L’Autorità per le garanzie per le comunicazioni blocca i siti e oscura i portali di condivisione dei files protetti dal copyright, diventando il “guardiano” delle violazioni del diritto d’autore in rete, con ruoli più penetranti dell’HADOPI Francese, e non ce ne siamo Accorti?

La Notizia avrebbe dell’incredibile.

Secondo quanto riportato dal  quotidiano La Repubblica oggi in edicola, a pag 28, peraltro immediatamente ripreso dalle agenzie di stampa, L’Autorità Garante per le comunicazioni si appresterebbe a discutere nella giornata odierna un pacchetto di regole dirette a colpire quelli che, non si comprende bene su quali presupposti, vengono definiti “I pirati del web”.

Il pacchetto di regole sarebbe uno degli elementi collaterali dell’accordo raggiunto tra gli operatori per la condivisione delle infrastrutture passive nel  contesto delle Reti di Nuova generazione NGN.

Sembrerebbe insomma che come contraltare al raggiungimento di un accordo per la prestazioni della banda larghissima dell’NGN gli Internet service provider debbano porre in essere misure concrete per la sorveglianza del diritto d’autore in rete.

La nuova regolamentazione sarebbe anche una conseguenza del “famoso” decreto Romani dell’aprile del 2010, che come è noto aveva scatenato diverse critiche provenienti sia dal mondo telematico, sia dai Players più interessati alla possibilità di condividere video in rete, quale ad esempio Google, proprietaria del portale youtube.

Nonostante infatti il Ministro Romani ( allora viceministro) si fosse affrettato a dichiarare che le norme sull’audiovisivo ( e sui controlli da effettuarsi) non  si applicassero ai siti internet era parso subito chiaro a tutti che vi fossero dei “coni d’ombra” all’interno dei quali far poi passare forme di “censura telematica” dello scaricamento dei video da internet. http://www.repubblica.it/tecnologia/2010/03/01/news/via_libera_al_decreto_romani_ma_nessun_obbligo_per_i_blog-2469666/.

E’ proprio quello che sembrerebbe essere successo in questi giorni.

Secondo le notizie di stampa il Garante con le nuove regole si dirigerebbe in prima battuta contro gli Internet service Provider,  richiedendo  espressamente a questi ultimi i “flussi di traffico rilevanti” al fine si presume di identificare eventuali soggetti che “scaricano” files protetti dal diritto d’autore.

L’utente peraltro verrebbe informato all’atto dell’abbonamento con l’Isp, dell’esistenza di controlli sul traffico per fini di “tutela della propria privacy”,.

Le attività prese di mira sarebbero le classiche relative allo “scaricamento” di files in rete, con l’aggiunta dei programmi che consentono lo streaming in diretta ( ovvero ad esempio la visione delle partite di calcio in tempo reale sulla rete) e infine con i programmi, simili a quelli denominati torrent che consentono la diffusione gratuita tra gli utenti.

I titolari di siti che consentono queste attività verrebbero raggiunti, su segnalazione di vari soggetti tra i quali spicca anche la SIAE ( non si comprende bene a quale titolo) , il titolare del diritto che si assume violato, i nuclei specializzati della Guardia di Finanza, da una comunicazione dell’Autorità garante che concederebbe ben (!!)  5 giorni di tempo ai titolari dei siti per potersi difendere via e mail con la possibilità di oscuramento del sito da parte dello stesso Garante, con un provvedimento che probabilmente verrà applicato dagli organi di polizia giudiziaria, o forse da un Magistrato, non si comprende bene, o forse direttamente dallo stesso Garante per le comunicazioni, secondo il modello in uso per i siti di gioco e scommesse privi della concessione.

Inoltre il garante potrà applicare anche le misure del blocco degli IP, della diretta streaming, della rimozione selettiva dei contenuti protetti.

In pratica il Garante delle Comunicazioni diventa una sorta di   Hadopi ( l’organismo francese di controllo delle violazioni sulla proprietà intellettuale, che però avverte gli “scaricatori” telematici con tre avvisi prima di procedere alla disconnessione)  all’Italiana, dirigendosi da un lato verso gli utenti, che verrebbero “avvertiti” dei controlli effettuati sul traffico dagli ISP, e dall’altro lato verso i “presunti” violatori delle norme sul Copyright, che verrebbero flagellati dalle richieste dell’Autorità, con tempi brevissimi di risposta e su segnalazione dei titolari dei diritti o dalla SIAE.

Passando per gli Internet Service provider che dovrebbero in pratica fungere da informatori privilegiati su segnalazione dei titolari dei diritti.

Sarebbero escluse dalla regolamentazione le attività dei social network e dei siti di condivisione come Yotube, ma solo se la condivisione riguarda video amatoriali, in caso contrario invece si “applicherà’ la “scure” del garante.

E’ facile prevedere a questo punto che  la sorte dei video di condivisione più popolari in rete in Italia avrà vita breve.

Il rigore delle nuove norme sembrerebbe appena “temperato” dalla circostanza che l’Autorità si appresterebbe a varare una consultazione pubblica in merito per ascoltare i vari attori ed è facile prevedere che diventerà l’Audizione pubblica il terreno di scontro delle opposte esigenze.

Fulvio Sarzana

www.fulviosarzana.it
Studio Legale Roma Sarzana & Associati
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This entry was posted on giovedì, novembre 11th, 2010 at 13:10 and is filed under Blog. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0 feed. You can leave a response, or trackback from your own site.

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