La liberazione del Wi fi? Ieri una buona notizia, ma oggi non si sa.Cosa può essere successo con il decreto milleproproghe.

Ieri ho parlato di buona notizia, a proposito della presentazione di un disegno di legge governativo diretto all’abrogazione dell’art 7 del decreto pisanu, oggi non saprei dire se la presenza di una norma sul wi fi nel decreto mille proroghe. Presentato oggi dal Govenro, sia da considerarsi una buona notizia.

Premetto di non aver letto alcun testo e di effettuare una ricostruzione del tutto ipotetica, basata sulla interpretazione delle dichiarazioni  effettuate alla stampa dei ministri presenti al Consiglio dei Ministri all’interno del quale sarebbe stato varato  il  decreto legge milleproroghe.

Potrei dunque aver preso come si suol dire “un granchio”.

Vediamo cosa io credo possa essere successo.

In ballo c’è sempre l’art 7 del decreto Pisanu, che deve però essere scomposto nei suoi diversi commi.

L’art 7 del cd decreto Pisanu, che il Governo ha ritenuto di voler abrogare esplicitamente ( ma non con il milleproproghe)  e che ha infatti inserito nel disegno di legge presentato il 13 dicembre al senato è  strutturato in diversi commi:

Art. 7.
Integrazione della disciplina amministrativa degli esercizi pubblici di telefonia e internet

1. A decorrere dal quindicesimo giorno successivo alla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto e fino al 31 dicembre 2008, chiunque intende aprire un pubblico esercizio o un circolo privato di qualsiasi specie, nel quale sono posti a disposizione del pubblico, dei clienti o dei soci apparecchi terminali utilizzabili per le comunicazioni, anche telematiche, deve chiederne la licenza al questore. La licenza non e’ richiesta nel caso di sola installazione di telefoni pubblici a pagamento, abilitati esclusivamente alla telefonia vocale.

2. Per coloro che già esercitano le attività di cui al comma 1, la licenza deve essere richiesta entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto.

3. La licenza si intende rilasciata trascorsi sessanta giorni dall’inoltro della domanda. Si applicano in quanto compatibili le disposizioni dei Capi III e IV del Titolo I e del Capo II del Titolo III del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza di cui al regio decreto 18 giugno 1931, n. 773, nonche’ le disposizioni vigenti in materia di sorvegliabilità dei locali adibiti a pubblici esercizi. Restano ferme le disposizioni di cui al decreto legislativo 1° agosto 2003, n. 259, nonche’ le attribuzioni degli enti locali in materia.

4. Con decreto del Ministro dell’interno di concerto con il Ministro delle comunicazioni e con il Ministro per l’innovazione tecnologica, sentito il Garante per la protezione dei dati personali, da adottarsi entro quindici giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, sono stabilite le misure che il titolare o il gestore di un esercizio in cui si svolgono le attività di cui al comma 1, e’ tenuto ad osservare per il monitoraggio delle operazioni dell’utente e per l’archiviazione dei relativi dati, anche in deroga a quanto previsto dal comma 1 dell’articolo 122, e dal comma 3 dell’articolo 123 del decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196, nonche’ le misure di preventiva acquisizione di dati anagrafici riportati su un documento di identità dei soggetti che utilizzano postazioni pubbliche non vigilate per comunicazioni telematiche ovvero punti di accesso ad Internet utilizzando tecnologia senza fili.
Orbene, dalle notizie di stampa emerge come siano destinati a rimanere in piedi gli obblighi relativi alla  licenza che gli internet point devono richiedere al questore.

Io credo, ma posso ovviamente sbagliare che il Governo, con il decreto milleproroghe di oggi  abbia semplicemente inteso  prorogare  la validità dei primi tre commi dell’art primo comma dell’art 7, quello che si riferisce agli internet point,  che se non fossero  stati prorogati con il decreto mille proroghe sarebbero scaduti  il 31 dicembre 2010, mentre l’abrogazione esplicita dell’art 7, e quindi l’abrogazione anche delle norme che riguardano l’identificazione certa nel wi fi sarebbe lasciata al disegno di legge pendente in parlamento.

Sembra la soluzione più logica visto che il decreto milleproroghe si chiama cosi appunto perché prevede la possibilità di prorogare disposizioni normative come il 1 comma dell’art 7.

Non avrebbe avuto alcun senso  abrogare con il decreto mille proroghe ( e non credo che giuridicamente sarebbe stato possibile farlo) un articolo di legge che è stato oggetto della presentazione di un disegno di legge, da parte dello stesso Governo,  

In pratica il Governo:

1)      per abrogare integralmente l’art 7 avrebbe presentato il 13 dicembre un disegno di legge da discutere in parlamento.

2)      nel decreto mille proroghe avrebbe inserito invece la proroga  degli obblighi dell’internet point, ne più ne meno di cosa hanno fatto i Governi dal 2005 ad oggi, reiterando in toto però, rispetto al decreto odierno che l’avrebbe reiterato solo per gli obblighi di licenza degli internet point.

Spero di sbagliarmi, se è cosi mi scuso in anticipo con i redattori della norma, in caso contrario invito tutti riflettere sulla necessità di presentare un emendamento al decreto milleproroghe, quando verrà presentato in Parlamento , perché, in attesa di discutere e approvare il disegno di legge totalmente abrogativo, non venga convertita in legge la proroga del comma relativo agli obblighi degli internet point.

Fulvio Sarzana

www.fulviosarzana.it
Studio Legale Roma Sarzana & Associati
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This entry was posted on mercoledì, dicembre 22nd, 2010 at 14:57 and is filed under Blog. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0 feed. You can leave a response, or trackback from your own site.

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