Il 2 Luglio alla Camera alle 12, Tavola rotonda nell’ambito di Eprivacy. Trasparenza, privacy, diritto all’oblio e reputazione digitale

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ore 12 e 05  Tavola rotonda

Trasparenza, privacy, diritto all’oblio e reputazione digitale

Fulvio Sarzana

Matteo G.P. Flora (The Fool srl — HERMES)

Francesca Romana Fuxa Sadurny

Alessandro Monteleone

Dal maggio 2014 si è parlato ininterrottamente di diritto all’oblio. la relazione analizzerà la “”giurisprudenza”" del Garante privacy in tema di diritto all’oblio. Il Garante è intervenuto già in svariate occasioni, precisando anche recentemente che il proprio intervento non avrebbe riguardato le informazioni relative a soggetti pubblici, o, comunque di rilevante interesse pubblico. La relazione analizzerà i criteri adottati dallo stesso ufficio del Garante, paragonandoli a quanto fa invece Google con i moduli relativi al diritto all’oblio.

La materia del Diritto all’Oblio, nuova e sicuramente di interesse, ha creato una pletora di “realtà” nuove o “riciclate”" che si sono improvvisate esperte in una tematica complessa e di confine tra il panorama tecnologico e quello legale. La gestione “”artigianale”" sia delle richieste che delle azioni di “”rimozione”" e la scarsa competenza dei mezzi tecnologici di publisher e auto-proclamatisi “esperti reputazionali”" creano attualmente una situazione estremamente rischiosa dove i più determinati possono agilmente approfittare delle supposte “cancellazioni” e “de-indicizzazioni”" per l’approvvigionamento di informazioni sensibili. Dallo “Streisand Effect”" agli archivi delle rimozioni, dai sistemi di indicizzazione dei contenuti rimossi ai repository di richieste, sino agli elenchi di utenti in cerca di “pulizia”" una serie di casi eclatanti di mala-deindicizzazione pronti a scatenare contro il malcapitato soggetto che richiede o ha richiesto “”l’Oblio”" un danno reputazionale infinitamente maggiore.

Fulvio Sarzana

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Written by - luglio 1st, 2015 Commenti disabilitati

Contraffazione on line. I Sequestri operati dalla Guardia di Finanza riguardano anche decine di siti Italiani, con estensione .it

 

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Le Agenzie hanno già dato conto di una vasta  operazione condotta dai Reparti Speciali delle  Fiamme Gialle, su disposizione della Magistratura Capitolina,  nei confronti della contraffazione on line.

In realtà l’operazione riguarda due distinti Ordini di sequestro; l’uno di 116  siti operato alcuni giorni fa, di cui avevo dato già notizia,  e l’altro eseguito ieri  su 275 siti internet.

L’esecuzione di questo ultimo sequestro in verità è avvenuta ieri con l’appendice una comunicazione di rettifica avvenuta oggi.

La particolarità del sequestro odierno è che, molti di questi siti hanno estensione.it, ovvero sono stati registrati in Italia.

L’altra particolarità del sequestro  è che il Giudice delle indagini preliminari, Stefano Aprile, tra i Magistrati più preparati che esistano in Italia sui reati informatici,  avendo diretto tra l’altro la Direzione generale dei sistemi informativi automatizzati del Ministero della Giustizia, che ha disposto l’11 giugno l’ultimo degli Ordini citati, affronta espressamente   anche il tema della rogatoria internazionale per giungere all’identificazione dei contraffattori per quel che riguarda i siti esteri.

Va ricordato infatti  che i provvedimenti inibitori devono poi essere legati alla successiva attività di identificazione dei reali soggetti che beneficiano degli introiti del falso, per non essere poi annullati nell’ambito della stessa indagine, dallo stesso GIP emittente, come accade di frequente ( ed è accaduto di recente a Milano, proprio in relazione alla denuncia effettuata  da uno dei  produttori  vittima della   contraffazione).

 

 

 

 

 

Fulvio Sarzana

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Written by - giugno 19th, 2015 Commenti disabilitati

Parlamento Europeo: Adelante sulla riforma del Copyright, ma con giudizio.

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La Commissione Giustizia del   Parlamento Europeo, titolare del dossier relativo alla riforma del Copyright ha votato stamattina, a grande maggioranza (con l’esclusione di Due Deputati del Front National) l’attesissimo Rapporto Reda-  dal nome della Parlamentare Verde ed esponente del Partito Pirata Europeo- sulla riforma del Copyright.

Il Rapporto è il frutto di un lungo lavoro di compromesso tra i Gruppi Parlamentari per giungere ad un testo in qualche modo condiviso.

La presentazione del Rapporto ad inizio 2015 aveva scatenato le reazioni delle Associazioni che rappresentano le multinazionali del settore del diritto d’autore, sostenute dalle schiere di lobbisti presenti a Bruxelles e nei Paesi dell’Unione, al punto che lo stesso Parere era stato “seppellito” sotto un numero imponente di emendamenti, ben 550.

Come accade in casi come questi ora tutti più o meno rivendicano una qualche vittoria, a partire dalla stessa relatrice, il cui lavoro sfiancante  di questi mesi doveva approdare da qualche parte.

I Gruppi Parlamentari di Maggioranza al Parlamento Europeo, ovvero i Socialisti ed il Partito Popolare,  si sono affrettati a chiarire che l’approvazione del Rapporto, visto come fumo negli occhi dalle Associazioni di tutela del diritto d’autore, rappresenta in realtà una vittoria per i titolari del copyright.

In verità il risultato a cui è giunta la Commissione Giustizia   ha valenza più simbolica che altro, sia perché  il Rapporto è finalizzato ad una iniziativa non legislativa: il pallino della legislazione Comunitaria è infatti in mano alla Commissione Europea ( che si è detta pronta ad una proposta di riforma entro la fine del 2015), sia perché i molti rimaneggiamenti hanno di fatto svuotato di significato in larga parte le intuizioni di questa giovane ( e bravissima) Parlamentare Verde.

Alla genesi del Rapporto avevano partecipato anche diversi parlamentari Italiani, ma con posizioni diverse, tra i quali l’europarlamentare Isabella Adinolfi, del Gruppo  EFDD-Movimento 5 stelle,  titolare del dossier per conto della Commissione Cultura, la quale però di fronte all’assalto dei Parlamentari della maggioranza, che avevano presentato originariamente emendamenti congiunti,  aveva deciso di votare contro il suo stesso Parere, per spaccare la maggioranza e non far votare un testo che diceva il contrario di ciò che lei stessa aveva proposto.

Le proposte più interessanti, relative ad un armonizzazione del diritto d’autore nei Paesi dell’Unione ad esempio, non sono passate ( la Commissione ne studierà l’impatto, tradotto in soldoni se ne riparlerà).

La creazione di una norma flessibile sulle eccezioni in tema di diritto d’autore, sul modello del fair use statunitense, è stata abbandonata, per il vero e proprio bombardamento di sbarramento adottato dai potentissimi lobbisti di stanza a Bruxelles ( ma con pied a terre in Italia).

Del pari non sono passate le proposte sulla obbligatorietà delle eccezioni al diritto d’autore in tutti i paesi dell’Unione.

Il freedom of panorama, ovvero la possibilità che le foto degli edifici pubblici fossero royalty free non è passata, cosi come le disposizioni sulla utilizzabilità ( anche per scopi commerciali) delle immagini immesse legalmente nei circuiti di Foto sharing.

Il Rapporto adottato comprende la richiesta alla Commissione di  approntare  eccezioni  vincolanti da effettuare in tutta l’UE,  su temi importanti come il diritto di  citazione, la parodia , o la ricerca  e l’istruzione.

Attualmente, ogni Stato membro ha adottato un diverso insieme di eccezioni in virtù  delle sue leggi nazionali .

La relazione chiede inoltre di precisare le   eccezioni da adottare nei casi di  strumenti digitali di protezione del diritto d’autore  di natura contrattuale o tecnica.

Passi in avanti sono stati fatti sull’abbandono del sistema del geoblocking, che impedisce la visione in Paesi diversi da quelli nei quali i   contenuti sono stati legalmente acquistati.

Per la prima volta nel plesso normativo comunitario viene introdotto il concetto di e-lending, ovvero il prestito digitale delle biblioteche.

Si suggerisce la tutela del Pubblico Dominio, ovvero di opere non tutelate dal diritto d’autore, se tali opere nascano già in digitale nella forma del pubblico Dominio, senza possibilità che ne venga successivamente richiesto uno sfruttamento con altri mezzi.

Una vittoria importante, secondo la Relatrice, risiede nel fatto  che non sia passato l’emendamento  al Rapporto, che avrebbe concesso agli editori un cosiddetto (extra) copyright sui  sunti  a fine articolo, detti snippets, che compaiono sui  motori di ricerca online, oggetto di una dura battaglia legale tra Google e gli Editori Tedeschi.

Il Paradosso risiede nel fatto che non è passata la norma che avrebbe escluso definitivamente  il linking dall’ambito delle norme sulla comunicazione al pubblico di opere protette dal copyright, e dunque la necessità di autorizzazione, secondo quanto ha stabilito in una nota sentenza della Corte di Giustizia, ma viene esclusa una Link o snippet tax, sulla messa a disposizione sugli aggregatori di opere editoriali, ovvero il pagamento di un copyright aggiuntivo,  che avrebbe danneggiato principalmente Google.

Il Rapporto verrà votato ( salvo sorprese dell’ultima ora)  il 9 luglio prossimo dall’Assemblea Plenaria del Parlamento Europeo, poi la palla passerà alla Commissione Europea.

Fulvio Sarzana

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Written by - giugno 16th, 2015 Commenti disabilitati

Le foto e Facebook: A chi appartengono? Si possono prelevare?

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A chi appartengono le foto postate sui social network?

Possono essere prelevate liberamente?

Una recente sentenza del Tribunale di Roma sulla pubblicabilità di foto tratte dai profili personali di Facebook da parte di organi di informazione, ha costituito occasione per un dibattito sul diritto d’autore delle immagini pubblicate sui social network.

Il Tribunale ha condannato nei giorni scorsi  alcuni organi di informazione per aver pubblicato delle fotografie effettuate da un minorenne in una discoteca romana che riprendevano delle baby cubiste, senza riconoscere la paternità delle foto allo stesso autore e senza riconoscergli quantomeno un equo compenso.

Il minorenne aveva infatti pubblicato le foto sul suo profilo personale e da lì gli organi di informazione le avevano prelevate senza permesso del titolare.

In realtà la sentenza si limita, con qualche dubbio sulle eccezioni in materia di diritto d’autore e sulla tutela della riservatezza dei soggetti coinvolti,   a stabilire principi assodati nel nostro ordinamento, ovvero che sussistono diritti d’autore connessi  appartenenti all’autore dello scatto, che devono essere rispettati.

E che questo deve avvenire anche su Facebook ed anche in relazione alle cd foto semplici, ovvero quelle che non si possono qualificare come foto artistiche protette di per sè come opere dell’ingegno.

In altre parole -dice il Tribunale- se una foto è chiaramente riconoscibile come appartenente a qualcuno, perché sussistono indicazioni univoche, o perché esistono presunzioni di appartenenza desunte dalla pubblicazione su una propria pagina personale sui social network, allo stesso soggetto è dovuta la paternità dell’opera ed un equo compenso per lo sfruttamento dell’opera dell’ingegno.

http://www.lidis.it/diritto-dautore-sulle-fotografie-di-facebook-che-fare.htm/

 

Fulvio Sarzana

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Written by - giugno 13th, 2015 Commenti disabilitati

E-Commerce. Sequestro di 116 siti internet ad opera della Guardia di Finanza. Contestata la Frode alle industrie nazionali.

 

gdfIl Nucleo Speciale Tutela dei Mercati della Guardia di Finanza, su ordine del Giudice delle Indagini Preliminari di Roma,  ha eseguito oggi 10 Giugno 2015, la misura cautelare reale   del  sequestro preventivo di 116 Siti Internet di e-commerce.

I reati contestati ai titolari dei siti  sono gli art 474 del Codice penale,  che punisce  l’introduzione nello Stato e nel  commercio di prodotti con segni falsi, e, per la prima volta, a quanto sembra,  il  delitto di Frode alle industrie nazionali, previsto dall’art 514 del Codice penale.

Tra i portali di E-commerce vi sarebbero anche siti Italiani.

Le forze dell’Ordine stanno eseguendo le misure in queste ore.

Fulvio Sarzana

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Written by - giugno 10th, 2015 Commenti disabilitati

Privacy, Consiglio di Stato: Videosorveglianza sul posto di lavoro lecita, ma non per il superiore gerarchico.

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La videosorveglianza sul luogo di lavoro è lecita ma un controllo effettivo e generalizzato da parte del direttore del punto vendita ove sono installate le telecamere, o di altro soggetto, cui sia conferito potere gerarchico e disciplinare sui lavoratori, non è ammessa.

Inoltre, i nominativi delle persone autorizzate devono essere portati a conoscenza dei lavoratori.

E’ quanto ha stabilito il Consiglio di Stato, con sentenza del 5 giugno 2015 che farà certamente discutere, anche alla luce delle modifiche alla disciplina del controllo a distanza dei lavoratori introdotta ( ma non ancora attuata) dal Job’s act.

La vicenda ha riguardato un supermercato  di un Comune lombardo, che aveva installato un impianto di videosorveglianza regolarmente autorizzato nel luglio 2012 dalla Direzione territoriale del lavoro al fine di contrastare furti e taccheggi, ma che era stato oggetto di contestazione da parte degli esponenti delle organizzazioni sindacali.

Fulvio Sarzana

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Written by - giugno 9th, 2015 Commenti disabilitati

Droni: il vademecum del Ministero dell’interno sulle infrazioni.

 

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Il Ministero dell’Interno, Dipartimento della Pubblica Sicurezza, ha fatto circolare  il 30 aprile 2015 il Documento  Aeromobili-a-Pilotaggio-Remoto-Vademecum-e-Prontuario-per-le-infrazioni-1

Il Vademecum è finalizzato alla formazione  del personale delle forze di polizia, mentre il prontuario  è stato redatto per  agevolare, nel caso di violazioni, l’applicazione delle sanzioni.

 

 

Fulvio Sarzana

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Written by - maggio 28th, 2015 Commenti disabilitati