Analisi tecnico-giuridica del caso Bradley Manning-Wikileaks. Quali sono le mosse della Procura e quali quelle della difesa nel caso Manning? E quali gli esiti possibili? Le differenze con il sistema italiano e i possibili esiti del Pre-processo del 16 dicembre.

Come è noto la Procura Militare Statunitense  ha deciso di trarre a giudizio ( preliminare), dopo una detenzione cautelare durata 556 giorni,  il soldato Manning per l’illecita cessione di documenti classificati a terzi, documenti che sono stati poi pubblicati da Wikileaks.

Quali sono le mosse della Procura e quali quelle della difesa nel caso Manning? E quali gli esiti possibili?

Bisogna partire innanzitutto dalla forma di processo ipotizzato dalla Procura Militare.

 La Procura militare, ha deciso di non optare per il cd speedy process, ovvero il giudizio diretto senza il pre-trial ( il pre-trial corrisponde grossomodo alla nostra udienza preliminare), pur potendolo  fare dal punto di vista procedimentale .

Il Pre-trial ha delle sostanziali differenze con la nostra udienza preliminare: in primo luogo la cd discovery, ovvero la presentazione delle prove raccolte dalla Procura  e la possibilità di valutare le prove stesse da parte della difesa.

Questa attività  avverrà nel caso Manning nell’ambito dei  cinque giorni delle udienze previste a partire  dal  16 dicembre e non prima e fuori udienza, come avviene nel nostro Ordinamento.

La discovery nel nostro sistema è prevista diversi  mesi prima dello svolgimento dell’udienza preliminare, per consentire all’imputato di interagire con l’ufficio della Procura e di prepararsi in tempo utile  alla difesa.

In secondo luogo la possibilità di ascoltare testimoni nel pre-processo, che non è ammissibile  durante l’udienza preliminare nel nostro ordinamento,  mentre verrà adottata  nel pre-processo a Manning.

Perché la Procura militare  probabilmente ha effettuato questa scelta?

Perché lo Speedy Process ha dei termini di custodia cautelare che non possono superare i 120 giorni, mentre la detenzione cautelare in attesa del pre-trial è tendenzialmente illimitata ( anche anni), ovvero tutto il tempo necessario alla pubblica accusa a mettere insieme le prove necessarie per far vagliare l’accusa dai giudici del Pre-processo.

In questo modo il detenuto in attesa di giudizio può rimanere in carcere anche anni, diversamente dal nostro sistema che prevede termini massimi di custodia cautelare oltre i quali di norma non si può andare.

Grazie a questo Manning è stato detenuto per 17 mesi in custodia cautelare.

Quali sono le accuse?

Manning è accusato di diversi reati, i più gravi sono di aver ceduto documenti classificati ( ovvero segreti) e  quella che il nostro codice penale definisce “intelligenza con il nemico”.

Questa accusa, la più grave, ( che corrisponderebbe nel gergo dei films a quello che viene definito come “alto tradimento”, mentre nel nostro codice ha un diverso significato), prevede pene che vanno sino alla pena di morte, mentre gli altri reati di cui è accusato Manning prevedono complessivamente  fino a 52 anni di carcere ( c’è chi dice l’ergastolo peraltro n.d.r) .

La Procura ha fatto sapere di non volere richiedere la pena di morte per Manning, ma una pena detentiva “esemplare”, molto probabilmente il massimo edittale.

Perché la Procura non chiederà la pena di morte?

Nel sistema Statunitense, molto più che nel nostro ordinamento, conta l’evidence, ovvero la prova dei fatti contestati ed è molto più importante, nel decidere per quali reati esercitare l’azione penale, la figura del Public Attorney, che nel caso di Manning ovviamente fa  parte delle forze armate ( trattandosi di tribunale militare).

 La discrezionalità nell’esercizio dell’azione penale ( e il rischio che le prove non siano sufficienti a sostenere l’accusa in giudizio)  fa si che la pubblica accusa debba valutare bene le prove a sua disposizione per iniziare un processo, diversamente dal nostro sistema, ove l’obbligatorietà dell’azione penale spinge gli uffici della Procura ad esercitare  comunque  l’azione penale attendendo poi la formazione della prova in dibattimento.

Nel caso di Manning, mentre sembra facilmente sostenibile la “congerie” di reati legati alla divulgazione di documenti classificati, non altrettanto appare sostenibile la cd intelligenza con il nemico, ovvero la circostanza che Manning si sia accordato con soggetti esteri, per “tradire” in sostanza il suo Paese.

Se la Procura non è sicura delle prove, non insisterà su questo punto, mentre  l’aver lasciato aperto uno spiraglio a Manning potrebbe portare in un secondo momento ad un accordo processuale che consenta allo stesso militare di dichiararsi colpevole di reati minori ( o anche dei reati più gravi ma con una sanzione edittale ridotta)  patteggiando la pena.

In questo caso la procura otterrebbe comunque una vittoria importante, vista la pressione mediatica che c’è sul processo, in attesa del possibile bersaglio grosso, cioè l’estradizione di Assange.

Tutto ciò ovviamente in Italia non sarebbe possibile, la procura infatti in base alla summenzionata obbligatorietà dell’azione penale non può effettuare un accordo sui reati ma solo sulla pena.

Diversa è la posizione di Assange, ovvero  del fondatore di Wikileaks, il cui comportamento di divulgazione dei documenti a soggetti terzi, in quanto idoneo a porre in pericolo la sicurezza nazionale,  in caso di estradizione, potrebbe essere sanzionato anche con la pena di morte.

E la difesa?

La difesa di Manning è sostenuta dall’Avvocato Coombs, un legale civile molto esperto in questioni militari  che è, fra l’altro, liutenant della Riserva.

I punti principali sui quali insiste la difesa sarebbero di due specie:

1) Manning non avrebbe ceduto a terzi documenti classificati ( e quindi l’Amministrazione, al solo fine di ipotizzare reati di una rilevante gravità, avrebbe dichiarato impropriamente  come classificati i leaks poi divulgati) in quanto gli stessi testimonierebbero in verità comportamenti ( come ad esempio l’uccisione del giornalista della Reuters in Iraq) che non possono essere  “coperti” dal concetto tardivo di documenti classificati.

2) Manning avrebbe la veste di “whistle-bowler”, letteralmente “spifferatore” .

Con il termine inglese whistleblower viene definito un individuo che denuncia pubblicamente o riferisce alle autorità attività illecite o fraudolente all’interno del governo, di un’organizzazione pubblica o privata o di un’azienda. Le rivelazioni possono essere di varia natura: violazione di una legge o di un regolamento, minaccia di interesse pubblico come in caso di corruzione e frode.

Pur essendo accusato di reati federali, la sua posizione quindi come “fonte” ( esclusa ovviamente “l’intelligenza” con il nemico) dovrebbe essere protetta dalla Legge degli Stati Uniti, come avvenne, all’epoca della guerra del Vietnam,  nel caso della divulgazione da parte di Militari dei cd Pentagon Papers ( è questa ad esempio l’opinione odierna  dei soggetti che pubblicarono i Pentagon Papers).

 In particolare l’aver svelato  comportamenti non riconducibili a divulgazione di documenti classificati ma a veri e propri errori ( o peggio, naturalmente)  in grado di fare vittime tra la popolazione,  avrebbe accelerato il ritiro delle truppe americane dall’Iraq, consentendo di salvare vite umane.

Come sarà l’esito del Pre-Processo?

L’esito del pre-trial, ( come del resto accade anche in Italia con l’udienza preliminare, nella maggior parte dei casi) appare scontato.

Non vi è un solo commentatore negli Stati Uniti che scommetta su un esito favorevole del pre-processo a Manning.

In caso dovesse essere tratto a giudizio Manning affronterà il “full trial” di fronte ad una Corte Marziale Generale competente nei casi di felony, ovvero di reati che superano l’anno come pena massima edittale,  composta da ufficiali dell’esercito.

I giurati che decideranno del caso Manning diversamente da quanto avviene nei processi criminali ordinari, fungeranno al contempo da giurati e da giudici.

Nei processi criminali ordinari la giuria è composta da cittadini che si esprimono per la colpevolezza o per l’innocenza dell’imputato, lasciando poi al Giudice di carriera ( il Giudice togato si direbbe da noi)  la scelta in ordine alla pena concreta da adottare.

Nel caso di Manning i giurati decideranno direttamente anche la pena e dovranno necessariamente raggiungere un accordo sul verdetto, in un senso o nell’altro, non potendo  la Giuria comunicare di non aver potuto raggiungere accordo sul verdetto.

Fulvio Sarzana

www.fulviosarzana.it
Studio Legale Roma Sarzana & Associati
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This entry was posted on martedì, novembre 22nd, 2011 at 17:57 and is filed under Blog. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0 feed. You can leave a response, or trackback from your own site.

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