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Carenza assoluta di potere dell’AGCOM a Regolamentare il diritto d’autore. L’opinione della Costituzionalista De Minico.

 

L’autorevole Costituzionalista dell’Università di Napoli, Giovanna De Minico, interviene sulla sentenza della Corte Costituzionale in materia di Regolamento AGCOM sul diritto d’autore, con un articolo a sua firma, sul Sole 24 ore di Domenica 6 Dicembre 2015.

 

De Minico è stata la costituzionalista scelta dalla Presidenza della Camera per redigere i profili Costituzionali della Dichiarazione dei diritti in internet.

 

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Fulvio Sarzana

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Published by on dicembre 6th, 2015 Commenti disabilitati su Carenza assoluta di potere dell’AGCOM a Regolamentare il diritto d’autore. L’opinione della Costituzionalista De Minico.

Il Sole 24 ore del 5 dicembre su Regolamento AGCOM su diritto d’autore e Corte Costituzionale

 

 

agcom_logo

 

Interessante contributo di Giulio Enea Vigevani e Carlo Melzi D’Eril su il Sole 24 ore di oggi, a proposito della sentenza n 247/2015 della Corte Costituzionale su AGCOm e diritto d’autore.

http://www.ilsole24ore.com/…/agcom-web-poteri-rifondare-081…

Mi sembrano molto interessanti questi passi:

Con la pronuncia di inammissibilità, sembrerebbe a prima lettura che la Corte si limiti a restituire la palla al Tar, senza incidere sul merito. Non è così. Da un lato, la scelta dell’inammissibilità era pronosticata da molti, in quanto le questioni, per usare il severo linguaggio della Corte, «presentano molteplici profili di contraddittorietà, ambiguità e oscurità nella formulazione della motivazione e del petitum»

Dall’altro, la Corte smentisce il presupposto del Tar: con parole chiare come poche altre volte, afferma che la lettura delle previsioni effettuata dal giudice rimettente «non risulta coerentemente o comunque adeguatamente argomentata», non prendendo nemmeno in considerazione l’ipotesi che i poteri dell’Agcom possano discendere dalla stessa legge istitutiva dell’autorità.

La decisione della Corte avrà effetti sulla sorte del regolamento Agcom? Certamente il Tar (o il Consiglio di Stato) dovrà trovare ragioni più convincenti per giustificare i poteri normativi dell’autorità o dovrà dichiarare il regolamento illegittimo. Potrebbe addirittura risollevare una questione di costituzionalità, consentendo così alla Corte di entrare nel merito. Soprattutto, ed è questo il messaggio che viene dal Palazzo della Consulta, il legislatore non può lasciare ad altri il tema del bilanciamento dei diritti in rete né quello del confine tra i poteri dell’autorità amministrativa e di quella giudiziaria.
di Carlo Melzi d’Eril e Giulio Enea Vigevani – Il Sole 24 Ore – leggi su  http://24o.it/yva8Mn

 

 

Fulvio Sarzana

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Published by on dicembre 5th, 2015 Commenti disabilitati su Il Sole 24 ore del 5 dicembre su Regolamento AGCOM su diritto d’autore e Corte Costituzionale

La Guardia di finanza decapita lo streaming Italiano. Indagati e sequestri per robinfilm, cineblog01, filmpertutti, italiafilm, altadefinizionetv e altri.

 

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I  maggiori portali di streaming italiano, tra i quali si segnalano robinfilm, cineblog01, filmpertutti, italiafilm, altadefinzionetv,  sono stati oggetto di sequestro preventivo, attraverso l’inibizione all’accesso,  oggi 3 dicembre 2015,  nel quadro di una  vasta operazioni antipirateria compiuta dalla Guardia di Finanza di Lecco, su disposizione della locale Procura.

Si tratta della più vasta operazione antipirateria del 2015.

L’indagine, che è andata avanti per diversi mesi,  ha portato all’esecuzione di misure cautelari reali nei confronti di soggetti residenti in diverse  regioni Italiane.

 

 

 

 

 

Fulvio Sarzana

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Published by on dicembre 3rd, 2015 Commenti disabilitati su La Guardia di finanza decapita lo streaming Italiano. Indagati e sequestri per robinfilm, cineblog01, filmpertutti, italiafilm, altadefinizionetv e altri.

No all’obbligo di inibizione all’accesso per i provider. Parola della Svezia.

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160 mila dollari.

E’ questa lo somma che dovranno versare ad un provider Svedese i ricorrenti Universal Music, Sony Music, Warner Music, Nordisk Film e  Swedish Film Industry, che hanno richiesto invano al Tribunale distrettuale di Stoccolma un ordine di blocco all’accesso del portale  The Pirate Bay, nei confronti dei cittadini Svedesi, per ragioni di copyright.

Secondo la Corte distrettuale, l’accesso a The Pirate Bay continuerà ad essere possibile per tutti gli utenti che dalla Svezia vorranno connettersi al portale mediante l’operatore di telecomunicazioni  Bredbandsbolaget.

La sentenza segue di qualche giorno il rigetto, da parte della Bundesgerichtshof, la Corte di Cassazione tedesca, delle analoghe istanze della  Universal, Sony e Warner Music nei confronti del provider di accesso  O2 Deutschland, e di quelle della  collecting society tedesca GEMA ( l’equivalente della nostra SIAE)  contro l’operatore Deutsche Telekom, per il blocco all’accesso di due portali web.

 

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Fulvio Sarzana

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Published by on dicembre 3rd, 2015 Commenti disabilitati su No all’obbligo di inibizione all’accesso per i provider. Parola della Svezia.

Corte di Giustizia UE: sono leciti gli ordini ai provider per il diritto d’autore?

 

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La Corte di Giustizia dell’Unione Europea è stata investita,   dalla Corte Suprema Olandese,  della questione relativa alla comunicazione al pubblico di opere protette attraverso link, e della possibilità o meno di emettere ordini di inibizione ai providers di accesso per la protezione del diritto d’autore.

In particolare la Corte Suprema Olandese ha rimesso alla Corte di Giustizia UE i seguenti quesiti:

1) Se  costituisce una comunicazione al pubblico ai sensi dell’articolo 3 (1 ), della direttiva Infosoc ( la cd direttiva copyright), ed è quindi  una violazione del diritto d’autore la condotta  del  gestore di un sito web che  consenta di  classificare, indirizzare e  rinviare  ad  un sito ove vi siano uplaod e downlaod  di  opere protette.

2) In caso positivo  se l’art 8.3 della direttiva Infosoc e l’articolo 11 della direttiva Enforcement permettano  un ordine di inibizione  agli ISP  sul presupposto che tale attività sia in grado di facilitare la consultazione di opere protette ad opera di terzi.

 

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Fulvio Sarzana

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Published by on novembre 27th, 2015 Commenti disabilitati su Corte di Giustizia UE: sono leciti gli ordini ai provider per il diritto d’autore?

I poteri di AGCOM sul diritto d’autore ed il contrasto con i poteri del Giudice.

Presi per il Web 4 ottobre 20152

 

L’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (AGCOM)  ha i poteri di emettere provvedimenti inibitori in tema di diritti d’autore?

Esistono in breve poteri di disabilitazione amministrativa su Internet, previsti positivamente previsti dal nostro ordinamento?

E i poteri che si è attribuita l’AGCOM sono coerenti con altre disposizioni presenti con il nostro ordinamento e con i principi di ragionevolezza e di discrezionalità che il Legislatore deve sempre tenere presente nell’esercizio della potestà legislativa?

Per rispondere a queste domande, dobbiamo analizzare brevemente le norme che disciplinano le attività inibitorie delle Autorità Amministrative su internet.

Poiché l’AGCOM si richiama espressamente, sin dal titolo del suo Regolamento in materia di diritto d’autore, al Decreto legislativo 70 del 2003, è in questa norma che vanno cercate le norme che consentirebbero all’Autorità di disporre inibitorie amministrative a protezione del diritto d’autore.

Si noti fin d’ora che il  Decreto legislativo 70 del 2003,   coerentemente con la scelta di non introdurre alcun nuovo potere inibitorio – non predispone alcuna sanzione amministrativa per la mancata ottemperanza all’ordine di porre fine alle violazioni (a differenza che per altre violazioni dal medesimo decreto legislativo disciplinate).

Anzi, l’art. 17 del  Decreto, significativamente rubricato « Assenza dell’obbligo generale di sorveglianza», prevede, in coerenza con il  principio di c.d. net neutrality che «Nella prestazione dei servizi di cui agli articoli 14, 15 e 16, il prestatore non è assoggettato ad un obbligo generale di sorveglianza sulle informazioni che trasmette o memorizza, né ad un obbligo generale di ricercare attivamente fatti o circostanze che indichino la presenza di attività illecite», stabilendosi solo, a livello sanzionatorio, che «Il prestatore è civilmente responsabile del contenuto di tali servizi nel caso in cui, richiesto dall’autorità giudiziaria o amministrativa avente funzioni di vigilanza, non ha agito prontamente per impedire l’accesso a detto contenuto, ovvero se, avendo avuto conoscenza del carattere illecito o pregiudizievole per un terzo del contenuto di un servizio al quale assicura l’accesso, non ha provveduto ad informarne l’autorità competente».

Evidente è dunque l’idea (peraltro del tutto coerente con la direttiva) di una sanzione di carattere meramente eventuale e civilistico, quale – in via esclusiva – ipotizzabile nel caso di mancata rimozione di contenuti illeciti nonostante espressa richiesta da parte di autorità pubbliche[1].

Sul tema, in generale, Piruccio,   Diritto d’autore e responsabilità del “provider”, in  Giur. merito,  2012, 2592 ss.spec. 2597 ss, il quale esattamente rileva altresì la mancanza di ogni potestà amministrativa sanzionatoria a presidio dei pretesi poteri inibitori dell’Autorità amministrativa.: « la responsabilità del provider, persino in caso di mancata ottemperanza ai provvedimenti delle Autorità che dispongano la rimozione dei contenuti illeciti (oltre che nei casi di omessa comunicazione), è limitata al campo del diritto civile, non essendo prevista dall’art. 21 d.lg. n. 70 del 2003 (dedicato alle sanzioni) alcuna misura sanzionatoria di natura amministrativa (ovvero pecuniaria), che sarebbe stata invece necessaria per garantire efficacia vincolante ai citati provvedimenti.».

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Fulvio Sarzana

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Published by on ottobre 12th, 2015 Commenti disabilitati su I poteri di AGCOM sul diritto d’autore ed il contrasto con i poteri del Giudice.

L’Incostituzionalità delle norme alla base del Potere di AGCOM sul diritto d’autore. L’Art 32 Bis, comma 3, del Decreto Romani.

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Fra le norme alla base del Regolamento AGCOM sul diritto d’autore, sottoposte dal Tar del Lazio al giudizio della Corte Costituzionale, c’è anche l’art 32 bis, comma 3 del C.d. Decreto Romani.

Più in particolare, il TAR ha rimesso alla Corte anche la possibile incostituzionalità  del comma 3 dell’art. 32 bis, del Testo Unico dei servizi di media audiovisivi e radiofonici, approvato con decreto legislativo n. 117 dei 2005, come introdotto dall’art. 6 del decreto legislativo n. 44 del 2010, in relazione agli artt. 21, commi 2 e seguenti, 24 e 25, comma 1, della Costituzione.

Innanzitutto va rilevato come l’Autorità fondi proprio qui  la propria competenza regolamentare sul diritto d’autore ad internet, essendo questa l’unica norma positiva che attribuisce ad AGCOM  tale potere.

La norma impugnata recepisce la direttiva  2007/65 , in materia di servizi di media audiovisivi, la cui modifica peraltro è stata messa in programma proprio in questi mesi dalla Commissione Europea.

Le norme di recepimento italiane però applicano ad internet principi relativi al mondo televisivo, del tutto inesistenti nella direttiva da cui è tratta, ed in proposito  basta leggere l’art 2, punto 1 della discussa Direttiva.

La norma sembra viziata da incostituzionalità per violazione dei principi di ragionevolezza, per contrarietà del   decreto legislativo  n. 44 del 2010, con quanto previsto dalla direttiva 2007/65, che aveva il  compito di recepire pedissequamente e, più in generale, con il quadro normativo e giurisprudenziale proprio dell’ordinamento dell’Unione europea,   nonché con il vizio più “grave” ovvero l’eventuale suo contrasto con l’art. 76 della Costituzione che fissa i limiti oltre cui non può spingersi la disciplina dettata da un decreto legislativo.

 

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Fulvio Sarzana

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Published by on ottobre 9th, 2015 Commenti disabilitati su L’Incostituzionalità delle norme alla base del Potere di AGCOM sul diritto d’autore. L’Art 32 Bis, comma 3, del Decreto Romani.