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AGCOM: Lo “sceriffo” del web non aspetta nemmeno i termini previsti dal suo stesso Regolamento e ordina ai provider il blocco dei siti.

ghigliottina-vneAGCOM ha fretta, molta fretta di inibire i siti web in base al nuovo regolamento sul diritto d’autore.

Lo “sceriffo” del web non aspetta nemmeno  i termini temporali che essa stessa si è data e, dopo aver comunicato il 15 aprile sul proprio sito l’avvio del procedimento,   pubblica sul proprio sito la delibera di inibizione del sito cineblog-01 per violazione della legge sul diritto d’autore. http://www.agcom.it/default.aspx?DocID=13073.

Questa volta Agcom pubblica sul proprio sito la vera e propria delibera di inibizione, che viene seguita dalle comunicazioni ufficiali ai provider.

Le ricerche effettuate da AGCOM, come appare immediatamente dal testo del provvedimento,  sono a tutti gli effetti indagini di polizia giudiziaria che non vengono compiute però da nessuna forza di polizia, come la nostra Costituzione prescrive.

Il provvedimento si sovrappone in maniera speculare a quanto fa la Magistratura in sede penale e a quanto effettuato in tutte le indagini sinora svolte dalla polizia giudiziaria.

Viene  quindi smentita al primo provvedimento adottato, una diversità delle due attività ( quelle di AGCOM e quelle del Magistrato penale).

Cosi come viene smentita qualsiasi prevalenza dell’attività della Magistratura.

AGCOM è ufficialmente organo di polizia giudiziaria e Giudice delle indagini preliminari, in presenza, fra l’altro, di un procedimento penale già in corso.

Sul sito cineblog01 ( che è lo stesso identico  di cineblog-01, oggetto dell’ordine di inibizione, come riportato dal Corriere della Sera http://diariopernondimenticare.blogspot.it/2014/04/agcom-la-caccia-ai-pirati-e-iniziata.html) pende infatti già un procedimento ad opera della Procura della Repubblica di Roma di un mese e mezzo fa, e, sono dunque in corso indagini penali per le stesse identiche condotte e per lo stesso identico sito ( basta confrontare i due siti) inibito da AGCOM.

AGCOM non ha nemmeno aspettato il termine di dodici giorni previsto dal Regolamento per l’emissione dell’ordine, come previsto dal punto d dell’art 9 del Regolamento da essa stessa emanato.

L’ordine sta in queste ore notificando ai provider l’ordine di inibizione attraverso la posta certificata.

Fulvio Sarzana

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Published by on aprile 23rd, 2014 No Comments

Regolamento Agcom: altro che pirateria! Basta una foto per chiudere un sito?

Come volevasi dimostrare il regolamento Agcom sul diritto d’autore si abbatterà sul web italiano senza che la pirateria c’entri niente con l’azione dell’autoproclamata Super- Autorità di Internet.

E’ stato adottato oggi il primo provvedimento dell’Autorità Garante per le Comunicazioni in materia di diritto d’autore online a seguito dell’entrata in vigore del discusso regolamento di cui alla delibera 680/13/CONS (su cui, peraltro, pendono due ricorsi al Tar e un ricorso straordinario alPresidente della Repubblica).

Nei mesi che avevano preceduto l’adozione del contestatissimo regolamento l’Autorità aveva assicurato che lo stesso avrebbe trovato applicazione soltanto nei casi di pirateria massiva e che i siti tradizionali nulla avrebbero avuto a che temere.

Ed invece il primo provvedimento, diffuso peraltro da un blogger, Marco Scialdone, ha avuto  ad oggetto una fotografia (una), come peraltro dal sottoscritto anticipato qui.

Si tratta di un portale turistico sulle bellezze della Puglia.

Un portale cioè che aiuta anche i turisti stranieri ad orientarsi nelle bellezze del nostro Paese.

Nel caso di specie, il sito ha sostituito la foto incriminata prima che l’Autorità potesse pronunciarsi e dunque è stata disposta l’archiviazione del procedimento.

 

segue su Il Fatto quotidiano 

Fulvio Sarzana

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Published by on aprile 15th, 2014 No Comments

ESCLUSIVO. Sky impugna il Regolamento AGCOM sul diritto d’autore. Notificato all’Avvocatura di Stato il Ricorso straordinario al Presidente della Repubblica.

Roma, 11 aprile 2014

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L’emittente satellitare Sky, in prossimità della scadenza del termine per impugnare in via straordinaria, avrebbe notificato il 7 aprile scorso all’Avvocatura di Stato ( che difende per legge l’AGCOM) un ricorso straordinario al Capo dello Stato avverso il Regolamento dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni sul diritto d’autore, già oggetto di due ricorsi davanti al TAR, ( uno dei quali presentato dalle Associazioni dei Consumatori Altroconsumo e Movimento di difesa del Cittadino), e dagli operatori ed  ISP di Confcommercio dallo Studio legale Sarzana.

Il Ricorso dell’emittente satellitare che, secondo indiscrezioni, sarebbe firmato da un Docente Universitario Napoletano di chiara fama ( che rientrerebbe peraltro tra i Docenti autori dei “famosi” dieci Pareri resi all’Autorità prima dell’estate), contesterebbe in radice il potere di AGCOM  di  emettere il Regolamento sul diritto d’autore  nel settore audiovisivo.

Il ricorso si  dirigerebbe principalmente  contro  l’’art 32 bis del Testo unico dei servizi di media audiovisivi e radiofonici (D. Lgs. 31 luglio 2005, n. 177), così come introdotto dall’art. 6 del D. Lgs. 15 marzo 2010, n. 44:  il cd Decreto Romani, ritenuto da AGCOM uno dei fondamenti del Regolamento entrato in vigore il 31 marzo scorso.

La norma, a parere del gigante satellitare, e sempre secondo indiscrezioni, sarebbe viziata da eccesso di delega ad opera del legislatore italiano, cozzando con principi di rango Costituzionale, e renderebbe il Regolamento AGCOM, per quel che riguarda il diritto d’autore, invalido nei confronti dei fornitori di media audiovisivi.

Allo stato, non si comprendono né le ragioni del ritardo nella presentazione del ricorso da parte di SKY, né le ragioni obiettive del ricorso.

Fulvio Sarzana

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Published by on aprile 11th, 2014 No Comments

Diritto d’autore: la Corte di Giustizia Ue ‘avverte’ Siae e Franceschini

fransceschiniLa Corte di Giustizia dell’Unione Europea ha emesso oggi una sentenza destinata ad avere notevoli impatti anche in Italia nel mondo del diritto d’autore.

La Corte in breve ha stabilito che l’importo del prelievo dovuto per la realizzazione di copie private di un’opera protetta non può tener conto delle riproduzioni illegali.

Una provvedimento che, si pensa, inciderà in Italia anche sui costi degli smartphone, sui tablete, più in generale su tutti gli strumenti che i consumatori utilizzano nel mondo digitale.

La sentenza ha ad oggetto il pagamento della cosiddetta copia privata.

La copia privata è il compenso che si applica, tramite una royalty sui supporti vergini fonografici o audiovisivi in cambio della possibilità di effettuare registrazioni di opere protette dal diritto d’autore.

La legge affida alla Siae il compito di riscuotere il compenso per copia privata e di ripartirlo ai beneficiari indicati dalla legge stessa, eventualmente anche tramite le loro associazioni di categoria.

Per lo svolgimento di questo compito, la legge attribuisce alla Siae anche poteri di vigilanza su tutte le attività connesse con la fabbricazione, l’importazione e la distribuzione in territorio italiano di apparecchi di registrazione e di supporti vergini, nonché su tutte le attività di duplicazione edistribuzione di supporti pre-registrati.

In Italia un Decreto ministeriale del 2009, emanato dall’allora ministro Bondi, ha determinato l’entità di del compenso, ma da qualche mese a questa parte su impulso principale della Siae, la misura del compenso potrebbe aumentare a dismisura.

Si parla di aumenti anche del 500% a carico dei produttori di devices.

Il tema ha già dato luogo ad aspri dibattiti poiché l’aumento potrebbe poi determinare una forterincaro dei prezzi di smartphone e devices vari, generando ricadute negative sul potere d’acquisto dei consumatori.

Il fatto che non esista alcuna misura tecnologica applicabile per contrastare la realizzazione di copie private illegali non rimette in discussione tale constatazione.

Va detto innanzitutto che la Corte di Giustizia ha stabilito definitivamente che nella determinazione delle tariffe dell’equo compenso non è possibile tenere conto anche delle attività di copia c.d. “illegale” o comunque non realizzate a partire da una copia dell’opera legittimamente acquisita.

 

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Fulvio Sarzana

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Published by on aprile 10th, 2014 No Comments

Regolamento Agcom su diritto d’autore. Dopo la decisione odierna del Tar Lazio le associazioni di Consumatori e gli operatori di TLC di Confcommercio chiedono lo STOP all’Autorità.

 

accesdeniedProsegue la battaglia intrapresa da Movimento di difesa del Cittadino, Altroconsumo, Assintel e Assoprovider-Confcommercio per denunciare le violazioni dei diritti dei cittadini e delle imprese contenute nel nuovo Regolamento Agcom sul diritto d’autore in vigore dal 31 Marzo.

 

Per le associazioni l’entrata in vigore del Regolamento comporta la possibilità per gli utenti della rete di vedersi cancellati i propri siti internet, i blog, i forum senza neppure avere, adeguata conoscenza di una procedura amministrativa di tipo sanzionatorio a loro carico essendo prevista solo una comunicazione a mezzo mail semplice neppure certificata.

 

Queste ed altre contestazioni di diritto sono state mosse dalle associazioni al Tribunale Amministrativo Regionale del  Lazio dove questa mattina si è svolta la prima udienza del giudizio.

 

Preso atto delle richieste delle Associazioni rappresentate dall’Avv.  Fulvio Sarzana di S. Ippolito, dello Studio Legale Sarzana,  il Tar, ritenendo la questione di particolare delicatezza e rilevanza ha fissato a brevissimo l’udienza per la decisione al 25 giugno 2014.

 

Soddisfazione per la sensibilità dimostrata dai Giudici amministrativi è  stata espressa dal Vicepresidente Nazionale MDC Francesco Luongo, da Marco Pierani Responsabile affari istituzionali di Altroconsumo e da  Dino Bortolotto Presidente Assoprovider-Confcommercio, i quali a questo punto chiedono con forza all’AGCOM una moratoria nell’applicazione del  Regolamento all’esame del Tar almeno fino alla Sentenza di primo grado, per evitare che eventuali provvedimenti vengano assunti in base  ad una norma che potrebbe essere dichiarata illegittima in tutto o in parte.

 

Una circostanza che avrebbe riflessi decisivi:

 

a)  Sulla legittimità delle decisioni assunte dall’Autorità.

 

b) Sui consumatori italiani che si vedrebbero inibiti i siti internet in base ad un regolamento che di qui a qualche settimana potrebbe essere dichiarato illegittimo.

 

c) Sulla regolarità delle spese  che l’Autorità sta disponendo per attuare i nuovi poteri che si è conferita  in base alla disposizione.

 

c) Nei confronti dei  provider italiani sui quali potrebbe ricadere l’onere economico  delle citazioni in giudizio, per cifre anche rilevanti, dai legittimi titolari dei siti, in virtù di un blocco dichiarato illegittimo.

 

Nel frattempo le associazioni stanno procedendo ad interessare anche gli  organismi competenti dell’Unione Europea di quanto sta accadendo ed accadrà in Italia alla luce dell’entrata in vigore del Regolamento e sui  riflessi che questo avrà sulla vita dei cittadini e delle imprese su internet.

Fulvio Sarzana

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Published by on aprile 9th, 2014 No Comments

Roma, 31 marzo 2014. Sala del Mappamondo. Camera dei Deputati ” Internet e libertà d’espressione. C’è bisogno di nuove leggi?”.

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Fulvio Sarzana

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Published by on marzo 21st, 2014 No Comments

L’AGCOM, il diritto d’autore e il Partito Nazionale Fascista.

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L’ AGCOM, il diritto d’autore e il Partito Nazionale Fascista.

La sezione del sito dell’AGCOM  contenente la legge sul diritto d’autore attribuisce,  tra gli altri aventi diritto,  al partito nazionale fascista (P.N.F)  la titolarità del diritto d’autore.

E non è, purtroppo, uno scherzo.

 

L’aggiornamento è tutto si sa.

Soprattutto se si è in procinto di assumere le vesti di possibile censore del web, come  farà AGCOM  a partire dal 31 Marzo prossimo, data di entrata in vigore del contestatissimo regolamento sul diritto d’autore.

Sarà per questo forse che sul sito dell’AGCOM ( in una sezione peraltro non più aggiornata dal 2009) la legge 633/1941  sul diritto d’autore, cardine dell’intero sistema del copyright italico, riporta tra i titolari del diritto d’autore anche il Partito Nazionale Fascista.

Il Partito Nazionale Fascista???? Nel 2014?

Si tratta forse di un refuso? Di un errore di battitura?

No, non è un refuso, molto semplicemente  la legge 633 del 1941 ( anche se ne esiste una versione più recente in altra sezione)  presente  sul sito dell’AGCOM, appunto la legge tutt’ora in vigore sul diritto d’autore,  viene riportata nella versione in vigore durante il Regime fascista.

Basta cercare peraltro su Google “legge 633 e AGCOM”  ed  il link contenente l’aggiornatissima legge appare, come primo risultato del motore di ricerca, in tutto il suo splendore.

Secondo gli art 11 e 29 della legge riportata sul sito dunque  “Alle amministrazioni dello stato, al partito nazionale fascista, alle province ed ai comuni spetta il diritto di autore sulle opere create e pubblicate sotto il loro nome ed a loro conto e spese.”

Eppure parrebbe  che anche nel 2009, data di ultimo aggiornamento della sezione contenente la pagina,  fosse già in vigore una Costituzione, una forma di governo repubblicana, una ripartizione dei poteri che assegna all’autorità giudiziaria il compito di giudicare dei diritti dei cittadini.

Viene da chiedersi  quali saranno gli strumenti adottati per rimuovere i siti, sperando che non siano a base di  manganello e  di olio di ricino.

L’Italia sotto questo profilo, ha già dato.

A questo punto non resta che riportare su AGCOM il pensiero di due vecchi marpioni della politica: Fabrizio Rondolino e Claudio Velardi, che dalle colonne del loro blog: http://www.thefrontpage.it/   e attraverso le parole del blogger  Massimo Micucci, hanno vergato parole a pennello per il nuovo ruolo di AGCOM.

“La nobile e preparatissima Super-Agenzia diventa anche “camera delle corporazioni” per l’accordo tra le parti e “comitato prezzi amministrati del Diritto d’autore” e forse sarà anche esattore in nome degli editori? Appena si saranno riposati dal massacro dei parenti se lo studieranno i Nord Coreani.”

Nell’anno del Signore 2014,  che dovrebbe sancire l’ingresso trionfale del nostro Paese nell’empireo dell’Agenda digitale, le nostre pubbliche amministrazioni riportano ancora le versioni delle norme dell’epoca fascista.

Salvo imprevisti, dal 31 Marzo prossimo,  ai poveri blogger italiani  non resterà altro, una volta raggiunti dalla longa manus dell’AGCOM, pronunciare la fatidica frase “Eia Eia Alalà” e ritirarsi in buon ordine.

Fulvio Sarzana

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Published by on marzo 20th, 2014 No Comments