AIIP e ASSOPROVIDER dicono no alla censura del web e impugnano al Tribunale della Libertà il decreto di sequestro di nomi di dominio e siti web richiesto dalla Moncler

Padova, 2 Novembre 2011.

AIIP e ASSOPROVIDER dicono no alla censura del web attuata mediante il sequestro  preventivo di 500 siti internet: l’intero panorama degli internet service  provider italiani riunito nelle Associazioni AIIP ( aderente a CONFINDUSTRIA) e ASSOPROVIDER ( aderente a CONFCOMMERCIO)   reagisce compatto  al  sequestro preventivo dei nomi di dominio e  siti internet richiesto dalla nota casa di abbigliamento Moncler e impugna il decreto di sequestro.

 

Si è svolta oggi 2 novembre  l’udienza presso il Tribunale della Libertà di Padova per la richiesta di annullamento del sequestro preventivo di 493 nomi di dominio e   siti internet richiesta dalla nota casa di moda Moncler, disposto dal GIP Lara Fortuna su richiesta del PM  de Franceschi.

La richiesta di annullamento è stata sollecitata dalle due Associazioni che riuniscono la totalità degli Internet service provider italiani, ovvero l’AIIP ( aderente a CONFINDUSTRIA) e ASSOPROVIDER (aderente a CONFCOMMERCIO), e dal provider CWnet, attraverso il legale specializzato in diritto penale dell’informatica Fulvio Sarzana di S. Ippolito, dello Studio Legale Sarzana.

Il decreto  del GIP di Padova per la prima volta in Italia aveva disposto l’oscuramento diretto dei nomi di dominio e siti internet che richiamavano nel nome la nota casa di moda.

Tra i nomi di dominio e i siti sequestrati  però ve ne erano molti inesistenti, altri erano dichiaratamente siti di fans della nota casa di moda ( come i siti www.monclerfans.com o “ilovemoncler.com”) di nessuno dei siti era stato controllata, secondo la difesa dei provider, l’effettiva vendita di beni contraffatti.

Il decreto di sequestro era poi stato notificato ai provider italiani, che non avevano alcuna relazione con i nomi di dominio o i siti, perché inibissero ai cittadini italiani l’accesso a tali risorse, senza indicare peraltro, secondo la difesa,  le modalità tecniche di tale oscuramento e creando il pericolo che l’accesso a centinaia di  siti esteri, che nulla avevano a che vedere con i siti sequestrati, fossero inibiti ai cittadini italiani.

Il Tribunale della Libertà di Padova si è riservato sulla  richiesta delle Associazioni.

 

Fulvio Sarzana

www.fulviosarzana.it
Studio Legale Roma Sarzana & Associati
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