere in qualche modo  la vera latrice della lettera aperta ai giornali ovvero,  Confindustria Cultura.

 Confindustia Cultura riunisce le diverse sigle dell’intrattenimento televisivo, musicale e  cinematografico.

 Dobbiamo ricordare peraltro a beneficio del lettori che all’interno della stessa Confindustria si registrano posizioni molto distanti l’una dall’altra.

 L’Organizzazione Confindustria  digitale infatti che riunisce gli operatori del settore delle telecomunicazioni e dell’informatica   ha assunto posizioni del tutto opposte a quelle di Confindustria cultura al punto che di fronte al sottoscritto ( e ad altri dieci testimoni) il Commissario AGCOM Stefano Mannoni, durante un faccia a faccia presso il Corriere delle Comunicazioni apostrofò l’incolpevole Antonello Busetto, esponente della stessa Confindustria digitale lì presente, con l’aggettivo “lunare” in riferimento alle posizioni invece “solari” ( si presuppone)  espresse invece da CONFINDUSTRIA cultura.

 Ma si sa questo è il bello della democrazia.

 Le dieci domande peraltro  meriterebbero risposte puntuali se solo si evitasse, come sempre accade in questi casi di adottare termini tipo “furto” di proprietà intellettuale ad opera dei cittadini della rete  proprio nel momento in cui l’AGCOM recependo in qualche modo  le istanze dei difensori delle libertà civili su internet estende il concetto di fair use, ovvero di uso amatoriale cercando un difficile equilibrio tra diritto d’autore e gli  usi amatoriali,  quelli di critica e  di discussione e l’imprescindibile  diritto di cronaca.

 L’iniziativa a questo punto appare veramente inopportuna soprattutto per un motivo.

 Dall’analisi del  quadro regolatorio attuale,  ed in base  alle considerazioni che la stessa AGCOM ha fatto del ruolo della SIAE nell’indagine conoscitiva sul diritto d’autore,  (  l’indagine “dimenticata”) appare come la SIAE non abbia  alcun ruolo nella vigilanza delle attività on line.

 Afferma infatti l’AGCOM,  e ce lo ricordava  all’epoca Pino Bruno: http://www.diritto.net/dirittonet-home/diritto-privacy-riservatezza/4523-file-sharing-e-peer-to-peer-agcom-dice-alla-siae-di-non-tracimare.html

“…Dalla breve ricostruzione della natura e dei poteri della SIAE qui condotta emerge con tutta evidenza come il core delle funzioni attribuite istituzionalmente all’ente sia costituito principalmente dall’attività, di natura privatistica, di intermediazione nell’utilizzazione economica delle opere protette da copyright. Nel quadro così delineato, gli “altri compiti connessi con la protezione delle opere dell’ingegno” cui si riferisce l’art. 181, comma 1, della legge 22 aprile 1941, n. 633, alludendo alle attività di tutela del diritto d’autore, sembrano assumere un ruolo del tutto marginale. E né pare che tale conclusione possa mutare alla luce del disposto di cui all’art. 182 bis che, come si dirà in seguito, attribuisce sì alla SIAE funzioni di vigilanza sulle violazioni del diritto d’autore ma in coordinamento con l’Autorità e unicamente “nell’ambito delle rispettive competenze”.

In sostanza, evidenzia l’AGCOM,  la Siae è un ente privato.

 “…il legislatore – si legge nell’indagine conoscitiva dell’AGCOM – prevede che sia la SIAE (che, come detto, ha la sua attività principale in quella di intermediazione dell’utilizzazione economica delle opere protette da copyright e nella protezione delle stesse da eventuali violazioni un aspetto solo marginale della sua azione), a coordinarsi con l’Autorità (e non viceversa), peraltro “nei limiti dei propri compiti istituzionali”.

“L’azione di vigilanza della SIAE andrebbe invece circoscritta alle attività di cui alle lettere b), c), d), d-bis), d-ter) di cui all’art. 182 bis. Queste, infatti, attenendo alle proiezioni in sale cinematografiche, nonché all’attività di vendita e noleggio, e a quella di riproduzione attraverso fotocopiatrici, sembrano riguardare principalmente fenomeni di pirateria “fisica”, che, in quanto tali, esulano dall’ambito di competenza tradizionalmente riconducibile all’Autorità”…” Andrebbe pertanto stabilito che all’Autorità spetti, in via esclusiva, il compito di pianificare e condurre le 65 attività ispettive relative alle attività indicate alla lettera a) dell’art. 182 bis, attività per le quali essa potrà avvalersi delle forze di polizia operanti presso di essa (Polizia postale e nucleo per la radiodiffusione e l’editoria della Guardia di finanza) e, ove d’utilità, dei funzionari della SIAE, che, dunque, nel caso, svolgerebbero attività di supporto”.

Insomma l’AGCOM dice espressamente che con l’online la SIAE non c’entra nulla.

Ma allora, se la SIAE non c’entra niente con questa vicenda ci domandiamo noi perché, e a beneficio di chi,  la SIAE pone dieci domande che non la riguardano?

Fulvio Sarzana

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Published by on luglio 13th, 2011 Commenti disabilitati su LA SIAE esce dal sarcofago in cui è stata custodita in questi anni con dieci domande su diritto d’autore on line, che però non la riguardano.

DOCUMENTO DI RISPOSTA A CONSULTAZIONE PUBBLICA DELL’AGCOM SU DIRITTO D’AUTORE E RETI DI COMUNICAZIONE ELETTRONICA

CONSULTAZIONE PUBBLICA SUI LINEAMENTI DI PROVVEDIMENTO CONCERNENTE L’ESERCIZIO DELLE COMPETENZE DELL’AUTORITA’ NELL’ATTIVITA’ DI TUTELA DEL DIRITTO D’AUTORE SULLE RETI DI COMUNICAZIONE ELETTRONICA
Visualizza il documento completo in formato Pdf

Fulvio Sarzana

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Published by on marzo 11th, 2011 Commenti disabilitati su DOCUMENTO DI RISPOSTA A CONSULTAZIONE PUBBLICA DELL’AGCOM SU DIRITTO D’AUTORE E RETI DI COMUNICAZIONE ELETTRONICA

Diritto d’Autore: il nuovo Commissario straordinario della SIAE ( Società italiana Autori ed editori) è Gian Luigi Rondi, di anni 90 (NOVANTA) , Presidente del festival internazionale del cinema di Roma.

 Diritto d’Autore: il nuovo Commissario straordinario della SIAE ( Società italiana Autori ed editori)  è Gian Luigi Rondi, di anni 90 (NOVANTA) , Presidente del festival internazionale  del cinema di Roma.

“Devo confessarlo, sono nato molto giovane”.

 Deve forse aver pensato a questa frase di Groucho Marx, il Ministro Sandro Bondi, non nuovo a nomine in extremis, nel proporre alla SIAE la nomina, poi deliberata dallo stesso Organo, del  dottor Gian Luigi RONDI, quale Commissario straordinario della Società italiana degli autori ed editori- SIAE.

 Gian Luigi Rondi è il presidente del Festival internazionale del cinema di Roma ed è nato  nel 1921, ha quindi 90 anni, ed avrebbe  dichiarato  “Ho accettato per amore della cultura”, commentato a caldo la nomina.  

 Il neo Commissario sarà affiancato da due valenti esperti di diritto amministrativo, il Prof Paolo Stella Richter, ordinario di diritto Amministrativo  e l’Avv. Domenico Scordino, Avvocato Amministrativista dello Studio Legale  Ripa di Meana.

 Per la cronaca la  materia del  diritto d’autore oggetto ( a quanto sembra) delle attività dello stesso Ente, rientra nel raggruppamento Universitario di diritto privato, e segnatamente nelle branche di diritto industriale e/o diritto commerciale.

 In bocca al lupo al neo Commissario!

Fulvio Sarzana

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Published by on marzo 4th, 2011 Commenti disabilitati su Diritto d’Autore: il nuovo Commissario straordinario della SIAE ( Società italiana Autori ed editori) è Gian Luigi Rondi, di anni 90 (NOVANTA) , Presidente del festival internazionale del cinema di Roma.