Il Caso: Il GiP di Belluno ordina la chiusura preventiva dell’intero portale dedicato alla strage del Vajont, costata la vita nel 1963 a 1910 persone, per una frase ritenuta offensiva della reputazione degli On. Domenico Scilipoti e Maurizio Paniz, e ordina a 226 Provider italiani di impedire ai cittadini italiani di aver accesso al portale.
Il Giudice delle indagini preliminari di Belluno ordina la chiusura preventiva del’intero portale dedicato alla strage del Vajont, costata la vita nel 1963 a 1910 persone, per una frase ritenuta offensiva della reputazione degli On. Domenico Scilipoti e Maurizio Paniz, e ordina a 226 Provider italiani di impedire ai cittadini italiani di aver accesso al portale.
Una metafora alpina di poche parole è costata cara ad un bellunese titolare del portale informatico dedicato all’approfondimento sulla strage del Vajont, Vajont.info.
Il Giudice delle indagini preliminari di Belluno, su richiesta della locale Procura, ha infatti disposto il sequestro preventivo del’intero portale www.Vajont.info, il sito web che raccontava, con immagini ed articoli, la storia della strage conseguente al crollo della diga del Vajont del 1963, costata a tutt’oggi 1910 vittime.
La misura richiesta dalla Procura e disposta dal GIP, in virtù di una frase sarcastica adottata nei confronti dei due parlamentari, però è stata adottata non solo nei confronti del portale ma anche a carico di 226 internet service providers italiani, ai quali è stato ordinato di “inibire ai rispettivi utenti l’accesso all’indirizzo web www.vajont.info, ai relativi alias e ai nomi di dominio presenti e futuri, rinvianti al sito medesimo, all’indirizzo IP statico che al momento dell’esecuzione del sequestro risulta associato al predetto nome di dominio e ad ogni ulteriore indirizzo IP statico che sarà associato in futuro ( interdizione alla risoluzione dell’indirizzo mediante DNS)”.
Fra i documenti destinati a scomparire dalla rete, fotografie, interviste, e rappresentazioni teatrali come quella tenuta a febbraio dai ragazzi di una delle cittadine della comunità ancora sconvolta dal ricordo del disastro, che avevano messo in scena uno spettacolo teatrale dal titolo “ Chi si ricorda del Vajont?”, basata sul film del 2001 del regista di Renzo Martinelli e sul monologo teatrale del 1997 dell’Autore Gabriele Paolini, demandando poi allo stesso portale il compito di diffondere presso la comunità la notizia della pièce teatrale.
Sino ad oggi la magistratura aveva sempre esitato nell’imporre ai provider lo strumento dell’inibizione all’accesso per i cittadini italiani in occasione di un sequestro preventivo dei portali e dei blog per diffamazione, per i gravi rischi di lesione dei diritti costituzionali del diritto all’informazione e alla libertà di espressione e mai in precedenza, per una potenziale diffamazione, era stata adottata la misura dell’inibizione all’accesso ad un blog o ad un portale a carico di un cosi rilevante numero di internet providers.
Al di là della vicenda giudiziaria specifica, delle responsabilità del titolare del portale che andranno accertate e della giusta tutela spettante in quel caso agli Onorevoli Scilipoti e Paniz, va detto che il consolidamento di questa prassi appare in grado di ledere gravemente i diritti all’informazione dei cittadini italiani che potrebbero vedere scomparire dal mondo della rete interi quotidiani, blog, portali informativi,in virtù di una o più frasi ritenute lesive dei diritti di un singolo cittadino.
Fulvio Sarzana di S. Ippolitowww.fulviosarzana.it
Studio Legale Roma Sarzana & Associati
Tags: avvocato penalista, avvocato sequestro, diffamazione on line, diffamazione via web, reati informatici, renzo martinelli, sequestro di sito web, tutela della reputazione on line, vajont, violazione della reputazione on line















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A me risulta un po’ diversa e non è certo la prima volta che la magistratura adotta simili provvedimenti, al limite del ridicolo.
Vedi
http://blog.bofh.it/id_419
quindi i navigatori che fossero impossibilitari a raggiungere uno di questi siti senza usare SOLUZIONI ALTERNATIVE per bypassare il blocco a livello IP, sanno chi ringraziare
aggiornamento: sembra che per qualcuno degli indirizzi, godaddy stia iniziando a fare il suo dovere, spostandoli su altri IP, come correttamente si fa in questi casi, per lasciare solo vajoint.info su quell’IP colpito da anatema
ma il 99% rimane irraggiungibile
Ignoranti burocrati, non hanno ancora capito che la rete è democrazia e si può controllare solo con la democrazia e non con la repressione.
Basta cambiare i propri DNS con quelli di OpenDns ….
Il provvedimento di quand’è?
Scoprite la differenza tra
vajont.info
e
vaiont.net
entrambi raggiungibili!
Ci ho messo tre secondi, ad accedere al sito.
…E sono una mamma quarantenne!
+1 per Barbara