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Un altro anno di Legge Pisanu: nel decreto mille proroghe una “leggina” permette la permanenza in vita, fino al 31 dicembre 2012, della contestata norma sugli Internet Point.

La legge Pisanu sul wi fi  non è morta.

 Secondo quanto circolato nelle ultime ore il tradizionale decreto Milleproproghe di fine anno, presentato nel corso del  pre-consiglio dei Ministri del 21 dicembre, (divenuto quasi  un “must” come il concerto di capodanno o il discorso di fine anno del Presidente della Repubblica)   fra le disposizioni relative   alla tracciabilità dei rifiuti, a quelle sulle miniere del Sulcis, passando per le emissioni volatili, conterrebbe  una norma che proroga la cd Legge Pisanu ( o meglio quello che ne resta dopo le “amputazioni” di inizio anno ) di un altro anno.

 Il provvedimento dovrebbe essere discusso nel corso del Consiglio dei Ministri che si terrà venerdi prossimo.

 La disposizione, si legge nella relazione allegata  alle bozze che starebbero circolando in queste ore, si dovrebbe “alla segnalazione degli uffici di polizia secondo i quali permane tuttora la necessità del previo rilascio   della licenza di pubblica sicurezza al fine di attivare i previsti, conseguenti controlli, nonché di disporre le prescrizioni ritenute necessarie per il pubblico interesse, emanando altresì provvedimenti inibitori”.

 Pensavamo di esserci liberati di questa norma anacronistica ma, evidentemente, ci sbagliavamo.

 Il richiamo inoltre ai necessari “provvedimenti inibitori”, mi genera una qualche forma di inquietudine.

 Eppure basterebbe un piccolo sforzo per eliminare quel piccolo inciso “fino al dicembre 2012”…

 Confidiamo nella saggezza del nostro Esecutivo…

Fulvio Sarzana di S. Ippolito

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Published by Fulvio Sarzana on dicembre 22nd, 2011 No Comments

Concorrenza e regolazione nel settore delle telecomunicazioni e delle installazioni wireless: il decreto legislativo 198/2010 e il nuovo decreto ministeriale. A Milano il 26 maggio in occasione dell’ IP Business Forum 2011 il confronto tra le posizioni degli installatori di ASSOTEL e quelle dell’Avv. Fulvio Sarzana.

Il 26 Maggio alle 12 e 40 a Milano, in occasione dell’IP BUSINESS FORUM 2011   in programma  al  Mercedes-Benz Center,si parlerà del nuovo decreto ministeriale di cui alla  bozza Decreto ministeriale Regolamento di attuazione dell’articolo 2, comma 2, del Decreto legislativo 26 ottobre 2010, n. 198 recante ‘Attuazione della Direttiva 2008/63/CE relativa alla concorrenza sui mercati delle apparecchiature terminali di telecomunicazioni”.

 

La tavola rotonda vedrà contrapposte le posizioni dell’Associazione di categoria ASSOTEL, favorevoli alla normativa e quelle dell’Avv. Fulvio Sarzana, critico invece nei confronti della nuova normativa.

 

Per maggiori informazioni sull’evento, libero e gratuito, come di consueto:

http://www.wlanforum.eu/it/index.php?option=com_content&task=view&id=271&Ite

 

qui alcune informazioni sul Decreto http://www.fulviosarzana.it/blog/nella-bozza-di-decreto-ministeriale-spunta-il-tecnico-obbligatorio-per-montare-i-router-wi-fi/

 

Fulvio Sarzana di S. Ippolito

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Published by Fulvio Sarzana on maggio 22nd, 2011 No Comments

Nella bozza di decreto ministeriale spunta il tecnico obbligatorio per montare i router Wi-Fi

Cresce il rischio che si debba pagare un tecnico installatore patentato per montare apparati di rete più o meno comuni, come un router Wi-Fi. L’allarme prende le mosse dai contenuti della bozza di decreto ministeriale, su cui è appena partita la consultazione pubblica.

Sul sito del Ministero allo Sviluppo Economico si legge infatti: “il Dipartimento per le Comunicazioni del Ministero dello Sviluppo Economico ritiene opportuno avviare una procedura di consultazione pubblica sulla bozza Decreto ministeriale Regolamento di attuazione dell’articolo 2, comma 2, del Decreto legislativo 26 ottobre 2010, n. 198 recante ‘Attuazione della Direttiva 2008/63/CE relativa alla concorrenza sui mercati delle apparecchiature terminali di telecomunicazioni”.

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«È una limitazione incredibile alla concorrenza», afferma invece Fulvio Sarzana, avvocato esperto in diritto d’autore e nuove tecnologie. Che spiega al Sole24Ore.com: «L’art 2 punto 2 equipara gli installatori alle imprese titolari di autorizzazione generale per l’installazione e la fornitura di reti pubbliche di comunicazione elettronica. Gli Isp (Internet service provider) che versano in media 600 euro di contributi governativi dovranno quindi pagare, se vogliono fare il lavoro di installatori Wi-Fi, le cifre molto più alte che pagano gli operatori telefonici (almeno 23 mila euro). Questi invece potranno fare gli installatori senza versare niente in più. Altro elemento assolutamente contrario alla concorrenza è la costituzione di un albo che, come è noto, limita la concorrenza soprattutto delle piccole e medie imprese, ma che è anche un limite alla circolazione dei servizi in sede europea»,.

Alessandro Longo commenta per il sole24ore  la bozza di decreto Ministeriale sugli installatori qui

Fulvio Sarzana di S. Ippolito

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Published by Fulvio Sarzana on aprile 5th, 2011 No Comments

Il Balletto del wi fi. Le nuove regole.

 

UPDATE 2 : Il Senatore Lucio Malan ( che non conosco)  conferma attraverso i commenti al Blog di aver ritirato gli emendamenti sul wi fi  al Milleproroghe. Mi scrive in particolare ” Confermo di avere ritirato gli emendamenti che introdurrebbero un decreto del ministro dell’interno nelle quali potrebbero essere reintrodotte limitazioni al Wi Fi pubblico. Mi risulta che la posizione della maggioranza che sostiene il Governo sia di mantenere il testo, come modificato dal decreto legge del 29 dicembre scorso. In ogni caso, appunto dal 29 dicembre, è in vigore un testo che abolisce l’obbligo di registrare le generalità di chi si connette a un Wi Fi.”

Gliene va dato atto.

UPDATE: Potenza della rete, il Senatore Lucio Malan, relatore del Provvedimento Milleproroghe al Senato, avrebbe risposto in tempo reale a mezzo blog di Mantellini  http://www.mantellini.it/?p=11186#comment-70497 alle osservazioni sulla presentazione dei suoi  emendamenti diretti a dotare il Ministero dell’Interno del potere di introdurre nuove norme sull’identificazione e la tenuta dei log nel wi fi. Malan, se naturalmente il commento è autentico, ha dichiarato  ( una mezz’ora dopo il post del sottoscritto, anche se ovviamente le cose non sono correlate) di aver ritirato gli  emendamenti presentati perchè gli stessi erano stati concepiti per emendare una norma presentata dal Governo prima dell’Abrogazione adottata dal governo con il milleproroghe il 29 dicembre e che quindi non ha alcuna intenzione di ripresentarli…Non c’è che dire, la storia dell’abrogazione dgli obblighi della Pisanu sta diventando sempre più simile ad una soap opera..

 

Massimo Mantellini  ci informa, citando un pezzo di Marco Mobili apparso su  il sole 24 ore del 28 gennaio  che “  la liberazione del wi-fi contenuta nel decreto Milleproroghe, attualmente in discussione, sarà subordinata ad un decreto del Viminale che stabilirà quando e come si dovranno identificare gli accessi alle reti senza fili. La modifica che affida al Ministro Maroni ampia facoltà in materia, è stata proposta in Commissione Affari costituzionali dal senatore del PdL Lucio Malan.”

 Si tratta pur sempre di un emendamento proposto e quindi occorre cautela in merito e tuttavia appare a questo punto probabile che, se approvato, l’emendamento  introdurrà al posto degli abrogati ultimi comma dell’art 7 della legge 155/2005 cd decreto Pisanu una disposizione in pratica simile a quella abrogata, ovvero una norma che conferisce al Ministero dell’interno il compito di stabilire le regole di identificazione e di tenuta delle “tracce” informatiche di chi accede alle reti wireless.

 Esattamente come prima, dal punto di vista della tecnica normativa, con la differenza che stavolta, si spera, le norme saranno ben più ponderate.

 Nel frattempo i tecnici del Ministero dell’interno, secondo quanto riportato qualche settimana fa dal Corriere starebbero lavorando alla predisposizione delle nuove regole per l’identificazione.

 Non si conoscono ancora i principi del nuovo Decreto ma appare scontato  che vi saranno nuove regole in materia anche perché la “repentina” abrogazione delle norme relative all’identificazione mediante documento di identità di chi accede alle reti wireless e degli utenti degli internet point avvenuta con il decreto mille proroghe, pur avendo generato una forte soddisfazione nel grande pubblico, aveva in effetti  lasciato un “vuoto” normativo e seminato dubbi su quale parte del cd decreto pisanu, che dal 2005 regolava la materia, fosse stata abrogata.

Staremo a vedere.

Fulvio Sarzana di S. Ippolito

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Published by Fulvio Sarzana on gennaio 30th, 2011 1 Comment

WI FI indietro tutta? I tecnici del Ministero dell’Interno coadiuvati dagli esperti della polizia postale starebbero lavorando “alacremente” in questi giorni per ridefinire gli obblighi di identificazione legati al wi fi.

 

La storia del Wi Fi “libero”  a quanto pare non è finita.

 E si perché l’abrogazione “fulminea”, in costanza natalizia,  dei commi 4 e 5 dell’art 7 della legge 155/2005, detta anche “volgarmente”  Decreto Pisanu, che come è noto prescrivevano gli obblighi di identificazione mediante documento di identità di chi navigava negli hotspot, e che rimandavano a norme del Ministero dell’interno successive,  sembrava in effetti aver lasciato il sistema in “balìa di sé stesso”.

Si erano levate voci  giustamente dubbiose  sia sulla permanenza in vita di alcune norme, sia sull’abrogazione totale o parziale delle stesse, sia sullo strano silenzio del legislatore in merito  alla presentazione in Parlamento di un disegno di legge Governativo pochi giorni prima dell’annunciata abrogazione per decreto legge ( che deve ancora essere convertito) di una parte dell’oramai noto decreto Pisanu.

Ebbene oggi  l’edizione on line di uno dei maggiori quotidiani italiani ( se non il più diffuso) ci informa testualmente che  lo “ staff del ministro dell’Interno Roberto Maroni, che pure aveva dimostrato fiuto politico nel cavalcare la liberalizzazione del wi-fi, è blindato in questi giorni al Viminale per trovare delle «soluzioni tampone» che, per certi versi, potrebbero essere un passo indietro. A riferirlo è una fonte dello stesso ministero.” http://www.corriere.it/economia/11_gennaio_15/wi-fi-libero-per-comuni-e-poste-ma-e-ancora-caos-sulle-regole-massimo-sideri_bf549be6-207b-11e0-bf27-00144f02aabc.shtml

Non si comprende bene se la frase sia una libera interpretazione del giornalista, o una espressa dichiarazione della fonte richiamata,  né se la “pretesa” soluzione tampone avrà a che fare con il decreto legge in fase di conversione o con il disegno di legge, ma in ogni caso sembra di trovarsi di fronte ad una storia infinita..

Fulvio Sarzana di S. Ippolito

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Published by Fulvio Sarzana on gennaio 15th, 2011 2 Comments

L’abrogazione delle norme sul wi fi è avvenuta veramente ? Cosa prevede il nostro sistema in caso di abrogazione di una norma. L’abrogazione tacita.

Alcuni commentatori, tra i quali  Massimo Melica,  ritengono, sulla base di una mancata previsione espressa da parte del legislatore, che il decreto milleproproghe possa non aver abrogato espressamente le norme di dettaglio dipendenti dal decreto pisanu, e, segnatamente, le norme del Decreto Ministero Interno del 16 agosto 2005 ( e, aggiungerei,  la circolare n 557/2005 del Ministero dell’Interno ) .

Atteso che il decreto milleproproghe ha espressamente abrogato gli ultimi due commi dell’art 7 della legge 155/2005, il cui contenuto è oramai arcinoto, che cosa accade alle norme di dettaglio dipendenti dalla norma abrogata, tra le quali il decreto del Ministero dell’interno menzionate nella norma abrogata ?

 Rimangono in vigore o sono abrogate anch’esse?

Effettivamente il legislatore non ha abrogato in maniera espressa anche le normative di dettaglio e tuttavia l’abrogazione espressa non è l’unica forma di abrogazione di una norma.

L’articolo 15 delle Preleggi, cosi strutturato “Le leggi non sono abrogate che da leggi posteriori per dichiarazione espressa del legislatore, o per incompatibilità tra le nuove disposizioni e le precedenti o perché la nuova legge regola l’intera materia già regolata dalla legge anteriore.“, delinea tre distinti casi di abrogazione.

1)      Nel caso in cui la norma è abrogata, in tutto o in parte, mediante una legge posteriore con esplicito riferimento alla norma precedente si parla di “abrogazione espressa“.

E’ questo il caso certo  dei  commi 4 e 5 dell’art 7 del decreto pisanu.

2)      Quando l’abrogazione deriva dall’incompatibilità delle precedenti norme con quelle emanate successivamente si parla di “abrogazione tacita“.

Si tratterebbe in questo caso delle norme successive tra le quali il Decreto Ministero Interno del 16 agosto 2005 nonché la circolare del ministero dell’interno 557/2005

3)      Infine, quando una nuova legge disciplina un’intera materia già regolamentata, conferendogli una nuova sistematicità logico-giuridica, le precedenti norme sono abrogate. In quest’ultimo caso si parla di “abrogazione implicita“.

Nel caso in cui non si volesse propendere per l’abrogazione tacita sarebbe questo il caso nel quale il Ministero dell’Interno, come sembrerebbe aver prefigurato il Ministro Maroni, decida di introdurre nuove norme ( sostitutive degli abrogati commi 4 e 5 dell’art 7) per salvaguardare le esigenze delle investigazioni, già sostenute dal procuratore nazionale antimafia.

Io propenderei tuttavia, in riferimento alle norme del ministero dell’interno  per l’abrogazione tacita, anche perché se cosi non fosse ci troveremmo di fronte a situazioni paradossali tra le quali quella per cui  i gestori degli internet point avrebbero in realtà tutti gli obblighi di identificazione e di monitoraggio delle attività esistenti previsti dall’art 2 del decreto ministeriale del 16 agosto 2005.

Che come è noto prevede:

“Monitoraggio delle attivita’

  1. 1.      I soggetti di cui all’art. 1 adottano le misure necessarie a memorizzare e mantenere i dati relativi alla data ed ora della comunicazione e alla tipologia del servizio utilizzato, abbinabili univocamente al terminale utilizzato dall’utente, esclusi comunque i contenuti delle comunicazioni.
      2.  Gli  stessi  soggetti adottano le misure necessarie affinche’ i dati  registrati  siano  mantenuti, con modalita’ che ne garantiscano l’inalterabilita’  e  la  non  accessibilita’ da parte di persone non autorizzate, per il tempo indicato nel comma 1 dell’art. 7, del decreto-legge  27 luglio 2005, n. 144, convertito con modifiche nella legge  31 luglio 2005, n. 155, fermo restando che i dati del traffico conservati oltre i  limiti previsti dall’art. 132, commi 1 e 2, del decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196, possono essere utilizzati esclusivamente per le finalita’ del predetto decreto-legge.”

 Tra l’altro lo stesso articolo al secondo comma attribuisce  agli internet point ( e lo attribuirebbe  sino al 2011 oggi in virtù della proroga operata dal decreto mille proroghe ) gli  obblighi di conservazione dei dati che hanno i provider, come analizzato in maniera esaustiva da Elvira Berlingieri .

Dubito fortemente che sia così, a meno che il tutto, per la fretta di arrivare all’abrogazione e rispettare cosi la parola data, non sia stato  “poco” meditato dai rispettivi uffici legislativi che hanno predisposto le norme di abrogazione o che ci sia qualcos’altro che non è dato sapere.

Fulvio Sarzana di S. Ippolito

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Published by Fulvio Sarzana on gennaio 10th, 2011 10 Comments

wi fi: da un disegno di legge di abrogazione ad un decreto legge di proroga ed abrogazione

Dunque il decreto milleproroghe, presentato mercoledi dal Governo conterrebbe l’abrogazione dei commi 4 e 5 dell’art 7 della legge 155/2005, meglio nota come decreto pisanu, relativi all’identificazione certa di chi accede agli stessi internet point o ad un access point wi fi, mentre la stessa norma prorogherebbe i primi tre commi, relativi alla licenza da richiedere in questura, essenzialmente per gli internet point.

Cosi mi viene riferito da chi ha visto il Decreto.

La notizia è molto positiva ma lascia aperti alcuni dubbi. In particolare non si comprende il perchè il Governo abbia presentato in Senato dieci giorni prima un disegno di legge dall’identico contenuto della disposizione poi contenuta nel decreto legge milleproroghe.

Forse, semplicemente, il Governo ha cambiato idea visto che, sostengono i bene informati, sino al giorno prima nessuno era a conoscenza dell’intenzione governativa di inserire l’abrogazione nel decreto milleproroghe.

In ogni caso a partire dal 1 gennaio 2011, in caso di conversione del decreto legge dovrebbero essere eliminati gli obblighi di identificazione che tanto hanno fatto discutere

Non si comprende bene che fine farà il disegno di legge governativo frattanto presentato che forse finirà nel “corridoio dei passi perduti” o forse verrà utilizzato per apporre modifiche all’abrogazione realizzata con il decreto milleproroghe, per esempio per introdurre quelle modalità di identificazione “light” annunciate, poi smentite, poi ancora delineate.

In ogni caso e, fermo restando il plauso per il Ministro Maroni, che seppur molto confusamente, ha mantenuto le sue promesse, mi sembra questa una vicenda degna della definizione di uno statista che disse “Se vi piacciono le salsicce e le leggi non vi domandate come esse siano fatte”.

Fulvio Sarzana di S. Ippolito

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Published by Fulvio Sarzana on dicembre 23rd, 2010 No Comments