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La liberalizzazione del wifi: niente più indagini informatiche e minor gettito per lo stato.

 

cartellowifiCominciano a girare le bozze  del decreto fare, che avrebbe “liberalizzato” il wifi, secondo le chiare parole del ministro Zanonato, ma che già sono destinate a far discutere.

Un’avvertenza ai lettori, il condizionale è d’obbligo, trattandosi di norme in itinere.

La norma che si occuperebbe del wi fi ( e non solo) è l’art 10, che, secondo quanto pubblicato da un portale del gruppo il sole 24 ore  http://www.ediliziaeterritorio.ilsole24ore.com/pdf2010/Edilizia_e_Territorio/_Allegati/Free/Norme/DL_Fare_17_giugno_OK.pdf, sarebbe cosi strutturata:

Art. 10

(Liberalizzazione dell’allacciamento dei terminali di comunicazione alle interfacce della rete  pubblica)

 

1. l’offerta di accesso ad internet è libera e non richiede la identificazione degli utilizzatori. Resta fermo l’obbligo del gestore di garantire la tracciabilità del collegamento ( MAC address)

2. La registrazione della traccia delle sessioni, ove non associata all’identità dell’utilizzatore, non

costituisce trattamento di dati personali e non richiede adempimenti giuridici. Se l’offerta di accesso

ad internet non costituisce l’attività commerciale prevalente del gestore, non trovano applicazione

l’articolo 25 del decreto legislativo 1° agosto 2003, n. 259 e l’articolo 7 del decreto legge 27 luglio

2005 , n. 144, convertito in legge 31 luglio 2005, n. 155.

2. Al decreto legislativo 26 ottobre 2010, n. 198 sono apportate le seguenti modificazioni:

a) l’articolo 2 è soppresso;

b) all’articolo 3 il comma 2 è sostituito dal seguente: “2. Il decreto del Ministro delle poste e

telecomunicazioni 23 maggio 1992, n. 314 è abrogato”.

 

Prima constatazione ovvia.

La norma non è in alcun modo una interpretazione autentica da parte del governo ma costituisce una abrogazione ( ed una sostituzione con altre norme)  vera e propria.

Nonostante oggi i commentatori con il vizio di salire sempre sul carro dei l“io l’avevo detto” , si affrettino a dire cose opposte rispetto a quelle che hanno detto fino ad un anno fa, il governo, per bocca del Ministro Zanonato è stato molto chiaro.

Si dispone una norma abrogativa perché le norme sull’identificazione sono in vigore e dunque vi  è la necessità di dire con certezza che le norme sono abrogate.

Altrimenti non ci sarebbe stato bisogno di una nuova legge.

Ma, andiamo per ordine ed analizziamo le disposizioni “provvisorie”.

La norma, secondo la versione che sarebbe  oggi disponibile , sostituisce ad un sistema di identificazione “tecnica” e di registrazione di log due principi ( stabiliti nei primi due commi dell’art 10 del decreto fare) .

Primo principio:

“l’offerta di accesso ad internet è libera e non richiede la identificazione degli utilizzatori. Resta fermo l’obbligo del gestore di garantire la tracciabilità del collegamento ( MAC address)”.

Questa noma si riferirebbe a tutti ( anche agli internet point quindi oltre che al wifi  )  ed intenderebbe sostituire l’identificazione personale dell’utilizzatore dei sistemi wifi ( su cui vi erano sorti dubbi dopo le modifiche della legge pisanu avvenute nel 2010)  con un sistema  di registrazione degli indirizzi mac address, senza più, fra l’altro obblighi amministrativi ( che però erano già stati previsti dalle norme del 2010)

Cos’è il Macaddress?

Il MAC è un acronimo che significa Media Access Control  ed è un sistema di identificazione di dispostivi anziché di persone.

Ad un sistema di identificazione personale, insomma,  se ne sostituisce uno basato su un numero in grado di identificare “macchine” e non persone.

L’identificazione personale è esclusa nettamente anche dal secondo comma dell’articolo 10

 

“La registrazione della traccia delle sessioni, ove non associata all’identità dell’utilizzatore, non costituisce trattamento di dati personali e non richiede adempimenti giuridici. Se l’offerta di accesso ad internet non costituisce l’attività commerciale prevalente del gestore, non trovano applicazione l’articolo 25 del decreto legislativo 1° agosto 2003, n. 259 e l’articolo 7 del decreto legge 27 luglio 2005 , n. 144, convertito in legge 31 luglio 2005, n. 155.”

 

La norma all’apparenza rende più semplice il collegamento dell’utente  al wifi e commercialmente più appetibile la vendita di servizi senza fili.

Ma questo, significa anche  che, a meno di effettuare indagini complesse che iniziano dal produttore del dispositivo e risalire ad una catena di eventi impossibili da prevedere , ad es  nel  caso il dispositivo sia venduto all’estero, oppure a favore di un terzo, oppure il computer o il telefono siano usati, o il computer non sia associato ad una vendita avvenuta con un codice fiscale, il numero Macaddress non potrà identificare a fini di tutela e di repressione di reati nessun soggetto.

Prevedo che il prossimo computer ( o dispositivo telefonico) verrà comperato ( anche per eludere il temibilissimo   Serpico, dell’agenzia delle entrate) dalla nonna novantenne o dall’amico senza fissa dimora .

Inoltre come è agevole verificare  anche da una semplice consultazione dell’enciclopedia  wikipedia l’indirizzo Macaddress è semplicemente modificabile con un software.

Anzi “Sebbene l’indirizzo MAC sia permanente di natura, esistono alcuni metodi che permettono di modificarlo, operazione che in gergo tecnico viene detta MAC spoofing. La modifica può essere utile per motivi di privacy, ad esempio collegandosi ad una rete Wi-Fi libera, o per motivi di interoperabilità.” https://it.wikipedia.org/wiki/Indirizzo_MAC

In questo  modo potrà compiere tutti i reati che voglio senza mai essere identificato.

Vediamo le ulteriori conseguenze del dettato normativo :

1)      Pur essendo in linea teorica un indirizzo Macaddress univoco, se il gestore  non è  in grado di registrare le sessioni ( ed associare un nome a quell’indirizzo, come previsto dal secondo comma dell’art 10) ) non potrà mai sapere chi ha fatto cosa e a chi appartiene il dispositivo utilizzato.

Ciò significa che le indagini di polizia giudiziaria in casi di reati informatici diverranno di fatto impossibili ( o almeno difficilissime).

2)      In caso di organizzazioni complesse l’access point che dovrebbe registrare il macaddress non sarà in grado di abbinare univocamente una persona ( anzi l’azione è proibita dal secondo comma) al compimento di una certa attività, senza un registro ed una identificazione del soggetto che ha avuto accesso.

Vediamo le ulteriori conseguenze delle nuove disposizioni,  sempre il secondo comma dell’art 10 del decreto fare:

L a norma intende chiarire che i gestori, ( ad esempio un pubblico esercizio, un internet point, ma , anche l’Università che mette a disposizione i terminali ai propri studenti) , non sono internet service provider né operatori di telecomunicazioni.

Va bene, certo.

Ma d’ ora in poi basterà, per un operatore, aprire un esercizio pubblico ( ad esempio un gelateria) mettere dieci computer accessibili al pubblico e  quella attività non sarà ricompresa tra le attività di offerta al pubblico di servizi di comunicazione elettronica “prevalenti”.

L’operatore suddetto, sarà di fatto un soggetto che offre servizi al pubblico “liberalizzati”,  eludendo allegramente il dettato normativo del codice delle comunicazioni elettroniche, senza peraltro pagare alcun contributo statale per gli apparati, senza versare il contributo come operatori e quindi diminuendo il gettito a beneficio dello Stato.

Fulvio Sarzana

www.fulviosarzana.it
Studio Legale Roma Sarzana & Associati
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Published by on giugno 19th, 2013 Commenti disabilitati su La liberalizzazione del wifi: niente più indagini informatiche e minor gettito per lo stato.

La FIPE-Confcommercio e il garante privacy: il wi fi è deregolamentato. E’ veramente cosi?

La FIPE-Confcommercio diffonde un comunicato su wi fi libero a seguito di un parere del garante privacy.
Il wi fi sarebbe del tutto deregolamentato.
E’ veramente cosi?
Si sta sa diffondendo la voce, alimentata da un comunicato della stessa Associazione, ripreso e da un articolo del corriere della sera on line, http://www.corriere.it/tecnologia/13_febbraio_14/wi-fi-pubblici-esercizi-garante-da-via-libera-per-depenalizzazione_cd4d4c4a-76ee-11e2-bad5-bab3677cbfcd.shtml , secondo la quale la FIPE, ovvero l’organismo associativo dei pubblici esercizi aderente a confcommercio, avrebbe ricevuto un parere da parte del garante privacy, nella quale si autorizzerebbero i pubblici esercizi a non conservare alcunchè dei dati di navigazione degli utenti che hanno utilizzato internet attraverso il wi fi o gli internet point.
In pratica la navigazione presso i pubblici esercizi e attraverso il wi fi, oltreché libera sarebbe del tutto “non intercettabile”.
Ma è davvero cosi?
Bisogna innanzitutto capire il contesto in cui sarebbe maturata tale richiesta.A richiedere il parere sarebbe stata la FIPE ovvero l’associazione di CONFCOMMERCIO che già nel 2011 aveva inviato una circolare ai propri associati nella quale aveva deciso autonomaente di interpretare la legge pisanu nel senso dell’abrogazione totale degli obblighi di conservazione dei dati da parte dei pubblici esercizi.E che, sia detto per inciso, era stata molto criticata per questo. http://mag.wired.it/svegliaitalia/2011/05/09/ho-un-negozio-voglio-installare-il-wi-fi-che-controlli-devo-fare.html
Il parere, secondo la nota, sarebbe giunto dal garante privacy.
Prima di tutto un parere, seppur autorevole del garante privacy non può derogare ad una disposizione di legge esistente.
Ricordiamo il recente parere dell’Agcom ( in forma di messaggio elettronico) alla società swg , ritirato in tutta fretta poi dal consiglio stesso dell’AGCOM.
Ma attenzione ad analizzare l’intero scenario normativo attinente la conservazione dei dati degli utenti che vanno su internet.Nonostante la norma abrogata a cui si fa riferimento nell’articolo, possa dare la sensazione che tutti gli obblighi di identificazione in caso di servizi elettronici ricada in capo all’operatore telefonico( fisso o mobile) o all’internet service provider bisogna tenere in considerazione tutte le norme sulla registrazione dei dati di log esistenti nel nostro ordinamento, e, non solo, ovviamente l’art 24 del codice privacy, che non prevede il consenso dell’interessato al trattamento dei dati personali in determinati ambiti.
La cd legge pisanu non è stata abrogata, rimane in vigore ad esempio l’articolo 6 della stessa legge che prevede a carico dei providers gli obblighi di registrazione e tenuta dei log di accesso e di navigazione, nonché le norme del codice privacy e le disposizioni penali che prevedono regole specifiche di tenuta e conservazione dei log ai fini di repressione dei reati compiuti sulla rete.
Esiste poi un provvedimento del garante privacy che prevede obblighi di registrazione dei log da parte del soggetto delegato ad amministrare le reti informatiche, tale obbligo esiste anche quando i trattamenti prevedono “rischi specifici”, come senza dubbio accade nel caso di trattamenti di dati nell’ambito di servizi di tlc, anche se le PMI new sono, a determinate condizioni esentate.
Gli obblighi di conservazione ( sempre per ISP e operatori telefonici) sono starti ribaditi dalla recente modifica dell’art 32 del codice privacy e dall’introduzione del successivo art 32 bis dello stesso codice anche se i soggetti nei cui confronti sono stati introdotti tali obblighi sono i fornitori di servizi di comunicazione elettronica accessibili al pubblico, ossia quei soggetti che mettono a disposizione del pubblico, su reti pubbliche di comunicazione e non i titolari e i gestori di esercizi pubblici o di circoli privati di qualsiasi specie che si limitino a porre a disposizione del pubblico, di clienti o soci, apparecchi terminali utilizzabili per le comunicazioni, anche telematiche, ovvero punti di accesso a Internet utilizzando tecnologia senza fili.
Il complesso normativo citato mi induce a pensare che prima di parlare di un’eventuale abrogazione o di una interpretazione autentica occorra attendere ( o sollecitare) una pronuncia dell’organo delegato ad interpretare con la forza analoga alla legge sottoposta al proprio sindacato, ciò che dice il nostro legislatore, ovvero la Corte Costituzionale, a meno che nel frattempo lo stesso legislatore non intenda lui stesso precisare, modificandolo, l’ambito di applicazione di una norma.

Fulvio Sarzana

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Published by on febbraio 15th, 2013 Commenti disabilitati su La FIPE-Confcommercio e il garante privacy: il wi fi è deregolamentato. E’ veramente cosi?

Un altro anno di Legge Pisanu: nel decreto mille proroghe una “leggina” permette la permanenza in vita, fino al 31 dicembre 2012, della contestata norma sugli Internet Point.

La legge Pisanu sul wi fi  non è morta.

 Secondo quanto circolato nelle ultime ore il tradizionale decreto Milleproproghe di fine anno, presentato nel corso del  pre-consiglio dei Ministri del 21 dicembre, (divenuto quasi  un “must” come il concerto di capodanno o il discorso di fine anno del Presidente della Repubblica)   fra le disposizioni relative   alla tracciabilità dei rifiuti, a quelle sulle miniere del Sulcis, passando per le emissioni volatili, conterrebbe  una norma che proroga la cd Legge Pisanu ( o meglio quello che ne resta dopo le “amputazioni” di inizio anno ) di un altro anno.

 Il provvedimento dovrebbe essere discusso nel corso del Consiglio dei Ministri che si terrà venerdi prossimo.

 La disposizione, si legge nella relazione allegata  alle bozze che starebbero circolando in queste ore, si dovrebbe “alla segnalazione degli uffici di polizia secondo i quali permane tuttora la necessità del previo rilascio   della licenza di pubblica sicurezza al fine di attivare i previsti, conseguenti controlli, nonché di disporre le prescrizioni ritenute necessarie per il pubblico interesse, emanando altresì provvedimenti inibitori”.

 Pensavamo di esserci liberati di questa norma anacronistica ma, evidentemente, ci sbagliavamo.

 Il richiamo inoltre ai necessari “provvedimenti inibitori”, mi genera una qualche forma di inquietudine.

 Eppure basterebbe un piccolo sforzo per eliminare quel piccolo inciso “fino al dicembre 2012”…

 Confidiamo nella saggezza del nostro Esecutivo…

Fulvio Sarzana

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Published by on dicembre 22nd, 2011 Commenti disabilitati su Un altro anno di Legge Pisanu: nel decreto mille proroghe una “leggina” permette la permanenza in vita, fino al 31 dicembre 2012, della contestata norma sugli Internet Point.

Concorrenza e regolazione nel settore delle telecomunicazioni e delle installazioni wireless: il decreto legislativo 198/2010 e il nuovo decreto ministeriale. A Milano il 26 maggio in occasione dell’ IP Business Forum 2011 il confronto tra le posizioni degli installatori di ASSOTEL e quelle dell’Avv. Fulvio Sarzana.

Il 26 Maggio alle 12 e 40 a Milano, in occasione dell’IP BUSINESS FORUM 2011   in programma  al  Mercedes-Benz Center,si parlerà del nuovo decreto ministeriale di cui alla  bozza Decreto ministeriale Regolamento di attuazione dell’articolo 2, comma 2, del Decreto legislativo 26 ottobre 2010, n. 198 recante ‘Attuazione della Direttiva 2008/63/CE relativa alla concorrenza sui mercati delle apparecchiature terminali di telecomunicazioni”.

 

La tavola rotonda vedrà contrapposte le posizioni dell’Associazione di categoria ASSOTEL, favorevoli alla normativa e quelle dell’Avv. Fulvio Sarzana, critico invece nei confronti della nuova normativa.

 

Per maggiori informazioni sull’evento, libero e gratuito, come di consueto:

http://www.wlanforum.eu/it/index.php?option=com_content&task=view&id=271&Ite

 

qui alcune informazioni sul Decreto http://www.fulviosarzana.it/blog/nella-bozza-di-decreto-ministeriale-spunta-il-tecnico-obbligatorio-per-montare-i-router-wi-fi/

 

Fulvio Sarzana

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Published by on maggio 22nd, 2011 Commenti disabilitati su Concorrenza e regolazione nel settore delle telecomunicazioni e delle installazioni wireless: il decreto legislativo 198/2010 e il nuovo decreto ministeriale. A Milano il 26 maggio in occasione dell’ IP Business Forum 2011 il confronto tra le posizioni degli installatori di ASSOTEL e quelle dell’Avv. Fulvio Sarzana.

Nella bozza di decreto ministeriale spunta il tecnico obbligatorio per montare i router Wi-Fi

Cresce il rischio che si debba pagare un tecnico installatore patentato per montare apparati di rete più o meno comuni, come un router Wi-Fi. L’allarme prende le mosse dai contenuti della bozza di decreto ministeriale, su cui è appena partita la consultazione pubblica.

Sul sito del Ministero allo Sviluppo Economico si legge infatti: “il Dipartimento per le Comunicazioni del Ministero dello Sviluppo Economico ritiene opportuno avviare una procedura di consultazione pubblica sulla bozza Decreto ministeriale Regolamento di attuazione dell’articolo 2, comma 2, del Decreto legislativo 26 ottobre 2010, n. 198 recante ‘Attuazione della Direttiva 2008/63/CE relativa alla concorrenza sui mercati delle apparecchiature terminali di telecomunicazioni”.

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«È una limitazione incredibile alla concorrenza», afferma invece Fulvio Sarzana, avvocato esperto in diritto d’autore e nuove tecnologie. Che spiega al Sole24Ore.com: «L’art 2 punto 2 equipara gli installatori alle imprese titolari di autorizzazione generale per l’installazione e la fornitura di reti pubbliche di comunicazione elettronica. Gli Isp (Internet service provider) che versano in media 600 euro di contributi governativi dovranno quindi pagare, se vogliono fare il lavoro di installatori Wi-Fi, le cifre molto più alte che pagano gli operatori telefonici (almeno 23 mila euro). Questi invece potranno fare gli installatori senza versare niente in più. Altro elemento assolutamente contrario alla concorrenza è la costituzione di un albo che, come è noto, limita la concorrenza soprattutto delle piccole e medie imprese, ma che è anche un limite alla circolazione dei servizi in sede europea»,.

Alessandro Longo commenta per il sole24ore  la bozza di decreto Ministeriale sugli installatori qui

Fulvio Sarzana

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Published by on aprile 5th, 2011 Commenti disabilitati su Nella bozza di decreto ministeriale spunta il tecnico obbligatorio per montare i router Wi-Fi

Il Balletto del wi fi. Le nuove regole.

 

UPDATE 2 : Il Senatore Lucio Malan ( che non conosco)  conferma attraverso i commenti al Blog di aver ritirato gli emendamenti sul wi fi  al Milleproroghe. Mi scrive in particolare ” Confermo di avere ritirato gli emendamenti che introdurrebbero un decreto del ministro dell’interno nelle quali potrebbero essere reintrodotte limitazioni al Wi Fi pubblico. Mi risulta che la posizione della maggioranza che sostiene il Governo sia di mantenere il testo, come modificato dal decreto legge del 29 dicembre scorso. In ogni caso, appunto dal 29 dicembre, è in vigore un testo che abolisce l’obbligo di registrare le generalità di chi si connette a un Wi Fi.”

Gliene va dato atto.

UPDATE: Potenza della rete, il Senatore Lucio Malan, relatore del Provvedimento Milleproroghe al Senato, avrebbe risposto in tempo reale a mezzo blog di Mantellini  http://www.mantellini.it/?p=11186#comment-70497 alle osservazioni sulla presentazione dei suoi  emendamenti diretti a dotare il Ministero dell’Interno del potere di introdurre nuove norme sull’identificazione e la tenuta dei log nel wi fi. Malan, se naturalmente il commento è autentico, ha dichiarato  ( una mezz’ora dopo il post del sottoscritto, anche se ovviamente le cose non sono correlate) di aver ritirato gli  emendamenti presentati perchè gli stessi erano stati concepiti per emendare una norma presentata dal Governo prima dell’Abrogazione adottata dal governo con il milleproroghe il 29 dicembre e che quindi non ha alcuna intenzione di ripresentarli…Non c’è che dire, la storia dell’abrogazione dgli obblighi della Pisanu sta diventando sempre più simile ad una soap opera..

 

Massimo Mantellini  ci informa, citando un pezzo di Marco Mobili apparso su  il sole 24 ore del 28 gennaio  che “  la liberazione del wi-fi contenuta nel decreto Milleproroghe, attualmente in discussione, sarà subordinata ad un decreto del Viminale che stabilirà quando e come si dovranno identificare gli accessi alle reti senza fili. La modifica che affida al Ministro Maroni ampia facoltà in materia, è stata proposta in Commissione Affari costituzionali dal senatore del PdL Lucio Malan.”

 Si tratta pur sempre di un emendamento proposto e quindi occorre cautela in merito e tuttavia appare a questo punto probabile che, se approvato, l’emendamento  introdurrà al posto degli abrogati ultimi comma dell’art 7 della legge 155/2005 cd decreto Pisanu una disposizione in pratica simile a quella abrogata, ovvero una norma che conferisce al Ministero dell’interno il compito di stabilire le regole di identificazione e di tenuta delle “tracce” informatiche di chi accede alle reti wireless.

 Esattamente come prima, dal punto di vista della tecnica normativa, con la differenza che stavolta, si spera, le norme saranno ben più ponderate.

 Nel frattempo i tecnici del Ministero dell’interno, secondo quanto riportato qualche settimana fa dal Corriere starebbero lavorando alla predisposizione delle nuove regole per l’identificazione.

 Non si conoscono ancora i principi del nuovo Decreto ma appare scontato  che vi saranno nuove regole in materia anche perché la “repentina” abrogazione delle norme relative all’identificazione mediante documento di identità di chi accede alle reti wireless e degli utenti degli internet point avvenuta con il decreto mille proroghe, pur avendo generato una forte soddisfazione nel grande pubblico, aveva in effetti  lasciato un “vuoto” normativo e seminato dubbi su quale parte del cd decreto pisanu, che dal 2005 regolava la materia, fosse stata abrogata.

Staremo a vedere.

Fulvio Sarzana

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Published by on gennaio 30th, 2011 Commenti disabilitati su Il Balletto del wi fi. Le nuove regole.

WI FI indietro tutta? I tecnici del Ministero dell’Interno coadiuvati dagli esperti della polizia postale starebbero lavorando “alacremente” in questi giorni per ridefinire gli obblighi di identificazione legati al wi fi.

 

La storia del Wi Fi “libero”  a quanto pare non è finita.

 E si perché l’abrogazione “fulminea”, in costanza natalizia,  dei commi 4 e 5 dell’art 7 della legge 155/2005, detta anche “volgarmente”  Decreto Pisanu, che come è noto prescrivevano gli obblighi di identificazione mediante documento di identità di chi navigava negli hotspot, e che rimandavano a norme del Ministero dell’interno successive,  sembrava in effetti aver lasciato il sistema in “balìa di sé stesso”.

Si erano levate voci  giustamente dubbiose  sia sulla permanenza in vita di alcune norme, sia sull’abrogazione totale o parziale delle stesse, sia sullo strano silenzio del legislatore in merito  alla presentazione in Parlamento di un disegno di legge Governativo pochi giorni prima dell’annunciata abrogazione per decreto legge ( che deve ancora essere convertito) di una parte dell’oramai noto decreto Pisanu.

Ebbene oggi  l’edizione on line di uno dei maggiori quotidiani italiani ( se non il più diffuso) ci informa testualmente che  lo “ staff del ministro dell’Interno Roberto Maroni, che pure aveva dimostrato fiuto politico nel cavalcare la liberalizzazione del wi-fi, è blindato in questi giorni al Viminale per trovare delle «soluzioni tampone» che, per certi versi, potrebbero essere un passo indietro. A riferirlo è una fonte dello stesso ministero.” http://www.corriere.it/economia/11_gennaio_15/wi-fi-libero-per-comuni-e-poste-ma-e-ancora-caos-sulle-regole-massimo-sideri_bf549be6-207b-11e0-bf27-00144f02aabc.shtml

Non si comprende bene se la frase sia una libera interpretazione del giornalista, o una espressa dichiarazione della fonte richiamata,  né se la “pretesa” soluzione tampone avrà a che fare con il decreto legge in fase di conversione o con il disegno di legge, ma in ogni caso sembra di trovarsi di fronte ad una storia infinita..

Fulvio Sarzana

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Published by on gennaio 15th, 2011 Commenti disabilitati su WI FI indietro tutta? I tecnici del Ministero dell’Interno coadiuvati dagli esperti della polizia postale starebbero lavorando “alacremente” in questi giorni per ridefinire gli obblighi di identificazione legati al wi fi.