L’Italia, attraverso le Regole dell’Ente Nazionale per l’Aviazione Civile (ENAC) e con legge dello Stato, si avvia a cambiare le norme sui Droni in ambito civile e per scopi di pubblica sicurezza.
Dal punto di vista civile va detto che l’ENAC, tra i primi Enti in Europa, aveva prodotto a fine 2013, ( con modifiche poi nel 2014) un Regolamento sugli aeromobili a pilotaggio remoto.
L’Autorità italiana di regolamentazione tecnica, di certificazione e vigilanza nel settore dell’aviazione civile, dopo un periodo di test di oltre un anno ha deciso di pubblicare, nei giorni scorsi, una bozza di Regolamentazione 2.0.
Il Regolamento è sottoposto fino al 20 aprile prossimo alla consultazione di chiunque voglia fornire osservazioni utili a migliorare la normativa.
Due sembrano essere i principi innovativi nella Regolamentazione sottoposta a consultazione: la necessità che a pilotare il Drone sia un soggetto con determinate caratteristiche sottoposte al vaglio della stessa ENAC e, soprattutto, e la possibilità che i Droni possano sorvolare il territorio urbano con i limiti, tutt’ora esistenti, di non poter sorvolare assembramenti, cortei e manifestazioni sportive o forme di spettacolo.
Altre modifiche riguardano i titoli abilitativi per condurre i Droni.
Ad esempio la nuova bozza del Regolamento ENAC prevede, per i Droni sotto i 25 kg, una licenza specifica, da conseguire presso la stessa Autorità o presso le organizzazioni riconosciute dall’ente, mentre i Droni sotto i 2 kg sono soggetti ad una disciplina basata sull’autocertificazione.
Va ricordato che le sanzioni previste per un utilizzo “abusivo” dei droni,che di fatto vengono equiparati dal punto di vista sanzionatorio a veri e propri aeromobili, sono molto severe, comportando la possibile applicazione delle sanzioni penali e amministrative previste dal codice della navigazione.
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Fulvio Sarzanawww.fulviosarzana.it
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